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Il
diodo è un dispositivo bipolare che presenta UN SOLO verso di
conduzione, caratterizzato in queste condizioni una resistenza
nulla. Nel caso inverso, il diodo si comporta come una
resistenza infinita, ovvero non conduce.
Diodo Ideale: Nel caso in cui avviene la
conduzione si dice che il diodo è polarizzato direttamente,
quando invece si comporta da resistenza infinita, si dice che
è polarizzato inversamente.
Diodo Reale: Il suo funzionamento è molto
simile a quello del diodo ideale, ma con qualche differenza.
Per entrare in conduzione, si ha bisogno di superare la
cosiddetta tensione di soglia (0,4 - 0,5 V). Una volta
superata, indipendentemente dalla corrente che lo attraversa,
il diodo presenta ai suoi capi una caduta di tensione costante
(0,7 - 0,9 V).
Quando il diodo è polarizzato inversamente, la corrente che
lo attraversa non è del tutto nulla, ma trascurabile e ciò
avviene fino a quando non viene superata la tensione di
"rottura", che causa una disfunzione permanente del
dispositivo.
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I diodi in commercio sono in
genere di due tipi: al Silicio e al Germanio, entrambi
elementi semiconduttori. Prendendo in esame i diodi al
Silicio, essi da un punto di vista fisico sono composti da una
giunzione PN, ovvero da un'unione di una zona di Silicio
drogata N con una zona drogata P. Il drogaggio consiste
nell'introdurre nel Silicio delle impurità che ne modificano
le caratteristiche funzionali. Il drogaggio N ne aumenta la
conducibilità attraverso cariche di tipo negativo, il
drogaggio P attraverso cariche di tipo positivo.
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Un particolare
diodo è lo ZENER, che in polarizzazione diretta si
comporta come un generico diodo, ma in polarizzazione inversa
presenta valori di rottura abbastanza bassi e noti con
precisione.
Un altro diodo degno di nota è il Diodo LED (Light
Emission Diode), che se polarizzato direttamente oltre a
condurre corrente, emette luce. In quanto presenta una
tensione di rottura molto bassa, il Diodo LED non va mai
polarizzato inversamente.
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