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McIntosh

Dipinto da:
Charles Bird King
Washington, 1825 (?)

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Il nome di McIntosh è legato alla storia non per le sue gesta in guerra ma per la sua presa di posizione nella questione della rimozione degli Indiani, che gli valse sia l'elogio che la condanna tra il popolo Creek.

L'ombra dell'uomo bianco "affamato di terra" cadde sui Creek per la prima volta nel 1802 quando fu firmato un accordo dalla Georgia e dal governo federale, in cui entrambe le parti stabilivano che gli "Stati Uniti dovranno, a proprie spese, estinguere, per uso della Georgia, quanto prima può essere pacificamente eseguito, in termini ragionevoli, il diritto indiano alle terre entro la biforcazione dei fiumi Oconnee e Oakmulgee...e che gli Stati Uniti dovranno...anche estinguere il diritto indiano a tutte le altre terre all' interno dello Stato della Georgia."

Si trattava di un tentativo di impadronirsi delle terre che si sarebbe rivelato funesto; di un contratto che avrebbe finito col privare i Creek della loro terra ancestrale. Naturalmente, non furono consultati.
Dal 1803 al 1821 molte delegazioni indiane arrivarono a Washington per "estinguere"-l'eufemismo preferito dai politici di inizio diciannovesimo secolo per rubare la terra agli Indiani d'America -i diritti sulle loro abitazioni.

Anno dopo anno le loro proprietà sparivano. In un consiglio quindici milioni di acri furono ceduti firmando un trattato; il governo degli Stati Uniti pagò $1.250.000 per le terre. I Creek cominciarono ad allarmarsi. Nel 1811, durante il famoso consiglio di Broken Arrow [Freccia Spezzata], approvarono una legge tribale che vietava, sotto pena di morte, ad ogni capo Creek di vendere la terra della nazione.

Lo Stato della Georgia si spazientì e fece pressione su Washington perché convocasse più consigli e forzasse i Creek a cedere più terra. Ma dopo Broken Arrow i capi rifiutarono di presentarsi ai consigli.
[...]
Gli Stati Uniti risposero alla Georgia che stavano facendo tutto quello che era pacificamente possibile fare. Come scrisse il colonnello McKenney all'epoca, i miglioramenti per i Creek di cui la Georgia si lamentava così aspramente erano "solo la continuazione della politica adottata da Washington...[la politica] che uno penserebbe non aver bisogno di nessuna difesa davanti a un popolo civile e cristiano...."

Sotto pressione-e ovvie bustarelle-McIntosh e alcuni capi minori firmarono il trattato di Indian Springs il 12 febbraio 1825, cedendo alla Georgia vasti tratti del territorio indiano.
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I Creek, che McKenney definì "molto eccitati", incaricarono una squadra di esecuzione di cercare McIntosh, che reclamò la protezione promessagli dalla Georgia. Il 1° maggio, McIntosh fu ucciso da uno sparo e con lui Etomie Tustennuggee, un altro capo. Un mezzo-sangue, Sam Hawkins, fu impiccato, mentre suo fratello Ben fu seriamente ferito.

McIntosh lasciò dietro di sé una tribù divisa. Una fazione credeva che egli avesse agito bene e seguì suo figlio, Chilly McIntosh, nell'ovest dopo che ebbero ceduto le loro terre con un trattato firmato a Washington il 24 gennaio 1826 per $100.000. L'altra fazione cedette subito le proprie terre alla Georgia e passò in Alabama. Anche questo stato domandò che fossero trasferiti. Alla fine "questo sfortunato popolo", come li definì McKenney, seguì anch'esso Chilly McIntosh nell'ovest. Non ci fu una riconciliazione immediata; entrambe le fazioni combatterono finché una pace amara fu infine elaborata.

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