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Il
più diffuso, usato ed efficace è il contraccettivo orale combinato più
comunemente noto come "pillola"
Si
dice combinato poiché la sua formulazione comprende due ormoni:
l'estrogeno e un progestinico in formulazione fissa per ogni compressa o
variabile (pillole multifasiche)
Gli
estrogeni che si usano sono in genere due, derivati sintetici
dell'Estradiolo, l'etinilestradiolo ed il mestranolo. Il loro dosaggio è
importante: gli effetti collaterali sono dosedipendenti
Attualmente
si sa che gli effetti collaterali cardiovascolari sono dovuti alla
stimolazione dose correlata del processo trombotico da parte degli
estrogeni
La
componente progestinica: oltre alla funzione propria di progestinici, in
passato spesso avevano anche una residua azione androgenica ed anabolica
ed una debole attività estrogenica. Nelle attuali "pillole" a
basso dosaggio questi effetti non hanno alcuna importanza clinica (effetto
dose correlato)
Tutti
i progestinici hanno una certa potenzialità di diminuire la tolleranza al
glucosio e di aumentare la insulinoresistenza, ma con i bassi dosaggi
attuali l'impatto clinico, se c'è, è minimo o trascurabile
I
nuovi progestinici (desogestrel, gestodene) hanno un effetto androgenico
molto basso, tanto da aumentare la SHBG e ridurre il testosterone libero
circolante (importante per acne, irsutismo, migliorano il profilo
colesterolo-lipoproteine)
Formulazioni
multifasiche: quantità variabili di estrogeno e progestinico a mimare
il ciclo fisiologico. Dal punto di vista clinico non esistono vantaggi o
svantaggi clinici fra le varie formulazioni monofasiche o bi/trifasiche
La pillola si assume per tre settimane su quattro.
Impedisce
l'ovulazione inibendo la secrezione delle gonadotropine sia a livello
ipotalamico che ipofisario.
Il
progestinico principalmente sopprime la secrezione di LH e quindi
impedisce la ovulazione, mentre l'estrogeno sopprime la secrezione di FSH
perciò ostacola la selezione e la comparsa di un follicolo dominante.
L'estrogeno
stabilizza l'endometrio per evitare perdite ematiche ed è necessario per
potenziare l'azione del progestinico.
Il
progestinico produce un endometrio non adatto all'impianto dell'ovulo, con
ghiandole scarse e atrofiche, il muco cervicale diventa denso e
impermeabile al passaggio dello sperma.
Usato
bene e senza alterare la pausa di 7 gg ha una efficacia del 99,9%
Se
si somministra solo una piccola dose di progestinico (minipillola) la
efficacia si riduce di molto
(per formulazioni a basso dosaggio: Estrogeni
< 50 µg)
Patologia
Cardiovascolare: rischio lievemente maggiore per fumatrici oltre i 35
anni.
Non
esistono prove di un aumentato rischio di patologia cardiovascolare tra le
donne che hanno usato in passato contraccettivi orali
Studi
sul sistema emocoagulativo hanno concluso che le formulazioni a
basso dosaggio, sia monofasiche che multifasiche, non hanno un impatto
clinico significativo sul sistema emocoagulativo: piccoli aumenti di
formazione di trombina sono compensati da una maggiore attività
fibrinolitica
Riduzione
del rischio relativo di infarto del miocardio e di ischemia
cerebrale tra le utilizzatrici al di sotto di 40 anni di pillole a basso
dosaggio
Ipertensione:
piccoli incrementi poco significativi sul piano clinico nel 5% dei casi;
sembra un effetto di idiosincrasia
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influenzato
dalla componente progestinica |
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nessuna
variazione al test di tolleranza al glucosio |
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l'uso della
pillola non è causa di aumento di incidenza del diabete |
patologia
colestatica acuta e cronica: controindicazione assoluta
pregresse
epatopatie: superata la fase acuta si può usare la pillola
(Controindicazione relativa)
cistifellea:
modesto aumento del rischio relativo di patologia della cistifellea
(calcolosi)
continuano
a essere effetti indesiderati, ma la loro incidenza è bassa con le
pillole a basso dosaggio. Sono più intensi nei primi mesi di uso e nella
maggior parte dei casi scompaiono gradualmente. L'aumento di peso in
genere risponde al trattamento dietetico. In qualche caso bisogna
interrompere il trattamento per ritornare al peso iniziale.
La
pillola è controindicata nelle donne con malassorbimento intestinale per
la perdita di efficacia.
Benché
rara, si verifica occasionalmente una riduzione della libido che
può indurre a ricercare un metodo contraccettivo alternativo
In
qualche raro caso si associa depressione. Sospensione della pillola
Cancro
dell'endometrio: l'uso della pillola è protettivo. L'uso per almeno
12 mesi riduce il rischio del 50%; massimo effetto protettivo dopo 3 anni
d'uso. La protezione persiste per più di 15 anni dopo la sospensione ed
è maggiore per le donne a più alto rischio (nullipare e a bassa
parità). Valido anche per le pillole a basso dosaggio
Cancro
dell'ovaio: rischio ridotto del 40% rispetto alle non utilizzatrici.
L'effetto cresce con la durata del trattamento: occorrono 5-10 anni per
renderlo completo e continua per almeno 10-15 anni alla sospensione
Cancro
del collo dell'utero: nelle donne che usano la pillola non si ha un
maggior rischio di cancro invasivo della cervice, un apparente maggior
rischio di carcinoma in situ è dovuto alla maggiore esecuzione di
pap-test che le donne attuano durante la utilizzazione della pillola. Il
Contraccettivo Ormonale non maschera le alterazioni cellulari per cui un
pap-test annuale è sufficiente per fare diagnosi precoce.
I principali fattori di rischio per il cancro del collo
dell'utero: numero di partner, età del primo rapporto, papilloma
virus, fumo)
Tumori
del fegato: rischio aumentato di porpora e adenomi correlato alla
dose. Regrediscono con la sospensione
Cancro
della mammella: dati controversi ed incerti, comunque sembrerebbe che
l'uso prolungato durante l'età riproduttiva NON si associa ad un aumento
significativo di rischio dopo i 45 anni. Esiste una possibilità che un
sottogruppo di donne giovani che intraprendono precocemente la CO e per
più di 4 anni corra un rischio lievemente aumentato (rischio relativo
inferiore a 1.5) di cancro della mammella prima dei 45 anni
UNA GRAVIDANZA A TERMINE NELLA DONNA GIOVANE PROTEGGE
NEI CONFRONTI DEL CANCRO DELLA MAMMELLA
Uso
involontario in gravidanza: rischio di anomalia congenita grave non è
superiore al tasso generale del 2-3%
Fertilità
successiva: lieve ritardo nel ritornare ad una fertilità normale
L'unica
ragione per consigliare che le donne rimandino per uno o due mesi, dopo la
interruzione della pillola, i tentativi di concepimento, è quella di
migliorare la precisione della valutazione dell'età gestazionale
permettendo l'identificazione dell'ultimo ciclo mestruale spontaneo
La
"amenorrea postpillola" non esiste. Ha una incidenza dello
0.7-0.8%, uguale a quella della amenorrea secondaria spontanea
L'uso
per più di 12 mesi della pillola protegge dalle malattie sessualmente
trasmesse e dalla malattia infiammatoria pelvica riducendone la gravità.
In qualche caso si usa come terapia la pillola
 | Tromboflebiti, disturbi tromboembolici, patologia
cerebrovascolare, occlusione coronarica, pregressa storia di queste
patologie o condizioni predisponenti a tali patologie |
 | Funzionalità epatica marcatamente compromessa.
Quando la funzionalità torna normale si può utilizzare la pillola |
 | Cancro della mammella accertato o sospetto |
 | Anormale emorragia vaginale non diagnosticata |
 | Gravidanza accertata o sospetta |
 | Fumatrici oltre i 35 anni |
 | Lupus Eritematoso Sistemico |
 | Trigliceridi elevati |
 | Emicrania: alcune donne riferiscono una
diminuzione della sintomatologia. Meglio evitare l'uso quando si
associa sintomatologia neurologica |
 | Ipertensione: <35 anni, sana, pressione ben
controllata farmacologicamente può usare la C.O. |
 | Leiomiomi uterini: con le formulazioni a basso
dosaggio non ci sono problemi |
 | Diabete Gestazionale: da valutare caso per
caso, comunque le donne con pregresso diabete gestazionale possono
utilizzare i C.O. a basso dosaggio purché eseguano un controllo
semestrale della glicemia a digiuno |
 | Diabete Mellito: valutare caso per caso |
 | Interventi chirurgici di elezione: sospendere
tre mesi prima l'intervento |
 | Epilessia: la pillola non aggrava la
epilessia, ma i farmaci antiepilettici possono diminuire l'efficacia
della pillola |
 | Pregesso ittero ostruttivo in gravidanza:
valutare caso per caso |
 | Anemia falciforme: controverso |
 | Patologia della cistifellea: possono insorgere
crisi sintomatiche in donne affette da calcolosi o con storia positiva
per colecistopatia |
 | Fumatrici: più di 15 sigarette < 35 anni |
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Inizio
assunzione: primo giorno della mestruazione |
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Inizio
efficacia: primo giorno di assunzione |
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Assumere i
confetti seguendo l'ordine per 21 giorni consecutivi, possibilmente
sempre alla stessa ora. Alla fine della confezione osservare 7 giorni
di intervallo e poi cominciare una nuova confezione. |
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Durante
l'intervallo compare la pseudomestruzione |
NON VI E' ALCUN MOTIVO DI OSSERVARE UN PERIODO
DI SOSPENSIONE PERIODICO: GLI EFFETTI COLLATERALI NON DIMINUISCONO
Se
si dimentica una pillola, bisogna assumerla appena ci si accorge
della dimenticanza e prendere la successiva come al solito. Nessun rischio
di gravidanza
Se
si dimenticano due pillole durante le prime due settimane è
consigliabile un metodo contraccettivo aggiuntivo nei 7 giorni successivi
Se
si dimenticano 2 pillole durante la terza settimana o se più di
due pillole in qualsiasi periodo, deve essere aggiunta un'altra forma
di contraccezione per quel mese
 | Contraccezione efficace |
 | minore necessità di aborto |
 | minore necessità di sterilizzazione chirurgica |
 | minore incidenza di cancro dell'endometrio |
 | minore incidenza di cancro dell'ovaio |
 | minore incidenza di patologia benigna della mammella |
 | minore incidenza di gravidanze ectopiche |
 | mestruazioni più regolari |
 | minore flusso |
 | minore dismenorrea |
 | minore anemia |
 | minore incidenza di salpingite |
 | minore incidenza di artrite reumatoide |
 | maggiore densità ossea |
 | probabile minore incidenza di endometriosi |
 | possibile minore incidenza di aterosclerosi |
 | possibile minore incidenza di fibromi |
 | possibile minore incidenza di cisti ovariche |
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aggiornata il 23/10/2001 |