Quando nel 1943 Baade introdusse il concetto di popolazioni stellari basandosi sulla differenza di colore esistente tra le stelle dei nuclei galattici e quelle delle braccia a spirale, anche la differenza morfologica e di colore esistente tra i diagrammi HR degli ammassi galattici e quelli globulari ricevette grande attenzione in questo senso.
Molto spesso il concetto di popolazione stellare è utilizzato dagli astronomi in senso largo per indicare:
a) Differenze di età - le stelle di popolazione II sono mediamente più antiche e rappresentano la prima generazione stellare della galassia.
b) Differenza di composizione chimica - le osservazioni spettroscopiche indicano che le stelle di popolazione I sono più ricche di metalli per un fattore da 2 a 10 rispetto a quelle di popolazione II.
c) Differenze di ubicazione nella galassia - le stelle presenti nelle spire della galassia sono formate esclusivamente da stelle di popolazione I, mentre a distanze medio grandi dal piano galattico si trovano solo stelle di popolazione II.
d) Differenze cinematiche - le stelle di popolazione II possiedono tutte elevata velocità relativa rispetto al sole.
Rappresentanti tipici delle stelle di popolazione I sono :
1) Ammassi Galattici Aperti
2) Associazioni stellari OB
3) Stelle O e B del campo
4) Regioni H II
Rappresentanti tipici delle stelle di popolazione II sono:
1) Ammassi Globulari
2) Subnane ad alta velocità
3) Variabili RR Lyrae
4) Stelle dell'alone galattico
Presumibilmente per una variazione
della composizione chimica generale della galassia la formazione di stelle
di popolazione II è cessata circa 10 10 anni fa.
FOTOMETRIA UBV E DETERMINAZIONE
DEL RAPPORTO [Fe/H]
Nel 1954 Miss Roman (Roman N.G. 1954 A.J. 59, 307 ) studiando le subnane ad
alta velocità, quindi stelle di popolazione II, osservò che
queste stelle generavano un eccesso ultravioletto chiaramente misurabile e
visibile plottando la loro posizione su un diagramma colore magnitudine rispetto
per esempio alle stelle delle Iadi .
Fu anche spettroscopicamente notato che per le stelle di bassa velocità
relativa le righe metalliche sono più forti (Strong - line Stars) rispetto
a quelle di alta velocità relativa (Weak - line stars).
Dopo questa scoperta molti autori suggerirono che l'eccesso ultravioletto
osservato nelle subnane dovesse essere interpretato come differenza di composizione
chimica.
Se ad una certa lunghezza d'onda nello spettro di una stella sul flusso monocromatico
si sovrappongono in gran numero di righe spettrali deboli e non risolte si
produce un effetto chiamato effetto blanketing.
Questo effetto è duplice da un lato:
1) la presenza di un gran numero di righe aumenta l'opacità dell'atmosfera stellare e pertanto modifica la temperatura producendone una rapida caduta nelle parti più alte della fotosfera.
dall'altro:
2) L'addensamento casuale di molte righe in certe regioni dello rispetto ad altre determina una depressione delle prime e per la conservazione del flusso totale una elevazione delle seconde.
Di conseguenza il colore risulta modificato e l'eccesso di colore così prodotto è una quantità che dipende dalla intensità delle righe spettrali e quindi dalla metallicità.
Nel contesto della fotometria UBV è questo secondo effetto che ci interessa e che può essere osservato nel diagramma due colori e sia nel diagramma HR.
Da studi spettroscopici è risultato che a parità di temperatura effettiva i colori B-V e U-B devono risultare più forti quanto maggiore è il contenuto metallico.
Vediamo nel diagramma due colori la posizione
di quattro stelle (A,B,C,D) di uguale tipo spettrale ma di diverso contenuto
metallico (Crescente da A a D):
Nel diagramma due colori le quattro stelle si dispongono sopra una linea come si vede dal grafico fig 1. La linea ABCD si dice linea di blanketing.
Per ogni punto nella regione che corrisponde alle classi spettrali G e K passa una linea di blanketing che taglia la linea corrispondente ai membri di un ammasso, per esempio li Iadi, nel punto corrispondente alla metallicità di quest'ultimo.
Nella fig. 1 si è assunto che il punto A corrisponda all'ammasso campione. La differenza d(U-B) è la quantità osservata che permette di determinare il rapporto [Fe/H] utilizzando dati fotometrici UBV.
Per la determinazione del valore normalizzato a B-V = 0,6 di d(U-B) HR TRACE utilizza la tabella di normalizzazione di Sandage (Sandage A. 1969 Ap. J. 158, 1115) come segue :
d
= f(B-V) per diversi valori di d(0,6)
|
(1) (B-V) |
(2) Iadi (U-B) |
(3) Limite (U-B) |
(4) dMax |
(5) d(0.6)/dMax |
0.35 |
0.03 |
-0.22 |
0.25 |
1.24 |
0.4 |
0.01 |
-0.25 |
0.26 |
1.19 |
0.45 |
0 |
-0.27 |
0.27 |
1.15 |
0.5 |
0.03 |
-0.25 |
0.28 |
1.11 |
0.55 |
0.08 |
-0.22 |
0.3 |
1.03 |
0.6 |
0.13 |
-0.18 |
0.31 |
1 |
0.65 |
0.19 |
-0.11 |
0.3 |
1.03 |
0.7 |
0.25 |
-0.03 |
0.28 |
1.1 |
0.75 |
0.34 |
0.08 |
0.26 |
1.19 |
0.8 |
0.43 |
0.19 |
0.24 |
1.29 |
0.85 |
0.54 |
0.32 |
0.22 |
1.41 |
0.9 |
0.64 |
0.44 |
0.2 |
1.55 |
0.95 |
0.74 |
0.55 |
0.19 |
1.63 |
1 |
0.84 |
0.67 |
0.17 |
1.82 |
1.05 |
0.94 |
0.79 |
0.15 |
2.06 |
1.1 |
0.99 |
0.87 |
0.12 |
2.58 |
Questa tabella può essere usata per determinare d(0,6) Per ogni stella di cui si conosca B-Vo e d(U-B)interpolando tra le colonne 1 - 4 e 5.
LA RELAZIONE d(U-B)0.6, [Fe/H]
Per la determinazione di [Fe/H] Hr Trace utilizza la relazione di Cameron (Cameron M.L. 1985 A&A 146, 59)
[Fe/H] = +0,08 -4,93d - 13,51d2
Dove d = d(U-B)0,6.
Dove si notano le differenze anticipazioni sul diagramma HR
Il diagramma HR è un diagramma evolutivo, ci mostra cioè il grado di evoluzione raggiunto dagli oggetti in esso rappresentati.
Nella nostra galassia, così come in ogni altra, ci sono stelle giovani di media età e stelle molto invecchiate (evolute).
Tutte queste tre categorie trovano una loro propria allocazione (posizione) nel diagramma HR in funzione della massa iniziale e della composizione chimica, secondo il teorema di Wogt-Russel.
TEOREMA DI WOGT – RUSSEL:
la posizione di una stella nel diagramma HR è completamente determinata dalla sua massa, composizione chimica ed età.
Le popolazioni stellari e le loro differenze sul diagramma HR
Le stelle più vicine al nostro sole, le stelle presenti nelle braccia a spirale della galassia e quelle degli ammassi galattici aperti di cui conosciamo la magnitudine assoluta, si adeguano al diagramma HR di figura (2). Per buona parte della prima metà del secolo scorso gli astronomi ritennero che tutte le stelle vicine e lontane seguissero in qualche modo la relazione determinata in figura (2).

fig. (2) Diagramma Colore-Magnitudine per le stelle vicine al sole.
Fu H.Shapley che analizzando magnitudini e colori dei membri degli ammassi globulari dell’alone galattico, si accorse che, contrariamente a quanto ci si poteva aspettare, qui le stelle più luminose sono rosse e non blu e la sequenza principale è molto debole poco estesa al punto di sembrare quasi mancante. Per questo tipo di oggetti, l’intero diagramma colore – magnitudine assume la forma di una y coricata su un fianco vedi figura sottostante fig. 3:
Fig. 3
Chi comprese pienamente la differenza tra i due diagrammi fu W. Baade, che negli anni della seconda guerra mondiale risolvendo le stelle nel nucleo centrale di M31, con il telescopio Hooke da 100 pollici di Mount Wilson, notò che le stelle più brillanti erano anche qui rosse e non blu.
La scoperta di Baade dimostra l’esistenza di due tipi di popolazioni stellari, dove le stelle che appartengono alla popolazione di tipo I dominante le braccia e il disco galattico seguono il diagramma di Hertzsprung – Russel, mentre quelle dell’alone galattico e del nucleo di popolazione II, seguono l’andamento dei diagrammi colore - magnitudine dei globulari.
I due diagrammi a confronto diretto

Fig.(4):diagramma c-m popolazione II Fig.(5):diagramma c- m popolazione I
La diversità dei due diagrammi di fig. 4 e 5 risulta evidente all’osservazione, ed esprime la diversità evolutiva dei due tipi di popolazioni fotografate ad un certo istante.
In fig. 5 la sequenza principale è ben presente ed estesa coprendo un range da magnitudine assoluta -7 a +12 per gli ammassi più giovani, mentre la stessa sequenza non supera la magnitudine assoluta + 4 per i globulari fig. 4.
Sembrerebbe quindi lecito pensare che per qualche meccanismo intrinseco delle stelle, le giganti OB della parte alta della Zams si trasformino, con l’andare del tempo, in giganti rosse andando così ad occupare la posizione caratteristica sul diagramma riservato a questo tipo di stelle.
Oggi sappiamo dai teorici, che in realtà questo processo di lento consumo della sequenza principale è esattamente ciò che succede, perché le stelle blu con l’andare del tempo si trasformano andando a occupare le regioni rosse del diagramma HR.
Si dice che la sequenza principale si sgretola partendo dall’alto verso il basso. Questo fenomeno è prodotto dalla trasformazione dell’idrogeno in elio e la velocità a cui avviene e funzione della massa iniziale, così che le stelle giganti blu maggiormente massive, si trasformeranno in giganti rosse in un tempo sensibilmente minore rispetto a stelle come il nostro sole.
Quando nel nucleo di una gigante blu le riserve di idrogeno vanno verso l’esaurimento, viene a cadere la pressione di radiazione che garantisce l’equilibrio idrostatico opponendosi alla gravità che tende, invece, a far implodere la stella.
A causa della caduta della pressione di radiazione, provocata dalla diminuita produzione energetica del nucleo per mancanza di combustibile, succede che il nucleo stesso subisce un collasso verso una nuova configurazione di equilibrio.
A seguito di questo collasso viene liberata una grande quantità di energia e il nucleo si riscalda nuovamente mentre gli strati esterni della stella si espandono, il raggio quindi aumenta e di conseguenza le parti periferiche si raffreddano così stella si trasforma da gigante blu a gigante rossa.
I teorici hanno calcolato che ammassi globulari con sequenze principali sgretolate fino a magnitudine assoluta + 4, devono avere un età di circa 15 miliardi di anni.
In queste circostanze è chiaro che le stelle di popolazione II rappresentano la popolazione stellare più antica della galassia formatasi durante la prima generazione stellare.
Al contrario evidentemente le stelle appartenenti agli ammassi aperti di popolazione I sono stelle giovani, dei primi tipi spettrali fortemente massive.
Esiste anche un altro tipo di popolazione stellare quella di disco, che riempie gli spazi tra le braccia a spirale e forma la gran parte del nucleo della galassia. La popolazione di disco ha caratteristiche intermedie tra la I e la II.