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[...] Un gruppo di prigionieri bianchi, uomini, donne, e bambini erano riuniti insieme quando uno degli uomini con calma si rivolse ad una guardia seneca nella sua propria lingua e chiese cosa intendevano fare di loro. La guardia, sorpresa, mandò a chiamare Brant che fissò con severità l'uomo, alto e muscoloso, di circa cinquantacinque anni e dal volto consumato dalle intemperie. Il Mohawk sapeva che l'uomo era John O'Bail (scritto anche nei documenti coloniali come O'Beal, O'Ball, e Abeel), e i due parlarono per un po'. In gioventù O'Bail aveva vissuto con gli indiani e per un certo tempo aveva avuto una moglie seneca. Dopo che questa morì egli tornò nel Mohawk e condusse una vita incerta come agricoltore, trapper, interprete indiano, e scout. Brant ordinò di trovare in fretta Cornplanter. Prima di lasciare la vallata, Cornplanter andò dai prigionieri e studiò
attentamente O'Bail.
"Quella donna era mia madre; io sono tuo figlio." Prese O'Bail in disparte e gli disse "Se ora scegli di seguirmi e di vivere col mio popolo, ti prometto che ti curerò amorevolmente nella tua vecchiaia con molta carne di cervo e che vivrai negli agi. Ma se la tua scelta è di tornare dal tuo popolo e vivere coi tuoi figli bianchi, manderò un gruppo dei miei giovani guerrieri per scortarvi in salvo." "Sono un uomo bianco. Ho moglie e figli. Ritorno dalla mia gente," disse
O'Bail. Giacca Rossa, Brant, e Cornplanter costituirono il grande triumvirato di capi irochesi che guidò il proprio popolo nel difficile dopoguerra della Rivoluzione. In tarda età Cornplanter divenne un fanatico religioso e un aspro nemico di Giacca Rossa. Nell'inverno del 1801-1802, visitò Washington come ospite di Jefferson che divenne un suo frequente corrispondente. Cornplanter morì il 18 febbraio 1836, all'età di "circa cent'anni" in una riserva di novecento acri in Pennsylvania.
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