| 29 dicembre 2004 |
Il 26 dicembre sono arrivare le prime notizie sul gigantesco maremoto che ha colpito le coste di
molti paesi dell'Oceano Indiano, ma è solo dopo un paio di giorni che la tragedia mostra tutta
la sua estensione. C'è poco da dire e l'effetto è, per quanto mi riguarda, un senso di impotenza rispetto
alle immani forze della natura e rispetto a ciò che si vorrebbe poter fare per aiutare le
popolazioni colpite.
Visto che ho in casa una stazione da radioamatore, ho cercato di fare ascolto ed anche
qualche chiamata per cercare eventualmente di essere utile per le comunicazioni tra
le zone colpite e l'Italia, con scarso successo. A quanto pare sono stati utili
soprattutto i cellulari satellitari, mentre anche Internet ha fatto la sua parte, dalle
zone interne dotate di alimentazione elettrica.
Come si saprà poi, le onde corte sono state utili soprattutto nelle isole Andamane,
grazie a Devulapalli Bharathi Prasad, che ha lanciato l'allarme e coordinato i
primi soccorsi dell'India con la sua stazione VU4RBI, dotata di gruppo elettrogeno.
La signora Prasad, di solito VU2RBI, fa parte di una associazione di radioamatori ed aveva avuto il
permesso di attivare, insieme al marito ed altri tre operatori, le stazioni VU4RBI e VU4NRO dalle
isole Andamane e Nicobare, a partire dal 3 dicembre 2004. Si sono quindi trovati sul posto
quando è arrivato il maremoto e sono stati essenziali nelle prime comunicazioni di emergenza.
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| 16 dicembre 2004 |
E' un paio di giorni che il mio PC casalingo è bombardato da messaggi e-mail di errore,
provenienti da destinatari inesistenti, anche se ho spedito pochissime lettere.
Come ho scoperto, si tratta dell'operato del nuovo worm (verme) informatico
chiamato Zafi.D. Oggi ho scaricato un antivirus per ripulire il mio PC dal
pericoloso grume di bit che apre, tra le altre cose, una porta che consente agli estranei
di intrufolarsi nei propri dati.
Consiglio vivamente a tutti di dotarsi di un programma di firewall individuale,
per proteggere il proprio PC dagli accessi indesiderati da Internet. Io ne ho
acquistato uno oltre un anno fa e rimasi allibito nel leggere le varie segnalazioni
che arrivavano dal programma. Entro cinque minuti dalla mia connessione ad Internet
c'erano già diversi tentativi di assalto, utilizzanti trojan horse ed altre
tecniche, provenienti da computer localizzati in Italia, Stati Uniti, Filippine, ecc.
Da rimanere a bocca aperta, nel vedere in quanti tentano di leggere i dati altrui, per
cui mi raccomando, installate un bel sistema di protezione oppure, in alternativa,
usate un secondo PC per memorizzare i dati importanti e questo PC non collegatelo mai
ad Internet.
Viviamo nell'epoca della morte della privacy (ammesso che sia mai stata viva...).
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| 11 dicembre 2004 |
Uno dei vantaggi che si ha a gestire un blog che nessuno legge, è che si
può polemizzare più o meno con chiunque, senza poi fare il conto con le risposte,
che per l'appunto non ci sono.
Così oggi mi divertirò a polemizzare a distanza con il filosofo Massimo Cacciari che
in una intervista televisiva ha detto che secondo lui la politica non può essere
ridotta a buona amministrazione, ma deve in qualche modo fare sognare la gente,
incarnare qualche aspirazione profonda, declinare i desideri di trasformazione
della realtà presente.
Verrebbe quasi da dargli ragione, perché in effetti si rischia oggi di essere
travolti dai dettagli inessenziali, mentre, dopo la morte di tutte le ideologie,
il vuoto da esse lasciato rischia di essere riempito da sette, congreghe,
organizzazioni pseudoscientifiche ecc., che in effetti sono oggi più diffuse
che mai.
Eppure, se ci penso, il discorso non mi convince per niente, perché se guardiamo
alla storia del secolo scorso, i disastri peggiori li hanno combinati proprio le idee
che miravano a cambiare radicalmente la società ed i singoli individui.
Sono stati insomma quelli che volevano creare l'uomo nuovo a fare le
guerre, sono stati loro i torturatori ed i massacratori di persone e di intere
popolazioni.
Iniziò prima il comunismo sovietico, con l'idea di far nascere un nuovo tipo di essere umano,
avulso dagli interessi personali e tutto dedito all'interesse generale, tanto che più
che di una realizzazione pratica del marxismo, si deve probabilmente parlare di un russovismo
estremista. E se ci sono dei contadini che vogliono continuare a lavorare da soli
il proprio piccolo campo? Nessun problema, li si elimina.
E poi ci sono stati il fascismo ed il nazismo, dove l'uomo era nuovo non solo nei
confronti della società, ma addirittura a livello biologico, con gli scienziati costretti
ad inventare di sana pianta delle palesi idiozie sulla razza superiore e via
cianciando. Tra l'altro, pensate a come sarebbero stati contenti i nazisti, se avessero
avuto a disposizione l'ingegneria genetica. Brrr... vengono i brividi solo a pensarci!
Così l'uomo nuovo e la società nuova nessuno li ha visti e nel frattempo sono morte
decine di milioni di persone, con intere nazioni rase al suolo. Francamente, preferisco
fare a meno delle utopie ed avere invece a che fare con dei
buoni amministratori (ma sì!), che modifichino lo stato presente delle cose
con gradualità e saggezza.
Tra l'altro, a parlare di uomini nuovi e razze superiori sono buoni tutti, anche l'ultimo
degli idioti ne sarebbe capace (e infatti...), mentre gestire un paese in modo che
ognuno possa realizzare al meglio le proprie aspirazioni individuali, senza creare
scompensi a livello sociale, ammortizzare le asprezze e gli eccessi di una sia pur
necessaria economia di mercato, garantire standard di vita accettabili per tutta
la popolazione, mantenere la concorrenzialità delle proprie imprese, ridurre
gli squilibri tra le varie aree geografiche, stimolare la cultura, la creatività,
la ricerca, ecco, questo sì che è complicato!
E allora, meglio dei buoni amministratori che degli utopisti, anche se ciò non
deve significare la stasi assoluta (ciò per cui sospetto che Cacciari abbia fatto
questo discorso).
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| 7 dicembre 2004 |
Ah, dimenticavo una cosa sempre a proposito del comico Dario Vergassola.
Tempo fa l'ho intravisto durante uno zapping serale in un
programma di quiz su Italia 1, dove i partecipanti sono inseriti in una
specie di casa vista in trasparenza. Insomma, è uno di quei programmi che
non guardo mai, ma quando ho intravisto la faccia di Dario, mi sono fermato
qualche secondo.
Il presentatore stava dicendo, non so per quale motivo: "Ma che devo fare? Mi
devo spogliare nudo?". E Vergassola fa: "Ma tanto da casa nessuno si accorgerebbe
della differenza".
La cosa divertente, a parte la battuta in sé esilarante (se per chi legge non è
così, fermatevi un attimo a riflettere...), è che nessuno l'ha notata, neanche
il conduttore del programma, che ha continuato come se niente fosse.
Grande!
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| 6 dicembre 2004 |
Con la noia totale che ammorba la maggior parte dei programmi televisivi in onda di
questi tempi, ne vorrei segnalare uno che mi ha strappato qualche sorriso.
Si tratta di Parla con me, in onda la domenica alle 23.20 su Rai Tre, con
Serena Dandini e Dario Vergassola. Innanzitutto va detto che la Dandini non finisce
di stupire. Magari ci si aspettava l'ennesimo programma satirico orientato,
completato da gaffe tecniche da manuale (come quando per criticare la legge Gasparri
ha mostrato un ricevitore DTT con un mattone dentro ed ha detto che non funziona,
così quando la gente scoprirà che invece funziona, cosa penserà?), ma Serena
Dandini ha saputo invece reinventarsi un ruolo come intervistatrice, lieve ed ironica,
di personaggi conosciuti e meno conosciuti, ma tutti comunque molto interessanti.
Il tutto completato dalle battute surreali di un Dario Vergassola tornato
decisamente in forma, anche lui dopo qualche recente infortunio televisivo. E con
il contorno di una banda di pazzi che si autodefiniscono musicisti e che in realtà
lo sono molto più di quanto non sembri.
Insomma, il programmino funziona, le persone intervistate emergono per quel che
sono, senza forzature, le battute sono tutte simpatiche e qualcuna assolutamente
strepitosa. Peccato per l'orario un po' tardo (io lo anticiperei di un'ora), ma
è sicuramente da consigliare e con la Dandini si va a letto più sereni (no, un attimo, ma
che avete capito, NON in quel senso!).
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