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Sono sette i nuovi nomi di dominio:
aero biz coop info museum name pro

Approvati da Icann i Tld che affiancheranno quelli "storici". Perplessità sulle modalità di scelta e dubbi sull'universalità di alcuni suffissi: si tratta, comunque, di un momento storico per la Rete, che cambierà davvero

di Marco Mazzei 
MyTech Milano 17 novembre 2000 

Le previsioni di questa mattina sui potenziali nuovi nomi di dominio non si sono rilevate del tutto esatte; anzi, il consiglio direttivo di Icann (Internet corporation for assigned names and numbers) ha riletto quasi totalmente le indicazioni dello staff che ha valutato i domini proposti.
Per essere più precisi il consiglio ha introdotto una doppia chiave di lettura, sulla quale non abbiamo le idee chiarissime, a dire la verità. Proviamo a spiegarci. La questione dei nuovi nomi di dominio di primo livello (lo ribadiamo, i Top level domain sono i classici .com, .org, .net, .edu, .mil, .int; a questi si affiancano quelli geografici - chiamati Country code top level domain che indicano i vari Paesi, per esempio .it) non riguarda solo l'esigenza di allargare lo spazio su Internet, ma soprattutto la parziale liberalizzazione della gestione; chi ha proposto nuovi nomi di dominio si è anche candidato (perché questi erano i termini della richiesta di Icann) per diventare il gestore unico di quel dominio. Per questa ragione la valutazione di tutte le proposte doveva procedere su un doppio binario: il nuovo Tld in quanto tale (ovviamente un .kdkadajdk sarebbe stato bocciato, per intenderci) e la capacità (tecnica, economica, strategica) di gestirlo. Questo doppio binario, però, nella lunga discussione del consiglio direttivo si è spesso intrecciato in modo un po' ambiguo; tanto che, per esempio, è stata avanzata l'idea di chiedere al proponente la modifica del Tld perché magari piaceva l'idea "aziendale" (nel senso: una società affidabile, ricca, ben condotta), ma non il dominio proposto.
Inoltre il consiglio è stato un po' titubante prima di decidere una linea sulla quantità di domini accettabili da ogni singolo ente: alla fine ha scelto, nella sostanza, di non assegnare più di un Tld per proponente, cercando di tenere conto di quale fosse la richiesta primaria indicata dal proponente stesso.

I promossi
Jvteam sarà il gestore del database per il dominio .biz: dedicato e destinato al mondo delle imprese e del commercio; non saranno venduti domini .biz a privati. La forza della proposta va ricercare soprattutto nel peso del proponente.
Altro caso di azienda "forte" è quello di Afilias; si tratta di un consorzio di registrar (le aziende che hanno in gestione da un registry un particolare nome di dominio), che aveva proposto, nell'ordine, tre Tld: .web, .info e .site. Afilias pensava a un dominio generico, gradito anche fuori dagli Stati Uniti, che potesse essere usato da tutti. Evidentemente .web sarebbe stato il più adatto. E infatti .web è stato dal lato dei promossi fino all'ultimo momento; sono poi subentrate perplessità legate al fatto che il Tld era stato richiesto anche da altri, che lo avevano supportato nei mesi scorsi anche con più forza rispetto ad Afilias, ma che alla fine non avevano i numeri per gestirlo. Così il consiglio ha deciso di premiare la seconda proposta di Afilias ed è passato .info; in Italia si potrebbe pensare che sia un'abbreviazione per informazione, invece sarà un dominio per le informazioni, quindi assolutamente generico. È probabile che .web diventerà un Tld riservato, nel senso che non sarà più proponibile.
Se .biz è stato approvato per l'uso commerciale, .name è stato scelto come Tld per uso personale; l'obiettivo di The Global Name Registry è dare un nome a tutti. La discussione del consiglio su questa proposta è stata rapidissima: è piaciuto subito a tutti.
Decisamente sconcertante, invece, la scelta di .pro perché dalle valutazioni preliminari della commissione che ha esaminato tutte le richieste (precisiamo: decine e decine di pagine contenenti piani finanziari e tecnici) emergono dubbi fortissimi sulla possibilità che Registrypro possa garantire nel tempo la stabilità che un gestore di database deve invece avere. Ma tant'è, il consiglio non ne ha parlato e nel bocciare il .law perché troppo specifico (avvocati) e americano, ha approvato il .pro per il mondo delle professioni e dei professionisti. L'avvocato Mario Rossi potrà registrare mariorossi.law.pro, il medico Mario Rossi potrà avere mariorossi.med.pro e così via.
Gli altri tre Tld hanno ricevuto molti consensi. Il mondo dei musei (con il proprio rappresentante istituzionale "certifcato", Museum Domain Management Association) avrà il proprio .museum (inutile aggiungere che si tratta di un Tld specifico e chiuso); le compagnie aeree potranno contare su .aero supportato da Sita che è anche oggi il punto di riferimento per la gestione delle informazioni nel settore (il consiglio ha scelto la seconda proposta di Sita, perché la prima - .air - era troppo generica e avrebbe potuto confondere le idee; anche .aero sarà un Tld chiuso); le cooperative avranno un .coop tutto per loro. Su quest'ultimo qualche perplessità va sollevata: la proposta arriva dalla lega americana delle cooperative (National Cooperative Business Association), il rischio che si tratti di una gestione in qualche modo locale c'è senz'altro; nei progetti di Ncba c'è anche l'idea di aprire con il tempo dei domini secondari per le varie categorie (agriculture.coop, per esempio) e forse anche ulteriori domini con indicazioni geografiche; questa seconda possibile evoluzione sarebbe certamente auspicabile per evitare che il .coop diventi un altro dominio tutto americano.
Torneremo nelle prossime ore ad affrontare il tema dei domini bocciati, perché ci sono interessanti spunti sulla possibile evoluzione di Internet.