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Un capo Shawnee e un generale americano sedevano su una panca al termine di
un amaro ed esplosivo consiglio. L'indiano continuava a distendersi in tutta la
sua persona finché il generale raggiunse l'estremità della panca. Quando
protestò che stava per essere spinto fuori, l'indiano sorrise torvamente. [...] Il fratello più giovane [di Tecumseh] si chiamava inizialmente Lalawethika (un'approssimativa traduzione dallo Shawnee può essere "sonaglio" o uno strumento dell genere). Egli lo cambiò subito in Ten-skwa-ta-wa-skwate (dallo Shawnee skwate, porta, e thenui, essere aperta). [...] Tecumseh rifiutò sempre di toccare l'alcool, ma suo fratello, Tenskwatawa, era un ubriacone spavaldo e vanaglorioso. Aveva perso un occhio da bambino e portava un fazzoletto sopra l'orbita vuota, che gli dava l'apparenza di un pirata corso. Improvvisamente nel 1805, quando un fervore religioso dilagò per la frontiera, scoprì la religione e divenne un mistico. Il Profeta da ubriaco divenne un predicatore errante e un nemico dell' "acqua velenosa" dell'uomo bianco. Era un potente oratore e l'intensità del suo messaggio cominciò a raggiungere le tribù. Ma le sue parole erano quelle di Tecumseh: gli Indiani dovevano abbandonare la vita dell'uomo bianco e tornare sulla via dei loro padri. [...]
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