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giovedì, novembre 17, 2005

COME ERAVAMO 6


Torniamo ad una vecchia e cara rubrica, postando una foto che amo molto.
Ma era davvero questo il vero Walter?

Quando l'ho visto l'ultima volta, poche settimane fa, mi ha fatto un bell'effetto. Era rilassato ma non angelico, saggio ma non illuminato, come dire, era più umano.
Magari ha fatto una partizione, come si fa con un hard-disc. Una parte di se l'ha dedicata completamente al suo Credo, e l'altra (piccola ma sta venendo fuori!!!) l'ha preservata per le vecchie cose, quelle che gli fanno ancora luccicare gli occhi.

Il Vecchio Walter è una specie di Fantasma, e mi piace l'idea che infesti questo blog, che lo trasformi in una sorta di Casa Stregata.
E come succede in tutte le storie di fantasmi, bisogna trovare il modo per far riposare una volta per tutte lo Spiritello Birboncello!!!!
Avete qualche idea?

Adios!

3 Comments:

idiodona said...

certamente!!
per far riposare lo spirito birboncello, niente di meglio di un bicchiere di brunello!!!
se dal bicchiere poi, si passa al fiasco, niente da dire, ma mi sento un pò lasco...
ma riassumendo il tutto in un sunto ormai noto: a passar dall'uno all'altro ci rimane un del vuoto!

17 novembre, 2005 22:36

 
caos said...

una volta ..
un naso con la carta d'identita' disse:
BOLOGNESE BRUCIA BOLOGNESE!!!
(c'ho le prove!!!)

beh il concetto potrebbe essere valido anche per il vecchio straccio da soffitta menzionato in continuazione dal sudetto naso errante!!!!

ahahhahahahahah

18 novembre, 2005 00:35

 
Lo stregone cromato said...

Passo leggero fra le vostre case, nelle stanze dei vostri sudori, osservo attento l'incessante essere delle vostre vite...
Chi sono io? La coscienza del mondo, il mondo che reclama la sua preda, la verità che il mondo deve annuncire:
Non scapperai, non fuggirai, sarò sempre lì ad aspettarti piccolo omucolo sulle spalle di noi giganti.

Tommaso Guzzo, questo è il tuo nome...chi sono io?
Il carnefice che farà a brandelli le tue carni...
Chi di blog ferisce di blog perisce...

Tu sei un figlio dell'infamia e della corruzione,
cantore delle libertà che solo tu, con il tuo, pardon di tuo padre, vil denaro sei in grado di vivere senza nulla fare.
Per terra cerchi le verità da maiale, prenditi le ghiande ma lasciaci le ali.
Sei la zecca dell'umanità, succhi ciò che trovi e non ti curi di affetti e sentimeti, consumi tutto, la tua vita per primo, amici, parenti, tutto per cosa?

Il lavoro rende l'uomo libero,
ma tu che canti libertà vivi appoggiato come un nano sulle spalle di noi giganti.

Povero uomo, ma questo in realtà tu non lo sei, mezzo uomo, mal riuscito, mai finito, senza anima, senza cuore...un giorno non lontano pagherai, se già oggi nella tua solitudine, nella tua amicizia fatta di vuoto tu non stia già pagando...

Possa Iddio avere pietà di te...

Lo Strerone Cromato
tratto da "Le verità mai dette"

28 novembre, 2005 18:47

 

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