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CTGAcronimi: CTG = CardioTocoGrafia NST = Non Stress Test E' un esame diagnostico non invasivo, facilmente ripetibile e non molto costoso. Si esegue, in genere, nel terzo trimestre di gravidanza. Valuta il tono basale delle cellule muscolari uterine e le eventuali contrazioni (tocografia) in relazione all'attività cardiaca fetale (cardio) e all'attività motoria fetale (tronco e arti). In mani esperte ed abbinato ad altre metodiche, specie ecografiche, permette di riconoscere stati di sofferenza fetale franca o iniziale, altrimenti indiagnosticate. Purtroppo anche la CTG non ha una sensibilità del 100%: ci sono più frequentemente falsi negativi che falsi positivi; la valutazione deve anche tenere conto, naturalmente, d'eventuali altre patologie materne e/o fetali, ma, nonostante tutto, è un esame abbastanza affidabile. Quasi sempre per dirimere dubbi interpretativi è sufficiente ripetere l'esame con una frequenza maggiore rispetto al normale. Ma qual è il normale? In genere, se la gravidanza procede bene e non vi sono altre patologie concomitanti, il primo 'tracciato' si esegue intorno alla 36a-37a settimana di gestazione (calcolata dal primo giorno dell'ultima mestruazione). Si piò cominciare anche prima, ma una valutazione attendibile è comunque possibile ottenerla soltanto dopo la 30ª settimana. In generale il Ginecologo che valuta il tracciato decide volta per volta la data del successivo controllo. Il secondo ed il terzo esame è programmato dopo una settimana dal precedente, dalla 38ª settimana l'intervallo potrebbe essere di 4-5 giorni. Man mano che ci si avvicina alla data presunta del parto si accorcia l'intervallo. Dopo la 40ª-41ª settimana andrebbe effettuato una volta al giorno o, anche, più volte al giorno. Qual è il motivo di questo intensificarsi della frequenza? Il più facile da spiegarsi, per i non addetti ai lavori, è il seguente: avvicinandosi e superando la DPP (Data Probabile del Parto) la previsione di benessere fetale che si effettua etichettando il tracciato "reattivo", è sempre più difficile e di durata minore. Così come quando saliamo le scale, camminiamo o facciamo un movimento che implica la partecipazione di un buon numero di muscoli il nostro cuore reagisce accelerando i suoi battiti rispetto alla frequenza basale (anche la frequenza di base ha le sue oscillazioni), analogamente il cuore fetale che ha una sua frequenza di base (110-160 battiti al minuto), una sua variabilità della frequenza basale e ha anche le sue brave accelerazioni perché il suo cuore reagisce agli eventi che si verificano nell'utero (contrazioni uterine, movimenti fetali complessi, schiacciamento e/o stiramento del cordone ombelicale) con accelerazioni della frequenza cardiaca (devono avere una certa morfologia). Se questa reazione o le oscillazioni della frequenza di base non si verificano o non sono sufficientemente ampie, si può concludere, con estrema sintesi, non è tutto così semplice, che il tracciato, e quindi il feto in esame, non è reattivo. Il cuore fetale non reagisce più ai normali stimoli e quindi è molto probabile che ci sia sofferenza fetale. Presso la IV Clinica Ginecologica ed Ostetrica si prenota, possibilmente personalmente, presso l'Ambulatorio di Cardiotocografia situato al piano terra. Fornirsi di prescrizione medica su ricettario regionale per numero tre esami.
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