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Wabishkeepenas, o Piccione Bianco

Originale di:
James Otto Lewis
,consiglio di Fond du Lac, 1826

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[...] Il colonnello McKenney stava scrivendo un rapporto per il Segretario di Guerra James Barbour quando improvvisamente si accorse di un Indiano davanti all'uscio.

In seguito ricordò quanto fu impressionato dalla faccia scarna e scura del guerriero, dalle sue guance incavate e dai suoi occhi febbricitanti. L'Indiano fissò McKenney per lungo tempo in silenzio, poi alzò lentamente il braccio ossuto e mormorò qualcosa in Chippewa.

McKenney chiamò il suo interprete, ma prima che questi potesse arrivare l'Indiano scomparve nella foresta.

La faccia dell'uomo, chiaramente malato, ossessionava McKenney, che ordinò all'interprete di trovarlo. Alla vigilia delle cerimonie di apertura del consiglio l'interprete si presentò assieme al Chippewa e raccontò a McKenney la sua storia.

Sei anni prima, il governatore Lewis Cass e Henry R. Schoolcraft, il giovane esploratore, etnologista e uno degli agenti di McKenney, avevano esplorato la regione dei Laghi Superiori. Una delle loro missioni era di trovare il leggendario masso di rame-poi conosciuto come il masso di rame Ontonagon-e Piccione Bianco fu scelto come loro guida.

Il Chippewa era a disagio; il masso di rame era visto come un manito, un luogo sacro che guidava i loro destini, ed era considerato un sacrilegio che un uomo bianco lo visitasse.

Piccione Bianco era consapevole dei sentimenti della sua gente e condusse Cass e Schoolcraft in un modo bizzarro e indiretto che alla fine li lasciò lontani diverse miglia dal masso.

Cass scelse una nuova guida e Piccione Bianco ritornò al suo villaggio, dove fu tenuto un consiglio che arrivò all'ironica conclusione che Piccione Bianco non solo aveva offeso Cass, il rappresentante del Grande Padre, ma che era stato guidato lontano dal luogo sacro dalle divinità. Lo sfortunato guerriero fu così bandito dal villaggio.

La cattiva sorte gli si attaccò addosso; le frecce che tirava contro la selvaggina fallivano il bersaglio. Il suo fucile si inceppò e spaccò la canna. La sua famiglia lo ripudiò. Il suo cavallo sparì e nel suo villaggio la gente diceva continuamente di saperlo: Piccione Bianco era un uomo condannato. Per sei anni aveva vagato per la foresta vivendo di piccola cacciagione e di radici. McKenney scrisse:
"Privato delle sue attività abituali e del suo coraggio, destituito della fiducia e del rispetto di se stesso, sembrava aver conservato a fatica il desiderio o la capacità di procurarsi giorno per giorno il cibo."

Dopo aver ascoltato la storia di Piccione Bianco, McKenney informò Cass e Schoolcraft, i quali si turbarono nell'apprendere di essere la causa delle misere condizioni di vita del Chippewa. McKenney ricordò anni dopo:
"Essi stabilirono di reintegrarlo nella posizione da cui era caduto, e riempitolo di regali...la sua colpa fu perdonata, e la sua sorte cambiata."

[...]

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