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Tenskwatawa, il Profeta, Fratello di Tecumseh

Dipinto da:
Charles Bird King

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Un capo Shawnee e un generale americano sedevano su una panca al termine di un amaro ed esplosivo consiglio. L'indiano continuava a distendersi in tutta la sua persona finché il generale raggiunse l'estremità della panca. Quando protestò che stava per essere spinto fuori, l'indiano sorrise torvamente.
"E' quello che l'uomo bianco sta facendo agli indiani," disse Tecumseh al Generale William Henry Harrison.

[...]

Il fratello più giovane [di Tecumseh] si chiamava inizialmente Lalawethika (un'approssimativa traduzione dallo Shawnee può essere "sonaglio" o uno strumento dell genere). Egli lo cambiò subito in Ten-skwa-ta-wa-skwate (dallo Shawnee skwate, porta, e thenui, essere aperta).

[...]

Tecumseh rifiutò sempre di toccare l'alcool, ma suo fratello, Tenskwatawa, era un ubriacone spavaldo e vanaglorioso. Aveva perso un occhio da bambino e portava un fazzoletto sopra l'orbita vuota, che gli dava l'apparenza di un pirata corso. Improvvisamente nel 1805, quando un fervore religioso dilagò per la frontiera, scoprì la religione e divenne un mistico.

Il Profeta da ubriaco divenne un predicatore errante e un nemico dell' "acqua velenosa" dell'uomo bianco. Era un potente oratore e l'intensità del suo messaggio cominciò a raggiungere le tribù. Ma le sue parole erano quelle di Tecumseh: gli Indiani dovevano abbandonare la vita dell'uomo bianco e tornare sulla via dei loro padri.

[...]

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