INDIFFERENZA

In una fredda giornata di Novembre, mi ritrovo a scrivere due righe su questo blog, mentre Kiki pulisce il bagno (e i peli di Pjotr appena lavato) e Jo se la dorme della grassa.
Leggevamo pochi minuti fa un articolo sull'indifferenza, il diniego, ovvero il nuovo vizio dell'uomo. E' curioso incontrare in un giornale di moda un articolo come questo (l'ultimo ELLE), ma forse non è del tutto strano. Credo che oggi in Italia i giornalisti un po' più liberi ormai possono scrivere solo su giornali NON di attualità. Uno dei tanti paradossi del nostro sistema.
L'articolo ha risvegliato in me un sentimento che mi sovviene ormai da tempo, ovvero una certa antipatia per i cinici e gli indifferenti. Ne conosco alcuni, ma li giustifico (Cionko, Tommy, Ivan, Giommo).
Li giustifico perchè, personalmente, anche se non sono come loro, non faccio certo più di loro per migliorare il mondo. Forse in qualche modo siamo più patetici noi che ci lamentiamo a destra e a sinistra (e non solo politicamente) che loro che la pensano un po' come "tanto il mondo è una merda....!!!!".
Il problema è che il sistema non solo è fornito di una potentissima arma di autodifesa come La Grande Cultura dell'Intrattenimento, che ci distrae con Tette, Culi, Canzoncine, Scarpe di Prada, Splendidi Attori e Sentimenti di Plastica, ma anche di una sorta di Antivirus contro i Ribelli, ingegnoso meccanismo che emargina ed isola i gruppi di gente che vorrebbero dire e fare qualcosa, ma sono annientati dal loro stesso impeto.
Il "Cool Huning", l'Essere Fico, è così ben radicato in noi che davanti a qualsiasi prospettiva NON COOL storciamo il naso. Questo riguarda tutto!!!! Anche Come, Quando, Cosa e Perchè affermare un certo Pensiero.
Su questo Blog abbiamo visto che il Tommy, persona che stimo e alla quale voglio bene in un certo modo, è riuscito a dire TUTTO e il contrario di TUTTO, sempre rimanendo "Cool".
Ha affermato più volte di Odiare i Dogmatici ed amare il Dubbio, ma NON SI E' MAI MESSO IN DUBBIO!!!!
Tommy è una mente brillante e fuori dal comune, ma anche lui (come tutti Noi) non è totalmente libero dal PENSIERO COOL.
Non so esattamente dove voglio andare a parare. Forse voglio coinvolgervi tutti in una discussione da una cinquantina di post, e sarebbe bello, non lo nego. Eppure sono giorni che penso a qualcosa da postare per buttare un po' dai carne sul fuoco.
Noi che abbiamo vissuto il fantasy e abbiamo conosciuto da vicino il Concetto d'Onore, forse
riusciamo a capire quello che voglio dire. L'Onore, quella cosa che ti spinge a fare le cose più impensabili a qualsiasi costo, che ti smuove dentro e ti oscura la visita, è un concetto, a mio parere, assolutamento NON COOL. Ecco dove voglio andare a parare.
Il Nostro Mondo ha schiacciato l'Onore, con i suoi "Political Correct", con i suoi Aperitivi delle 6 dopo il lavoro, con le sue domeniche calcistiche dove ogni anno un giocatore veste una maglia differente, con i suoi Amori intensi ma fuggevoli, con le sue MODE che DEVONO ASSOLUTAMENTE cambiare ogni anno, insomma, con tutto quello che ci viene SOMMINISTATO a palate.
Ecco la grande preda del COOL SYSTEM, il concetto di Onore!!!
Smontati dell'onore, è alquanto difficile incazzarsi abbastanza per trovare il coraggio di fare qualcosa per cambiare il mondo. Smontati dell'onore è facile diventare cinici e indifferenti.
Smontati dell'onore ci si sente a volte come privi di spina dorsale.
Benvenuti in un Mondo di Vermi!!!

82 Comments:
WELCOME IN THIS WORLD.
P.S.
traduco per me stesso:
benvenuti in questo mondo.
20 novembre, 2005 20:44
primo!
questo è cool??!
ok, dai scherzavo...
..inizio, poi dove arrivo non so. carino il concetto di cool. plausibile il target "onore". ma onore come lo hai inteso te, io lo leggo come principi.
il che devo dire un pò mi sorprende, perchè mi sembra che il pensiero anti cool sia dunque il vecchio e masticato principio tradizionale.
l'anti cool è un cultore della tradizione? questo si troverebbe in contrasto con la nostra(credo) comune concezione di alternativo. l'alternativo anti cool per non ricadere in ciò che è cool deve diventare un out sider. ovvero si deve rilegare a principi morali antichi, tradizionli. essere alternativo in altra maniera può essere di nuovo essere cool.
io vedo distintamente che essere cool, al pari di calciatori, veline tuns tuns e quant'altro, sia l'alternativo mi sfarino, la società fa schifo, tutta gente di merda piegati ai dettami della società. credo che, anche questi siano cool nella loro micro società.
una è decisamente più grande dell'altra. ma le dinamiche sono quanto meno simili.
personalmente prediligo l'alternativo del centro sociale, ma non per questo condivido in toto quel suo essere "cool".
i principi morali, se ben seguiti migliorano la società. dal passato ci vengono interessanti insegnamenti, ma lo stampo è di tipo arcaico, quindi tradizionale.
non mi riferisco ai nostri nonni, per tradizionale intendo civiltà lontane nel tempo( magna grecia, romani, antichi cinesi ecc).
di norma alcune cose profondamente giuste, (si possono chiamare principi o onore fate vobis), sono penetrate nel tessuto della storia, nella cultura e nell'arte. tutto a mio parere era in buona evoluzione. il dramma che sancisce il brusco arresto, è da imputare all'avvento del consumismo, del capitalismo, globalizzazione e quant'altro. da quel momento i valori si spostano da una centratura, se volete spirituale e morale dell'uomo, ad una centratura sull'oggetto e sul possesso di esso. fine della civiltà.
credo che essere conformisti sia cool. credo che essere alternativi sia cool.
credo che tirare innanzi facendosi forti di quei principi antichi, sia qualcosa che fa diventare ridicolo il concetto di cool.
probabilmente scatena il rispetto reciproco, poi il rispetto per le cose e quindi il rispetto universale.
credo anche che questo sia uno dei migliori modi per cambiare il mondo.
20 novembre, 2005 21:07
porca paletta secondo... caos di cacca
20 novembre, 2005 21:08
Concordo su molto di quello che hai scritto, Dona.
Il succo è un po' questo: Jovanotti è Alternativo e contro la guerra!!! E' assolutamente Cool.
Però se fosse un eroe della Magna Grecia, o un Centurione Romano, invece di fare le canzoncine e dire da un palco "Love & Peace", direbbe alla fine di un concerto "e adesso tutti quanti andiamo a rompere qualche testa (metaforicamente intendo)". Cioè sarebbe cazzuto, scomodo al punto che i media lo eviterebbero, e lì subentra la sua paura. Quella di mettere in gioco la sua carriera. Un centurione o un guerriero non avevano problemi a mettere in gioco ogni giorno la propria vita.
Faccio riferimento a un personaggio come Jovanotti, che peraltro non conosco e magari è una brava persona, perchè è chiaro che in una società come la nostra sono gli uomini di Televisione sono i nuovi Guerrieri, non so se mi spiego.
Ecco dove l'Onore muore.
Questo succede anche ad alte sfere.
Vedi il Papa appena morto. Anche lui contro la guerra, ma se era cazzuto andava in Iraq prima che iniziassero i bombardamenti. Faceva un polverone, allora magari la gente capiva.....
Se poi i politici sono accomodanti, è perchè è nella loro natura. Il politico è l'uomo del compromesso. La storia ci insegna che non sono certo i politici che devono avere Onore.
L'Onore è per i Guerrieri.
E i guerrieri di oggi sono: i Giornalisti, i personaggi della TV, le Rock Star, i Comici e tutti quelli che hanno un pubblico che gli ascolta.
Non so se mi spiego, ao!!!!
20 novembre, 2005 21:33
NON CREDO!!!
ESSERE GUERRIERI NON VUO,DIRE ESSERE IN VISTA!!!
ESSERE EROE LO VUOL ESSERE!!!!
MA NOI NON LO SIAMO!!!!
ALLORA?
BEH IO VADO PER LA MIA STRADA E SE UN GIORNO MI IMMOLERO',E ANDRA BENE A QUALCUNO DIVERRO' EROE...
FINO AD ALLORA SARO' UN GUERRIERO,PICCOLO E CHE FA SCELTE IMPOPOLARI.
20 novembre, 2005 22:29
Bello sto post, infiammiamolo! ;)
C'è davvero tanta carne al fuoco,
speriamo non si bruci tutta!
Comunque:
1) Non ho mai detto
"questo è un mondo di merda", anzi, IL MONDO E' MERAVIGLIOSO!
Nelle sue contraddizioni,
con i suoi paradossi e controsensi,
nella sua giustizia ingiusta,
IL MONDO RESTA BELLISSIMO.
2) Non credo che "essere cazzuti" significhi quello che pensi tu, Willo: sbaglierò, ma CONTESTARE non serve a gran che...
"Lascia fare, diceva Giolitti"
Quando la gente protestava in piazza
Ed adesso la situazione è davvero cambiata, si contesta su BERSAGLI FITTIZZI, Illusori, la contestazione è diventata la principale valvola di sfogo per la massa, contro bersagli IMMAGINARI E INQUITANTI, tanto Illusori... la contestazione, nel 2005, è una versione moderna dello specchietto delle allodole alimentata dal circuito mediatico.
Credo che PROPORRE sia la strada migliore, più lunga e più difficile, certo, ma la sola in grado di apportare delle modifiche a questo sistema, sempre che il sistema non ti avverta come un "pericolo" e non ti formatti al primo contatto...
Questa strada, però, è molto pericolosa: per modificare la machina machinorum, devi anche tu far parte dei suoi ingranaggi, e questo MODIFICA anche te, inevitabilmente...
Occorre un impegno TITANICO,
per non cadere nella seduzione del potere, e molto Amore. (con la "A")
Di Amore non ne vedo molto nel mondo, Interessi si, ma l'Amore è stato troppo svalutato dal concetto patetico dell'amore cristiano.
Chi parla di amore oggi è un freak o un sessantottino nostalgico, un figlio delle camelie o un gay.
Questi "antivirus" come li chiama il Willo, a mio avviso, SONO IL FRUTTO DELLA CULTURA RACCAPRICCIANTE DALLA QUALE PROVENIAMO.
Questo, spesso, ci sfugge...
I NOSTRI VALORI, LA NOSTRA CULTURA,
E' R A C C A P R I C C I A N T E.
Se ci chiamano "vecchio mondo",
ci sarà un perchè?
Una cultura rigida ed emotivamente ANALFABETA, maschilista, violenta, patriarcale, repressa sessualmente e chiusa ideologicamente...e potrei continuare per anni.
La prima frattura degli anni 60-70 è già stata abbondantemente risarcita dal sistema, anzi, è servita come VACCINO per altri eventuali 68.
La via del cambiamento deve prendere una via diversa, o sarete ETICHETTATI (ovvero eliminati!)
Non contestate il consumismo,
è la mano che vi ha cibato e ciba i vostri figli, o sarete chiamati "comunisti", che non significa più nulla, ma fa molta paura...
Non contestate la guerra,
è grazie a quella che il nostro paese non è ancora stato raso al suolo, o sarete chiamati pacifisti:
"ma la guerra moderna, non dovrebbe portare la pace? allora anche i guerrafondai sono Pacifisti!"
Non fate mai questo tipo di discorso, sareste internati.
Non contestate la violenza,
tutta la nostra società si basa sul tessuto di violenza indotta e riprodotta, mercificata e proposta su milioni di schermi milioni e milioni di volte,
o sarete chiamati non-violenti.
Un etichetta per tutto,
ogni etichetta è come una lapide,
una tomba, da cui non si fugge più.
Se vogliamo cambiare qualcosa,
NON AGIAMO DA VIOLENTI,
senza criticare la violenza: semplicemente VIVETE SENZA FAR RICORSO ALLA VIOLENZA.
Se vogliamo cambiare qualcosa,
NON ANDIAMO IN GUERRA,
senza criticare la Guerra:
ci sarà sempre uno pronto ad imbracciare un fucile, ma non è detto che quello devi essere tu.
Se vogliamo cambiare qualcosa,
NON CONTESTIAMO IL CONSUMISMO:
cerchiamo di costruire, grazie a lui,un futuro migliore per i nostri figli e per i nostri amici e conoscenti, non cadendo nella tentazione della corruzione e del potere: ci sarà sempre un corrotto di merda a questo mondo, ma non è detto che devi esserlo tu.
Insomma.
SIATE L'ESEMPIO PER VOI STESSI.
I nostri comportamenti risuonano
nel mondo, rimbalzano nelle menti,
si replicano e duplicano, anche quando non ce ne accorgiamo.
COSTRUITE, non INCAZZATEVI,
la seconda strada non serve a nulla, credetemi, millenni di governo avranno pure insegnato qualcosa agli stipendiati da matrix, o no?!
Sai quanti sono i "guerrieri",
come li chiami tu,
che sono partiti per salvare il mondo ed ora il loro unico interesse e' SALVARE IL LORO CULO,
il loro posto di lavoro,
i loro privilegi acquisiti,
il loro predominio,
il loro gradino della ziggurath?
Concordo, Matrix preserva se stessa, ma non con un agenti dagli occhiali scuri esperti in arti marziali, SIAMO NOI gli agenti di noi stessi!
Se inforchiamo i ray-ban del la cecità, siamo fottuti...finiti!
Saremo diventati agenti conservatori del sistema, non importa dove il nostro influsso si manifesterà:
saremo come COLLA per il mutamento, INCOLLATI sempre più ad un UNICO modo di vedere il mondo e di concepire i suoi sviluppi e valori.
Forse è questo il vero male di inizio millennio, che infesta anche le alte sfere di potere, minando il vertice e la base della grande piramide splendente...
Non si tratta di indifferenza,
si tratta di EGOCENTRISMO,
del "tutto intorno a me", normalmente una frase per decerebrati mentali con turbe affettive e psichiche, adesso un diffuso spot pubblicitario.
E' una RAPPRESENTAZIONE MENTALE del mondo sempre più condizionata dal futile, dallo spettacolare, dal superficiale, dall'immediato,
che non ci permette di esaminare il mondo con attenzione e di esaminare noi stessi con calma e comprensione.
Si tratta di CONFUSIONE.
Si tratta di DIVISIONE.
Si tratta di un processo ANOMICO di proporzioni IMMANI e devastanti,
a mio avviso, anche nelle alte sfere: è questo che mi da speranza!
SPERANZA!
Anche il più corrotto dei governanti, manifesto od occulto, prima o poi dovrà rendersi conto che il VIRUS si diffonde ovunque, infestando anche i suoi figli,
il futuro del suo gregge,
la salute del branco che governa con il bastone e la carota da millenni.
Neanche "loro" (evitate sta parola, o sarete chiamati "cospirazionisti")
ne sono IMMUNI!
Gli untori si sono ammalati!
Si sono appestati con il loro stesso veleno mediatico, C'è SPERANZA!
C'è speranza, ragazzi, credetemi,
ma la SOFFERENZA che il cambiamento auspicato da molti comporterebbe,
è un prezzo troppo alto anche per chi LOTTA (secondo lui) per il grande cambiamento socio-culturale.
Per adesso basta,
ho già scritto anche troppo.
tom
21 novembre, 2005 00:49
IL DISSENSO NON E' AMMESSO.
"chi ha fame mangi,
chi ha sete beva"
"E chi non ha ne cibo ne acqua?"
domandò subito un uomo della folla
"ecco il solito contestatore,
ecco lo spirito della ribellione!"
IL DISSENSO NON E' AMMESSO.
Ed il poveraccio fu preso a sassate.
"ama il prossimo tuo come te stesso"
"io non mi amo! E non amo voi!"
disse un altro poveraccio,
ma non riuscì a finire la frase,
IL DISSENSO NON E' AMMESSO,
e fu lapidato anche lui.
"Non desiderare la donna d'altri!"
"Ma io sono omosessuale!"
Ormai conoscete il destino di chi mette in luce ciò che deve restare nell'ombra...BANG!
IL DISSENSO NON E' AMMESSO.
"Non uccidere!"
"Allora perchè esiste la guerra?"
BANG! IL DISSENSO NON E' AMMESSO.
"Non Rubare!"
"Ma se mi hanno rubato tutto
ed un altro possiede TROPPO?"
BANG! IL DISSENSO NON E' AMMESSO.
"Non bestemmiare"
"Ma io credo che Dio sia buono e cattivo allo stesso tempo,
maschio e femmina allo stesso tempo, un Dio da amare e moccolare!"
BANG! IL DISSENSO NON E' AMMESSO.
COMMENTO TERMINATO DA MATRIX
21 novembre, 2005 01:10
Ok Tommy, ti rispondo postando un estratto del libro di Chomsky "Capire il Potere", il libro che mi ha aperto gli occhi su molte cose. Questo è il paragrafo della "speranza", dell'"azione".
So che rispetti molto questo autore, quindi credo che terrai conto di questo articolo.
Scusate la lunghezza (sono 5/6 pagine, e se ci sono alcuni errori. l'ho scannerizzato e riportato in word con un programma che a volte si mangia le parole).
Buona lettura!!!
Il primo movimento per la pace
e il cambiamento degli anni settanta
UN UOMO: Nel suo lavoro trovo due atteggiamentì contraddittori nei confronti della "speranza". Da una parte lei parla della necessità di organizzarsi in favore dell'America centrale, di Timor Est e di altre cause, che costituiscono alcuni dei successi ottenuti da persone come noi. Dall'altra la sento sempre parlare delle distruzioni causate in tutto il inondo dagli Stati Uniti e da altre potenze, e irti sembra che lei dipinga un quadro senza speranza di questa tendenza globale. Vorrei sapere come affronta questa tensione, se fa quello che fa solo perché ritiene giusto farlo o se davvero ha qualche speranza che le cose cambino.
Non credo sia molto importante il modo in cui l'affronto io: è un riflesso della mia personalità e del mio stato d'animo, non è così fondamentale. Ma a essere realista, devo ammettere che ciò che facevo venticinque anni fa lo facevo perché pensavo che altrimenti non mi sarei più potuto guardare allo specchio. A quel tempo non pensavo che ci fosse qualche speranza. Voglio dire, quando partecipavo al movimento contro la guerra del Vietnam mi sembrava impossibile che potesse avere qualche effetto concreto. Coloro che aderirono al movimento nei primi anni sessanta pensavano al più che quanto stavano facendo avrebbe avuto come conseguenza anni di galera e vite distrutte. E, per inciso, io ci sono andato vicino.
Per continuare a parlare in prima persona, quando ho iniziato a militare nel movimento per la pace, mia moglie è tornata al college perché pensavamo che qualcuno avrebbe dovuto mantenere i nostri figli; io non sarei stato in grado di farlo. E i motivi per cui questa eventualità non si è realizzata sono due. Il primo: l'ABI era troppo incompetente e intrisa di fanatismo idologico per capire quello che stavo facendo; non è uno scherzo, è una cosa da tenere ben presente. Il secondo è che l'offensiva del Tet, nel 1968, cambiò la politica del governo statunitense nei confronti della guerra e fermò la criminalizzazione degli attivisti. In effetti, l'offensiva del Tet cambiò la testa della gente. Sapete chi conduceva i processi contro i contestatori? Ramsey Clark, tanto per dire quanto le cose siano cambiate [Clark era ministro della Giustizia durante la presidenza Johnson; adesso è un attivista radicale].
Ma quello fu un periodo particolarmente difficile: il confronto con il potere dello stato era reale e stava per diventare pericoloso, soprattutto per chi era deciso a resistere, ad aiutare i disertori e a compiere azioni simili. Allora era impossibile immaginare che ci sarebbe stato qualche risultato. Ma sbagliavamo: i risultati sono stati innumerevoli, non grazie a quello che facevo io, ma grazie a quello che facevano migliaia e migliaia di persone in tutto il paese. Quindi, se guardo indietro, penso che la mia valutazione della "speranza" sia stata troppo pessimistica perché basata su un fraintendimento iniziale. In un certo senso credevo a quello che leggevo, e l'esperienza immediata lo confermava. Quando cerchi di tenere una conferenza e scopri che hai bisogno di duecento poliziotti che ti proteggano dal linciaggio, non hai molto da sperare. Ma in un paio di anni l'atteggiamento della gente mutò profondamente.
Francamente, non credo che i movimenti degli anni sessanta abbiano particolarmente affinato le coscienze, ma quello che è successo negli anni successivi sì. Non so dire con esattezza che cosa, ma negli anni settanta è successo qualcosa che ha cambiato davvero la situazione: la gente guardava agli avvenimenti con altri occhi. Non pensava solo: «Non sopporto che gettino il napalm sui bambini»; l'idea era: «Voglio cambiare il mondo, non sopporto la coercizione e il controllo». È successo negli anni settanta, e ancora adesso se ne vedono le conseguenze. Voglio dire, negli anni sessanta non ho mai parlato della natura delle istituzioni o del capitalismo, erano argomenti troppo complessi. Ora invece non ho bisogno di smussare gli angoli; posso tenere una conferenza nel Kentucky o nello Iowa e dire esattamente quello che penso. E le persone lo capiscono: possono non essere d'accordo, possono essere sorprese, ma vogliono comunque ascoltare e pensarci sopra, e lo fanno con serietà. Penso quindi che ci siano buoni motivi per nutrire speranze.
Non bisogna però dimenticare che anche coloro che detengono il potere vedono le stesse cose, e hanno in mano le istituzioni. Possono apprendere, possono vedere che cosa non funziona e farlo meglio, e hanno moltissime risorse per trovare strategie diverse. Da parte nostra invece si tende a dimenticare. Voglio dire, ci vuole capacità per organizzarsi, non è così facile. Per organizzare una manifestazione, una campagna di informazione, una raccolta di fondi ci vogliono capacità, e queste capacità tendono ad andare perdute. Questo succede dappertutto. Le persone che lo fanno per la prima volta lavorano duramente e imparano come si fa, ma poi tendono a spegnersi e si dedicano ad altro. Poi salta fuori un altro problema che coinvolge altre persone, magari più giovani e inesperte, che devono imparare tutto da capo. Come si organizza un incontro? E un volantinaggio? Bisogna informare la stampa? E come? Bene, fino a che non avremo istituzioni popolari stabili, tutto ciò di cui avete una certa padronanza dopo un po' che vi ci dedicate non diventerà parte di un sapere condiviso cui il movimento possa attingere per progredire; servono maggiore integrazione e più continuità. Chi detiene il potere, invece, possiede un sapere comune e lo migliora.
Questo fa parte a tutti gli effetti di una battaglia che risale al xvii secolo. Se andiamo indietro agli albori della democrazia moderna, troviamo lo stesso conflitto: la gente vuole assumere il controllo della propria esistenza e chi detiene il potere cerca di impedirglielo. Questa battaglia andrà avanti fino a che non dissolveremo i centri del potere privato e non otterremo davvero il controllo sulle decisioni cruciali della società, per esempio quelle che riguardano la produzione e gli investimenti. Certo, ci sono state vittorie e sconfitte: se si guarda il corso degli eventi si possono vedere molte vittorie significative di gangster, assassini e criminali, ma si possono vedere anche tantissimi casi in cui la gente è stata capace di fermarli e limitare le loro vittorie, di offrire a tutti la possibilità di prendere in mano la propria vita per migliorarla. Non ha quindi senso, credo, essere ottimisti o pessimisti. Basta guardare cosa sta succedendo e cercare di fare del proprio meglio in queste circostanze.
UNA DONNA: Io lavoro da molto tempo con gente che sta in prigione da venticinque anni e non ne uscirà mai, casi del genere. Se mi chiedono come faccio ad andare avanti, posso dire che cerco di immnginare il quadro peggiore, ed è brutto davvero. Abbiamo cinquantamila bombe che ci girano intorno e speriamo che nessuno stupido presidente americano prema il bottone sbagliato. Mi sembra un miracolo che siamo ancora qui.
È così.
UNA DONNA: Se si accetta questo, ci sono due scelte: far finta di niente o combattere. Se si decide di lottare bisogna farlo per vincere e per sopravvivere. E ciò che si deve fare è trovarsi lui ambito per lavorare e combattere al meglio, che sia adatto a noi. Così puoi evitare di impazzire e non sentirti sopraffatto dalla gravità della situazione, e puoi ottenere qualche risultato. E tacendolo, tutto sommato, ti puoi anche divertire. Questa è la via che seguo io.
UN UOMO: Ottiene qualche successo, o lotta e basta?
Certo che ottiene qualche successo: le cose vanno meglio di come sarebbero andate se nessuno avesse fatto qualcosa.
UN'ALTRA DONNA: Bisogna inoltre ricordare che i grandi media non danno risalto a questi successi, per cui dobbiamo essere noi a ricordarci i risultati ottenuti. Penso che se smettessimo di farlo avremmo chiuso.
Giusto. Dovremmo tenerlo sempre a mente. Non ci diranno mai che abbiamo ottenuto qualche successo, sarebbe contro i loro interessi dirlo. I media sono una parte di ciò che le organizzazioni popolari combattono. E certo non operano per la propria autodistruzione.
Guardiamo, per esempio, il grande fenomeno che si presume sia dilagato nel paese negli anni settanta: la "cultura del narcisismo", la "Me Generation" e cose simili. Sono convinto che siano state operazioni messe in piedi dall'industria delle pubbliche relazioni, che cercava di dire ai giovani: «Ecco, è così che sei... a te non interessano tutte queste sciocchezze sulla solidarietà, sulla partecipazione e sull'aiuto del prossimo». Questo era ciò che volevano ottenere. D'altra parte, non avrebbero preso lo stipendio se non avessero fatto qualcosa di simile. E dobbiamo aspettarci che lo facciano, dobbiamo aspettarci che ci dicano: «Voi non potete fare niente, siete soli, disuniti; non avete mai ottenuto nulla e non otterrete mai nulla». E naturale che ce lo dicano, e che ci dicano anche: «Voi non volete ottenere nulla, volete solo consumare di più». Finché il potere è concentrato in poche mani, ci sentiremo dire: «Non serve darsi da fare per aiutare gli altri, non farti carico del prossimo, pensa a te stesso». Ci diranno così perché è nel loro interesse. È inutile che continuiamo a ripeterci che mentono. Certo che mentono; è come dire che il sole sorge e tramonta. E ovvio.
Per questo vogliamo sviluppare strutture stabili che ci permettano di imparare queste cose e di non essere vittime passive
243
dell'indottrinamento, per non dover combattere sempre le stesse battaglie, ma battaglie nuove e più importanti. Penso che col tempo si potrà fare.
UN uomo: Secondo lei si stanno sviluppando strutture simili adesso negli Stati Uniti?
Non ce ne sono tante, e quelle poche sono locali. Per esempio, andrò a Detroit per un incontro come questo, e troverò persone che vengono da diverse parti della città, che lavorano su tematiche diverse e che non sanno niente l'una dell'altra. È tutto troppo frammentato. Ma se si va in una piccola città che ha una radio finanziata dagli ascoltatori - come Boulder, per dirne una - le cose cambiano, c'è più omogeneità. E questa omogeneità è data dalla presenza di una radio o di giornali che permettono a tutti di esprimere le proprie opinioni. Mi ricordo di una città del Nev,, Hampshire dove c'è una libreria del movimento nella quale tutti vanno per sapere cosa succede: arrivano, guardano la bacheca, e questo crea una coesione. Nel paese se ne trovano altre di realtà come questa.
Ma prendete Boston: lì con c'è nessuna struttura che riesca a unire la gente; non ci sono né radio né riviste alternative. Ci sono un sacco di persone che fanno ogni sorta di attività politica, ma non si conoscono l'una con l'altra: c'è chi lavora per "Bikes for Nicaragua" e chi per un programma di gemellaggio con città dell'America centrale, e queste persone nemmeno si conoscono tra loro.
Il rnovimento per il congelamento delle armi nucleari
UNA DONNA: Che cos'altro pensa che potremmo imparare dalle organizzazioni che commettono errori?
Ci sono gruppi che fanno cose a mio avviso non costruttive, anche se spesso ne faccio parte e do loro il mio supporto. Prendete la campagna per il congelamento delle armi nucleari, per esempio: penso che abbia davvero imboccato strade sbagliate. Questa campagna è stata sotto certi aspetti uno dei maggiori successi di mobilitazione popolare della storia: ha ottenuto il consenso del 75 percento della popolazione americana in un periodo in cui non esisteva un sostegno pubblico a questa posizione; non c'erano giornali, uomini politici, nessuno che si schierasse apertamente. In un certo senso è stato un successo strabiliante. Ma, francamente, non credevo che fosse un successo, pensavo che il movimento per il disarmo si sarebbe sgonfiato, e in effetti si è sgonfiato, perché si basava solo sulla gente che firmava petizioni.
In sé, firmare una petizione è cosa degna, ma finisce lì, torni a casa e continui a fare quello che facevi prima; non c'è continuità, non c'è coinvolgimento reale, non è un'attività che costruisce una comunità di attivisti. E molte delle attività politiche che si svolgono negli Stati Uniti sono di questo genere.
Ora, se avessimo istituzioni popolari stabili, saremmo in grado di ricordare dove abbiamo fallito in passato, invece di rifare sempre gli stessi errori: sapremmo cosa non bisogna fare. In pratica, il movimento contro le armi nucleari è stato una sorta di sondaggio d'opinione: si è scoperto che i tre quarti delle persone preferivano che il denaro speso per gli armamenti nucleari fosse invece destinato al servizio sanitario nazionale o a strutture simili. E quindi? Che cosa si fa? Niente. Ci siamo limitati a rispondere a un sondaggio. Questo non è organizzarsi.
Ritengo che molte attività seguano questo percorso, che non porta da nessuna parte e finisce com'esaurirsi. Voglio dire, ci sono state tante persone che hanno raccolto le firme lavorando duramente. Ne hanno raccolte talmente tante da dimostrare che quasi tutto il paese era contro gli armamenti nucleari e hanno portato questo risultato alla Convenzione del Partito democratico (nel 1984), dove tutti hanno detto: «P_ davvero bello quello che avete fatto, vi sosterremo in ogni modo». Poi i democratici sono scesi in campagna elettorale e del problema non hanno più fatto menzione, se non qualche accenno in città in cui pensavano di guadagnare così qualche voto: «Sappiamo bene che in questa città voi volete eccetera eccetera». Atteggiamenti come questi sono talmente frustranti che la gente finisce per arrendersi. Ma tutto ciò è successo perché ci si era illusi sul modo in cui funziona il potere e sulla nostra capacità di incidere sulla realtà. Non dovremmo farci simili illusioni, non più di quanto ci dovremmo illudere sul fatto che i media dicano la verità. Se non si hanno illusioni, non ci si abbatte per le sconfitte, e per spazzare via le illusioni dobbiamo sviluppare le nostre istituzioni e imparare da esperienze come questa.
Per esempio, se vediamo che, grazie a un enorme sforzo organizzativo, tutti firmano una petizione che qualcuno cerca di far diventare un punto programmatico del Partito democratico senza però ottenere alcun risultato, e se vediamo che l'anno seguente Michail Gorbacév dichiara unilateralmente la sospensione dei test nucleari e ciò nonostante ancora non ci sono risultati, forse dovremmo imparare qualcosa e fare un passo successivo.' Ma il movimento contro gli armamenti nucleari non l'ha fatto. I promotori non hanno reagito affermando: « È chiaro che non abbiamo capito come vanno le cose», bensì: «Abbiamo fatto la cosa giusta ma abbiamo in parte fallito: abbiamo convinto la gente comune ma non le élite, quindi ora dobbiamo convincerle». Si sono detti: «Bisogna parlare agli analisti strategici, che sono confusi, non hanno capito quello che noi abbiamo capito; dobbiamo spiegare loro che il blocco delle armi nucleari è una cosa positiva». Questa è stata la direzione che in parte ha preso il movimento per il disarmo: la gente se n'è andata a tenere conferenze, a "convincere" gli analisti strategici e cose del genere.'
Questo è un modo di prendere in giro se stessi credendo di far bene il proprio lavoro, quando in realtà ci si sta facendo corrompere, perché non c'è niente che piaccia di più alle élite che dire: «Oh, cerca di convincermi». Questo impedisce di organizzarsi, inibisce l'adesione della gente e crea disgregazione. Tutto ciò solo per parlare con i rappresentanti di qualche gruppo al potere... E si può andare avanti all'infinito: per ogni argomento a favore delle tue istanze, loro ne hanno pronto uno contrario. Però ti danno l'impressione di essere rispettato e ti invitano a colazione al club dell'università di Harvard, dove tutti ti ascoltano con attenzione e ti adorano. Il movimento contro gli armamenti nucleari ha imboccato proprio questa strada, ed è stato un errore. Dobbiamo essere consapevoli di questi errori e trarne una lezione: se si è ben accetti nell'ambiente dell'establishment, probabilmente si sta sbagliando qualcosa. E questo per una ragione semplicissima: perché dovrebbero portare rispetto a chi mette in discussione il loro potere? Non avrebbe alcun senso.
Presa di coscienza e azione
UN UOMO: Molti attivisti con i quali lavoro sono convinti che per mettere in moto il cambiamento sia sufficiente fare in modo che la gente prenda coscienza. Riguardo alla disobbedienza civile per protestare contro le armi nucleari, la aria convinzione era: facciamoca vedere dalla gente, teniamo alta la nostra bandiera. Ma pare che in realtà non sia bastato. Che cosa si può fare oltre che far conoscere la realtà?
246
Far conoscere la realtà è solo l'inizio. Oltre tutto, ci sono situazioni in cui pur riuscendo a portare tutti dalla propria parte ancora non si è in grado di fare alcunché. Diamo un'occhiata ad Haiti, per esempio. Non credo ci siano molti dubbi su ciò che vuole consapevolmente il 90 percento della popolazione, solo che non può fare niente senza essere massacrata. La consapevolezza è solo l'inizio. È ovvio che senza di essa non si fa nulla: fino a che non si sa che c'è qualcosa da fare non si fa niente, questa è per definizione la base di ogni azione. Ma la reale presa di coscienza si ottiene con l'esperienza pratica e confrontandosi con la realtà. Non è che prima arriva la consapevolezza e poi si comincia ad agire; al contrario, si diventa consapevoli agendo.
Per esempio, si prende coscienza dei limiti della politica riformista praticandola. Secondo me, bisognerebbe sfruttare fino in fondo ogni opportunità, in parte perché a volte si ottengono risultati utili per la gente, ma soprattutto perché si può scoprire quali sono i limiti, e si capisce perché ci sono dei limiti; così si raggiunge un tipo di consapevolezza che non si può ottenere con una conferenza. Potete ascoltare tutte le conferenze che volete sul funzionamento del potere, ma imparate molto più in fretta confrontandovi direttamente col potere, anche senza conferenze. Quindi c'è un'interazione tra presa di coscienza e azione, e a volte il cambiamento passa per una lotta rivoluzionaria violenta. Se ad Haiti la gente fosse in condizione di rovesciare con la forza il regime militare, penso che dovrebbe farlo. A volte si arriva a questo.
Riguardo alle manifestazioni di disobbedienza civile contro le armi nucleari, personalmente sono molto in disaccordo con alcuni dei miei amici, persone che rispetto, come i militanti di Plowshares [un gruppo di attivisti per il disarmo]. Credo si tratti solo di questioni tattiche: non penso sia una questione di principio distruggere o meno un missile, non c'è nessun contratto tra noi e Dio; dobbiamo solo vedere quali sono le conseguenze reali. E in questo caso credo che le conseguenze siano state negative. Mi sembra che l'effetto più evidente sia stato di far sparire questa gente dalla scena politica, visto che rischia di essere condannata a vent'anni di galera, e di far sperperare un sacco di quattrini e di fatiche nei tribunali. I tribunali sono un enorme spreco di soldi e di energie, e finché è possibile è meglio starne fuori. Credo che non abbiano raccolto grandi consensi perché non avevano preparato prima il terreno. Se in una città dove la fabbrica di missili è l'unica fonte di sostentamento si distrugge un missile senza che gli abitanti siano stati preventivamente informati dei motivi per cui i missili non dovrebbero essere costruiti, questa azione non insegna nulla a nessuno, fa solo arrabbiare la gente.
Quindi penso che questioni tattiche di questo tipo dovrebbero essere considerate con attenzione: anche se non si può fare alcuna previsione sicura, si dovrebbe cercare di intuire gli effetti che queste tattiche potrebbero produrre. Se l'effetto è una maggiore consapevolezza tra la gente, va bene. Ma è solo l'inizio, perché si può prendere coscienza di un problema e lo stesso non fare nulla, magari perché si ha paura di perdere il posto di lavoro. E ovviamente nessuno può criticare questa preoccupazione, bisogna pensare ai figli, bisogna vivere. Sono preoccupazioni legittime. E dura combattere per i propri diritti, il più delle volte se ne pagano le conseguenze.
Leader e movimenti
UNA DONNA: Come attivista, ritengo che dovremmo ammettere che facendo attività politica ci divertiamo anche, che ci piace lavorare su temi così vicini ai nostri interessi. Per costruire quel genere di istituzioni di cui lei parla, dovremmo essere molto più progetquali di quanto siamo e fare una sorta di reclutamento. Troppo spesso però la gente vede gli attivisti come persone sempre arrabbiate e cupe. Dovremmo creare una cultura stimolante e seducente, per non sembrare solo tizi che passano il tempo a strillare slogan radicali.
Penso che a costruire il successo dei movimenti sociali siano state proprio le persone che hanno agito in questo modo. Anche se la storia non si ricorda di loro: non se ne fa menzione nei libri, nessuno ne conosce il nome.
Ed è così anche per i movimenti più recenti, come per esempio quelli contro la guerra negli anni sessanta. Di recente sono usciti molti libri che raccontano cosa succedeva nella sede dello SDN [Studente fon a Democratica Society], o cosa aveva detto un tipo intelligente a un altro tipo intelligente, ma sono cose che non hanno nulla a che fare con i motivi per cui il movimento per la pace degli anni sessanta divenne un grande movimento di massa. Data la mia partecipazione personale, che ovviamente è stata poco determinante, so chi ha fatto le cose davvero importanti, e li ricordo tutti... Mi ricordo che un certo studente si diede molto da fare per organizzare una manifestazione nella qua
le ho avuto la possibilità di parlare, e con quanto entusiasmo cercavano di coinvolgere gli altri. Gli piaceva quello che facevano, e in qualche modo lo trasmettevano. Ecco che cosa determina il successo di un movimento popolare. La storia però non si ricorda di loro ma solo di chi si è reso più visibile.
21 novembre, 2005 18:13
cari miei vi esorto a non riportare intere pagine o cose così lunghe. limitatevi a riportare sunti o citare frasi poichè se ognuno di noi riporta intere pagine si esaurisce a breve la conversazione. pensate voi se ognuno porta intere pagine di ogni cosa che lo ha impressionato o fatto assorbire un altro punto di vista.
in effetti anche perchè mi piace lka discussione ma non ho tempo di leggere tutto quello che ha scritto il willo, quindi rimango fuori da un pezzo di conversazione. mi spiace, se potrò leggerò il libro quando sarà il momento. credo che sia più rilevante sapere cosa hai assorbito te da lui che cosa ha detto lui. ok stop.
credo che un guerriero non sia sul palco ma sia semplicemente nel campo di battaglia. dunque differisce per la sua "azione" un guerriero agisce, partecipa, è attivo ovvero non si lamenta polemicamente m,a ogni azione è tesa a costruire.
22 novembre, 2005 10:25
Dona, hai in parte ragione, ma per concretizzare il mio punto col tommy dovevo usare il testo di Chomsky come prova, senza alterarne le parole.
E' una discussione che riprende i temi di altri post, quindi mi sembrava importante postarlo.
22 novembre, 2005 11:41
Rispondo "condensando"! ;)
Dona: concordo, costruire, non demolire, anche se a volte, per rimettere a posto una casa, si fa prima a tirarla giù con il tritolo e ricostruirla tutta da capo, si spende meno e viene meglio...Mmm...chissà se funziona anche con le Torri...chissà!
WILLO: Ho riletto con molto piacere,
ma permettimi di scrivere una cosa impopolare, che forse è il centro nodale della mia teoria sull'Uomo,
il potere, la contestazione, l'attivismo, i movimenti sorti dal basso eccetra...
La storia insegna poco.
Non credo che la storia sia una successione lineare di eventi,
un'evoluzione, anzi: strattoni e spinte improvvise, di questo è fatto il mondo: cambiamenti, innovazioni, trasformazioni, rivoluzioni, che necessitano di un punto critico per entrare in conflitto con i paradigmi dominanti (sociali o scientifici...)
Il problema è il FINE
di queste rivoluzioni.
Se i vari "movimenti dal basso"
si muovessero in una direzione REALMENTE ALTERNATIVA scenderei in piazza adesso, ma sono convinto,
(forse a causa di un influsso pessimistico) che ADESSO troppe di queste ondate di pensiero siano non solo premature ed immature, ma che il loro FINE sia lo stesso POTERE
che contestano...Drammatico, eh?
Mi spiego meglio.
Non solo il potere trova una sorta di "giovamento" dalla contestazione,
perchè GIUSTIFICA (manipolando la realtà) l'uso della repressione e delle manganellate come efficace mezzo per ristabilire l'Ordine,
("Francia" vi dice nulla?)
ma ho il tremendo sospetto che il fascino dell'Unico Anello sedurrebbe gli stessi contestatori NEL MOMENTO STESSO IN CUI RIBALTASSERO IL POTERE PRECEDENTE.
Non ti lasciare sedurre dalle parole: la pulsione verso il potere personale alberga in ognuno di noi!
E' il rapporto che abbiamo con esso che ci rende bestie, uomini o dei! ;)
e purtroppo credo che
L'ANELLO NON POSSA ESSERE DISTRUTTO.
Non esiste un monte fato,
l'umanità E' L'anello Tolkeniano...
Distruggere il potere distruggerebbe la stessa struttura culturale che ha permesso la nascita, l'educazione, la cura, la preservazione, l'esistenza stessa del movimento popolare...sarebbe AUTODISTRUZIONE.
Il potere non può fare a meno del popolo (è infatti lo stesso popolo il suo potere: lo controlla, lo usa) così come il popolo non può fare a meno del potere (un certa cultura esiste con certe caratteristiche perchè un potere con certe caratteristiche lo ha "generato"...)
Sembra quasi un mistero religioso, una simbiosi tra parassita e ospite:
Separati, muoiono entrambi. *_*
Il problema non è se
"l'elite di potere" esiste o no,
o debba esistere o no,
o debba essere rovesciata o no...
Il vero problema è
DOVE CI PORTA QUESTA ELITE.
Mon avrei nessun problema a farmi guidare in un posto da una persona che stimo, di cui ho fiducia, ma come siamo sfiduciati NOI verso il potere, lo è il POTERE VERSO DI NOI.
Ci considerano delle pecore da governare, dei polli da badare,
dei perenni immaturi da punire severamente, e devo dire che SPESSO HANNO TREMENDAMENTE RAGIONE, anche se forse sono proprio le condizioni sociali che l'elite realizza che generano questi comportamenti,
o situazioni di disagio e povertà che contribuiscono al disordine nel mondo...Rad pompa Entropia, ragazzi!
Ecco perchè sono convinto che la contestazione ADESSO non sia la strada da seguire: ESASPERA I TONI, alza il livello di attenzione del potere stesso, CHE SI SENTE MINACCIATO E SERRA LE FILA.
cosa che in questo periodo è davvero Moooooolto evidente, e preoccupante,
anche perchè "muoia sansone con tutti i filistei" è un'idea che potrebbe saltargli in testa, nell'ora fatidica del punto critico.
D I A L O G O
Forse non c'è bisogno di distruggere il tempio, FORSE (e consiste in questo la mia UNICA speranza) anche il potere ha talmente NECESSITA' dei sui "schiavi" da non poterli sacrificare tutti, da dover scendere prima o poi ad una sorta di patto, di contratto,di MUTUA COLLABORAZIONE per esistere, per sopravvivere, ma finchè SI SENTIRA' MINACCIATO si adopererà soltanto per riportare l'ordine e la disciplina.
Nel casino le voci si annebbiano,
troppe parole significano rumore,
e spesso gli slogan urlati da questi movimenti non sono che
VOLONTA' DI POTENZE REPRESSE.
Forse l'unico, IRRISOLVIBILE problema, è che una dittatura retta dalle persone più sagge della terra sarebbe un governo PERFETTO, ma tutte le persone più sagge della Terra sono contro la dittatura...
In ogni caso chiunque possa smentirmi o convinvermi del contrario è ben accetto, MAGARI!
Tom
23 novembre, 2005 05:07
Insomma...
IL PUNTO CRITICO NON E' STATO RAGGIUNTO, ed ogni tentativo di ACCELLERARE questo processo,
probabilmente lo rallenta:
sembra paradossale, ma conciliare i paradossi è il mio sport preferito.
Parliamoci chiaro...
Esistono sulla Terra mentalità praticamente paleolitiche che respirano accanto a mentalità altamente progredite! ;)
forse la falce della signora morte non basta più a rimpiazzare il vecchio con il nuovo, la nera madama dovrebbe cercare in giro qualche assistente, magari più accorta di lei nel scegliere i suoi bersagli...
Ci rendiamo conto che mentre qualcuno parla di "PROCESSO OLISTICO COMUNICAZIONALE" un altro crede ancora che "PENSARE NON SERVE"?
Le contraddizioni di questo mondo sono frutto dell'incredibile ACCELLERAZIONE che ALCUNI hanno subito e che altri NEANCHE RIESCONO AD IMMAGINARE, ad intravedere...
Accellerazione che ha influito sui più fortunati, questo è vero,
ma il Mondo è stato sempre un pò ingiusto in maniera di estinzione, non trovate? Poveri Dodo...
SERVE TEMPO, che non significa nulla, se non RIEMPITO DI AZIONI:
ma di AZIONI PROGRESSIVE,
CONTINUE, COSTRUTTIVE, che fanno raggiungere il PUNTO CRITICO senza far scoppiare la pentolaccia!
Da quel momento, l'onda è INEVITABILE, NULLA LA PUO' FERMARE,
ma "troppo prima" è facilmente contenibile, se non rallentabile,
o forse addirittura estinguibile...
In ogni caso, non è vero che il "potere logora chi non ce l'ha",
LOGORA ANCHE CHI LO POSSIEDE!
Mamma mia, a rileggermi temo un pò
le risposte...spero che in ogni caso vi abbia fatto riflettere e vi abbia mostrato un altro punto di vista, il che non è mai un male, anche solo per CONTRADDIRLO e far EMERGERE una nuova idea o teoria...
Tom
23 novembre, 2005 05:29
PERCHE’ TRADIZIONALISTI OGGI
Importante discussione, anzi direi essenziale perché fa chiarezza su troppi falsi miti, che tratta i seguenti argomenti:
- Perché è importante essere Tradizionalisti oggi
- Cosa è la Tradizione
- Culture Africane e contatto con l'uomo bianco
- Il concetto di ideologia
- Il concetto di Stato Nazione
- Il concetto di Globalizzazione
- Il concetto di Impero
- Il concetto di Gerarchia
- Il concetto di Forza
- Evola, il Fascismo, la Tradizione
Si ricorda inoltre che le posizioni espresse dal Chierico indicano anche la linea del sito in materia, buona lettura.
LONGINUS:
Tutt'oggi vi sono ideologie antiche che persistono nel nostro mondo; ideologie che il sistema ha cercato di cancellare; noi siamo l'errore di un sistema che non può sbagliare.
Tali ideologie sono e saranno sempre radicate nel sangue di ciascun Ario puro, poichè è nel sangue che giace l'antica conoscenza ed è nel sangue e nella terra che un popolo trova la sua tradizione.
Ideologie che necessitano uno studio approfondito della Tradizione per essere comprese a fondo, per poterle seguire con cognizione di causa e in modo critico. Attraverso studi seri ed approfonditi anche le menti più ottuse dovranno aprirsi e permettere alla propria mente di comprendere a fondo ciò che nel nostro mondo sembra inspiegabile o che si ritiene provenga da culture molto recenti.
Si fà uso tutt'ora di simboli, parole e usanze che nulla hanno a che vedere con le culture che ne fanno uso; gestualità e riti molto più antichi di tali movimenti culturali e per questo molto più vicini al vero sentimento di purezza di sangue e di terra.
Nell'antichità non vi era la stoltezza dell'uomo moderno; egli cerca in ogni modo di cancellare la propria cultura, le proprie radici e i propri padri a favore di quella che attualmente si dice "globalizzazione".
RIcordiamoci che la Tradizione indo-europea non è da ritenersi assolutamente negativa alla purezza di un popolo; si intende dire che il sangue Germanico e quello Romano ,se mischiati assieme, non creerebbero un bastardo, ma un Ariano.
E' da considerare inoltre che la razza Ariana è molto probabilmente la razza che per prima ha portato la civiltà, lo sviluppo ma allo stesso tempo anche i valori dello spirito ed una forte religiosità tradizionale.
E' molto facile affermare che le popolazioni dell'Africa sono inferiori a quelle Europee, ne è dimostrazione il fatto che quando i primi conquistatori Europei sbarcarono nelle coste dei paesi neri trovarono popolazioni essenzialmente primitive... e chi può dire con certezza che non lo siano tutt'ora?
Ad ogni modo è necessario capire che essere Tradizionalisti nel 2002 ha lo stesso significato, lo stesso valore e gli stessi scopi che lo aveva 100 anni prima. Oggi ancora di più ci permette di comprendere perchè sia necessario mantenere la nostra terra pura, e mantenere il nostro sangue e la nostra cultura Tradizionale intatti.
Questo non è razzismo di bassa risma che si può trovare in qualsiasi banale dialogo di certi circoli iper nazionalisti, si tratta di capire le vere motivazioni per cui sia assolutamente necessario oggi più che mai avere il coraggio di alzare la testa contro l'attuale situazione sociale e culturale in cui si trova il nostro mondo, e la nostra terra in particolare.
Non è concepibile che si seguano simboli discendenti da antichissime Tradizioni sotto un altro nome o sotto una cultura che li ha sempicemente rubati a quella più antica.
Essere Tradizionalisti oggi siginifica svegliarsi dal sonno dogmatico in cui giace la nostra era.
Aggiungerei che essere Tradizionalisti oggi porta ad essere Nazionalisti e Reazionari.
IL CHIERICO VAGANTE:
Saluto con soddisfazione il contributo di Longinus su questo Forvm, sintomo che un determinato sistema di Idee, cioe' di visioni, va diffondendosi sempre piu'.
E' necessario pero' che la diffusione avvenga per gradi e senza ingenerare confusioni a livello intellettuale (in senso pieno, "tradizionale" del termine), ed, essendo la confusio una prerogativa propria della massa, ecco che diffusione non deve divenire "di-vulgazione".
Dicevo dunque che saluto con soddisfazione Longinus ed il suo contributo personale, ma sento anche il dovere di fare alcune precisazioni (ovviamente dal 'mio' punto di vista).
In primis, la sententia - Aggiungerei che essere Tradizionalisti oggi porta ad essere Nazionalisti e Reazionari - va revocata in dubbio nella sua totalità, considerato che essere 'tradizionalisti' oggi comporta proprio l'essere antinazionalisti e reazionari, si', ma, "paradossalmente", in senso rivoluzionario.
"Re-volutio" => da "re-volvere" , cioè tornare a un punto (temporalmente e spazialmente definito o indefinito, non ci riguarda) che già l'uomo ha visto, affrontato, toccato, eventualmente concretizzato. La re-actio, la re-azione e' concetto negativo: ossia ad una azione (aspetto positivo) consegue una re-azione (aspetto negativo del rapporto).
In altri termini, l'azione e' il si', la reazione il no opposto a quel primo si'.
In che termini allora possiamo considerarci "reazionari" : noi amiamo solo cio' che e' "positivo", o saremmo dei moderni, essendo la modernità una "realtà" costruita, artatamente innalzata su tutta una serie di "no!" opposti a una Idea che da sempre era ed E'. Dunque la nostra "reazione" puo' solo essere una negazione della negazione (negazione del moderno, negazione di cio' che nega l'Idea primigenia ed incorrotta /
incorruttibile nella sua essenza immutabile) - dunque la nostra "re-actio" va intesa come una negazione utilizzata in chiave strategica per operare una "rivoluzione", ovverossia per "re-volvere", per "ritornare" a qualcosa che era molto prima (temporalmente parlando - noi "esseri umani" siamo limitati, sul piano materiale, dovendoci servire di cate-gorie
come tempo e spazio per comprenderci l'un l'altro - nascita delle 'etichette' ed etica del bestiame), e non come negazione che conduca ad una falsa visione della Tradizione.
Quanto al nazionalismo, non si puo' essere tradizionalisti e nazionalisti oggi, perchè il nazionalismo moderno, lo Stato-nazione, cosiddetto, ha contribuito notevolmente al rafforzamento del fronte della modernità. Se certo quella di Stato-nazione e' una idea-forza opponibile alla modernità, cio' e' opinabile e possibile solo ed esclusivamente, ancora una
volta, in chiave strategica: come il "meno peggio" da opporre ad una negazione assoluta, totale, che segue un metodo preciso che le forze tradizionali oggi non hanno ancora del tutto maturato.
Ancora, e' da criticare il termine "ideologia", non essendo applicabile all'IDEA, che e' ben altra cosa: l'"ideoLOGIA" e' infatti un -discorso intorno all'Idea- ma la storia ci insegna che questi -discorsi- nella stragrande maggioranza si sono risolti nell'esatto contrario dell'Idea; Idea e' invece visione DIRETTA, im - mediata, non-mediata da discorsi, disquisizioni, elvcvbrazioni et masturbazioni mentali di qualsivoglia genere.
Concordo in linea di massima con la questione dell' "Ario portatore di civiltà", solamente voglio però lanciare un sasso nello stagno, sperando che provochi un moto ondoso sempre crescente : chi puo' dire cosa e' civiltà e cosa non lo e'? Perchè la vera Civiltà Arya non consiste nell'opera del bianco colonizzatore che fa indossare giacca e cravatta
all'indigeno del Borneo, anzi, questo e' stato assai probabilmente un grossissimo errore dell'Europeo, perchè ha contribuito allo snaturamento dell'indigeno del Borneo (ad exemplum), e al contempo ha fatto sì, che il "fascino esotico" dei popoli sottomessi e colonizzati penetrasse tanto profondamente nella struttura concettuale europea, da stravolgerla
totalmente, e da far si' che gli Europei di oggi disprezzino, purtroppo non sempre a torto, l'operato dei propri predecessori.
La vera opera di "Civilizzazione" del tipo Ario, dunque, va ricercata altrove: proprio in quei " valori dello spirito " che Longinus in buona fede, ma sbagliando, pone al secondo posto, dopo " lo sviluppo " .
Lungi da me il "tenere una lezione", che non posso assolutamente permettermi di tenere, ma questo e' il mio punto di vista; di conseguenza l'amico Longinus fa un ragionamento esattissimo, ma utilizzando un lessico errato e dei concetti a volte inappropriati per il recupero della Tradizione nel "2000" e.v.
Chiedo scusa per l'intrusione ma sentivo di dover fare delle precisazioni, e questo fermo restando che, come esattamente Longinus conclude,
" Essere Tradizionalisti oggi siginifica svegliarsi dal sonno dogmatico in cui giace la nostra era "
Nulla da eccepire
LONGINUS:
Rispondo subito sul concetto dell'Ario portatore di civiltà.
Io non ho affermato che il popolo bianco (i colonizzatori) abbia agito in maniera corretta sotto l'aspetto della purezza di sangue e tradizioni, ho semplicemente portato un raffronto tra 2 razze, tra due culture diametralmente opposte. Non ho mai pensato che sia "giusto" colonizzare dei popoli ed invadere la loro cultura, seppur primitiva, allo scopo di portare "civiltà" (chi può dirlo cosa sia la civiltà? forse pensando a Roma Antica si può parlare di vera civiltà...) poichè se vogliamo conservare la nostra cultura, il nostro spirito è necessario che gli altri popoli possano fare lo stesso.
Quello che volevo dire in quelle brevi righe è che è palese agli occhi di tutti che il progresso materiale del popolo bianco sia molto superiore a quello dei popoli neri. Ci sarebbe molto da discutere riguardo all'attuale rapporto progresso materiale-progresso spirituale, tra i quali vi è una voragine che sembra insanabile.
Riguardo al discorso "Re-azione" ti dò ragione, però il concetto che volevo esprimere io era principalmente quello del rispondere all'azione che attualmente sta soffocando il vero spirito Ario con un azione conseguente e potente in senso inverso, cioè di resistenza. Ad ogni modo quanto da te detto coincide con quanto sostengo io, se non sbaglio.
Per quanto riguarda il concetto di Nazionalismo non la vedo come te, essere Nazionalisti significa dare un senso religioso al valore di Patria, un unione di spirito, sangue e suolo tra un popolo.
Non credo sia "il meno peggio" poichè il Nazionalismo è l'unico modo per raggiungere una meta che consiste nel restaurare il Tradizionalismo su tutto il territorio ed annullare questi concetti moderni di a-spiritualità, materialità ed estetica del grottesco.
IL CHIERICO VAGANTE:
Non mi dilungherò. Quando ho parlato di nazionalismo come del "meno peggio" intendevo fare riferimento all'idea di Stato-nazione, che come e' stato abbondantemente spiegato da autorevoli autori, Evola in primis, e' parto della mentalità borghese, la vera forza "reazionaria" nella storia ultima dell'"umanità", come generalmente viene chiamata. Lo Stato-nazione ha soppiantato l'organizzazione feudale medioevale, che era imprescindibilmente inserita nel contesto imperiale, sostituendo ad essa un surrogato che doveva fungere da baluardo prevalentemente commerciale. Non per niente, all'origine dei primi Stati della Penisola (dopo il MedioEvo) troviamo i tanto celebrati Comuni, veri baluardi della sovversione della nascente borghesia mercantile che si innerva ed innalza contro l'Impero. Lo Stato-nazione moderno e' figlio del capitalismo borghese, l'Impero e' materializzazione dell'Idea Aristocratica organica. L'Impero e' la concretizzazione di una Idea completa in ogni sua sfaccettatura, una Idea spirituale, di cui lo Stato-nazione
e' una compressione e stortura. Non si puo' minimamente paragonare lo Stato-nazione moderno (che nella nostra postmodernità va sempre piu' dissolvendosi verso l'insano proposito "globalizzante" e mondialista) allo Stato organico, perfetta espressione in Terra dello Stato preconizzato da Platone ed unica forma di vero Stato, perfettamente inseribile
in un contesto imperiale, contrariamente allo Stato-nazione. Il fenomeno nazionalismo nasce non con lo Stato organico, non con l'Impero, ma con lo Stato-nazione. L'idea di "Patria" cosi' come la concepiamo noi "moderni" sulla scia di un lavorìo di corrosione ideale operato soprattutto dal Romanticismo sulle basi della Rivoluzione Francese, non ha assolutamente nulla da spartire con la "Patria" romanamente o cmq tradizionalmente intesa, considerato che il nazionalismo moderno non si spinge oltre una confusa ideologia pseudospirituale che trova tutt'al piu' le sue massime espressioni nel Sangue e nel Suolo:
elementi importanti, certo, ma altro e' lo Spirito... ben altra cosa.
Portatrice di una vera visione spirituale e' l'Idea Imperiale, cui e' correlata quella di Stato organico. Non dobbiamo commettere il madornale errore di confondere, ad esempio, lo "Stato Italiano" sorto dal c.d. "Risorgimento" con lo Stato cosi' come concepito dal Romano, per fare l'Esempio piu' significativo, o rischiamo di porci allo stesso livello, di chi, pensando di "fare tradizionalismo", limita le sue vedute e le sue azioni all'apologia del Tricolore e al "Blut und Boden" in chiave italiota.
Ti rimando alle ottime analisi di Michael Hardt e Toni Negri (si', proprio QUEL Toni Negri...) elaborate su "Impero", in relazione alla funzionalità dello Stato-nazione agli scopi della borghesia, ed alla odierna necessaria dissolvenza dello stesso Stato-nazione come struttura territorialmente definita al fine di realizzare al meglio i propositi globalizzatori,
apoteosi della sovversione. Tutto ciò, a prescindere dalle soluzioni fornite e dall'ottica marxista-leninista dei due autori sopracitati.
Dunque l'idea nazionalista puo' andare bene, come velatamente dicevo nello scorso intervento, per operare una sorta di "percorso a ritroso": ri-sollevare le barriere per arginare l'avanzata mondialista e pian piano riconnetterci all'idea di Stato organico e poi di Impero... o semplicemente, come tu stesso affermi, come re-actio al mondialismo
strisciante... e' un'idea. Una delle tante strade perseguibili, nei cui confronti personalmente nutro piu' di una riserva, ma, come dicevo, e' "il meno peggio"...
P.S: Toni Negri: ex docente universitario, ex Autonomia Operaia, comunista. Al di la' di cio', la ANALISI (pars destruens) che porta avanti rispetto al mondo postmoderno e' a dir poco folgorante. Leggetelo.
HOLUX:
IlChiericoVagante ha compiuto un 'magistrale' intervento,facendo una salutare 'operazione di correzione' su alcune 'vedute' espresse da Longinus. Assolutamente necessarie,infatti,le precisazioni riguardo alla
radicale differenza fra la concezione di stato-nazione(di 'marca' demoborghese-giacobina) e l'Idea dell'Impero(derivata dalla visione del mondo aristocratico-gerarchica)...La vera Patria è fondamentalmente una Comunità di Destino che unisce persone appartenenti alla stessa razza dello spirito,un Impero che organizza in modo organico diversi popoli lasciando ad ognuno la propria diversa identità nel comune rispetto dell' Ordine imperiale politico ma soprattutto spirituale. Invece adesso c'è l'anarchia federalista che si espande,funzionale ai progetti del mondialismo sionista-il quale prima
ha sovvertito l' Impero attraverso lo stato-nazione ed ora sovverte anche lo stati-nazione per cercare di sostituirlo con lo stato-regione, ossia uno pseudostato impotente 'buono' solo perchè più facilmente manovrabile e sottomettibile alla dittatura del liberalcapitalismo.
La globalizzazione se li mangia in un boccone tutti questi piccoli stati-fantoccio!! Tutto è iniziato coi maledetti mercanti dei comuni che si ribellarono al grande Federico Barbarossa,al fine di imporre la sovversione mercantile-usuraia e preparare la nascita del capitalismo vero e proprio.Poi sovversione francese,americana,bolscevica e tante altre:tutte fondamentalmente dirette dalla giudeo-massoneria antitradizionale. La stessa Italia è stata "unita" dalla massoneria e dal giudaismo(è ampiamente documentato...)non certo per "patriottismo" ma per imporre il dominio della pseudodemocrazia,della finanza e di tutte le forze occulte che ora vogliono creare il "nuovo ordine mondiale".
L'Italia,in realtà,poteva essere unita e libera solo sotto l'Impero!
Adesso,anche a causa della vittoria alleata nella s.g.m.,è soltanto una colonia degli usa e di israele come quasi tutte le altre nazioni europee ed extraeuropee!!
Sul colonialismo plutocratico eurooccidentale...Il tema dell' "inferiorità degli indigeni" è sempre stato l'alibi sfruttato da tutti i "civilizzatori",
che in realtà di "civiltà" ne hanno portata ben poca!!
Pensiamo agli olocausti(veri!) subiti dai vari popoli pellerossa,a partire dal momento in cui il criminale cristoforo colombo,circondato da innumerevoli mercanti ebrei al suo seguito e forse ebreo lui stesso,
fece la "scoperta" dell'America.Ci fu uno sterminio dopo l'altro con la solita scusa di portare la "luce cristiana";in realtà si portava il materialismo,l'odio razziale,il brutale sfruttamento plutocratico e cose di questo genere. Anche gli usa sono nati così,con brutalità inaudite compiute ai danni delle popolazioni originarie nordamericane.
E alla fine gli anglogiudeosassoni americani sono riusciti ad imporre la "civiltà" dell'usura,da buoni protestanti,calvinisti,massoni,ecc. quali erano e sono tutt'ora.Leggetevi la recensione del libro "Olocausto Americano" fatta da Fonte su "Avanguardia" e riportata anche sul sito internet.
Sui popoli africani vi riporto le parole di M.Lattanzio:
"La sopraffazione colonialista dei bianchi non appartenenti alla nostra razza,ossia dei 'bianchi' giudei e/o giudaizzati,ha colpito anche e,forse,soprattutto l'Africa nera mediante la deportazione schiavistica,la prassi di aggressione genocida;l'imposizione di modelli politico-economici estranei alle specifiche identità etnico-culturali africane.I 'bianchi' hanno sistematicamente distrutto la civiltà africana, sulle cui fiorenti articolazioni espressive esistono innumerevoli testimonianze di esploratori europei." Vedere:"Storia della civiltà africana" di Leo Frobenius. Tratto dalla recensione esemplare,ad opera dello stesso M.Lattanzio,di "Indirizzi per una educazione razziale" di Evola (riportata sul numero 196 di "Avanguardia".
Ecco quindi,caro Longinus,che non è vero che in passato nell'Africa nera non ci fosse sviluppo materiale.I plutocrati euroamericani distrussero questa civiltà materiale e,in 'compenso'(per modo di dire...),non portarono certo valori spirituali!! Tale colonialismo ebbe quale unico scopo la depredazione delle risorse locali per il solo vantaggio degli invasori :colonialismo radicalmente sovversivo ed antitradizionale. Adesso,in teoria, tale colonialismo diretto è finito ma il brutale oppressivo sfruttamento continua peggio di prima,poichè i negri africani muoiono di fame a causa del diabolico meccanismo dell'usurocrazia messo in moto dalle banche mondiali e dalle concentrazioni finanziarie monopolizzate dal giudaismo internazionale e dai suoi complici euroamericani dell'occidente capitalista.
Per capire la più infame truffa ed oppressione del mondo,l'usura capitalista,leggere il libricino "La finanza e il potere" di Bochaca,i libri del professor Giacinto Auriti,ecc.
Per oggi è tutto;in seguito faremo altri interventi su nuove questioni per ulteriori chiarimenti.
LONGINUS:
Devo riconoscere che le mie conoscenze riguardo allo sviluppo meramente materiale nei paesi africani sono praticamente nulle, c'è però da dire che in quelle zone geografiche lo sviluppo tecnologico sia stato indubbiamente più lento rispetto a quello dell'Europa Ariana. Sinceramente non so con quali mezzi viaggiassero in mare i popoli neri quando i Vichinghi del Nord solcavano i mari con le grandiose Drakkar... questo è un quesito che mi sono sempre posto.
Riguardo alla colonizzazione americana, o per meglio dire massacro, nulla da eccepire Holux, anche se c'è da dire che la legge del più forte vale in ogni occasione e non solo quando ci fà comodo. E' fuori discussione che i popoli europei dal 1492 in poi si siano dimostrati più forti e superiori , sotto l'aspetto bellico-materiale, delle popolazioni autoctone (gloria ai Maya,agli Incas ed algi Aztechi)che purtroppo, come spesso accade in natura, sono state schiacciate dal più forte sul campo. Lo stesso discorso vale per la piaga cristiana in Europa, per il Capitalismo-consumismo e quant'altro. Se dei movimenti, delle culture , o sotto culture, riescono a prendere il potere nella società significa che la parte che vi si oppone è debole ed incapace di reagire con efficacia.
Riguardo alla visione Grarchico-Imperialista della società ho due osservazioni da fare:
- Durante il Fascismo ed il Nazional Socialismo è innegabile che vi sia stato un ritorno a tale concezione gerarchica ed aristocratica della società. Soprattutto nel Fascismo spesso si nominò l'Impero quindi comunque un richiamo ad una grandezza ideale era presente. E' fuori discussione che dalle parole ai fatti molte cose cambiano e nella concretezza i due movimenti sopra citati non hanno creato esattamente una classe dirigente aristocratica, quantomeno in senso stretto .Vorrei sapere cosa ne pensate a riguardo.
-L'idea d'Impero attualmente è irrealizzabile (cosa intendi esattamente? come vedresti l'organizzazione socio-politica di un Impero?), e l'unico modo per raggiungerla concretamente è quello di procedere a ritroso passando attraverso una fase ultra Nazionalista, che comunque vedo personalmente come la migliore auspicabile. Credo che una resurrezione in ottica Nazionalista ,e quindi non Imperiale in senso stretto, ma comunque gerarchica, potrebbe restituire vita, orgoglio e onore alla nostra debole Italia.
E' giustissima l'osservazione fattami dal Chierico e da Holux quando affermo che "Essere Tradizionalisti porta ad essere Nazionalisti e Reazionari" poichè la Tradizione non contempla affatto il concetto moderno di Nazione poichè nella visione Tradizionale vi è l'Impero come ordinamento ultimo della società. Correggetemi se sbaglio.
In quanto alla parola Reazionario trovo che non si uno sproposito in quanto con tale parola si vuole significare un'azione di risposta, un controbattere colpo su colpo con fermezza. Se avete una parola alternativa ditemela.
per ora è tutto.
IL CHIERICO VAGANTE
La legge del piu' forte, intesa in termini esclusivamente materiali, non dovrebbe riguardarci, se non 'di striscio'. A differenza dei materialisti atei, non riduco l'uomo a mero animale (pur non disconoscendone le origini, biologiche, animali), nè lo elevo a Dio, perchè tale non e', se non in potenza. Ora, la questione si articola in un nuovo modo : la legge 'del piu' forte' è piu' che valida, e nessuno dovrebbe metterlo in dubbio, ma non e' sulla legge in se' che dobbiamo insistere, quanto sul concetto di 'più forte'. Chi è il 'più forte' ? E' questo che dobbiamo comprendere... piu' forte e' solo colui il quale ha una flotta poderosa che domini i mari, oppure effettivamente il metro di valutazione della Forza (quella vera) va trovato altrove ? Voglio dire con cio'
che lo sterminio dei Pellerossa, per fare un esempio calzante, e' una perfetta attuazione della legge del piu' forte, solo nel momento in cui il concetto di 'più forte' viene costruito su una base meramente materiale : gli 'inglesi' (come ancora oggi gli Amish chiamano gli statunitensi) avevano le 'bocche di fuoco', avevano un esercito numeroso ed organizzato etc., i Pellerossa no... ma se dovessimo basarci sulla forza materiale, la forza 'bruta', saremmo portati a giustificare qualsiasi azione, sia pur la piu' inconsulta, commessa dall'uomo. Anche un gesto insano come la violenza su minori puo' essere valutato col metro della forza materiale : l'adulto e' piu' forte del bambino, dunque lo sopraffà. Ma questo non e' un motivo sufficiente per 'giustificare' un atto tanto inconsulto (non sto dicendo che Longinus giustifica ogni atto di violenza in quanto tale, sia ben chiaro, sto solo cercando di portare avanti una riflessione sulla quale dovremmo insistere tutti). Se giustificassimo ogni atto di violenza in quanto tale, saremmo satanisti. Io non lo sono. Allora ancora una volta entra in gioco lo Spirito : il concetto di 'più forte' va delineato servendosi del metro spirituale. E allora scopriremo, meraviglia delle meraviglie, che il Pellerossa massacrato nel genocidio 'americano' era più forte dell' 'inglese' che lo ha sterminato. Paradossale ?
No, non lo e'. Se 'logico' non fosse una parola tanto riduttiva, direi che lo è.
Dunque facciamo sempre molta attenzione quando parliamo di legge del piu' forte (e lasciamo da parte qui il discorso esoterico).
Dunque, splendida osservazione quella che Longinus sviluppa sul concetto di Gerarchia e sulla sua concretizzazione durante il regime Fascista. Splendida, perchè mi consente di aprire un nuovo 'fronte' di discussione e di crescita.
Riprendo in blocco il tuo assioma : innegabile ritorno a una visione di grandezza materiale e spirituale (sia pur bloccata a metà strada... in tal senso la Germania NS e' un esempio ancor piu' calzante, essendosi verificato all'epoca in quella terra un grande quanto spaventoso evento psichico di massa, dalla proporzioni indicibili), ma mancanza di
formazione di una vera 'classe dirigente'. Ecco, questo e' un nodo importante : PERCHE' e' venuta meno la formazione di una vera 'classe dirigente' (tanto in Germania quanto in Italia, ma piu' nel nostro beneamato Paese) ?
Perchè si e' stati incapaci di focalizzare, di concentrare tutta la carica emotiva del movimento Fascista sul dato spirituale. Evola (e non solo, pensiamo ai Taccuini di De Begnac) ha mostrato come il Duce fosse da sempre vicino ad una concezione spirituale del Fascismo. Le origini socialiste, a tratti anarcheggianti (pensiamo all'Arditismo), che furono
poi ripescate, per motivi contingenti e quasi per reminiscenze 'psichiche', nella RSI, dovevano essere PURIFICATE... pare che il Duce si avvicinasse sempre piu' a questa idea, tanto da aver sempre 'protetto'., diciamo cosi', il Barone Evola dagli attacchi (a volte anche fisici - dai quali pero' si difendeva benissimo da solo... pensiamo all'aneddoto de 'La Torre') delle fazioni 'culturali' a lui avverse in seno al regime : ed e' tantissimo se pensiamo che Evola non ha mai avuto neanche la famigerata 'tessera' del Partito... perchè Mussolini 'protesse' Evola? Perchè lo ha convocato a Palazzo Venezia in momenti cruciali della vita del regime, come l'adesione all'ottica razzista hitleriana (pur mitigata ed 'italianizzata' - 'grazie a Dio'...) ?
O ancora, che interesse aveva il Duce a mantenere i contatti con un 'asceta' fuori dal mondo come il grandissimo Guido de Giorgio? Eppure si narra (storia) che questi fu convocato dal Duce, al quale dono' un misterioso manoscritto, che Mussolini consumò in pochi giorni di treno... e che ormai e' certo dovesse trattarsi del manoscritto del
F-O-N-D-A-M-E-N-T-A-L-E 'La Tradizione Romana' (Mediterranee), 'scomparso' e 'riapparso' misteriosamente in un mobile da un antiquario nel '73...
Questi personaggi hanno avuto tutt'altro che un ruolo marginale in seno al regime, essi hanno influenzato profondamente l'animo del Duce, il quale verosimilmente mirava ad una catarsi e rettificazione del Fascismo in senso pienamente tradizionale ergo spirituale. Ma le contingenze non hanno permesso tale 'opera al bianco'... sono mancati due elementi essenziali :
- il tempo
- gli uomini
per realizzare la grande visione spirituale Tradizionale in seno al regime, che dunque si e' bloccato a metà strada. La mancanza di una solida base spirituale (immedesimazione nella vera Idea di Impero, comprensione delle motivazioni profonde della Grandezza di una Stirpe, capacità di andare oltre 'il sangue e la terra'...) ha avuto come contraccolpo
la mancata creazione di una adeguata 'classe dirigente' (che parzialmente, ma solo MOLTO parzialmente, si stava formando in Germania, per un motivo facilmente intuibile:
Hitler basò la sua intera politica di formazione del popolo tedesco, ed in particolare del nerbo della amministrazione dello Stato, sul recupero dello spirito PRUSSIANO, e come giustamente rileva Evola l'Italia non ha purtroppo mai avuto un 'Prussianesimo' alle spalle - ovviamente in tempi piu' o meno recenti, non parliamo qui di Roma o di Sparta, il modello piu' vicino nel tempo al popolo italiano degli Anni Venti-Trenta-Quaranta era il c.d. 'Risorgimento' , il che è tutto dire...).
Quanto all'Impero.
Brevemente, la sua organizzazione politica : l'Imperatore, che incarna l'Idea tradizionale su questo piano dell'essere, e' il mozzo della Ruota, si trova al suo centro. Sulla periferia = sulla circonferenza GIRA tutto il resto... 'Tutto il resto' e' collegato al Centro (l'Imperatore - l'IDEA) dai raggi della Ruota, che si muovono sulla duplice direttrice
'Centro-Circonferenza' e 'Circonferenza-Centro'.
Per analogia, l'organizzazione dell'Impero sarà, come dice il verbo stesso, ORGANICA : ricordiamo Menenio Agrippa... Avremo dunque un Governo centrale, che accentri tutte i poteri e le competenze in materie essenziali ed inderogabili : difesa, culti pubblici (non dimentichiamo che nell'Idea dell'organicismo religio e politica non sono mai scissi : la dicotomia religio-politica ha ingenerato catastrofi inaudite ed e' forse la causa prima della decadenza dei popoli - in questo, Thiriart ha preso un abbaglio poderoso), linee economiche generali, politica estera, indirizzi generali per la formazione della popolazione dell'Impero e cosi' via. Al contempo, pero', e' previsto il massimo decentramento per le materie non di competenza del Potere centrale, il che implica dunque la massima libertà dei singoli Stati, popoli, regioni etc. costituenti il corpo dell'Impero, di regolarsi come meglio credono in relazione ad aspetti particolari ma non di secondo momento come i culti particolari (che non hanno necessariamente sempre a che vedere con i 'publica' di cui sopra - prendi Roma come Exemplum massimo), la direzione dell'economia su scala interna e al di fuori delle competenze di indirizzo generale del Governo centrale, l'amministrazione della giustizia e cosi' via, sempre, ripeto, nei limiti del particulare, ergo nei limiti di quel che esula dalle competenze statali. Il che significa : un apparato statale (imperiale) saldo al suo Centro, in cui confluiscono le forze di tutti i popoli che lo compongono, ma il piu' fluido possibile all'interno delle sue singole componenti. Ed ecco l'ORGANVM, l'Organismo imperiale : un Cuore, che impartisce le linee generali di esplicazione del potere imperiale, dando il ritmo al quale battono all'unisono le tante membra, le quali al contempo hanno pero' la massima libertà di azione, finche' non compromettono l'andamento generale dell'Organismo, che, lo ripetiamo, e' retto dal Cuore. In questo modo si da' dignità alle parti, che sono INTEGRATE ma perfettamente 'autonome'. E questo perch' il Cuore regge l'Organismo, ma non puo' occuparsi della digestione o della respirazione o della secrezione di umori biliosi, cui sono preposti rispettivamente stomaco, polmoni e fegato.
L'attualità dell'IDEA di Impero e' indiscussa ed indiscutibile : e' l'unica Alternativa opponibile allo sfascio postmoderno. Ma, ecco il punto, parliamo di IDEA...
Io so molto bene, Longinus, che OGGI non e' realizzabile nulla che sia lontanamente simile all'Impero (tant'e' che le forze della sovversione, come lo stesso Negri, che e' pur sempre un comunista, adoperano questo termine celeste per marchiare le realtà imperialISTE odierne, cosa del tutto inusitata ed inadeguata alla realtà dei fatti e delle Idee, prima di tutto). Ma so altrettanto bene che io NON VOGLIO che oggi si tenti di innalzare un Impero, tradizionalmente inteso, sulle rovine che ci circondano.
Non lo voglio, perche' sarebbe stupido pensare, dopo l'esempio lampante che la storia piu' recente ci offre (gli Anni Trenta-Quaranta), di poter "cambiare il mondo" ripristinando realtà materiali che non ci sono piu'. Perchè dico questo ? non voglio 'scandalizzare' nessuno... Dico questo perchè (Holvx mi ha capito...) il ciclo deve chiudersi, tutto deve sfogarsi, tutto deve andare come deve andare ed anzi deve essere AIUTATO in tal senso... per quanto ci e' possibile senza snaturarci... Non e' fatal'ISMO' ma FATVM, Romanamente inteso... La sovversione deve esaurire tutte le sue risorse e le sue possibilità, l'obiettivo del Fronte della Tradizione, chiamiamolo cosi', non deve essere quello di condurre il sistema di cose attuale (su scala planetaria e non solo 'politica' - soprattutto NON 'politica'...) all'es-plosione, ma anzi all'IM-plosione... Lo stato di cose attuale imploderà, si ripiegherà su se stesso (certo, puo' anche esplodere per sovrabbondanza, ma il concetto e' sempre quello, l'accumulo deve continuare, il sovraccarico deve esserci...).
Noi dobbiamo certamente fare testimonianza dell'Idea tradizionale che ci permea, chi piu' chi meno, ma dobbiamo anche avere LA FORZA (e non 'il comodo'...) di riconoscere che oggi non solo non si puo' ma NON SI DEVE 'cambiare il mondo'... Guardate che non e' facile, fare cio' che sto dicendo, non e' arrendevolezza o arroccarsi nella torre d'avorio a guardare malinconici il mondo con un bicchier di vino rosso tra le mani, ripensando 'ai bei tempi che furono', no : e' presa di coscienza, e' consapevolezza che se tutto va allo sfascio, c'e' un motivo, e che le piccole risorgenze sono belle ma effimere, sono solo palliativi e non La Cura : definitiva, finale, rigenerante.
Ribadisco quanto detto per Samhain : se il seme non imputridisce nel grembo di sua Madre, non fiorisce nulla nemmeno se viene giu' un nubifragio.
Ok per la parola 'reazionario' usata nel senso di un "controbattere colpo su colpo con fermezza" (cito testualmente) ma la questione e' un'altra. Dobbiamo essere etimologicamente corretti, non voglio fare il pedante, ma le parole sono tutto.
" RE - actio " : e' un NO opposto a qualcosa. Ma non c'e' NO senza SI'... ora, la reazione va bene da un punto di vista meramente strategico, ma non puo' esaurirsi in se', perche' un NO che si esaurisca in se stesso, non ha senso. Nulla di quanto nega qualcosa puo' concludersi in se stesso, ma deve necessariamente risolversi in qualcosa di POSITIVO, cioe' qualcosa che 'pone' le fondamenta per una 'nuova' realtà di cose. (un NO che si chiude su se stesso e' una masturbazione mentale, nonchè la base di ogni satanismo) E allora ecco la parola alternativa : è RIVOLUZIONE, Longinus. Che noi dobbiamo intendere nel suo senso piu' puro ed originario come un RITORNO al primo SI'... la Rivoluzione - so che qualcuno puo' comprendere cio' che sto per dire - , e' un RITO... e' un ponte...
Ora, 'fare la Rivoluzione' non implica necessariamente il prendere le armi e spaccare la testa a destra e a manca compiendo atti per lo più inconsulti ed inutili, la 'mia' Rivoluzione non consiste assolutamente in una sorta di revival dello 'spontaneismo armato' e cose simili, le battaglie materiali onestamente non mi interessano, le lascio a chi continua a cuocersi nel suo brodo pensando di poter 'fare la rivoluzione' nel senso piu' becero, secolarizzato ed abusato del termine; ma la vera Rivoluzione implica invece il ritorno o quantomeno il riavvicinamento INTERIORE (a livello soggettivo ma anche 'di gruppo') ad uno stato 'edenico'...
Allora 'reazionario', in questa ottica, non e' un termine errato, ma nemmeno perfettamente aderente alla realtà. Posso dirmi reazionario nella misura in cui mi oppongo a qualcosa, come l'amico Longinus sottolinea; ma se DENTRO non sono un 'rivoluzionario' convinto,
la reazione non serve a nulla, e' sterile, e fondamentalmente idiota.
LONGINUS:
Partiamo dal concetto del "più Forte". Ti dò ragione quando affermi che la Forza a cui non dobbiamo mirare non è solo quella materiale, ma anche quella spirituale, però è importante notare che, riconosciuta l'indubbia superiorità spirituale degli Americani d'America prima dell'arrivo degli Inglesi, in seguito alla definitiva conquista di quelle terre tutti i culti, le tradizioni e le religioni autoctone si sono in breve tempo dissolte sia a causa dell'azione materiale del popolo invasore sia a causa di un'evidente debolezza dei costumi delle popolazioni conquistate. Oramai sono pochissimi i veri Indiani in tutti i sensi, la situazione degli Indiani negli Usa non è di molto diversa dalla nostra se ci pensi...
Un piccolo appunto riguardo alla Forza. Dalla lettura di Mishima se ne ricava un giusto insegnamento, bisogna saper preparare il proprio spirito alla battaglia-azione, ma è necessario avere un fisico prestante per poter agire attivamente e con successo. Se non l'hai letto ti consiglio vivamente "Sole e Acciaio" a questo proposito.
Riguardo alla Gerarchia in quanto tale non posso che darti ragione e la pensiamo allo stesso modo riguardo a Fascismo e Nazional Socialismo.
Non avevo mai sentito certe cose riguardo al Duce, mi interessano molto e mi spronano maggiormente ad acquistare libri del Maestro Evola.
Riguardo all'Impero. Ho letto Guènon (Il re del Mondo) e so con esattezza cosa siano il Centro e i suoi Centri che gli ruotano attorno quindi seguo con chiarezza i tuoi discorsi. A questo proposito volevo proporti una breve riflessione.
Si è parlato del fatto che il Centro non si interessa di ciò che accade nei suoi "satelliti", a pensarci bene è ciò che Hitler compiva con i suoi sottoposti. Egli infatti non si interessava minimamente di ciò che compissero i vari Generali o che so io.
E' da notare inoltre che qualora il Centro si interessasse di ciò che accade attorno a sè l'equilibrio si romperebbe.
Considero Himmler come il gerarca Nazista con maggior conoscenza in quanto a Tradizione e Esoterismo.
Per quanto riguarda le parole Reazionario e Rivoluzionario ti dò ragione, esteriormente mi sento Reazionario ma interiormente RIvoluzionario. Credo sarebbe impossibile essere Reazionario senza essere Rivoluzionario in quanto a Spirito.
Il concetto di tempo che hai esposto richiama chiaramente il concetto di Kali Yuga che oramai certamente inarrestabile. E' giusto lasciare che il Tempo continui senza stravolgimenti, però alla fine di questo ciclo ve ne sarà un altro (un ritorno all'era Primordiale...) ed è compito di porta la conoscenza risvegliare più Spiriti possibile prima della Fine-Nuovo Inizio.
Unire le parole all'azione credo sia comunque necessario.
Ti ringrazio per i complimenti alla mia famiglia che hai fatto in un altro messaggio, sono estremamente orgoglioso delle mie radici. Devi sapere che mio bisnonno combattè nella Prima GM (conservo tutt'ora il suo diario del 1916), fu poi Ardito (partecipò alla Marcia su Roma, ho la foto) e poi combattè mi sembra in Grecia fino al 45. Questo è il caso più eclatante. Il nonno da parte di madre fu partigiano, ma non uno di quelli dell'ultim'ora, se capisci cosa voglio dire, ma in quanto partigiano è da disprezzare, in quanto mio nonno gli voglio bene.
Che la danza di Shiva abbia inizio
(In questo messaggio le repliche del chierico sono introdotte dal segno "+")
IL CHIERICO VAGANTE:
--- Si è parlato del fatto che il Centro non si interessa di ciò che accade nei suoi "satelliti", a pensarci bene è ciò che Hitler compiva con i suoi sottoposti. Egli infatti non si interessava minimamente di ciò che compissero i vari Generali o che so io.
+ no, attenzione, questo non e' storicamente vero, ne' e' vero, sul piano anche solamente ideale, che il Centro 'non si interessa' a quanto fatto dai punti sulla Circonferenza, semplicemente 'se ne interessa' in maniera indiretta... Il Governo centrale dell'Impero permea tutto ma al contempo lascia la massima libertà ai popoli che di quest'ultimo costituiscono lo scheletro.
Non e' vero che Hitler 'lasciava fare', anzi, dirigeva fin troppo spesso le operazioni belliche in prima persona, ma ovviamente lui, da caporale, riconosceva le competenze e le gerarchie in seno all'Esercito, e non poteva se non tracciare le linee generali, lasciando poi ai generali ed ai gerarchi il compito di porle in essere in maniera specifica. E spesso
'ci metteva il dito'...
--- E' da notare inoltre che qualora il Centro si interessasse di ciò che accade attorno a sè l'equilibrio si romperebbe.
Considero Himmler come il gerarca Nazista con maggior conoscenza in quanto a Tradizione e Esoterismo.
+ Ok, ma non sottovalutare Hess. Peraltro esisteva una fortissima spaccatura in seno al Partito ed in particolare in seno agli ambienti dell'Ahnenerbe, tra i c.d. 'matristi' facenti capo a un Wirth, ad esempio, ed i c.d. 'patristi' facenti capo in un certo senso ad Himmler.
Questi, infatti, era, pur nella sua non proprio lucidissima visione d'insieme, il più vicino all'Idea tradizonale originaria (recupero della comunità gerarchica di tipo patriarcale, legame con i culti e le divinità più 'solari' etc.), e non per niente Evola poteva muoversi in Germania organizzando conferenze etc. proprio grazie al capo della SS (esiste anche
un pamphlet contenente scritti di Evola e Himmler), col quale pare fosse in buoni rapporti.
Anche se non al punto da essere, come piu' volte si e' calunniato per tentare di incriminarlo dopo la Guerra, addirittura un 'istruttore' delle SS e storie del genere.
--- Il concetto di tempo che hai esposto richiama chiaramente il concetto di Kali Yuga che oramai certamente inarrestabile. E' giusto lasciare che il Tempo continui senza stravolgimenti, però alla fine di questo ciclo ve ne sarà un altro (un ritorno all'era Primordiale...) ed è compito di porta la conoscenza risvegliare più Spiriti possibile prima della Fine-Nuovo Inizio.
Unire le parole all'azione credo sia comunque necessario.
+ Esattamente, ma nell'ottica del 'gettare i semi', non di far crescere una pianta che, ora come ora, in questo momento, a ciclo ancora non concluso, nascerebbe malata e gia' avvizzita dentro. La nuova Età dell'Oro, con cui inizia il nuovo Manvantara, e' scontata, se non ci 'credessimo' (ma la pura Idea tradizionale non ammette 'atti di fede'...) finiremmo per parificarci ai satanisti, che esaltano la distruzione per la distruzione, la distruzione fine a se stessa. Fondamentalmente inutile - e stupida.
ok chiedo scusa,se ho rotto il tacito accordo di impossessarsi di materiale altrui,per dichiarare alcune cose.
bene come chi di voi avra' avuto la pazienza di leggere,il tono della discussione per certi versi,è similare a quello proposto in questo blog.
vorrei altrettanto farvi notare quanto vicino a cio,i due punti di vista spesso si incontrino,percio' mi vien da pensare,che ogniuno di noi è parte di destra,di sinistra,alternetivo,e tradizionalista,qualvolta moderato,altre estremista.
non chiudiamo il giusto,dentro un unico scatolone,ovunque nel mondo,trovi un po' di giusto,andrebbe imparato a vederlo,rispettarlo,ed amalgamarlo al nostro.
caos
23 novembre, 2005 06:41
INDIFFERENTE:
agg.
1 non differente; uguale, identico, detto di cose che si equivalgono come interesse o importanza: che venga o no, è indifferente; oggi o domani per me è indifferente | che non suscita particolare simpatia o interesse, che non riveste nessuna importanza: quella ragazza gli è del tutto indifferente | non indifferente, rilevante, notevole: peso, somma non indifferente
2 che non prova o non manifesta sentimenti o emozioni; freddo, insensibile: essere, restare indifferente a tutto; quella notizia lo ha lasciato completamente indifferente
3 sillaba indifferente, nella metrica classica, sillaba ancipite
4 (ant.) non diverso, detto di cose o persone tra le quali non si notino differenze: di natura / e d'arme e di sembianza indifferenti (TASSO G. L. I, 38)
¶ s. m. e f. persona apatica e insensibile | fare l'indifferente, nascondere i propri sentimenti con finta indifferenza
§ indifferentemente avv.
1 senza differenza: due sinonimi che si possono usare indifferentemente
2 (non com.) con indifferenza.
Questa è la definizione che il Dizionario Garzanti da di questa parola!
“Questo misero modo tegnon l’anime triste di coloro che visser sanza ‘nfamia e sanza lodo. Mischiate sono a quel cattivo coro de li angeli che non furon ribelli ne fur fedeli a Dio, ma per se fuoro”
Dante chi non prendeva posizioni li definiva Ignavi.
vivere vuol dire essere partigiani , prendere in qualche maniera posizione e non lasciare che tutto ci scorra sopra come se niente fosse per poi dire se le cose vanno male " non è mica colpa mia io mica l'ho voluto" .
L'indifferenza opera al giorno d'oggi più e più a fondo del tanto temuto "Male". L'indifferenza è quella che porta una ragazza violentata in mezzo ad una strada in pieno centro ad essere sola contro il suo violentatore perchè non è stato visto niente da nessuno!
Questa apaticità, questa abulia è stata inculcata a dovere dai nostri burattinai, ma per combatterla basta avere qualcosa in cui credere e combattere. l'essere "alternativo" al prototipo di essere umano che esiste oggi non vuol dire essere perforza lo sfattone di turno, che secondo me non è altro che l'altro prototipo di essere umano creato ad arte( anche perchè la maggior parte di coloro che si professano alternativi per lo più sono indifferenti come,se non più, degli altri!).
Per essere "alternativi" non cool basterebbe avere un briciolo di valori in cui credere , una manciata di cose per cui combattere fermamente, avere un po di rispetto per se stessi e gli altri scegliendo da che parte stare ( sia essa "buona" o "cattiva".
L'onore è sì una grande vittima dell'indifferenza ma l'altra grande vittima è il Rispetto... per tutto quello che ci circonda...ma ormai nemmeno ce ne rendiamo conto.
Nel nostro piccolo tutti possiamo fare qualcosa basta non dire " tanto se lo faccio solo io è inutile" nulla è inutile e di solito da un piccolo fiocco di neve che scivola dalla montagna poi finisce per venir giù una valanga!
G.
23 novembre, 2005 11:44
...allora...
ho letto. trovo che molte sono speculazioni storiche fin troppo particolari e fini che solo adetti ai lavori o estimatori possono raggiungere. non credo che nessuno di noi sia tanto acculturato in tal senso da permettersi critiche e analisi così precise e di spessore. certo non sono persone comuni.
detto questo io come un bel contadino leggo e inizio a sfrondare...poto..poto.. e alla fine mi rimane un albero che non mi va di analizzare adesso. nel senso che almeno io ho inteso che l'obbiettivo della discussione era un altro. ecco perchè ho criticato la lunga citazione del willo e ora critico questa. se tutti noi facciamo citazionni, dovremo sempre compiere un lavoro di potatura per arivare al concetto... e io sono pigro. trallaltro potando a volte si tagliano rami che non si dovrebbero, ma solo chi forma l'albero può decidere quali sono le cose importanti. vorrei insomma capire cosa avete da comunicare senza dovermi infilare in discorsi tessuti da altri per ritrovare di nuovo voi. anche perchè voi non siete cosa citate. potete rimanerne ammirati, colpiti, disgustati, ma ciò non significa che poi in effetti cambierete o direte cose più interessanti o più sentite. tutto sta nell'interiorizzazione dei concetti, non nella memoria degli stessi. ecco perchè ritengo che questa interessante discussione non si svilupperà mai se non si attinge al proprio vissuto, o quanto meno alle proprie idee.
ecco qui introdotto un altro elemento alla discussione. secondo me avete fatto una cosa cool nel citare mastri di parola, molto meno condivisibile ma un pò meno cool l'ha fatta il guzzo.
entra in ballo il concetto d'individualità e il concetto stesso di individuo.
insomma alla fine non è certo il capitale o il consumismo il male è il suo avvento che ha trovato disposti uomini a servirsene in maniera prevaricatrice, prepotente ed egoista.
vi invito assieme alle vostre interessanti letture a inserire le analisi politiche di un grande statista e guerriero come Mohandas Karamchard Gandhi, lui in primis oltre ad analizzare dice anche come poter cambiare il sistema ( cosa che manca a molti altri). oltre ad analisi e domande da delle risposte. questa non è una cosa comune. un gran precursore.
23 novembre, 2005 12:35
beh io la mia opinione l'ho data,
tutto quel popo' di roba mi è servito per dimostrare,che anche altre persone che generalmente il nostro circolo etichetta in maniera sbrigativa,a cose da dire cui senza saperlo facciamo riferimento(allora cosa vuol dire che siamo fascisti anche noi,o che il sistema ormai ci ha divisi talmente tanto da non riuscire a chamare la stessa cosa,lo stesso obbiettivo,con gli stessi aggettivi.
su questo mi sarei fermato a riflettere...)
poi ogniuno è giusto che cammini il suo cammino.
caos
23 novembre, 2005 12:53
In ogni modo non scordiamoci che l'onore LEGAVA tra loro personcine che, al giorno d'oggi, non godrebbero del fascino storico di cui sono avvolti...
Leggetevi "10 modi di sognare il medioevo" di U.Eco, saggio davvero interessante ed illuminante...
I cavalieri erranti in piastre e lancia che cavalcano al tramonto è una ALLUCINAZIONE STORICA:
E' un riverbero di epica gotica,
una nostalgia per periodi mai accaduti realmente, Un mero sogno,
un fungo allucinogeno non digerito dalla storia.
Sta gente nascondendosi dietro parole come ONORE, LEALTA', DEVOZIONE, ha commesso atti di indicibile orrore, in ogni epoca,
in ogni regione...
Vi è sempre molta differenza tra le parole che guidano un popolo o un individuo e le CONSEGUENZE che queste innescano.
Si può uccidere per amore,
si può tradire in nome della lealtà,
si può fare tutto ed asserire l'opposto, che ci vogliamo fà,
le parole sono il lego della babele della grande menzogna...
Chi cita gli Ari e la supremazia di una razza, sinceramente, non mi interessa: forse un giorno scopriremo un antivirus per queste allucinazioni coscienti, echi infantili e commoventi per la loro ingenuità e manifesta mancanza di buon senso e spirito critico, ma
fino ad allora continuerò a vedere dei poveri stronzi che GIUSTIFICANO un atto di violenza con una teoria ad HOC costruita per GIUSTIFICARE la violenza stessa.
"conquisto perchè sono superiore"
"E perchè sei superiore?"
"Perchè lo sono di nascita."
Ragazzi è come la chiesa cristiana che non accetta che le più grandi menti viventi del nostro secolo affermino che anche lei "ABBIA LA SUA VERITA'"...la chiesa pretende di avere LA Verità OGGETTIVA, rivelata.
Come vedete il fanatismo prende sempre delle vie contorte...
Forse se si masturbassero una volta di più al giorno, la loro aggressività non espressa e non incanalata troverebbe un altra via di sfogo, ma quando il cervello è pieno di bug ed i testicoli fumano le parole saranno sempre con questi toni...mi dispiace per loro!
Per le citazioni, beh, ogni nostro pensiero è una citazione rimaneggiata, magari quando è EVIDENTE (copia-incolla) diventa meno interessante, ma non siamo un po tutti delle enciclopedie viventi?
Tom
23 novembre, 2005 14:58
>recupero della comunità gerarchica
>di tipo patriarcale... [CUT]
AH!AH!AH!!!AHAH!AH!HA!H :))))
-RECUPERO- AHAH!AH!HA!H
AHAH!AH!HA!H :))))
Perchè l'abbiamo persa?
Recuperare una cosa che non abbiamo mai abbandonato, ragazzi questa è sintomatica davvero...
Tom
23 novembre, 2005 15:02
>Dante chi non prendeva posizioni li >definiva Ignavi.
E nella sua società aveva anche senso.
Il casino del nostro sistema è che TROPPE PERSONE PRENDONO DELLE POSIZIONI SENZA AVERNE REALMENTE
LA CONSAPEVOLEZZA: stessero zitte ci sarebbe meno casino...
Sarò impopolare, non importa,
ma non vedo il problema della NON-PARTECIPAZIONE IGNAVA, anzi,
vedo il problema della PARTECIPAZIONE-CIECA sulla scia emozionale di qualche stronzo di turno, maree di tensioni che si scaricano con altre tensioni.
MAGARI RITORNASSE IL TEMPO DEGLI IGNAVI, sai quante cazzate in meno sentiresti nel mondo?
Tom
23 novembre, 2005 15:07
Ripeto: la mia citazione si riallacciava ad altri discorsi precedenti e serviva come perno per smuovere alcune idee del Tommy che si scontravano con le "speranze" di Chomsky per il quale lo stesso Tommy prova un certo rispetto.
Non era un semplice copia e incolla. Era un lavoro di un ora per scannerizzare 6 pagine e riportarle in WORD.
Premesso questo, non mi vergogno asolutamente a definire le parole postate da Luca (quelle citate) dei veri e propri deliri di chiaro stampo antisemita. Potrei esaminarli più da vicino, ma sinceramente non lo meritano.
Ritengo però che Luca abbia sollevato un punto importante. In effetti si può parlare di Merda facendo della poesia. Un recente intervento di Dario Fo a Satyricon di Luttazzi lo può confermare. POESIA E MERDA!!!! GRANDE CONNUBIO!!!
Qua in fondo stiamo solo ragionando un po', e poi alla fine uno fa quello che vuole.
Ma se la vita è movimento e la stasi è la morte, credo che la risposta alla fine sia solo una: dobbiamo andare avanti.
Stare con le mani in mano è e rimane una scelta di convenienza.
23 novembre, 2005 16:20
>TROPPE PERSONE PRENDONO DELLE >POSIZIONI SENZA AVERNE REALMENTE
>LA CONSAPEVOLEZZA: stessero zitte ci >sarebbe meno casino...
Ovviamente io intendevo posizioni consapevoli...
Ponderate e riflettute...
Mi viene in mente un discorso fatto tempo fa con un mio amico che si professava di "Sinistra"... gli chiesi se conosceva il programma politico del "partito del cuore"... mi fece un gran giro di paroloni senza arrivare al dunque... quindi feci un sondaggio tra i ragazzi della mia età: Perchè voti questo o quell'altro partito? sai veramente quali sono gli argomenti proposti!?
Risultato?
SOlo un paio di ragazzi hanno risposto esaustivamente alla mia domanda!
Così come per la politica il risultato fu lo stesso quando io e Donatello ponemmo alcune domande sulla Religione ad alcune persone cosidette di Fede. Nessuno sapeva nulla della storia della propria religione.
G.
23 novembre, 2005 18:36
i giusti coi giusti.
continuate ad asserire cio'.
non credo di essere un giusto.
23 novembre, 2005 19:18
giusto sbagliato...destra sinistra...etichette.
vanno bene sui barattoli, ma le persone sono ben altra cosa.
avere la forza della coerenza, avere delle idee, crederci. questo si che mi piace in una persona!
mi piace sentire che hanno da dire le genti...e non siamo figli di frasi citate ma siamo figli dell'intelletto nostro proprio che filtra cresce e sviluppa ciò che noi assorbiamo...ben diverso.
amen
23 novembre, 2005 20:29
comunque mi posso permettere di pensare che sia il willo che il tommy non abbiano letto niente di quanto ho proposto.
ma quwnte volte ho sentito dire della fallacita e dell'ingiustizia del colonialismo,e forse non è stato il tommy a dire che bisogna muoversi con i piedi di piombo in questo contesto sociale?
e forse non avete tirato in ballo la societa romana in questo topic?
mah??????
comunque credo che abbia ragione chi vincera' ,come al solito.
23 novembre, 2005 20:41
Non si tratta di giusti o non giusti.
Il fatto è che quando mi vengono a parlare di razze, mi sale alla bocca un po' schiuma (almeno che non si parli della Terra di Mezzo e dei Nani, degli Elfi, degli Orchetti e via dicendo).
Soppesiamo le parole......
cosa vuol dire?
Bé, le parole possono renderti libero oppure improgionarti, dipende che peso li dai. Se li dai molta importanza, allora t'imprigionano, perchè in una qualsiasi discussione ognuno può a suo piacere confutarle, storpiarle, dilatarle, mozzarle e chi più ne ha....
....se li dai poca importanza e cerchi solo il significato del concetto espresso, magari a grandi linee (e con un atteggiamento positivo e costruttivo) allora possono liberare il tuo pensiero e incontrare l'IDEA della persona con la quale discuti.
Prendiamo la parola RAZZA (rivolta agli uomini).
Che significato vogliamo dargli? Ok, sono daccordo, non deve essere per forza dispregiativo, lo puoi interpretare, ma se questa parola la usi in un discorso che mette in causa diverse persone, devi dargli il significato che il "mondo" nel quale ti esprimi da a quella parola.
L'arte del comunicare sottostà a delle regole, e se le infrangi perdi, come in ogni gioco.
Le Razze tra gli uomini non esistono più. Oggi si chiamano Etnie.
Le parole cambiano e acquistano morali diverse.
Il più delle volte le cambiano ingannevolmente gli uomini di potere per raggiraci, mentre a volte è la STORIA, quella inconfutabile fatta di REALI TESTIMONIANZE, che ribalta il significato delle parole.
Parlare di Razze Superiori e Inferiori mi schifa veramente nel profondo!!!!
Parlare di COSPIRAZIONE GIUDAICA o cose simili mi irrita perchè è come parlare della MALEDIZIONE DI TUTTI QUELLI CHE SI CHIAMANO FRANCO, oppure LA VENDETTA DI QUELLI CHE HANNO GLI OCCHI VERDI, oppure ancora LA PERSECUZIONE DI CHI HA IL 43 DI PIEDE!!!!!
E' semplicemente RIDICOLO!!!!!
Vogliamo parlare di RADICI?
A quando dobbiamo risalire? A Roma?
Alla Impero Ellenico?
Agli Egizi?
Al Paleolitico?
Ma fatemi il piacere!!!!
C'è solo una direzione per la RAZZA UMANA (ecco come va usata questa parola, solo così!!!), e si trova davanti ai nostri occhi.
Il passato secondo me deve essere come un GRANDE LIBRO GUIDA, che ci insegna cos'è giusto e cos'è sbagliato, ma sulla prima pagina c'è scritto: MAI RIPETERSI!!!
Mia madre comunque fa "Giusti" di cognome......
....va bene uguale?
23 novembre, 2005 20:52
si!!!
sei un grande!!!
23 novembre, 2005 21:01
L'AVVOLTOIO SI POSO' SUL RAMO PIU' ALTO E SI FINSE POETA.
FORSE L'ARIA DI QUEL TIEPIDO APRILE GLI AVEVA SMOSSO QUALCOSA DENTRO, E FATTO LUCCICARE GLI OCCHI.
SI MISE A RAGIONARE DI COSE BELLE E DI DIVENTARE VEGETARIANO, PERCHE' ANCHE SE LA SUA NATURA GIUSTAMENTE ERA QUELLA DI UCCIDERE, ANCHE GLI ALTRI ANIMALI AVEVANO IL DIRITTO DI VIVERE IN PACE.
UN TOPOLINO LO ASCOLTAVA DA SOTTO L'ALBERO. LO STETTE A SENTIRE PER UN PO', E PER UN MOMENTO CREDETTE A TUTTO QUELLO CHE DICEVA.
MA POI, COME RISVEGLIATO DA UN INCANTAMENTO, VOLSE GLI OCCHI AL CIELO E GLI URLO':
"MA VAI IN CULO, VAI!!!!"
E S'INFILO' VELOCE NELLA SUA TANA, LONTANO DALLE GRINFIE DELL'UCCELLO.
23 novembre, 2005 21:05
ahahahahhahahhhh!!!!!
comunque con questo saremo al post numero 28!!!!!!!
23 novembre, 2005 21:20
Bastardo, ma non avrai mai l'ultima parola questa volta!!!!
Fino alla fina!!!
23 novembre, 2005 21:24
bah fino a dove tu voglia,tanto costa cara ovunque...
e cosi spazzo via il concetto fac-simil intelligente di questo topic!!!!!!!!!!!
23 novembre, 2005 21:33
>comunque mi posso permettere di
>pensare che sia il willo che il
>tommy non abbiano letto niente di
>quanto ho proposto.
Il solo fatto che le nostre reazioni non siano quelle che ti saresti aspettato dopo la lettura, non significa che non l'abbiamo letto,
o che non abbiamo capito,
anzi, io l'ho addirittura RI-letto e RI-peto che PER ME sono una massa di SPECULAZIONI TENDENZIOSE E FAZIOSE dall'apparenza coerente.
Mi dispiace, ma non posso che scriverlo, almeno quì l'avvoltoio non dovrebbe entrare!
In ogni caso colgo l'occasione per ringraziarti, sei stato uno dei pochi che mi ha restituito ciò che gli avevo prestato, anche se la motivazione, forse, non era proprio delle più amichevoli.
Spero che tu abbia capito che Togliere la parola a chi non è daccordo con le tue idee non porti a nulla: IL CONFRONTO E' PROPRIO QUESTO, tentare di comunicare con l'ALTRO, non con il DIVERSO...
Che differenza c'è?
Beh...
L'altro è l'altro: stesso livello.
Il Diverso è Te senza le tue qualità, un deficente (deficere:mancare) di livello inferiore.
Io sono ALTRO da Te, Luca.
Non sono DIVERSO da Te.
Ogni Teoria RAZZIALE viola questo principio, per questo la rigetto a priori così come rigetto l'orticaria.
Tom
24 novembre, 2005 06:56
>e forse non è stato il tommy a dire >che bisogna muoversi con i piedi di >piombo in questo contesto sociale?
Forse il piombo è troppo leggero...
TITANIO: bisogna muoversi
con i piedi di TITANIO...
Tom
24 novembre, 2005 06:59
>la mia citazione si riallacciava ad
>altri discorsi precedenti e serviva
>come perno per smuovere alcune idee
>del Tommy che si scontravano con le
>"speranze" di Chomsky per il quale >lo stesso Tommy prova un certo >rispetto.
E nemmeno poco, lo rispetto TANTISSIMO, ma rircordati che Chomsky vive in un altro CONTESTO, non nella patria tarallucci e vino.
Io ho solo una PICCOLA SPERANZA,
ma come ogni speranza, è destinata a spegnersi se non supportata da AZIONI: ma ogni azione di buon senso E' LEGATA AL CONTESTO in cui essa si attua... un conto è cambiare le proprie azioni, altro paio di maniche è cambiare il contesto.
Sto solo dicendo che è POSSIBILE cambiare il proprio comportamento (e automaticamente questo incide sul contesto, in piccola dose, vero, ma incide REALMENTE) un altro è dire che in Usitalia, ora, è possibile fare azioni che modifichino DIRETTAMENTE il contesto, magari con una bella rivoluzione di piazza:
non vedo, ADESSO, la possibilità.
Il CONTESTO di un paese è fatto di individui VIVENTI, che avvallano per convinzione o semplice deprimente ignoranza, idee e ideali.
E' una macchina troppo grande per essere arrestata e messa a posto, DEVE MODIFICARSI GIRANDO, senza mai arrestarsi... Il mondo non è una bicicletta che se vuoi cambiare una ruota ti fermi e lo fai, è una bicicletta con 9 miliardi di catene che se saltano, pace, si continua a PEDALARE!
Tom
24 novembre, 2005 07:12
..."Il muro culturale che ci divide è indistruttibile, e non sta a me demolirlo.
Quando affronterai il dialogo senza darmi del "delirante" forse qualche mattone potrebbe cadere."
beh non chiusi io la porta.
percio io per un verso,tu per un'altro,
ci siamo dati dei DIVERSI.
24 novembre, 2005 12:50
Tu Luca senz'altro non lo sei, ma forse il Tommy un po' DIVERSO lo è.
Con quei bei capelli corvini, gli occhi profondi (e a volte marcati da un po' di mascara), la voce profonda ma dolce.
Cara T., forse lo sei, come dire....
.....un po'....
.......diverso!!!
24 novembre, 2005 14:14
...io leggo di solito quasi tutto quello che scrivete.
ma ade essere onesto la pipponata del willo ho letto due righe soltanto, quelle del tommy di solito arrivo massimo a metà, (dopo un pò sono troppo macchinose e diventano pallose), quelle di luca sempre fino in fondo perchè sono pigro e quello che scive è sintetico. il dialogo citato da luca lo ho letto a 3/4, poi mi sono rotto. ma ho capito che sono dei musi e le parole le sanno usare. certo sono di estrazione conservatrice e filo fascista, ma magari fossero così gli antagonisti delle "sinistre". almeno stimolano il dialogo e la conoscenza. credo che farti prendere dall'impulsività ti annebbi l'equo giudizio willo. molte delle cose che dicono sono oggettive, storiche. poi sulle loro elucubrazioni io vado avanti. più o meno quando il tommasa e il caos iniziano ad entrare in polemica, aspetto di vedere qualcosa di interessante, ma purtroppo si fermano troppo spesso a fare a caponate come due arieti e dopo un pò è noioso vedere sempre le solite cose.
sono un capro espiatorio o un capro semplice? fatto sta che la gufimmia è sempre un buon cantastorie!
25 novembre, 2005 12:31
"il dialogo citato da luca lo ho letto a 3/4, poi mi sono rotto. ma ho capito che sono dei musi e le parole le sanno usare. certo sono di estrazione conservatrice e filo fascista, ma magari fossero così gli antagonisti delle "sinistre". almeno stimolano il dialogo e la conoscenza. credo che farti prendere dall'impulsività ti annebbi l'equo giudizio willo. molte delle cose che dicono sono oggettive, storiche."
L'equo giudizio non mi si è annebbiato, te lo assicuro Dona. E' proprio quella loro "pseudo-coerenza" che mi spaventa.
Ci si può convincere di tutto, anche del fatto che sia giusto IMPALARE GLI IMPURI!!!
Riallaccio un discorso passato, in cui lo stesso Noam Chomsky attaccava gli intellettuali tedeschi prima dell'avvento del Nazismo.
25 novembre, 2005 13:22
convinzione nnnha nulla a che vedere con una precisa conoscenza storica. questi che chiaccherano sono molto convinti,ma senza dubbio sono anche conoscitori.
mi possono spaventare, ma perchè mi accorgo che ne sanno tanto da potermi mangiare la pappa in capo. come tutte le cose che esulano dal nostro controllo ci spaventano.
però io credo che in una conversazione quello che frega è il pregiudizio. inquinas la tua obbiettività e ti fa catalogare le persone dopo due secondi, tanto che qualsiasi cosa dicono ti evocheranno sempre cose filtratev dall'etichetta che gli abbiamo appioppato.
io credo nel diverso. nonn credo nelle razze anche perchè il termine scientifico è sbagliato, sarebbero sottospecie poichè la razza è unica ed è quella umana. non credo nella tolleranza perchè implica il sopportare. credo invece nella convivenza, nell'integrazione e nel rispetto.
ecco perchè quindi ammetto l'esistenza (e la concepisco come mia stessa parte estrema), del mio opposto. A me che siano fascisti non da fastidio, potrebbero farmi vedere cose che io non riesco a vedere. se c'è rispetto non ci sono problemi. se non do etichette non ci sono problemi, è semplicemente un altra opinione che io posso o meno condividere. certo da tener presente la storia, ma se non cala il silenzio e si passa all'azione allora si può dialogare. credo inoltre che il dialogo non sia mediazione. non si può dialogare su tutto. ci sono dei limiti invalicabili e questi li chiamo principi. principi atavici che non appartengono a nessuna cultura in particolare ma li ritroviamo in tante nel corso della storia ( dai romani ai greci, {capito luca? non parlo di storia, parlo di cose uguali in culture e civiltà diverse}).
la mediazione è un comromesso e di solito eseguito da una terza parte rispetto ai2 ipotetici interlocutori. quindi il dialogo accresce l'esperienza e arricchisce le opinioni, la mediazione mette in qualche maniera d'accordo 2 parti.
25 novembre, 2005 13:49
errata corrige: ".. che siano fascisti non daq fastidio, potrebbero..."
" non mi frega che siano fascisti, li ascolto perchè potrebbero darmi punti di vista per me difficili da formulare"
(fastidio me lo da ed un bel pò !! )
25 novembre, 2005 13:55
oh,bene un po' di sincerita',dopo tante formule gia fatte.
dona intendevo proprio cio' che hai detto,forse sintetizzo troppo,o forse voglio farvi dedurre troppo,ma l'intento era quello,rileggete il mess.e lo noterete.
personalmente non ho mai avuto uno spirito italico,ne tantomeno lo sento crescere maggiormente in questo periodo;
ma nelle cose che andavate a snocciolare nella discussione avevo trovato dei punti in comune con quelli espressi da quelle persone,solo che lo approfondivano e valutavano certe situazioni(mi interessava farvelo notare,e vedere
reazioni,e commenti).
sulla reazione,per risp,al tommy,
su quella sua e del willo avrei vinto una certa somma,perche era proprio la reazione di sufficenza, che mi sarei aspettato,percio'...
(tra l'altro l'avevo scritto in antecedenza)
credo,che ci sia qualcosa che a me interressa,fra quelle righe,ovviamente non prendo tutto per oro colato,ma certe riflessioni sono corrette per il mio modo di vedere.
rigrazio il dona per essersi messo in gioco,(anche a me urtica il fatto storico,
ma interessante è il fatto che rileggessero gli errori e ammettessero la loro esistenza,
altro fatto positivo,è il fatto che uno intelligente prendesse ad esempio un trattato di un intelletuale di sinistra,
il che mi porta a dire che quella persona,di convinzioni differenti dalle mie ,è pero' piu aperta di mente di me,e di alcuni miei amici...ripercio...
caos
25 novembre, 2005 17:14
ah tommy,
in quanto alla restituzione del materiale;
non so' chi frequenti,e sinceramente non mi interessa molto,
ma che tu lo possa trovare amichevole o meno,
restituirti la tua roba,mi è sembrata solo una,e l'unica cosa giusta.
dona quelli sono gente sicuramente convinta ed interessata,ma quel forum,è in un sito di black metal,no di politica,il che mi fa' pensare che siamo sullo stesso livello,solo che il loro interessamento,li spinga a ricercare piu approfonditamente,e mandano letterelmente in culo,quello che credo il fattore di differenza.
la pigrizia.
25 novembre, 2005 17:25
"sulla reazione,per risp,al tommy,
comunque mi posso permettere di pensare che sia il willo che il tommy non abbiano letto niente di quanto ho proposto."
LUCA, CON TUTTO IL RISPETTO, TI SBAGLI. IO HO LETTO TUTTO, HO CAPITO TUTTO E HO DATO UNA RISPOSTA.
MI PERMETTO DI OSSERVARE CHE MANCHI DI FIDUCIA NEI MIEI CONFRONTI.
D'ALTRO CANTO POTREI ANCH'IO PENSARE CHE TU NON HAI LETTO I MIEI POST, NEI QUALI SPIEGAVO SENZA LEGGEREZZA LA MIA REAZIONE NEI CONFRONTI DEL TUO ALLEGATO.
"su quella sua e del willo avrei vinto una certa somma,perche era proprio la reazione di sufficenza, che mi sarei aspettato,percio'...
(tra l'altro l'avevo scritto in antecedenza)"
SE LA PERCEZIONE CHE HAI DELLA MIA REAZIONE E' DI SUFFICIENZA, POSSO RISPONDERE CHE TI SBAGLI PERCHE' HO PONDERATO MOLTO LA MIA RISPOSTA.
IN UN PRIMO MOMENTO VOLEVO REAGIRE IN MODO MANSUETO COME IL DONA (CON IL QUALE PERALTRO CONCORDO, PERCHE' AMMETTO CHE I DISCORSI DA TE POSTATI ABBIANO MOLTI SPUNTI D'INTERESSE, SOPRATTUTTO QUELLI DEL CHIERICO VAGANTE), EPPURE HO SCELTO DI CONDANNARLI.
LA MIA E' STATA UNA SEMPLICE SCELTA, E STA A TE ACCETTARLA OPPURE NO.
il che mi porta a dire che quella persona,di convinzioni differenti dalle mie ,è pero' piu aperta di mente di me,e di alcuni miei amici
LA PRENDO COME UN'OFFESA, E VISTO DA CHE PULPITO VIENE LA PREDICA (RIGIDAMENTE CONTRARIO AGLI OMOSESSUALI E DI IDEE ALQUANTO ANTISEMITA), CREDO CHE IO ABBIA LE MIE RAGIONI.
LA MIA SCELTA DI ESSERE INTOLLERANTE ERA UNA PROVA DELLA MIA TOTALE APERTURA MENTALE.
TI PREGO LUCA, NON DUBITARE PIU' DI ME. IO LO SO CHE SIAMO DALLA STESSA PARTE.
25 novembre, 2005 20:23
lo so'!
non mi sono mai estromesso,da tali miei commenti.
il, mio pulpito di intransigente è sempre stato chiaro e netto,infatti mi cito per primo fra i chiusi di mente,ho ancora troppo da imparare.
ma la storiella dell'avvoltoio,e alquanto da intransigente.
per me stesso,mi riconfermo che ho visto molte analogie di concetto fra le due discussioni.
se per antipatia non volete accettare quello che a me pare un dato di fatto,che sia.
comunque ovviamente accetto il tuo punto di vista,l'ho sempre fatto con tutti,fino a che non andavano nei fatti,
contro il diritto di percorrere la mia strada.
e che te devo di',ogniuno a la sua visione ,io sono un caprone antisemita,
tu per te sei open minded.
per me non ci sono problemi.
sai che pensero' esattamente cio che dico,senza necessita di apparire piu carino o ruffiano.
25 novembre, 2005 21:25
Tanto per commentare...
>e' presa di coscienza, e' >consapevolezza che se tutto va allo >sfascio, c'e' un motivo...
Ma ci rendiamo conto di cosa significhi realmente sta roba?
Ragazzi, non crederete mica a sto delirio, vero? Il Kali-day è in mano nostra, ed il primo passo per attuare la fine del mondo è proprio pensare, agire e comportarsi come questi pseudo-filosofi pessimisti e nichilisti (come ogni persona sofferente o disadattata prima o poi tende a divenire)
"se il mondo sta soffrendo,
significa che deve soffrire..."
Non potrebbe soffrire per delle serie di cause RISOLVIBILI?
No.
Perchè per i grandi sofisti dell'occulto (non esotersti, sia chiaro) l'importante è dare l'impressione che si stia parlando di cose molte serie, DANDO PER SCONTATO TUTTO, e soprattutto GIUSTIFICARE la loro vita da misantropici esaltati.
Donatello, non ti lasciare impressionare dalla pomposità dei toni, se analizzi il linguaggio troverai quintali di FALLACIES
ed argomentazioni senza FONTI e RIFERIMENTO, qualcuno la chiamerebbe SUPERCAZZULA.
Una affascinante e misteriosa Supercazzula(c) che RICONFERMA prese di posizioni con altre prese di posizioni, il tutto con un sano impatto egotico degno di un mynd flyer, chi fallisce il TS ci crede! ;)
Antichi modi di concepire il mondo basato du ARGOMENTAZIONI meramente INDIVIDUALI che si tramandano come parassiti dell'intelletto umano, replicandosi e trasformandosi, ma figli dello stesso fanatismo ideologico di fondo: l'incapacità di accettare l'altro in quanto altro,
"il selvaggio dolore di essere uomini" avrebbe detto qualcuno che infatti è stato ammazzato per averlo detto.
Io non posso che condannare queste assurdità di pensiero come BUG MENTALI, spero presto risolvibili con una patch culturale a diffusione gratuita, diffusa ed immediata! ;))
Ragazzi, ci scherzo su,
ma è grave....
Tom
27 novembre, 2005 02:36
boh,posso credere e non credere a cio che dici tommy.
certo è che di supercazzole sei il piu esperto di tutti qua dentro.
in quanto all'accettare
"l'incapacità di accettare l'altro in quanto altro"
mi pare che tu abbia dato
una pessima dimostrazione di cio,nel caso della giulia.
poi trovo giusto che tu abbia la tua opinione,
è che trovo le tue,supercazzole come quelle che tu hai citato per te stesso.
27 novembre, 2005 02:50
> boh, posso credere e non credere a
> cio che dici tommy.
Beh, ogni cosa in cui crediamo ha un certo grado di attendibilità, una probabilità che sia "vera" (che funzioni, che descriva in maniera completa) Scegli tu a chi credere,
ma la probabilità non è 50% e %50%.
C'è gente che crede allo 0,000000000000000000000001 % come se fosse certezza, ma si chiama FEDE.
Quale probabilità ha Longinus?
Quale probabilità hanno le mie idee?
Non credo di averne nessuna al grado 100% (il grande DOGMA) e sono pronto a cambiare sempre opinione, ma mi si portino delle teorie CONVINCENTI,
non delle arringhe quasi imputabili di APOLOGIA DI REATO!
>certo è che di supercazzole sei il
>piu esperto di tutti qua dentro.
Lo prendo come un complimento! :)))
Appunto per questo, credetemi!
La supercazzola di longino è incredibile, degna davvero di ammirazione! ;))))
Tutte argomentazioni prive di riferimento fenomenico, delle chimere, affascinanti, ma CHIMERE!
Il centro, la Rota, la razza, il destino, la fine dei tempi, angeli, demoni, spiriti, che differenza fa?
CHIMERE!
>in quanto all'accettare
>"l'incapacità di accettare l'altro
>in quanto altro"
>mi pare che tu abbia dato
>una pessima dimostrazione di
>cio,nel caso della giulia.
E ti pare male,
forse perchè sei rimasto ferito da come ho risposto in sto forum,
ma il "capitolo Giulia" non c'entrava niente con l'ACCETTAZIONE DELL'ALTRO, e lo sai bene.
Credo che questo sia un tuo tentativo di screditare i miei commenti, in modo da rivalutare le idee che porti avanti, alla luce delle mie ultime considerazioni...
ma anche questa è una
FALLACIA DI PENSIERO,
usata dai politici,
dagli esperti di pubbl. relazioni, non credetevo anche da te.
"da che pulpito viene la predica" è un delirio della sapienza popolare,
ASCOLTATE LA PREDICA, poi da pulpito arriva, che cazzo ve ne frega?
Il fatto che io sia o non sia qualcosa non PEGGIORA O MIGLIORA COSA DICO, è SOLTANTO COSA DICO che conta, e ho detto e ripeto che queste idee (dalle quali spero che tu prenda presto le distanze) sono delle enormi SUPERCAZZOLE.
Poi, se vuoi vivere di supercazzole, affari tua, in italia esistono siti fascisti e Comunisti che inneggiano allo stato totalitario, figuriamoci se cambia qualcosa se c'è un uomo
in più omofobico e intransigente...
>poi trovo giusto che tu abbia la
>tua opinione, è che trovo le
>tue,supercazzole come quelle che tu >hai citato per te stesso.
Ogni pensiero è una Supercazzula,
anche la Scienza lo è.
Ma c'è Pensiero e Pensiero,
Scienza e Scienza.
Scegli tu a cosa credere,
l'importante è che tu possa verificare le tue credenze,
falsificare le tue credenze,
altrimenti è FEDE:
ci credi, ma non sai come.
Ci credi, ma non sai perchè.
Alla Teoria Razziale ci si crede,
senza poter spiegare COME e PERCHE'.
Ai post di Longino ci si deve credere, senza poter verificare il come ed il perchè.
Ed io non vivo di queste credenze.
Per concludere,
devo dire che mi aspettavo un confronto più METODICO e RAGIONEVOLE con te, Luca.
Sarebbe troppo facile per me screditarti, soprattutto per le tue convinzioni più estreme che STRIDONO pesantemente con la tua quotidiana esistenza, ma NON CONTA.
Non mi interessa se canti della fine del mondo, della morte e della distruzione e poi festeggi il Natale: NON PER QUESTO GIUDICO CIO' CHE DICI, ascolto solo quel che hai detto, e purtoppo, dopo tutti i miei post, non ho mai letto una tua disconferma razionale, una dimostrazione, una tesi, una teoria.
Ho solo letto commenti che suonano come PRESE DI POSIZIONI, scusami, ma a queste condizioni NON E' POSSIBILE UN DIALOGO, lo sai anche te,
non si tratta di aver chiuso le porte, NON LE HAI MAI APERTE.
Quando mi scrivesti "SEI AL DELIRIO" hai come sigillato la via.
Se ti avessi dato del "DELIRANTE" avresti avuto voglia di perdere tempo ed energie per tentare ancora di esprimere le tue idee?
Con chi mi da del pazzo, mi dispiace, ma ringrazio e saluto:
non fa per me.
E con questo spero di non aver lanciato benzina su un focolaio spento, rimaniamo calmi, please,
di casino ce n'è anche troppo nel mondo.
Tom
27 novembre, 2005 13:22
bè nella sua rigidità che sia, luca si esprime sempre in maniera chiara. willo ad essere onesto, avevo pensato come luca, tanto che ti avevo detto che avevi postato con troppi pregiudizzi. quello che hanno scritto quei belle bocce non lo ho letto tutto e non intendo farlo. quando iniziano a parlare di pippe non li cago vado avanti a leggere. quello che scrive il chierico è corretto e lo esprime con una straordinaria chiarezza di pensiero, il che se vuoi fa venire un brivido di terrore. fatto sta è che sa di cosa parla (almeno fin dove ho letto) e non fa per nulla super cazzole. nel senso che non cita a sproposito qualche autore in qua e la partendo per tangenti stravaganti, solo per il gusto di chi crede di poter così impressionare l'interlocutore. conosce bene di cosa parla e sa quel che dice. poi stop, non è che ci voglio scrivere un libro su sto qui! ho capito che luca stava provocando e ho cercato di capire la provocazione, perchè in effetti era interessante. ora però la discussione non è su dei tizzi che parlano, trallaltro uno si chiama come un orologio, magari avrà qualche significato un pò più profondo, ma così dai miei occhi blasfemi mi sembra prorio un blak man very cool!!!
ehehehe
giuastiè!
27 novembre, 2005 13:43
i toni li trovo gia cambiati.
personalmente so' con procisione,di essere fallace;
cio' non toglie il fatto che i miei difetti debbano oscurare i miei pregi.
vado avanti con la convinzione di cercare di migliorare continuamente(anche se purtroppo soffro dei momenti di sbandamento o di stasi),
contrariamente a quanto si possa credere,ascolto sempre i discorsi che vado ad affrontare con la possibilita di imparare qualcosa di nuovo(poi chi mi conosce meglio puo affermare o dissentire su questo punto,comunque sia questa è la mia direttrice),che possa farmi migliorare o evolvere.
mentre trovo che in altre maniere,chi è piu dotato di una certa apertura mentale di me,non si ponga mai nel dubbio di essere in errore.
si parla ,per certezze.....
...io ho la fortuna di poter essere fallace,percio,posso parlare con toni discutibilmente "intransigenti",
ma chi crede realmente di parlare nel giusto,come puo seguirmi nel mio personale delirio?
27 novembre, 2005 16:07
>Forse voglio coinvolgervi tutti in
>una discussione da una cinquantina di
>post... [cut]
Avanti: chi lo scrive il 50°?
Guardate che è una grossa responsabilità! ;)))))
Tom
27 novembre, 2005 16:44
e vai!!!!!!!!!!!
mi prendo personalmente le mie ,responsabilita'!!!!!!!!!50!!!
27 novembre, 2005 19:19
CINQUANTA!!!!!!!!
QUESTO è COOL
27 novembre, 2005 19:24
PORCA< paletta Caos di cacca!!!!ci hai battuto anche sta volta!!!!!!!!
MA la pgherai ...MWAHAHAHAH!!!
27 novembre, 2005 19:29
ahahhahhah
basta in contanti???????
27 novembre, 2005 21:05
tommaso ad essere onesto mi mette a disagio il tuo modo di scrivere. perchè è sempre imbevuto di violenza e arroganza, nonchè aggressività. sembri mosso esclusivamente da spirito di competizione e contesa. alla fine nessuno ha ragione sull'altro e non c'è niente in palio.
potresti sforzarti di moderare i toni e arricchire i post senza sparare eccessivamente su tutto quello che ti capita in testa senza distinzione?
grazie.
27 novembre, 2005 21:16
-Su questo Blog abbiamo visto che il Tommy, persona che stimo e alla quale voglio bene in un certo modo, è riuscito a dire TUTTO e il contrario di TUTTO, sempre rimanendo "Cool".-
E' un po' questo quello che volevi dire Dona?
Mi sono accorto che come al solito ci siamo allontanati dal discorso introdotto all'inizio del post. Da un lato mi fa piacere, perchè questi "Deliri" come li chiama qualcuno, diventano come delle campagne di gioco....
...mi preme però ricordare a tutti il mio punto iniziale, anche se magari non era ben definito. In poche parole: SE AVETE IN MENTE COSA VUOL DIRE "ESSERE COOL"(stato comportamentale acquistabile al Mercato Globale dell'Atteggiamento), COME SI PUO' EFFITTIVAMENTE NON ESSERLO?
Provo a dare una risposta:
CERCANDO DI ESSERE NOI STESSI.
E allora mi ridomando:
E COME FACCIAMO AD ESSERE SICURI DI ESSERE NOI STESSI?
28 novembre, 2005 17:55
...pseudo-filosofi pessimisti e nichilisti (come ogni persona sofferente o disadattata prima o poi tende a divenire).
cavolo,tommaso,sembra la tua descrizione precisa.
per me puoi distruggermi quando vuoi,tanto sei vuoto come un palloncino di elio,sta la lassu'e guarda dall'alto,ma assecondi la cordicella a cui sei legato.
per quanto riguarda il natale,sappi che è chi lo festeggia che festeggia qualcosa che non conosce.
personalmente so' precisamente l'origine,sembri piu tosto tu lo sprovveduto.
poi sai che nessuno ti ha eletto a demiurgo delle nostre vite?
credi di aver il diritto di insinuarti,di biasimarci,di dover essere al centro dei nostri problemi,
ma mi chiedo chi ti ha dato questo diritto?
poi sicuramente uscirai con qualche nuova versione del tommese(linguaggio elitario,concesso all'unico possessore di verita),
in cui rinnoverai il simbolo e il significato di ogni parola precedentemente espressa,
lasciando noi volgari,nella confusione delle nostre deficenze.
per quanto l'essere noi stessi,il processo è lungo,e chiunque di noi ne è lontanissimo,
chi ne sa piu di me ,mi ha detto che:
bisogna uccidere tutti i propri IO,per trovare il nostro SE.
28 novembre, 2005 18:51
>>...pseudo-filosofi pessimisti e
>>nichilisti (come ogni persona
>>sofferente o disadattata prima o
>>poi tende a divenire).
>cavolo,tommaso,sembra la tua
>descrizione precisa.
Beh, si vede che non mi sono spiegato bene, o che non mi conosci,
(il che è molto probabile)
oppure non conosci il significato di Nichilista e Pessimista, oppure hai scritto questo post perchè ti sei sentito attaccato o ferito.
La mia VIOLENZA è diretta alle IDEE, non alle persone, tantomeno a te, Luca, o a te, Donatello.
Non si possono tollerare atti intolleranti...E' come darsi una zappa nei coglioni: oltre un certo limite non è più "libera espressione del proprio pensiero" è "apologia di reato" è portare avanti idee che ledono la LIBERTA' ALTRUI, perciò aggressive, tiranniche ed illecite.
Inneggiare all'odio razziale è per me "apologia di reato".
Provare odio verso gli omosessuali è "apologia di reato" è un atto VIOLENTO e AGGRESSIVO che non può essere tollerato, NELLA DIFESA DEI DIRITTI di un essere umano di poter disporre della propria sessualità liberamente, senza dover rendere conto a nessun omofobico della propria preferenza, se questa non lede i diritti o gli spazi altrui.
Provare odio verso un popolo, verso una parola, verso "gli Ebrei" è come provare odio verso "i draghi verdi" verso "i funghi alieni di marte".
Relativismo etico, benissimo,
ma c'è un limite, cazzo.
Non sono pessimista, anzi.
Non sono neanche un ottimista,
sono un POSSIBILISTA, un PROBABILISTA, se proprio necessito di una maledetta etichetta:
se facciamo qualcosa,
FORSE le cose cambiano,
se non facciamo niente,
SICURAMENTE le cose
rimangono tali e quali.
Questo non è un pensiero di un Nichilista o di un pessimista.
"non c'è niente da fare"
Non l'ho mai detto, anzi...
Ho sempre sperato, anche quando non c'era davvero niente da fare, soprattutto in campo relazionale.
Non sono un Nichilista,
in quanto credo che questo mondo abbia un senso, anche stupido,
ma ce l'ha, ma non ho la FEDE che questo mondo sia stato costruito per me e per la mia unica-grande-razza-uomo.
Sicuramente se credi che il mondo non abbia senso, e non ne attribuisci nessuno alla Vita,
non avrà nessun senso ogni azione o pensiero che compirai,
in fin dei conti il Nichilismo è paragonabile alla Non-Morte,
ed io non sono un lich,
te lo assicuro.
Il Nichilismo è ed è stato importante come rottura dai valori convenzionali e tradizionali, accademici e bigotti, questo si,
il suo ruolo l'ha avuto: ma essere Nichilisti oggi è come guidare un treno a vapore in autostrada, quantomeno sconcertante.
Sulle altre cose che hai scritto preferisco darti la possibilità di farti rileggere quello che hai detto, in modo che tu possa rivalutare il tuo commento decisamente fuori luogo.
Dai per scontato tutto.
Cazzo, Luca, chiedi, domanda!
Se ti incazzi perchè credi che io abbia attribuito un significato
(il tuo) ad una qualsiasi parola,
GENERI TU STESSO DEI MALINTESI,
ma tutto questo avviene soltanto nella tua testa, come forse hai fatto anche negli altri post...
Non credo che tu abbia compreso a cosa mi riferivo riguardo alla tua vita "paradossale"...
non era un pretesto per offendere,
era una mera constatazione per rispondere alla tua CHIARA PROVOCAZIONE NEI MIEI RIGUARDI, al tuo tentativo di screditarmi.
Per usare una fortunato scippo cristiano, "non si può servire due padroni" non si può credere di essere Black-extreme-obscure e comportarsi da Happy&FamilyFriends,
è un problema di coerenza tra pensiero ed atto, tra etica e comportamento, ma a me NON INTERESSA, questo volevo dire:
CHE IN OGNI CASO TI ASCOLTO,
indipendentemente da cosa fai o sei.
Le mie reazioni poi sono altra cosa, ma TI ASCOLTO, senza pensare da che pulpito viene la predica, ASCOLTO LA PREDICA, punto, stop.
Ho toccato un nervo scoperto?!
La tua reazione mi sembra davvero eccessiva...
Sorrido per il "tommese" e da una parte mi fa anche piacere:
se un linguaggio che per me è più che naturale e comprensibile (e non solo da me, ho altri corrispondenti che non trovano queste difficoltà a leggere per intero un post, anche di 20 pagine, e commentare opinioni anche più complesse e contorte...) ti risulta difficile, si vede che non provo fatica a fare quello che per altri è impossibile, o che,
PIU' PROBABILMENTE, sto usando un linguaggio che reputo adatto al tuo livello culturale, ma che nei fatti è INADATTO a questa discussione.
Sarà anche questa una questione di aspettative, tutta la pubblicità che ti avevano fatto mi ha molto influenzato, Luca, ma credevo che affrontare termini filosofici fosse per te pane di tutti i giorni;
mi dispiace, ma li uso perchè semplicemente è più VELOCE l'argomentazione, se tutti e due intendono la stessa cosa, ovviamente.
Chiaramente non abbiamo avuto la stessa istruzione, non che sia un pregio o un difetto per nessuno,
E' una ALTERITA' (e non -diversità- altrimenti uno sarebbe sapiente e l'altro un ignorante)
Vedrò di ridurre la difficoltà lessicale dei miei post,
se questo ti sconvolge,
a partire dal successivo, ovviamente, perchè anche questo mi sa che l'ho scritto troppo di getto!
Un divertito Tom:
il Demiurgo delle vostre vite (c)
28 novembre, 2005 20:47
>E COME FACCIAMO AD ESSERE SICURI DI
>ESSERE NOI STESSI?
Capacità di Ascolto:
La risposta è lì.
Se mentre fai qualcosa o ti comporti in un certo modo TI ASCOLTI vedrai
che la risposta la trovi...
Se il pancino soffre, non sei tu.
E' più semplice di quel che si pensi, ma è complesso da attuare.
Ci hanno allevati DEVASTANDO la nostra emotività, siamo una cultura ANALFABETA A LIVELLO EMOZIONALE.
Ecco perchè tutto ci sembra così difficile: siamo sconnessi dalla nostra sensibilità, dal nostro VERO faro per la nostra realizzazione, che non è quella polpetta invadente e menzoniera che abbiamo nel cranio.
Il cervello NON E' NOSTRO.
Non usare quello.
S E N S I B I L I T A'
Questa è la mia risposta.
Tom
28 novembre, 2005 21:54
..."Non si possono tollerare atti intolleranti...E' come darsi una zappa nei coglioni: oltre un certo limite non è più "libera espressione del proprio pensiero" è "apologia di reato" è portare avanti idee che ledono la LIBERTA' ALTRUI, perciò aggressive, tiranniche ed illecite.
Inneggiare all'odio razziale è per me "apologia di reato".
Provare odio verso gli omosessuali è "apologia di reato" è un atto VIOLENTO e AGGRESSIVO che non può essere tollerato, NELLA DIFESA DEI DIRITTI di un essere umano di poter disporre della propria sessualità liberamente, senza dover rendere conto a nessun omofobico della propria preferenza, se questa non lede i diritti o gli spazi altrui.
Provare odio verso un popolo, verso una parola, verso "gli Ebrei" è come provare odio verso "i draghi verdi" verso "i funghi alieni di marte".
Relativismo etico, benissimo,
ma c'è un limite, cazzo."
proprio sicuro di aver rispettato le persone?
di aver attaccato unicamente le idee,e non le scelte?
per nichilista,beh ti continuo a trovare cio,tenti di rompere gli ordini,le regole,mettendoti attivamente a deragliare giudizi e sentenze.
in quanto al rapporto fra happy..e black,ti trovo mal informato,(parli come probabilmente me,nei tuoi riguardi)
sei ignorante in tal riguardo,
non conosci i miei imput,ne tanto meno sai,quanto le due cose siano affini.
non mi sconvolge il fatto di come scrivi,ma il fatto che all'occasione ,tu sappia cambiare scenari,soltanto per non subire un confronto che ti darebbe torto.
comunque sei il demiurgo della tua unica vita.
29 novembre, 2005 06:50
>comunque sei il demiurgo della tua
>unica vita.
Ed è già tanto non credi? :))))
Ragazzi, internet è una truffa.
Tom
29 novembre, 2005 10:08
>soltanto per non subire un confronto
>che ti darebbe torto.
Quindi il tuo presupposto è che hai ragione? ;)))
Guarda Luca, che sei davvero spettacolare... Se solo riuscissi a farti vedere quanto sei monolitivo, sorrideresti anche tu! :))))
Buona vita a tutti!
Tom
29 novembre, 2005 10:09
guarda che "un confronto"è in senso generale,
secondo qualsiasi caso delle probabilita,è impossibile che tu abbia sempre ragione,come invece cerchi sempre di asserire,
a meno che tu non sia perfetto.
ma ho dei seri dubbi su cio!
comunque se tu non te ne fossi reso conto, rido moltissimo di me stesso,sane e grasse risate!!!
ahahahahahahahhh
29 novembre, 2005 12:49
la violenza è verbale. non sto mettendo in discussione a cosa è diretta. il tuo modo di esprimerti è violento. il tuo modo di esprimerti è di chi non sa ascoltare e vuole imporsi (quindi mi sembra un assurdità che tu parli di saper ascoltare). ti esprimi sempre come se tu sapessi da dio che hai ragione e devi suggerire agli altri il modo di vivere. tutto questo si esprime in poche parole, non hai la più pallida idea di cosa sia una discussione e di cosa significhi mettersi in discussione.
se fossi meno presuntuoso approfitteresti della favaggine di luca per imparare. luca ti sta venendo dietro (il che mi sorprende) e si sta mettendo a discutere con te di tutto... in una diatriba infinita.
approposito di reati, apologie e quant'altro...lascia perdere cambia discorso. smettiamola di rimanere su questo piano banale! sparare tre definizioni non basta a reggere una discussione intelligente. anche un bimbo riesce a fare una ricerca su internet trovare qualche definizione e copiarla nel post. questo però non è sufficiente a fare una discussione. si percepisce leggendo che tommaso non hai le idee chiare o meglio non sai bene nemmeno te quello che dici ( e qui dice bene il willo, hai detto tutto e il contrario di tutto, insomma praticamente sei un nichilista che annulla diluendo in un fiume infinito di parole le proprie idee). luca, dammi di più!
29 novembre, 2005 14:57
Caro Dona,
preciso che non ho mai fatto ricerche e copia incolla, leggo, penso, rifletto e scrivo.
Il tuo semplicistico resoconto di tutti i miei post, sopratutto dopo che hai scritto che neanche leggi tutto, mi sembra approssimativo,
un "tutt'erba un fascio" che sinceramente non mi aspetto da uno studente di psicologia.
Forse non hai capito a cosa mi
riferivo, MA QUESTO NON SIGNIFICA CHE NON HO DETTO NULLA, forse significa che ho scritto in modo troppo complesso o inadatto al contesto, o che non hai fatto attenzione, ho che sei preso dall'emozione e non pensi neanche quello che scrivi, ma ripeto:
NON SIGNIFICA CHE NON HO ASSERITO NIENTE DI INTERESSANTE, questo è il tuo punto di vista,
e devo dire un pò deprimente.
Ad ogni mia argomentazione non ho MAI TROVATO UNA CRITICA, una dimostrazione o falsificazione,
ho solo letto PRESE DI POSIZIONI o RIFIUTI CATEGORICI, a volte offensivi e sempliciotti,
da borghesotti incazzati perchè colpiti nel tallone d'achille.
Sarò anche violento, e devo dire che in questo CONSTESTO me ne vanto:
nessuna pietà con chi porta avanti idee devastanti, intolleranti, fanatiche e di bassa moralità.
La mia è pura INDIGNAZIONE, non violenza: nel 2005 reputo un ritardato mentale chiunque professi un odio razziale impunemente o altre amenità simili.
In ogni caso, ripeto:
HO ASCOLTATO LUCA, ma non mi ha detto nulla, è questo il problema:
mi da del palloncino sgonfio,
ma non spiega perchè ne come,
rifiuta le mie tesi,
ma non spiega perchè,
praticamente come nei vecchi regimi totalitari si comportava il potere con le voci dissidenti.
NO
E le spiegazioni non servono.
Ragà, se per voi i presupposti per una comunicazione sono questi,
votate "rifondazione nazista"
alle prossime elezioni.
Tom
29 novembre, 2005 15:17
Forse è semplicemente la freddezza dei discorsi del Tommy che lascia in ordine: Luca arrabbiato, Dona infastidito, Willo indifferente.
Pregevoli definizioni, paroloni d'effetto, ragionamenti contorti come l'architettura elfica.....
.....ma i vecchi Nani sono sempre i meglio!!!!
Voglio dire, mancano forse di un po' di quella "sensibilità" alla quale lo stesso Tommy faceva riferimento?
Comunque devo ammettere che è fin troppo abile a portare avanti questa "FAIDA CIBERNETICA".
29 novembre, 2005 15:20
Grazie willo, lo prendo come un complimento...
E comunque...a me i nani sono sempre stati un po sul cazzo! ;)))))
Tom
29 novembre, 2005 15:33
>Forse è semplicemente la freddezza
>dei discorsi del Tommy...
se avevo scritto con freddezza non succedeva sto marasma...
Pensavo di parlare con persone in grado di sostenere con lucidità un tono non mediato, diretto, quasi contaminato dalle emozioni, alterato nei toni perchè "sentito", vissuto, non semplicemente -ripetuto-.
Devo dire che trovo le reazioni EMOTIVE del Dona e di Luca molto simili, e quelle RAZIONALI un pò scarsine... Il Dona annulla ogni mio sforzo raccogliendo tutte le mie parole in una scatola con scritto:
"BANALITA'" mentre Luca me le cassa, ma non mi spiega perchè: "perchè no"
Percepismo il disfattismo tipico della fretta, di chi vuole arrivare al punto senza sforzarsi, come se ogni altra via fosse inutile, banale, rindondante, barocca...
Mi sembra di sentire parlare il tipico impresario milanese:
"UE'! POCHE BALLE! LAVURA!"
Insomma,
sintetizzo usando un pò di fantasia, che un tempo ci accomunava e univa sotto il desiderio di divertici,
non di CAPIRCI, sia chiaro:
per questo siamo a sto punto.
Avete presente il gruppo tipico del D&D? Ecco, credo che siamo arrivati al punto in cui il MAGO ed il GUERRIERO, dopo aver scassato mille dungeons e fritto 1000 coboldi, sono in taverna a riposarsi e mangiare;
Le avventure sono finite,
è il momento della chiacchera...
Il mago apre bocca.
Il guerriero o il nano di turno lo zittisce con un "MA CHE CAZZO DICI, parla come mangi".
Il mago tenta di spiegarsi, e più che spiega, più che il nano si incazza perchè non GLI INTERESSA.
Non che NON CAPISCA, sia chiaro,
non si tratta di intelligenza o di stupidità, si parla di INTERESSI.
I nostri interessi si sono diversificati, semplicemente,
l'avevo già scritto e lo ripeto.
Ciò che a me pare ovvio e logico,
per il Dona è banale, è inutile.
HA ALTRI INTERESSI.
Non gli interessa discutere di responsabilità-diritti-doveri-
limiti-condizionamenti-libertà-
sogni-chimere-dogmi-filosofie-
nichilisti-positivisti-ottimisti-
isti-isti-isti!
E forse fa anche bene!
Tutti questi "ismi" e "isti" sono davvero una maledizione! :)))
MORALE:
Quando il nano mangia, il mago è meglio che stia zitto! :))))))))
Ragazzi, non ve la prendete a male,
ma sono davvero demoralizzato.
chili di parole, uno sforzo mentale non indifferente e:
PER VOI NON HO DETTO NULLA...
Pace.
Per fortuna il mago trova altri maghi con cui parlare delle cose per lui INTERESSANTI, e tutto torna armonico, bello, sano...
Mi dispiace solo che credevo di parlare con MAGHI del 24 e li vedo ora come GUERRIERI DEL 36! Di tutto rispetto e veramente AMMIRABILI,
ma non quello che credevo di trovare.
Il Mago dello 0 vi saluta.
Tom
29 novembre, 2005 16:04
Ormai sono curioso...
>si percepisce leggendo che tommaso: >non hai le idee chiare o meglio non >sai bene nemmeno te quello che dici
[cut]
>e qui dice bene il willo, hai detto
>tutto e il contrario di tutto,
Puoi farmi un copia incolla dove sia evidente e verificabile ogni mia CONTRADDIZIONE?
Puoi aiutarmi a capire dove per te
ho detto una cosa e poi ne ho affermata un'altra?
Tom
29 novembre, 2005 16:22
Un piccolo esempio di come ci siano enormi PRESUPPOSTI errati che generano INEVITABILMENTE CONSEGUENZE errate:
[CUT]
>Non per niente,
>all'origine dei primi Stati
>della Penisola (dopo il MedioEvo)
>troviamo i tanto celebrati Comuni,
>veri baluardi della sovversione >della nascente borghesia mercantile
>che si innerva ed innalza contro
>l'Impero
I comuni non nascono DOPO il medioevo (quale? il "MEDIOEVO" come periodo buio e misterioso? Il "medioevo" come "epoca degli eroi"? ECO. Elggetevi ECO.)
e non nascono per una sovversione della "nascente borghesia mercantile"
I gruppi mercantili, dal XII secolo in poi se non erro, si autorganizzarono fondando le CORPORAZIONI (anche se l'uso corrente di questa parola non esisteva allora) E NON I COMUNI,
ed erano APPOGGIATE ED AUTORIZZATE DAL POTERE POLITICO.
Altro che "innervarsi" ed "innalzarsi" contro l'Impero...
(senza contare che, a meno che non sia completamente rincretinito,
una corporazione NON E' un Comune)
Poi seguirono le corporazioni degli Artigiani, dei Mercanti, Giudici, Notai, monetieri... Spesso CONFRATERNITE diventate CORPORAZIONI, soltanto la CHIESA CRISTIANA le vedrà come una minaccia al loro potere, e infatti la parola "eresia" accese molti roghi...
La borghesia non era l'unico ceto, vi erano soprattutto professionisti, o etnie specifiche: l'obiettivo era partecipare alla vita della Società, per altri difendere i propri interessi economici, o infine fini religiosi e caritatevoli (da credere sulla fiducia! ;)
"Un uomo solo è morto."
Il gruppo, nel medioevo,
è ancora più importante...
Gruppo come rete di protezione,
come guscio protettivo: per questo avranno tanta importanza i comuni, la famiglia, la contrada, la parrocchia...PROTEZIONE.
Un gruppo che dia sicurezza, solidarietà, ma che inevitabilmente porta CONTROLLO, e per il controllo scoppieranno tutte le conflittualità fra comuni.
Scambiare un bisogno umano per una IDEOLOGIA TELEOLOGICA è un abbaglio che genera conseguenze di pensiero inevitabilmente inesatte.
L'articolo citato da Luca è pieno di queste piccole cazzate di fondo, che come un sassolino che ruzzola giù da una montagan, generano una VALANGA di pensieri corrotti.
Per questo non lo accetto.
Chiunque possa fare lo stesso lavoro che ho fatto adesso con le mie frasi citate, E' DAVVERO BEN ACCETTO.
Mi farà vedere i miei limiti ed i miei errori, perchè diversamente da quanto frequenti etichette sul mio conto recitano: AMO IL DUBBIO, soprattutto verso me stesso.
Tom
29 novembre, 2005 16:58
a dire la verita,una cosa del genere la puoi avvalorare anche dalla primo momento che l'uomo si è diversificato i compiti...percio',al di fuori da qualsiasi contesto politico.
una provocazione che nessuno ha citato,
è la civilta di due persone che hanno visioni parzialmente differenti(vedi come immediatamente il chierico redarguisce longinus sui termini,e i metodi),ma invece di azzuffarsi,si costruisce un discorso per arrivare al puntomdi comunione.
questa cosa indipendentemente dalla provienienza etico politica è da ammirare.
e noi analizzando il contenuto di questo forum come ci siamo sembrati?
29 novembre, 2005 18:13
>e noi analizzando il contenuto di
>questo forum come ci siamo sembrati?
Come degli Azzuffa-garbugli! :)))))
Abbiamo un Ego troppo espanso,
per questo amiamo il GdR:
il regolamento LIMITA la nostra onnipotenza, vincolandoci dentro un sistema autoregolato, per contenere i nostri colpi di testa...
Il regolamento Expert del "gioco-non gioco" chiamato VITA non è ancora stato pubblicato, perciò tutti hanno le proprie regole, i propri limiti:
Il bello della vita, forse, è proprio questo.
Non esite un regolamento, ed ogni mezzo per capirci qualcosa è ben accetto, ma quando si intuisce che "una regola buona" è minacciata da un'altra idea "meno buona",
secondo me è un dovere difendere la sua legittimità, specialmente da quelle ormai "smentite" da una serie di considerazioni effettuate con metodo e rigore da una moltitudine di uomini meravigliosi.
Un idea Buona è "Etnia"
Un idea Meno buona è "Razza"
Questo intendo per Buona/meno Buona
Un'idea che aderisce maggiormente alla REALTA' DEI FENOMENI, non che sia una fedele legge divina, ma che spieghi con maggior accuratezza le cause e le conseguenze, i processi, le relazioni esistenti.
Un'idea Buona è qualcosa che senti,
che intuisci come "buona": non è una semplice sequenza di caratteri o parole, è qualcosa di più...
Come si fa a dire "il mondo muore, aiutiamolo a morire"?
Il nichilista, almeno, si faceva i cazzi sua, questi no: non solo non agiscono verso il positivo (relativo ad ognuno di noi, ma comune per molti aspetti) ma spingono verso il negativo, verso la distruzione, la fine, il nulla... VOLONTA' DI SUICIDIO: l'ultima reazione di menti intelligenti alla pressione del cambiamento culturale in atto:
"prima di cambiare,
distruggo tutto."
Non vi indigna un'idea del genere?
Davvero non inorridite, non sentite salire dal ventre una forza, una sana rabbia che vi spinge a dire:
"QUESTO NON E' BUONO" con tutto il vostro spirito?!?!?!?!?
Tollerare, forse, significa anche trovare la forza per DIFENDERE LA TOLLERANZA, con ogni mezzo.
Mi sono lasciato "possedere" da questa forza, mi sono sentito IN DIRITTO di criticare apertamente le idee espresse in questo topic, perchè SENTIVO e CREDEVO (e lo credo e sento tuttora) che le IDEE BUONE sono altre, NON LE MIA, poichè non POSSIEDO IL BREVETTO PER LE IDEE.
Le idee non sono di nessuno.
Le idee appartengono ai pensanti.
Tom
29 novembre, 2005 18:37
E soprattutto non costa neanche un euro cambiare idea su qualcosa...
ma ci deve essere un buon motivo!
tom
29 novembre, 2005 18:42
tommaso guarda che ti sei attaccato all'ideale politico,io intendevo espressamente di civilta,l'ho precisato!
quei due hanno lavorato per raggiungere un'obbiettivo comune,anche se uno dei due era palesemente in ritardo.
poi sei libero di continuare a dirmi che non ti do' altro che no.
mah?
certo come faccio a spiegarmi,dei controsensi che commetti se non accetti che il tuo ,linguaggio?
ah una tirata di orecchi al willo...
visto che ci hai ripreso per il nostro continuo OT,riportandoci all'ordine,ti faccio notare che il fatto che le parole del tommaso ti creino indifferenza,lo trovo un colpo basso.
"INDIFFERENZA"
29 novembre, 2005 19:09
GUARDATE DI COSA TRATTANO IN QUESTO SITO DI BLACK METALLERS FASCISTI.
Un treno alimentato con gli scarti di macelleria. E' l'ultima trovata che arriva dalla Svezia a dimostrazione della spiccata attitudine ecologista dei paesi scandinavi da sempre all'avanguardia nella ricerca di fonti energetiche pulite e alternative. La novità è che questo non è né un progetto né un prototipo, ma una tratta ferroviaria perfettamente funzionante: Il convoglio collega le città di Linnkoeping (a sud di Stoccolma) e Vaestervik (costa est della Svezia), distanti circa 80 chilometri, ed è alimentato da biogas realizzato attraverso la decomposizione delle parti di bovino scartate da un grande macello di Linnkoeping: prevalentemente grasso, interiora e organi.
Per il momento alimentare il treno con questo metano particolare costa ancora un buon 20% in più rispetto al diesel tradizionale, ma il sovrapprezzo andrà diminuendo con l'ulteriore prevedibile crescita del costo del petrolio. Inoltre alcuni Paesi, tra cui l'India, hanno mostrato interesse per il progetto.
Fonte (dove si può leggere la notizia per intero):
http://www.repubblica.it/2005/j/sezioni/scienza_e_tecnologia/biogas/biogas/biogas.html
P.S.notare la testata di estrema destra,che è fonte di informazione.
29 novembre, 2005 20:04
http://www.repubblica.it/2005/j/sezioni/scienza_e_tecnologia/biogas/biogas/biogas.html
questo è il collegamento per intero,del 17/11
29 novembre, 2005 20:54
http://www.repubblica.it/2005/j/sezioni/scienza
_e_tecnologia/biogas/biogas/biogas.html
29 novembre, 2005 20:56
Trovo che il Tommy si contraddica nelle sue azioni, più che nei suoi post con i quali spesso concordo. Aver più volte ammesso che questo è un mezzo traditore, una truffa, un metodo di comunicazione che fa filtrare solo il 10% di quello che si vuole dire e poi cercare di chiarire cose importanti con Luca e col Dona e la Giulia attraverso questo blog mi è parsa una CONTRADDIZIONE.
Aver costruito castelli di pensieri ed opinioni riguardo al matrimonio del Dona e poi aver messo nel mezzo le Malelingue per tirarsene fuori mi è sembrata una CONTRADDIZIONE.
La mia frase aveva intenti bellici, per così dire. Volevo solo stuzzicare il mio Drago Rosso per farlo soffiare un po’.
Per freddezza (riguardo sempre ai post del Tommy) la intendo paragonata alle focose risposte degli altri. E’ normale che TROPPA RAZIONALITA’ faccia scaldare gli animi di chi, riguardo a certe cose come la famiglia e l’amicizia, crede che la RAZIONALITA’ centri poco.
Per il resto, siete tutti magnifici!!!
29 novembre, 2005 21:16
>Aver costruito castelli di pensieri
>ed opinioni riguardo al matrimonio
>del Dona e poi aver messo nel mezzo
>le Malelingue per tirarsene fuori
> mi è sembrata una CONTRADDIZIONE
Guardiamo se riesco a spiegarmi...
Non ho tirato in mezzo le malelingue PER "tirarmene fuori": ho spiegato UNA CAUSA DEL MIO ERRORE, indicando quelle voci che confermavano i miei sospetti, che apportavano informazioni negative sul loro conto, CONTRIBUENDO AL MIO ERRORE,
che mio errore resta,
e di cui SONO FELICISSIMO!
SONO FELICE DI ESSERMI SBAGLIATO.
vorrei che questo fosse chiaro!
Non mi interessava aver ragione,
(come avevo per altro scritto,
ma non si legge mai tutto, vero?)
mi interessava sapere se il Dona era stato raggirato! ;))))
Riassumendo:
Aiutato dalle malelingue ho creduto che Giulia avesse[...], perciò ho scritto [...] e ora penso che: mi sono sbagliato sul conto di Giulia.
Non è:
Ho creduto che Giulia avesse [...],
mi sono accorto di aver sbagliato,
PERCIO' ho scritto [...] delle malelingue PER [tua deduzione, ad esempio "tirarsene fuori"]
Il "perciò" ce lo hai visto tu, maligno di un Willo! ;))))
Anzi, colgo l'occasione per SCUSARMI ancora con Giulia dopo aver letto i suoi post: ti sei dimostrata una persona in grado di rispondere con lucidità anche alle accuse più pesanti, un comportamento davvero ammirevole e raro.
Per la seconda contraddizione non posso che darti ragione, ma da bravo giocatore di Chtulhu, ho rischiato il 10%! Ho sperato nello 01! ;))))
Una mia grande ingenuità.
Usando i toni ed il lessico che ho usato la percentuale di accordo sui significati semantici era pressocchè NULLA.
In nanico: ho scazzato linguaggio, ma non rinnego i contenuti.
>E’ normale che TROPPA RAZIONALITA’
>faccia scaldare gli animi di chi,
>riguardo a certe cose come la
>famiglia e l’amicizia, crede che la
>RAZIONALITA’ centri poco.
Credo sia proprio questo il nocciolo, sai...
Ed il problema è che se la RAZIONALITA' non affianca le EMOZIONI (e viceversa, in una sana circolarità) un uomo è come orbo, incapace di vedere dove il cuore non può guardare, incapace di cogliere quello che le passioni non SPIEGANO, anche riguardo a Famiglia, amicizia e amore...
Non si può vivere soltanto di senso comune, la razionalità serve a scoprire i suoi limiti, a scoprire se una frase E' VERA o FALSA, non solo se PIACE O NO.
Senza logica potrei accettare senza battere ciglio frasi del tipo:
"Il delitto di cui è accusato tizio è orribile, quindi è colpevole"
Preso dall'emozione, potrei fare una cazzata logica e non accorgermi dell'errore di fondo...
E, per inciso, non ho mai pensato
"Fregare il dona è orribile,
quindi la Giulia è colpevole!"
Quì, invece, non vorrei che fosse stato fatto il ragionamento:
"Le cose che dice Tommy sono -fredde-, quindi non sono vere"
Occhio, perchè la verità può essere anche FREDDA: non sempre, ma potrebbe anche esserlo! ;)))
Tom
29 novembre, 2005 22:30
stappo una bottiglia di gazzosa,per festeggiare il dichiarato essere umano del tommaso.
ALE!!!!!
anche se a me non è sembrato per niente freddo,anzi l'ho visto sudare di brutto.
30 novembre, 2005 21:01
Bè tutto qui? banali!
ma come, siete tutti freddi e indifferenti e poi vi incazzate se mi rompo le palle di leggere le stesse cose ridondanti e passo oltre?? ma insomma! l'attenzione altrui va anche catturata! dove sono i ritmi che prendono il lettore??
un plauso al willo per il suo continuo migliorare di post ironici e pungenti... luca...due gazzose prego!
30 novembre, 2005 23:22
oh oui!!!!!!!
doppia gazzosa d'annata al table 3!!!
garson!!!!!!
si festeggia!!!!!!!
01 dicembre, 2005 01:41
ragazzi vi siete fermati ad 81... mancava poco così al 100
G.
02 dicembre, 2005 23:27
Posta un commento
<< Home