Gigi Malaroda

 candidato indipendente nelle liste del

Partito della Rifondazione Comunista

Elezioni Regionali Piemonte - Circoscrizione Provincia di Torino

 

 

IL “MIO” PROGRAMMA ELETTORALE

 

Mi è stato chiesto in questi giorni da qualcuno quale fosse il “mio” programma elettorale, quasi che presentarsi come indipendenti volesse dire avere la responsabilità di costruire per proprio conto tutto un programma complessivo. Allora provo a chiarire come la penso, in proposito, nel modo più sintetico possibile.

In politica il compito della sintesi e del “programma”, che io preferisco chiamare progetto, spetta evidentemente alle istanze collettive. I movimenti per quanto riguarda l’espressione di una progettualità specifica ed in qualche modo i partiti per una dimensione più generale; a questo in particolare servono o dovrebbero servire i partiti, che potrebbero raccogliere e gestire quel che dai diversi settori della società civile cresce in una prospettiva più complessa. La crisi della forma-partito, a mio parere di fatto piuttosto avanzata, deriva anche dalla difficoltà ad operare questa sorte di sintesi progettuale in una dinamica sociale sempre più complessa. La nascita del “movimento dei movimenti” non è certo casuale ma esprime mi sembra in modo evidente l’esigenza di sviluppare una dimensione più ampia in cui collocare l’espressione di diverse forme di soggettività.

Rifondazione Comunista ha cercato di colloquiare negli anni più recenti con queste nuove forme di espressione politica; questo la distingue dalle altre formazioni politiche della sinistra, in cui certo ci sono persone che lo hanno fatto ma non si è mai messa minimamente in discussione la dimensione della forma-partito. Per me questo rappresenta l’elemento di maggior interesse di questa formazione politica, perché è importante per i movimenti che vogliano incidere nella realtà trovare dei referenti politici per mediare il rapporto con il piano istituzionale. In questo periodo la mia impressione è per certi aspetti di una sorte di “ripiegamento” verso la forma-partito, che necessariamente pone qualche ostacolo all’osmosi coi movimenti, necessaria per rendere respirabile l’aria di quella politica che rischia d’essere mefitica se resta nel chiuso dei palazzi. Per questo quando qualcuno mi ha chiesto se io sia legato alla mozione due piuttosto che alla quattro o alla uno ho provato un certo senso d’estraneità: massimo rispetto per questo dibattito, ma ho l’impressione che si svolga in una dimensione un po’ autoreferenziale e non sia collegato a processi sociali anche esterni al partito.

Con tutto ciò evidentemente non disconosco la funzione di un partito come luogo di confronto politico ed elaborazione progettuale. R.C. esprime posizioni quasi sempre da me largamente condivise e se ad un programma generale ci si deve rifare evidentemente mi rifaccio al suo, visto che ho accettato la proposta di candidatura che mi è stata fatta in questa lista. Quello che io rivendico, e che ritengo e spero sia del tutto coerente con questo programma, è un metodo di relazione con le dinamiche sociali che mette al primo posto l’attenzione verso i movimenti, verso quelle forme che sostengono che “un altro mondo è possibile(e necessario)”. Credo che così si applichi anche nel modo più corretto la concezione marxiana del comunismo come quel ”movimento che tende a trasformare lo stato presente delle cose”, pesantemente smentita dallo statalismo staliniano. Penso sia importante che il confronto con questi movimenti costituisca ovunque possibile una pratica costante per un partito che si vuole espressione di questo processo. Nella pratica di movimento gay ho avuto occasione di conoscere, insieme a tante compagne e compagni, una persona che dentro le istituzioni mi sembra mettesse in pratica questa logica: Mario Contu, purtroppo recentemente scomparso. Mentre discutevamo in consiglio comunale su come sviluppare la proposta di istituire un registro cittadino delle coppie di fatto, il costante rapporto di confronto con i gruppi gay lesbici era davvero mantenuto, anche grazie al suo impegno. Mi sembra un bell’esempio.

 

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ultimo aggiornamento

11/03/2005