

Paesaggi
siberiani
In questo reportage vi
mostriamo cosa sono capaci di creare 3 giorni ininterrotti di nebbia con temperature
abbondantemente sotto lo zero: la nebbia brinosa, a contatto con gli alberi e con
qualsiasi oggetto, forma un abbondante strato di ghiaccio denominato "galaverna"
che, se abbinato alle campagne innevate da una recente nevicata, regala panorami veramente
nordici.
(A cura di Alessandro Bruscagin)

San Prospero, Modena. E' la mattina del 19 gennaio 2002. L'Europa, Italia compresa, è interessata da quasi due mesi da una prevalenza di correnti fredde settentrionali. Le perturbazioni atlantiche, apportatrici di
tempo umido, mite e piovoso, sono
bloccate al largo
dell'Oceano Atlantico a causa della persistente azione di un tenace anticiclone che da
diverse settimane impedisce loro di entrare sul vecchio Continente. Nel contesto di alta
pressione, ogni tanto qualche rapida perturbazione proveniente dal Nord Europa, se non
addirittura dalla Siberia (come ad esempio è accaduto il 13 dicembre
2001), lascia cadere alcune
nevicate sulle pianure emiliane. La neve, date le basse temperature, resta al suolo per giorni e giorni, e contribuisce lei stessa a mantenere gelida la
temperatura dell'aria. Se poi ci si aggiunge la nebbia, ecco che il cocktail è completo,
e si vengono a creare stupendi paesaggi da pieno inverno.

La temperatura minima va sotto lo zero tutte le notti dai primi di dicembre, e si attesta spessissimo su valori di -8 / -9°C. Poche ore prima dello scatto della fotografia
qui sopra, poi, il termometro della stazione meteorologica di San Prospero ha toccato il
ragguardevole valore di -11,2°C, grazie alla complicità dei banchi di nebbia
presenti al suolo, del cielo sereno e dell'effetto albedo prodotto dai 7 cm di neve ancora presenti al suolo dalla nevicata del 15 gennaio. Dopo 3 giorni di nebbia ininterrotta, con la colonnina di mercurio sempre sotto lo
zero anche durante il giorno, durante la mattina del 19 gennaio spunta il sole e la nebbia
si dissolve. Ciò permette di ammirare questi splendidi paesaggi siberiani.

Le piante di bambù fotografate qui sopra sono letteralmente crollate sotto il peso della galaverna. La galaverna è un fenomeno che si verifica praticamente tutti gli inverni nelle pianure modenesi, ma non è frequentissimo che questa persista anche durante le ore più calde del giorno. E' per questo che in genere si formano pochi millimetri di ghiaccio sulle piante, che poi cadono durante il pomeriggio per riformarsi la notte. In questi giorni, invece, 72 ore ininterrotte di nebbia brinosa hanno portato spessori variabili dai 2 ai 3 cm sui rami.

Per dimostrarvi il ragguardevole spessore del ghiaccio, potete osservare la foto qui sopra, che però è stata scattata nel pomeriggio del 18 gennaio, e cioè il giorno prima rispetto alle altre foto. 23 mm di galaverna, che sarebbero poi diventati 35 la mattina successiva.

I 3,5 cm di galaverna sono ammirabili su questo ramo di vite. Nonostante l'eccezionalità dell'evento di questi giorni, negli anni passati vi è stata una formazione di ghiaccio sui rami notevolmente superiore a questa: a cavallo tra il dicembre 1989 ed il gennaio 1990, nella bassa modenese si sono avuti quasi 15 giorni consecutivi di nebbia brinosa (15 giorni sono 360 ore, e 360 ore sono veramente tante). Lo spessore della galaverna raggiunse valori record di 10 cm ed oltre, provocando numerosi danni alle piante, che si spezzavano sotto al peso del ghiaccio.

Quello qui sopra è un primo piano delle fibre di ghiaccio sul ramo di un noce. Putroppo, poche ore dopo queste fotografie, l'intenso soleggiamento dovuto alla scomparsa della nebbia avrebbe provocato la distruzione di questi scenari fiabeschi, facendo cadere tutta la galaverna al suolo e lasciando spogli gli alberi.

Poco dopo mezzogiorno, infatti, sotto ad ogni pianta si verifica una vera e propria "nevicata" di galaverna, che imbianca il suolo per diversi centimetri. Occorre prestare attenzione sulle strade, in quanto improvvisamente ci si imbatte da una strada pulita e secca ad un tratto bianco e ghiacciato da un cospicuo strato di "pseudo-neve".

La chiamiamo "pseudo-neve" proprio perchè è di una consistenza totalmente diversa dai veri e propri fiocchi. Infatti, nell'immagine qui sopra, abbiamo effettuato uno zoom sul manto bianco presente sotto agli alberi. Potete notare come si tratti chiaramente di fibre di ghiaccio di diverse dimensioni.

In certi punti, come qui sopra, arriviamo a misurare oltre 3 cm di galaverna depositata al suolo.


La stazione meteorologica di San Prospero è avvolta da numerose "fioriture" di brina e galaverna. L'anemometro si è temporaneamente bloccato a causa del ghiaccio. Tuttavia, le rilevazioni non sono state sfalsate in quanto vi è assoluta calma di vento.

Guardate questa catena esposta in pieno alla nebbia brinosa: in basso a sinistra potete vedere un anello appositamente liberato per poter mettere in evidenza la differenza con il restante cordone metallico. E' veramente suggestivo vedere come il ghiaccio si sia formato esclusivamente sul lato destro della catena, rivolto verso Ovest. Durante le gelide alte pressioni invernali, infatti, nella bassa modenese spira sempre una impercettibile brezza dai quadranti occidentali.
Concludiamo questo reportage con altre piccole istantanee scattate il 18 ed il 19 gennaio 2002:

Il ramo di un abete, del quale non sono più distinguibili nemmeno gli aghi, talmente abbondante è stato l'accumulo di galaverna.

Un pino marittimo, sicuramente non a proprio agio in simili gelide condizioni.

Un altro abete completamente imbiancato.

Un ultimo primo piano delle fibre di ghiaccio che fioriscono ora dopo ora.
Per consigli e suggerimenti: meteoprospero@tin.it