LA NETIQUETTE

Scusate se vi posto questo malloppo di roba, ma alla luce di quello che è accaduto e continua ad accadere in questo luogo, forse può tornare utile a tutti.
E' il risultato di una mia piccola ricerca in rete.
NETIQUETTE
"Quando entri in una città rispetta i suoi costumi"
recita un versetto del Talmud. Rispetta le sue leggi, Rispetta i suoi tempi. Già perché la rete è una città, ed è in qualche modo al tempo stesso la metafora moderna della comunità. E così tutti i nuovi cittadini della rete prima o poi si ritrovano faccia a faccia con le regole non scritte del comportamento sociale in rete, la cosiddetta Netiquette.
Non si tratta di dettami iniziatici o di rituali insensati; le regole della Netiquette stanno strette sui manuali d'uso e sono qualcosa di più di semplici imposizioni sociali. Sono in qualche modo il riflesso della vita nel cyberspazio, il prodotto della particolare interazione che si instaura tra le persone attraverso il medium telematico. Le regole della Netiquette si sono sviluppate per ragioni di ordine eminentemente pratico e si sono trasfigurate in qualcosa di diverso, nei tratti distintivi del cittadino della rete, nel diaframma ben marcato che divide il nuovo arrivato (newbie) dall'anziano membro della comunità. Internet è una rete di computer, di macchine, di meccanismi e comandi ma ciò che ha dato forma alla rete come la conosciamo sono le persone. La regola fondamentale dell'etichetta telematica è dunque questa. Ricorda che stai interagendo con delle persone. Sembrerà ovvio, persino banale ma la maggior parte delle incomprensioni in rete avviene quando, in un modo o nell'altro, si contravviene a questa semplice regola
Non è difficile imbattersi in siti dedicati alla Netiquette ne vedete scorrere molti nel corso di questa discussione. Uno dei più autorevoli è questo Learn the Net guida d'uso della rete di cui esiste anche una versione italiana. Il sito, diviso in diverse sezioni che illustrano una buona introduzione ai misteri della rete per il neofita., contiene anche un decalogo di buon comportamento. "Conosci la rete" ci ricorda che ciascuna applicazione comunicativa di Internet ha le sue regole di funzionamento e conseguentemente una sua etichetta. Ne esiste una per la posta elettronica, una per il chat, una per newsgroup e mailing list e così via.
Alcune regole di etichetta rispondono semplicemente a comportamenti tecnico-pratici che possono creare disagio agli altri utenti come congestionare le loro caselle di posta elettronica o il server, il computer attraverso il quale si sta facendo una chiacchierata virtuale. Ma dietro questo disagio c'è qualcos'altro. Dovete considerare che la casella di posta elettronica o mailbox è considerata come un territorio su cui si estende la privacy dell'utente. Il solo ricevere messaggi da gente sconosciuta è da alcuni ritenuto una violazione della propria sfera privata. Perché questa sensibilità? Probabilmente perché gran parte della comunicazione tra utenti passa attraverso queste cassette postali immateriali. Il Web è la parte meno "sociale" della rete. Su Web non si incontra nessuno. Si naviga in solitario alla ricerca di informazioni o semplicemente seguendo la corrente dei propri pensieri tanto è vero che si sta lentamente trasformando in una sorta di clone della televisione. La vera controparte virtuale del nostro io sociale è, nella rete come la conosciamo adesso cioè una rete quasi priva di presenza visiva e auditiva dei cibernauti, la mailbox. La mailbox, la casella di posta elettronica è sacra
La prima di queste regole dunque è: non spammare. Lo spamming consiste nell'inviare un messaggio non sollecitato (spesso di materiale promozionale) a una moltitudine di persone delle quali si è in qualche modo reperito l'indirizzo (ci sono agenzie di marketing che vendono in blocco indirizzi di posta elettronica alle aziende) o, peggio ancora, spedire questo tipo di messaggi attraverso una lista di discussione. Ricevere questi messaggi finisce per intasare le mailbox degli utenti con inutile ciarpame informativo. Se la pubblicità in cassetta è fastidiosa lo spamming lo è ancora di più perché maggiore è la posta che dobbiamo scaricare maggiore è il tempo che dobbiamo usare per il collegamento. Spamming significa quindi spesso perdita di tempo e di soldi.
Seconda regola. Non flammare. I flame sono messaggi inzeppati di insulti spediti con l'intento di offendere qualcuno. Questa regola che sembrerebbe null'altro che la trasposizione telematica di una buona regola del vivere civile in realtà ha ben altre implicazioni. Quando spedite un flame rischiate di riceverne altri in risposta e di scatenare una flame war. Ci sono state flame war durate per mesi e mesi ai danni di utenti che avevano offeso qualcuno in una lista di discussione; e ce ne sono state anche di più lunghe, una guerra che si protrae per un anno intero diventa una holy war (una guerra santa). Le flame war rischiano di rendervi impossibile la vita di rete imbottendovi la casella di posta elettronica di centinaia o migliaia di messaggi al giorno. L'unico modo per fermarle è chiedere al vostro fornitore di servizio di chiudere la vostra casella e di aprirne un'altra o sperare che una lettera di scuse basti a placare le ostilità.
Terza regola. E' sempre buona norma andarci piano con i file mandati in allegato alla posta elettronica (i cosiddetti attachment). E' meglio anzi non usarne affatto con persone che non si conoscono. Vi assicuro che è estremamente fastidioso ritrovarsi la mailbox intasata perchè qualcuno ti ha spedito una immagine di un megabyte del proprio calciatore preferito mentre tu detesti il calcio.
Ci sono poi alcune regole di buona educazione che sono state riprese in una forma più adeguata alla natura del mezzo. Strillare in pubblico ad esempio è una pessima abitudine. Dal momento che la maggior parte dei colloqui in rete avviene in forma scritta (nelle chat come nei newsgroup) questo non dovrebbe essere un problema. Ma anche si può urlare anche per iscritto. Usando le maiuscole. Stampigliare periodi interi di affermazioni in caratteri maiuscoli è considerato strillare, parlare in modo sguaiato e scomposto ed è una cosa che infastidisce molto facilmente i partecipanti alla discussione. Le maiuscole, secondo netiquette, si dovrebbero usare solo nel caso in cui si vuole enfatizzare un concetto e, anche qui, con moderazione.
Un manuale atipico di netiquette è questo Emily Postnews nel quale Emily risponde a improbabili utenti fornendo suggerimenti ironici che letteralmente capovolgono tutte le regole di buona creanza su rete e sbugiardano manie e pessime abitudini dei suoi cittadini. Ne esiste anche una versione italiana all'indirizzo sovraimpresso. Ve ne leggo una:
Cara Emily Postnews, quanto dev'essere lunga la firma in calce ad articoli e messaggi? Tuo prolisso@fastidioso.
Caro Prolisso, ti esorto ad accludere una firma che sia il più possibile lunga. Essa è senza dubbio assai più importante del tuo messaggio, quindi devi fare in modo che superi in lunghezza il testo vero e proprio. Fai in modo di inserire un grosso disegno realizzato con caratteri ASCII e un gran numero di brillanti citazioni e slogan. La gente non si stancherà mai di leggere giorno dopo giorno queste perle di saggezza e ben presto il tuo nome sarà indissolubilmente legato alla gioia che ciascuno trarrà dal leggere la tua firma una volta di più.
Come avrete capito nelle pieghe della Netiquette circola tutto il senso della comunicazione in rete Ci sono le macchine con le loro leggi, i protocolli con i loro tempi, gli utenti con le loro necessità e gli uomini con le loro aspettative
Che cos’è la Netiquette?Cos'è la Netiquette?
Se hai appena conosciuto il mondo dei blog e dei blogger è importante che tu conosca la netiquette.Per netiquette si intendono alcune regole di educazione che si dovrebbero conoscere ed utilizzare mentre si naviga su internet: essendo una società virtuale ci sono regole di comportamento proprio come per la scoietà in cui interagiamo nella vita reale.E' importante rispettarle perchè, se spesso nella vita reale le cose possono essere interpretate, spiegate a voce e di persona, su internet c'è un'ostacolo in più: gli utenti non si vedono, non ci sono espressioni se non quelle scritte, manca il contatto umano. E' quindi doveroso avere ancora più tatto, per non essere fraintesi o sembrare maleducati.La netiquette generica si arrichisce poi di alcuni punti quando si parla di blog. Il blog molto spesso è uno strumento estremamente personale ed è quindi giusto rispettarlo come si rispetterebbe il suo autore
Regole Generiche
1. Appena entri in un forum, una chat o una community è bene leggere i messaggi che vi circolano: così potrai renderti conto dell'argomento, del modo con cui lo si tratta, dei temi già trattati.
2. Evita di scrivere in caratteri maiuscoli: equivale ad URLARE e così viene inteso dagli utenti.
3. Evita di scrivere lo stesso messaggio in più luoghi (forum, email, chat, commenti). Questo equivale al cosiddetto crossposting.
4. Evita in luoghi pubblici (forum, chat, community) polemiche e questioni personali, rispetta le idee altrui, le religioni e razze diverse dalla tua, non bestemmiare né insultare altri utenti. Evita SEMPRE il turpiloquio, non ricorrere a censure superflue. Evita di giudicare le persone, specie se non le conosci.
5. Ognuno si senta libero di esprimere le proprie idee, nei limiti dell'educazione e del rispetto altrui: ben vengano le discussioni vivaci ed animate, ma senza trascendere i suddetti limiti!
6. Non inviare messaggi pubblicitari, catene di Sant'Antonio o comunicazioni che non siano state sollecitate in modo esplicito.
7. E' severamente vietato rendere pubbliche le conversazioni private (MP, ICQ, mail, etc..) senza il consenso dei diretti interessati.
8. Non essere intollerante con chi commette errori sintattici o grammaticali. Chi scrive, è comunque tenuto a migliorare il proprio linguaggio in modo da risultare comprensibile alla collettività.
9. Usa le faccine per esprimere gli umori: quando dici qualcosa di sarcastico o scherzoso, è l'unico modo per comunicare all'interlocutore che non fai sul serio! Ma non abusarne: l'uso di troppe o inopportune faccine non è ben accetto
Regole per i Blog
1. Rispetta tutte le regole generali.
2. Quando commenti su un blog, sii pertinente al post che stai commentando. Per salutare l'autore o per discorsi non inerenti, contattalo via tagboard, messaggio privato o email.
3. Se vuoi linkare un blog, non pretendere lo scambio link: non è una cosa dovuta e sarebbe opportuno linkare solo blog che si leggono e si apprezzano.
4. Non pretendere che tutti i tuoi commenti o le tue email abbiano una risposta. A volte gli autori sono sommersi di email dai propri lettori e spesso il tempo da dedicare ad ognuno è molto poco.
5. Non inviare commenti o messaggi privati solo per far conoscere il tuo blog.
6. Non essere offensivo nei commenti e sii molto rispettoso sopratutto in caso di un blog personale.
7. Non citare o copiare i post di altri blog senza aver prima richiesto il consenso all'autore.
8. Se stai creando un template o ne hai scaricato uno gratuito da un sito, controlla sempre che non ci sia il copyright sulle immagini.Per saperne di più sui copyright, consulta queste discussioni sul nostro forum: Nota sui copyright. Come comportarsi?, Disclaimer e La musica nei blog.
9.. Non inserire adesivi, banner o quant'altro nel tuo template e nei tuoi post in direct linking, cioè utilizzando il loro indirizzo orginale. Metti sempre tutto nel tuo spazio web personale
Spero che questa sorta di manuale di galateo di internet possa servirci!!!

40 Comments:
il galateo del web è applicabile solo se c'e' un moderatore, altrimenti è anarchia pura. Giustissimo il tuo post, forse l'avresti dovuto postare un pochino prima :)
Enrico
La netiquette non è soltanto l'estensone al PC del comportamento che ognuno dovrebbe avere nella vita?
A proposito, Willo, bisogna che tu mi riscriva il tuo indirizzo e-mail, non l'ho segnato. Scrivilo pure con (at) al posto della chiocciolina, almeno l'indirizzo non diventa preda di pedopornografi e spammisti di prim'ordine.
willowfarm_2000(at)yahoo.com
Ho postato le regole della Netiquette non per imporle su questo blog, ma per evidenziare il fatto che, visto che esistano metodologie di comunicazione e una moltitudine di siti sulle Incomprensioni in Rete, quello che succede in questo antro può essere giustificabile.
Mi sto battendo per la libertà di espressione su questo blog, ma anche per il rispetto verso tutti i partecipanti. Spero sia chiaro.
Internet è un mezzo ancora nuovo, e ancora non ne conosciamo a pieno le sue possibilità ed ignoriamo le sue trappole.
WILLO
Internet sarà anche un nuovo mezzo, ma la maleducazione è una vecchia abitudine di molti.
A parer mio non ci si può battere proteggere la libertà di espressione senza porre delle regole che la proteggano.
Enrico
bao!
"A parer mio non ci si può battere per proteggere la libertà di espressione senza porre delle regole che la proteggano."
Che vuoi dire esattamente Enrico?
Intuisco la tua opinione ma non vorrei "male interpretarla":)))))
(incomincio anch'io a mettere gli smiles, magari aiutano!!)
La libertà di espressione è un concetto che mi sta molto a cuore, quindi mi piacerebbe sapere cosa vuole dire per gli altri.
Io ho una mia idea, ma aspetto un po' prima di rivelarla.
WILLO
Ho fatto una bella passeggiata notturna e ho cercato di riflettere un po’ sulle cose capitate sul blog e tutti i discorsi riguardo alle incomprensioni, alla Netiquette e via dicendo.
Ho provato a definire il significato soggettivo di Libertà di Espressione e sono venuto a capo di alcune considerazioni che mi preme condividere insieme a voi.
La Libertà di Espressione, un po’ come qualsiasi altro concetto, è da contestualizzare. Credo che in un Forum aperto a tutti, dove nessuno si conosce di persona e si permette a qualsiasi invitato di esprimere liberamente la sua opinione, non siano necessarie regole. Uno può dire quello che vuole, e se dice una boiata, una cattiveria o una bugia, gli interlocutori, se hanno un minimo di buon senso, evidenzieranno il fatto e lo condanneranno. La cosa finisce lì.
Le cose cambiano in una situazione come questa, in cui i partecipanti alla discussione si conoscono tutti, più o meno bene. In questo contesto subentra il concetto di rispetto, che però a mio parere va analizzato per bene.
Credo semplicemente che il rispetto per il tuo interlocutore incominci dove finisce la confidenza che tu hai con lui. Il problema è che la persona che si esprime ha una percezione diversa della confidenza col suo interlocutore, dalla percezione dell’interlocutore stesso. Se si sbaglia questo calcolo si cade irreparabilmente in un incomprensione.
Ad esempio: io non ho molta confidenza con Matteo perché non lo conosco bene, di conseguenza posso parlare di certi argomenti in maniera un po’ frivola, ma non troppo. La linea che definisce il confine tra confidenza e rispetto è a pochi passi, di conseguenza su certi argomenti personali dovrò usare più tatto. Col Dona invece, avendo più confidenza (che si dovrebbe basare sulla conoscenza e la fiducia reciproca), potrei spingermi più in là. Invece si potrebbe dire: NO! Proprio perché esiste un rapporto più forte e solido bisognerebbe avere più rispetto nei confronti di un amico più vicino. Bé, mi va di dissentire su questo. Cioè, sono d’accordo, ma credo che la più alta forma di rispetto sia l’onestà, che tutti sappiamo essere in molti casi la più grande nemica del “rispetto formale” chiamato anche “ipocrisia da bella facciata”!!!
Perché è proprio questo il punto. A Matteo devo un rispetto formale perché il confine così limitrofo tra confidenza e territorio privato mi impedirebbe di parlare di molti argomenti. Se voglio spingermi oltre e sondare insieme a lui territori difficili (come la religione ad esempio), dovrò usare un tipo di comunicazione a salve.
D’altro canto col Dona, proprio perché le nostre esperienze comuni e la nostra fiducia reciproca sono diventate le basi marmoree su cui si (dovrebbe) poggiare il nostro rapporto, mi sento costretto a spingermi oltre, e offenderlo se può servire, perché in un tale rapporto ciò che conta di più è l’onestà.
Bene. Tutte belle parole, ma, anche se le penso, alla luce dei fatti accaduti su questo blog, credo che contino solo per me (e forse per qualcun altro). Sicuramente non contano per tutti.
Il problema, come ho già scritto, è che non si può conoscere lo stato d’animo del tuo interlocutore quando legge le tue frasi, e non si può mai indovinare la sua reazione.
Mi sento di suggerire un consiglio a questo punto: rispondere sempre a mente fredda. Solo così infatti è possibile leggere bene tra le righe e riflettere accuratamente sulla risposta da dare. E poi, evitando una reazione avventata e forse sbagliata, si ha la possibilità di ricredersi senza dover ammettere di aver fatto un errore (che, dall’inizio dei tempi, è la cosa che riesce più difficile fare agli uomini):)
Vi prego adesso di ponderare le mie parole, di confutarle se vi piace, di smontarle e rimontarle, di farne quello che volete. Ma non incazzatevi :))))
WILLO
Fila tutto.
Sono d'accordo con tutto quello che hai scritto.
Posso confermare che lo stato d'animo e la situazione personale tendono ad influire sull'interpretazione di uno scritto. Del resto siamo uomini, per fortuna, non siamo macchinette.
Ci sono due argomenti che vorrei proporre, ma i tre esami che sto preparando mi risucchieranno per molto tempo, almeno un mese intero.
Quali?
Il diritto all'omosessualità ed i diritti delle coppie di fatto omosessuali...e poi...vi verrà la barba, mi offenderete...ma lo trovo un testo bellissimo ed illuminante alla pari di tanti altri da voi decantati: Giobbe.
Non tutto, alcune parti significative...alcuni incisi estratti senza deturpare il senso dell'opera.
Che ne dici Willo?
Matteo
P.S. Visto che siamo d'accordo sul come prendere il blog, willo, vorrei tu mi riservassi lo stesso trattamento che offri al dona in tema di onestà...anche se posso rischiare di offendermi...
Il malinteso con Enrico mi ha aperto un pò gli occhi.
Matteo mi da il la su un argomento che mi sta molto a cuore, e allora mi sento quasi obbligato a parlarne. Gli omosessuali.
Bé, in un certo senso mi vergogno quasi a doverne parlare, perché reputo inaccettabile ogni opinione contraria alla libertà sessuale delle persone, e metterla in dubbio in una discussione mi da un po’ di fastidio. Ma se dovesse servire ad aprire alcune menti, ben venga anche questa nuova tenzone di parole.
Non c’è molto da dire in effetti. Io credo semplicemente che ognuno debba essere libero di fare quello che vuole, basta che non infastidisca (fisicamente) un'altra persona. Perché dico “fisicamente”? Perché qualcuno potrebbe obbiettare che vedere due persone dello stesso sesso baciarsi in un luogo pubblico può essere fastidioso.
Io credo che se qualcuno che assiste a una cosa del genere rimane infastidito, ha dei grossi problemi personali ed evidentemente dubita della propria eterosessualità e ne ha paura, perché ha paura del diverso e teme che lui stesso lo sia, o semplicemente ha solo paura che il suo bel personale disegno di vita sia inesatto, e non può far altro che rifiutare questa possibilità… Retorica spicciola ma credo davvero sia semplicemente così.
Alla fine si torna lì. La paura del diverso, di ciò che non si conosce, di ciò che mette in dubbio le nostre scelte, i nostri gusti, le nostre idee. E’ quella la ragione di tutte le guerre e le disgrazie dell’uomo.
E’ facile pensare che non esista un “senso di vita” nella scelta di un omosessuale (ma ricordatevi che non è una scelta, perché è dimostrato che NON SI SCEGLIE DI DIVENTARE OMOSESSUALI, LO SI E’ FIN DA PICCOLI!!!) poiché preclude tutto il discorso riproduttivo/evolutivo dell’uomo. Ma se uno fa questo tipo di discorso vuol dire che qualsiasi persona incapace, per un motivo o un altro, di riprodursi è inutile. E’ fallimentare. E’ un errore naturale. E questo è un concetto teologicamente inaccettabile, specialmente se si crede nella creazione e in Dio. Un Creatore onnipotente e perfetto che crea dei “fallimenti naturali”. Perché?
Credo che dietro un quesito folle come questo si nascondi l’importanza del DIVERSO, quella variabile importantissima che ci fa confrontare ed evolvere. E questo riguarda tutti. Lo straniero, il colorato, l’omosessuale, l’alieno, l’handicappato, il criminale, il fascista, il pazzo, il muto, il cieco, il vecchio, il musulmano, l’ebreo, il cristiano, l’ateo etc… Perché in realtà siamo TUTTI DIVERSI, e questa è la grande rivelazione che ci dovrebbe aiutare ad accettarci.
Ritorno all’inizio: tutti, in quanto diversi, dobbiamo essere liberi di fare quello che ci pare (senza infastidire fisicamente gli altri), ed avere uguali diritti. Libertà di idee. Libertà di espressione. Libertà di scopare con chi mi pare!! Libertà, nel rispetto degli altri (chi deve aver rispetto, l’omosessuale nei confronti del tipo che si infastidisce se esprime liberamente il suo amore al suo compagno, o il tipo nei confronti della libertà dell’omosessuale?)
Se il matrimonio è il paradigma sociale che sigilla un unione, privare le persone che scelgono un compagno dello stesso sesso di questa possibilità è una legge (a mio parere) sbagliatissima!!
Se idee religiose, anche saldamente legate alla cultura di un paese, influenzano la legislatura di una nazione laica, è sbagliato.
Se la religione è un mezzo per conoscere, amare e seguire l’amore di Dio, manipolare la volontà e le scelte degli omosessuali diventa un atto di paura, di intolleranza e di odio, e ribalta il concetto stesso di Amore/Dio.
I miei genitori avevano molti amici omosessuali, e quindi sono cresciuto con idee molto aperte. Ricordo che quando lavoravo in centro a Firenze più di un ragazzo ha provato ad abbordarmi, ma non mi sono mai sentito infastidito. Anzi, col senno di poi mi sono anche sentito lusingato.
In Olanda io e K. conosciamo questa collega di mio cognato, una ragazza molto in gamba di cui ho già parlato. Lei si è sposata con la sua compagna la scorsa estate e presto avranno un bambino (Olanda, altri mondi!!!). Ovvio che, visto il background, il mio punto di vista sia così ben delineato.
Di nuovo: non voglio offendere chi la pensa diversa da me…
…ma se volete la verità, secondo me gli omofobi dovrebbero fare festa:))))))))
WILLO
La libertà è un diritto intoccabile, cristianamente riconosciuto, alla base di ogni forma sociale riconosciuta.
A me personalmente non danno fastidio, non ho problemi a parlarci ed eventuali effusioni in pubblico suscitano in me due diverse reazioni a seconda che siano due donne o due uomini.
Quali? Beh, la mia natura di uomo porcellone credo sia uguale alla media...immaginati le due reazioni...
Discusto per gli uomini, approvazione incondizionata per le donne...
Le nostre strade però si dividono su un punto fondamenteale, adesso ho poco tempo per scrivere, però intendo lanciare questo concetto:
Il diritto all'omosessualità è un conto, il diritto ad essere riconosciuti a livello legale anche, ma legalizzare un'adozione o un'inseminazione artificiale ad una coppia gay è un abominio.
Mi dispiace, quì non c'entra la religione, questo è un deliberato attacco alla famiglia come istituzione.
Chi non è naturalmente compatibile non ha il diritto di richiedere il frutto di un'unione secondo natura.
O a piedi o in bicicletta...scegli.
Scopa con chi vuoi, fai che cazzo vuoi, riconosci al partner dei diritti di eredità, fatti riconoscere gli sgravi fiscali in quanto coppia, ma tieni giù le mani dai bambini.
Su questo appunto non c'è argomentazione che tenga...mi chiudo come un riccio.
Non ci sono margini di accordo.
Matteo
P.S. Far passare sotto "libertà" sociale un abominio...non ci sto.
Le libertà senza regole possono diventare delle prigioni per chi non ha scelto di nascere in una coppia omosessuale.
Siamo lontani anni luce. Non condivido infatti paesi come l'Olanda che permetto questo tipo di cose.
Il fatto che ci sia un paese che lo permette non è sufficiente a dimostrare che sia una cosa giusta.
Visto che e scientificamente provato che omosessualita' e una dispositione GENETICA, amare qualcuno del lostesso sesso non e' una scelta.
Imaginati che finalmente hai trovato qualcuno con cui voi e puoi condividere la tua vita (dopo anni di lotta contro la gente intorno e quindi sestessa..). Finalmente poi iniziare una vita piena di amore, come tanti altri magari. Ma non lo puoi dare a un bambino.
Conoscere omessesuali e coppie di omessesiali puo' cambiare molto l'idea su che cosa e' giusto e no. Conosco tante coppie che stanno insieme da anni, che sono sposati. Relazioni basati su rispetto, stima e tanto amore. Uguale a tante coppie eterosessuali.
Un bambino deve crescere in un ambiente dove c'e armonia e amore. Perche' una coppia di omossesuali non lo puo' dare?
E vero' poi che due donne non possono fare un bambino insieme ma una di due puo' rimanere incinta in un altra maniera. Il bimbo sara' suo communque. Da amare, da crescere, educare. Per un uomo e' piu' difficile. Secondo me, questa differenza non ci dovrebbe essere.
"...questo è un deliberato attacco alla famiglia come istituzione"
La societa' di oggi ormai da poco valore alla famiglia. Tutti devono lavorare (madri e padri), non c'e tempo per i bambini, non si mangia piu' insieme (quindi coca cola, patatine), non c'e piu' spazio e possibilita' di giocare fuori casa (quindi playstation).
La famiglia come istituzione viene sempre piu' attaccato. Se uno riesce a dare ad un bambino la prensenza dei genitori, buoni abitudini e un buon equilibrio e gia' tanto.
Qualsiasi coppia che lo puo' dare e destinata ad essere genitori.
in arrivo risposta fiume...
Risponderò prima a Gianmaria sul concetto di libertà.
E’ palese che vada contestualizzato il concetto di libertà .
A Londra, in un parco del quale non ricordo il nome, è tradizione che gente comune si presenti con un piccolo palco improvvisato, avvolte fatto anche con una cassetta di frutta e si metta a esprime a voce alta la propria opinione, con ovvia curiosità dei passanti .
Questa è senza dubbio un espressione di libertà, ognuno può dire la sua in uno spazio pubblico come appunto è una piazza e nei modi che vuole.
La stessa cosa difficilmente capita in un spazio privato, per quanto si possa essere dei liberali e di larghe vedute, nessuno di noi se la sentirebbe di fare entrare in casa propria uno sconosciuto per far declamare le sue idee e giudizi.
Questo però significa che bisogna adattare il nostro comportamento al contesto dove siamo, non prevaricando la libertà individuale ma moderandola , sia essa fatta di espressione o di azioni.
Se entrassi invitato a casa del Willo e iniziassi a infamarlo affermando quanto mi faccia cagare l’ arredamento pretendendo di farglielo cambiare, affermerei certamente la mia libertà di espressione e di idee, lui a suo volta (giustamente) mi accompagnerebbe fuori di casa sua con una pedata nel culo :)))
Io vedo questo blog un po come la casa del Willo, ci ospita, ci da libertà di espressione , sta a noi saperci comportare a modo.
Cambiando argomento , riguardo all’omosessualità.
Ogni civiltà, ogni epoca, con l’influenza di politica, filosofia e religione ha messo dei paletti morali su cosa è giusto e su cosa non lo è.
In tutte le epoche storiche è stata presente l’omosessualità sia femminile che maschile, in alcune epoche era accettata e addirittura invogliata, in altre repressa sino a definirla una malattia o qualcosa di estremamente peccaminoso.
Io sono per la libertà di espressione, credo che un omosessuale abbia gli stessi diritti di qualsiasi eterosessuale, inoltre penso che debbano essere tutelati da prevaricazioni e da assurde discriminazioni.
Ritengo sia giusto che si possano sposare e che abbiano pubblicamente gli stessi diritti di ogni coppia eterosessuale.
Ritengo anche che nella crescita di un bambino ci sia il bisogno di due figure sessualmente distinte come una madre e un padre, una coppia omosessuale o un singolo genitore, per quanto si possa dimostrare all’altezza di allevare un bambino sarà a mio avviso solo uno zoppicante surrogato di una vera famiglia.
Si possono citare molti felici esempi contrari , quante persone conosciamo che sono cresciute in famiglie non classificabili nella “normalità”, io stesso sono stato allevato e cresciuto da un solo genitore. Ma questi esempi, a mio avviso, sono più da classificarsi come delle fortunate eccezioni.
Quindi se affermo che a parer mio non è accettabile dare in adozione un bambino a coppie gay o a sigle, tale affermazione non vuole essere discriminare nessuno, ma semplicemente ribadire la mia personale opinione nel non ritenere adatti tali coppie a compito di genitori anche se sono sicuro che potenzialmente sarebbero capaci alla pari di qualsiasi eterosessuale.
Il fatto che in Olanda ci sia una legge diversa dalla nostra non ne fa un paese più civile del nostro, anzi personalmente ho parecchie riserve su alcune leggi olandesi, ma non è questa la sede dove discuterne magari in un post dedicato.
Ora rispondo a Kirsten
Hai scritto :
La societa' di oggi ormai da poco valore alla famiglia. Tutti devono lavorare (madri e padri), non c'e tempo per i bambini, non si mangia piu' insieme (quindi coca cola, patatine), non c'e piu' spazio e possibilita' di giocare fuori casa (quindi playstation).
Senza offesa, ma il tuo ma mi pare un inno al qualunquismo, una ode alle ovvietà, perché non aggiungere che non esistono più le mezze stagioni e cosi via ? :)))
Ti rispondo in modo un pò provocatorio, ma se tutti devono lavorare e non c’e’ tempo per i bambini , per quale motivo farli ?
Per egoismo ? Fare un figlio e poi parcheggiarlo davanti alla tv non mi pare una cosa bella… eppure in tanti lo fanno.
Perché lamentarci dei valori sbagliati che impone la televisione ai nostri figli, se poi siamo noi stessi a parcheggiarli davanti ad essa perché non abbiamo tempo di seguirli ?
I bambini assorbono gli imput che gli vengono dati, se un genitore e assente o distante, assorbiranno quello che gli passano i masmedia, i loro valori saranno quelli di McDonald e la loro morale sarà quella dettata dal consumismo.
Mc Donald , cocacola, playstasion, sono dei prodotti commerciali, non vanno ne demonizzati ne santificati. Deve essere la presenza di un genitore con un educazione forte a costante a dare la giusta misura ad ogni momento della crescita di un bambino.
Se non si ha tempo, soldi e costanza nel star dietro ad un figlio, si dovrebbe avere la coscienza di non metterlo al mondo, ma in una società come la nostra, fortemente egoistica vogliamo tutto e subito.
Vogliamo la splendida carriera da manager, vogliamo la famiglia felice stile spot mulino bianco, la macchina superfiga i garage, la casa ect ect.
Ma tutto non si può avere
Allora mi chiedo io, di che ci lamentiamo se il mondo che ci circonda è frutto delle nostre scelte ?
Enrico
Non posso fare a meno di condividere in pieno ogni parola che Enrico ha scritto, ripeto, ogni parola.
Non vorrei che i miei pensieri e le mie opinioni venissero lette come un attacco a queste "brave" ed oneste persone che tu, Kirsten, conosci.
Addirittura ti rispondo affermando che in molti casi, forse, bada bene forse, una coppia omosessuale accoglierebbe una nuova vita con molto più amore e molta più consapevolezza di una coppia etero...del resto basta leggere qualche giornale: figli ammazzati, picchiati, violentati...cronaca nera!
La Famiglia DEVE essere salvaguardata, da me, da te, da Enrico, da tutti noi...è troppo importante.
I Figli devono essere tutelati, protetti, educati, cresciuti in una società che prevede un maschio come padre ed una femmina come madre.
Le eccezioni portano confusione, difficoltà di inserimento, problemi, dubbi...
Io mi rendo conto di scrivere molte cose banali, lo so, ma credimi Kirsten, non c'è cattiveria nelle mie parole, nè razzismo, solo PAURA che questa nuova, ennessima libertà, venga assimilita come normalità, quando normalità non è.
Io rispetto chi si ama...rispetto i sentimenti di tutti, ma i bambini non si toccano.
Chi non può scegliere non deve essere messo in situazioni "potenzialmente" pericolose.
La famiglia è una sola. Io dico agli omosessuali di fare la loro vita, sperando siano felici, ma non sarò mai dalla loro parte quando si parlerà di adozioni.
Mai.
Anzi credo che mi batterò affinchè mai riescano a toccare un bambino.
Non si deve permettere di far passare questo abominio come libertà, quando si fa a brandelli il concetto stesso di famiglia.
Matteo
P.S. Non ho ancora capito nel mio intimo come metabolizzare i concetti che vi esprimo, non ho neppure capito quanto in realtà io accetti questa diversità come reale diversità...per me questo è un tema difficile...su cui, sicuramente, non avrò mai tutte le risposte.
L’argomento si fa delicato, ma era ovvio...
Rispetto le opinioni di Matteo e di Enrico e le capisco benissimo, perchè fino a poco tempo fa le condividevo abbastanza.
Vorrei però chiedervi questo.
Se domani il vostro migliore amico, un ragazzo favoloso nel quale riponete la più assoluta fiducia, padre di due bellissimi figli e marito di una bella ragazza, vi confessasse una cosa tipo: “Mi sono accorto di non amare più Francesca, perchè ho scoperto di essere omosessuale. Ho conosciuto David, una persona eccezionale, e voglio passare il resto della mia vita con lui!!!”
Voi a questo punto, di punto in bianco, dovreste ritenere che il vostro ipotetico caro amico è si libero di filarsela con David, ma i bambini....
...assolutamente no!!
O magari mi sbaglio?
Forse potreste pensare che questo sia un esempio fuori luogo, ma soffermandoci un attimo, dai.....
...lo pensate davvero?
In Olanda non si da in affidamento un bambino alla prima coppia gay che lo chiede. E’ già molto difficile per una coppia “normale” adottare un figlio, quindi immaginatevi per due uomini/donne.
Dicevo che è un argomento delicato perchè pone dei quesiti etici di grossa mole. Non è solo il discorso degli omosessuali...
Tornando in Olanda. Qualche mese fa ci fu un gran parlare di una legge per proibire a certe donne handicappate di rimanere incinte. Questo disegno di legge insorse a causa di un fatto alquanto triste accaduto recentemente, ovvero questa donna handicappata, regolarmente sposata, a causa della sua negligenza causata dal suo handicap, aveva ucciso il suo secondo figlio (intendo che era già successo col primo!!!).
Di fronte a questi fatti l’opinione pubblica Olandese è insorta chiedendo una legge e, di conseguenza, l’ala liberale si è preposta allo scontro.
Quando Jo è nato, la prima cosa che ho pensato, anzi che abbiamo pensato, è stata: “ma è davvero incredibile! Abbiamo messo al mondo una creatura. UN UOMO”
Cosa volevamo dire?
Volevamo dire che in una società estremamente “controllata” come questa, in cui si cerca di tappare ogni buco con una legge su misura, l’idea di poter liberamente mettere al mondo una persona riesce quasi a stonare.
Non siamo in Cina, però la sensazione di frenata verso una scelta fondamentale come quella di diventare genitore si avverte grandemente. Non a caso le considerazioni di Enrico riguardo al “non essere in grado di mettere al mondo dei figli” appaiono più che giuste.
Ma lo sono davvero?
S’incomincia così. Si vieta all’handicappato di fare i figli, poi si passa al disagiato e al tossico, poi al malato, poi al povero, poi al brutto, fino ad arrivare ad una società in cui si accettano solamente i figli dei ricchi, dei belli e delle persone di successo.
Già oggi (leggevamo un articolo ieri io e K.) è registrata un’altissima richiesta di controlli genetici (si possono fare anche via internet spedendo a delle compagnie specializzate dei campioni da analizzare) per evitare bambini con delle imperfezioni.
Insomma, dove voglio andare a parare...
...vi è un paradosso che mette i brividi dietro il mio ragionamento.
Abbiamo condannato per decenni le ideogie razziali di Hitler, e in qualche modo siamo noi adesso che le seguiamo.
Che sia un semplice istinto umano quello di ricercare la perfezione razziale?
La paura del DIVERSO incombe.
E’ per questo che io la combatto, perchè non voglio una società di cloni, di gente cresciuta tutta alla stessa maniera, di leggi e proibizioni calibrate in modo da metterci tutti sullo stesso binario.
Non siamo treni, siamo farfalle, rondini, falchi, abbiamo paura delle correnti ascensionali e dei fulmini, ma niente e nessuno deve permettersi di toglierci le ali....
Ogni bambino merita quattro mura piene d’amore, e due persone dello stesso sesso sono capaci, tanto quanto un single o una coppia etero, di riempire quel quadrato d’amore.
WILLO
Caro Gianmaria, ma quanta carne sul fuoco che metti. Andiamo per ordine, cerco di rispondere a tutto quello che hai scritto.
Hai scritto :
Se domani il vostro migliore amico, un ragazzo favoloso nel quale riponete la più assoluta fiducia, padre di due bellissimi figli e marito di una bella ragazza, vi confessasse una cosa tipo: “Mi sono accorto di non amare più Francesca, perchè ho scoperto di essere omosessuale. Ho conosciuto David, una persona eccezionale, e voglio passare il resto della mia vita con lui!!!”
Voi a questo punto, di punto in bianco, dovreste ritenere che il vostro ipotetico caro amico è si libero di filarsela con David, ma i bambini....
...assolutamente no!!
Piano piano, non facciamo processi alle intenzioni e non rigiraltela come ti conviene ;)))
Starò al giochino della storiella rispondendoti
Se un mio amico scappa con un amante(indipendentemente dal sesso) lasciando la moglie e figli gli do del coglione e dell’irresponsabile. Se porta a termine un matrimonio per incompatibilità è un altro discorso, ma mi pare strano, lo hai detto tu stesso che si nasce omosessuali non lo si diventa, se manda tutto il matrimonio a carte quarantotto per una scappatella metterei seriamente a dubbio la sua morale di persona e ancor più di padre.
Il tuo esempio piuttosto fazioso risulta essere un caso non calzante. Io non discuto moralmente la sessualità di un Gay, discuto se sia opportuno che lui/lei sia una figura di riferimento nello sviluppo adolescenziale , psicologico ed emotivo di un bambino adottato.
Se già è traumatico in un bambino la presa di coscienza di essere adottato, quindi in qualche modo con la sensazione di essere “respito” dai genitori, ancor peggio sarebbe il prendere coscienza che è stato concepito da una provetta e ha due madri invece che una “normale” coppia di genitori. Pensa a che traumi le derisioni dei compagni di scuola, che traumi sentire il vuoto di appartenere ad una famiglia di diversi che la società non accetta. Ti rendi conto che prezzo imporresti a quei bambini ???
Ammiro chi vive l’omosessualità alla luce del sole, non reprimendola, ma per un bambino è diverso, un bambino è fragile, non sa difendersi. Come gli spieghi quando è piccolo perché i compagni di scuola deridono i suoi genitori o lo picchiano perché a due padri ? I bambini tra di loro sanno essere di una crudeltà immensa.
Veniamo all’altro esempio che porti della tanto “civile” Olanda
E’ dovere della nostra società proteggere gli inermi.
Vatti a leggere la carta dei diritti del bambino, non mi pare che sia scritto da fascisti ma da gente che vuol tutelare degli inermi.
Impedire di generare figli a chi davanti ad un indagine dimostra di non sapersi prendere cura di suo figlio portandolo alla morte è un fatto di innegabile giustizia.
Lo stato deve tutelare i bambini ( o gli inermi in genere) da dei genitori/tutori che come in questo caso, mostrano una palese incapacità .
Poi possiamo discutere di tutti gli esempi che vuoi, ma la tutela dell’innocente va prima di tutto.
La tutela del minore va anteposta all’egoistico bisogno di vecchiacce ultra sessantenni che vogliono figli a tutti costi, come a chiunque abbia l’incapacità di non saper fare fronte all’esigenze di un nascituro o se è gia nato di un bambino.
Questo è un dovere di qualsiasi stato che si definisca civile.
Qui non si fa un discorso razziale ne un discorso di classi economiche , si parla di adulti che non sanno ne intendere ne volere ma che mettono scelleratamente al mondo dei figli.
Non c’e’ paragone ne perdono con un crimine del genere.
Il nazzismo, la razza ariana non ci incastrano una sega, non si parla ne di scelta in vitro dei tratti somatici.
Qui si parla della tutela degli innocenti !
Non esistono leggi che possono rispondere e prevedere ogni problema della nostra società.
Poi possiamo stare a spaccare il capello in quattro e discutere dove finisca il confine di tutela degli innocenti e dove inizi il confine del controllo della massa, ma questo è ancora un altro argomento.
Tu affermi che la paura del diverso incombe.
Gli scenari da film Gattaca ( film molto bello), faranno senza dubbio riflettere, ma sono assai difficilmente realizzabili.
Enrico
***una coppia gay è un abominio.
***Mi dispiace,
***quì non c'entra la religione...
IL DISCOUNT DELLA INCONSCENZA........
Se non sei neanche consapevole delle idee che ti abitano, stai zitto!
vergognati!VERGOGNATI!Cristiano intollerante che non sei altro!
Ciao Enrico,
capisco che l'esempio che ho fatto non ti calzi giusto, infatti lo sospettavo.
Non volevo fare processi alle intenzioni, ma ho solo volulto smuovere un po' le acque:)))
Non ho mai detto che l'Olanda è un paese più civile dell'Italia!
L'argomento razziale è solamente una mia sensazione e mi piaceva portarla sulla brace, perchè ci vedevo un nesso.
Tornerò più tardi, con una risposta pensata e dettagliata.
Ciao carissimi!!!
WILLO
Avevo molte cose da scrivere, pensieri sparsi, poco tempo per ordinarli...poi leggo Enrico...
Mi scoccia essere ripetitivo, però anche questa volta condivido ogni parola di Enrico.
Sbandierare la libertà come principio etico fondamentale è in parte giusto e in gran parte pericoloso.
Se la libertà non tutela tutti gli individui allora anch'essa diventa una facile prostituta.
Siamo distanti, molto.
Questo non è un attacco alle coppie gay, ma a chi non ha possibilità di scegliere.
Matteo
in questo caso voglio dire la mia.
Io vengo da una famiglia( zii genitori eccecc) che lavora nal socile( e ci ho lavorato pure io)quindi conosco alcune realtà che a molti sono sconosciute.
Ragzzi io credo che prima di tutto vadano salvaguardati e protetti i BAMBINI!!!
ho visto bambini di 5/6 anni seguiti dai servizi socili con i genitori pronti a scannarsi per passare un'ora di tempo da soli col figlio, padri che dicevano al figlio che la madre era una puttana e non capiva nulla e madri che parcheggiavno dalle assistenti sociali i figli per andare a battere sul marciapiede (o meglio erano le assistenti sociali che prendevano i figli a queste donne perchè se no se li tiravano dietro sul maricapiede)...ora come pensate possano venir su questi poveri figli!?!?
Non si possono controllare le nascite( alcuni parlano di sterilizzare le persone che non sono in grado di gestire la propria vita e di conseguenz un figlio). Dopo quello che ho visto ( e vi giuro che sono cose da far stringere il cuore) mi domando se non sia del tutto sbgliato. si me lo domando perchè vedere quei bambini bbandonati allo sbando, che piangevano cercando la madre, che non capiva quello che gli accadeva, che verranno, per la maggior parte dei casi, seguiti a vita dai servizi sociali mi ha fatto dire,"ma che cavolo lo metti al mondo un figlio se non sai nemmeno stare al mondo tu!"....però il punto è chi lo decide se sei in grado o meno di allevare un figlio?( oddio in certi casi è più che evidente.. ma...c'è sempre un ma!)
per quanto riguarda i Gay credo possano fare ciò che vogliono, liberissimi di sposarsi ma l'inseminazione artificiale mi sembra un po forzata come cosa......d'altra parte anche nelle culture passate dove l'omossesualità era una cosa accettata e favorita, i figli si facevano e si CRESCEVANO sempre e comunque con una famiglia composta da MADRE e PADRE . quindi ...
penso che qui rimango dell'idea che già ci sono molti problemi a crescere un figlio da una coppia di Eterosessuali...Con gli omossessuali ci andrei piano, anche con le adozioni...diciamo che qui sarei più tollerante... ma solo con bambini al di sopra dei6 anni( all'inizio si basa tutto sull'imitazione e sul confronto....) certe cose sono meccanismi un po troppo delicati per essere lasciate al caso e alla buona fede...
Per quanto dice Kirsten sul fatto che bisogna lavorare, non c'è tempo, non sipuò eccecc...bhè io non lavoro o meglio, lavoro in casa, lavoro con mio figlio, il lavoro più grande...lo allatto e non accendo più nemmeno la tv per non fargliel vedere, radio , musica, io che canto, ma niente tv. Il punto è nel saper fare alcune scelte e rinuciare un po al proprio tempo personale... un figlio nasce come atto egoistico e diventa il più grande atto d'amore che mai possa esistere in quanto ti annulli completamente per lui!
see you spacecowboy
Se si dice che un bambino che cresce in un ambiente "diverso", con genitori dello stesso sesso, può essere disturbato e avere difficoltà sociali e deviazioni ideologiche, si afferma automaticamente che l'unione di due persone dello stesso sesso è un unione sbagliata.
Non essendoci scelta nell'essere o meno omosessuale, un bambino non potrà mai essere condizionato sessualmente dall'esempio genitoriale, lo dimostra semplicemente il fatto che tutti i gay vengono da genitori etero.
Ovviamente Enrico ha ragione quando dice che un bambino, in un contesto sociale come il nostro ad esempio, avrà difficoltà ad essere accettato dai suoi compagni se ha dei genitori gay.
Purtroppo questo è un discorso di modernizzazione etica...
...cent'anni fa ad esempio avevamo un idea diversa verso gli animali, e oggi il nostro senso etico rigurdo ai loro diritti è cambiato e lo dimostrano le leggi che sono state fatte per salvaguardarli.
Magari tra 30 anni anche in italia avremo un senso etico diverso riguardo agli omosessuali.
Crescere un figlio è molto difficile ed è necessario tutto l'amore possibile. Ma le leggi sul diritto di diventare genitore mi fanno molta paura.
Io sono per la salvaguardia e la protezione dei bambini, che sono un bene sacro dell'umanità, ma credo comunque nella metafora del treno e degli uccelli che ho postato più sopra.
Willo
Devo dire che stavo pensando al concetto di adozione in generale. Non ho mai pensato che si parlava solanto di Italia. Sono d’accordo che in Italia sarebbe impossibile. Certo il bambino sarebbe preso in giro a scuola...
Quando In Olanda il governo stava pensando alla adozione per gli omosessuali, lo hanno presentato al popolo Olandese nella forma di referendum. 75% ha votato SI, siamo d’accordo. Quindi, e’ difficile che un bambino si sente strano con due mamme o due babbi, perche’ non e l’unico. La gente lo accetta. Ormai in Olanda non si chiede piu' a un uomo se ha una compagna o a una donna se ha un compagno. Si chiede semplicemente a tutti se hanno un partner. Per dire quanto la percezione e' diversa.
Non direi che L’Olanda e piu’ civile del Italia. Direi soltanto che per un omosessuale e probabilmente meglio vivere in Olanda dove sei accetato come un eterosessuale. E dove la gente non ha la percezione del omosessuale alla Platinette o alla Renato Zero come e’ invece sembra che sia qui.
"Se si dice che un bambino che cresce in un ambiente "diverso", con genitori dello stesso sesso, può essere disturbato e avere difficoltà sociali e deviazioni ideologiche, si afferma automaticamente che l'unione di due persone dello stesso sesso è un unione sbagliata"
Mi correggo prima di veder comparire le risposte che già mi aspetto.
Mi sono espresso in modo incompleto.
Definisco "Unione" cioè un unione di due persone che si amano e che intendono condividere questo amore nell'allargamento del loro gruppo sociale, cioè famiglia.
L'idea che due omosessuali non possano avere una famiglia li distingue da ogni altra coppia etero perchè non possono fondare nel loro rapporto nessuna aspirazione alla creazione di un nucleo famigliare, che è lo stimolo, dopo la passione dei primi tempi, che porta avanti una relazione.
Dire che due omosessuali possono scoparsi quanto vogliono ma non avere una famiglia, significa rilegarli automaticamente nella condizione che all'italiano medio piace catalogare ogni gay. Ovvero persone deviate sessualmente che vivono i loro rapporti solamente intorno al sesso.
Quindi, perchè dargli la possibilità di avere una famiglia?
Se volevi migliorare il tuo intervento con quest’ultimo post, per me hai ottenuto l’effetto opposto : ))))
Hai scritto:
L'idea che due omosessuali non possano avere una famiglia li distingue da ogni altra coppia etero perchè non possono fondare nel loro rapporto nessuna aspirazione alla creazione di un nucleo famigliare, che è lo stimolo, dopo la passione dei primi tempi, che porta avanti una relazione.
Mi pare un ragionamento un pò contorto. Sento il tuo esempio le centinaia di migliaia di coppie separate in Italia non sono famiglia. Una madre vedova con un figlio non sono una famiglia ? Perché mai ?
Io ho dei cari amici che reputo la mia famiglia, sono la mia vera famiglia, più dei legami di sangue dei miei “veri” parenti. La famiglia ti viene imposta, la devi subire, nasci in essa o vieni adottato. Come fai a mettere dei paletti cosi rigidi al concetto di famiglia?
Questo tipo di famiglia me la sono costruito io da adulto, è diverso il paragone con un bambino che ha bisogno di figure di riferimento concrete e stabili.
Se un figlio deve essere lo stimolo, il tappabuchi di una coppia che affonda, mi dispiace siamo molto lontani dal comprenderci.
Se una coppia sorpassato il periodo di innamoramento non sa più che cacchio dirsi e spera di consolidare il rapporto mettendo al mondo un marmocchio, non solo è un gesto scellerato, ma profondamente egoista, definirei quasi criminale.
Se sono queste le basi secondo su cui si deve formare una famiglia, non credo che ci intenderemo mai.
Hai scritto :
"Se si dice che un bambino che cresce in un ambiente "diverso", con genitori dello stesso sesso, può essere disturbato e avere difficoltà sociali e deviazioni ideologiche, si afferma automaticamente che l'unione di due persone dello stesso sesso è un unione sbagliata"
Questo significa ragionare a “camere stagne”
L’unione di due persone adulte e consapevoli e il loro stile di vita, non c’entra un cappero con la loro predisposizione ad allevare e essere da punto di riferimento per un bambino.
Che ne sanno una coppia di uomini di come allevare una bambina, di come seguirla nella pubertà o nello sviluppo alla età adulta ?
Sarebbero un surrogato se va bene, o un esempio distorto da seguire se va male.
Ma non perché sono una coppia gay , ma perché in se non hanno la dualità femminile e maschile di una coppia etero, questo non vuole discriminarli, non li vuole ghettizzare, ma e la semplice constatazione.
Un uomo può vivere e crescere anche con una gamba sola, ma le difficoltà sono infinitamente maggiori.
Dato che un minore va tutelato, io come Stato devo metterlo nelle condizioni di adozione POTENZIALMENTE migliori possibili.
Concludo chiedendoti, che c’e’ di male a vivere una esistenza di coppia basandola unicamente sul sesso ? Forse la procreazione rende una coppia migliore di un’altra ?
Se ho interpretato bene cio che hai scritto, permettimi di ritenerti un progressista di facciata J ma in fondo in fondo molto bacchettone J
Ora rispondo a kirsten:
scrivi :
Non direi che L’Olanda e piu’ civile del Italia. Direi soltanto che per un omosessuale e probabilmente meglio vivere in Olanda dove sei accetato come un eterosessuale. E dove la gente non ha la percezione del omosessuale alla Platinette o alla Renato Zero come e’ invece sembra che sia qui.
Certamente non lo scrivi , ma di fatto intendi questo nelle tue parole.
Non credo che si possa arrivare a nessun dialogo se mi metti contro i tuoi preconcetti verso gli Italiani e questi luoghi comuni un pò stantii.
Io sono italiano, ma non vedo uno omosessuale come Platinette.
La massa è fatta di persone, ed ogni individuo ha un proprio cervello per ragionare.
Non mi vorrai rifilare la teoria Yunghiana dell’inconscio collettivo ? Spero proprio di no.
Enrico
Caro Enrico, cari ascoltatori del blog, sono il Willo ma aspettate un attimo che mi SPERSONALIZZO e affronto la discussione:))))
Lungi da me la voglia di cadere in altre terribili incomprensioni!!!
La spersonalizzazione, ovvero l'intento di poter esprimere un opinione che ha l'umile pretesa di essere SOGGETTIVA e che non ha assolutamente intenti bellicosi ma presupposti di riflessione, fa un rumore strano tipo: WHOUASH!!!
Eccomi. Sono la spersonalizzazione del Willo che risponde sul blog :)))))
Speriamo di essere stati chiari.
(ma chi ci crede!!!:)))
Ok.
Enrico, perchè mi chiedi se una vedova con un figlio non è una famiglia per me?
Credo che il mio punto sia abbastanza chiaro a riguardo. Odio i binari, le imposizioni sociali e le famiglie alla mulino bianco, dunque credo senz'altro che una vedova con un bambino sia una famiglia (anche se mi chiedo come faccia una donna a parlare di pubertà a un figlio non avendo quella componente maschile che una coppia etero può offrire a un bambino:)))))))))))))))))))
Lungi da me il pensare che un figlio debba essere un tappabuchi per una coppia in crisi. Un figlio è il coronamento di una bella relazione basata sul rispetto, la fiducia, l'amore. Punto.
E' innegabile che esisti un istinto che ci guida verso una relazione di coppia, e quell'istinto è la riproduzione, la fondazione di una famiglia. Poi è ovvio che società ed esperienze personali plasmino l'idea di ognuno, ma di fondo c'è quello.
E questo istinto esiste anche in chi, paradossalmente, è destinato a una relazione che gli priva di questa realizzazione (non solo gay ma anche coppie etero sterili).
Sottovoce e senza pretese di onniscenza, credo che tutto ciò di cui ha bisogno un bambino è il desiderio da parte di una donna, un uomo, due donne, un uomo e una donna, due uomini, tre uomini, 5 ragazzi, 7 zii, 9 carabinieri, 11 giocatori di calcio, di prendersi cura di lui e di amarlo.
Ecco il mio concetto di famiglia, che a questo punto credo si trovi in accordo con quello che hai detto all'inizio del tuo intervento.
Però tu dici anche che un bambino ha bisogno di figure di riferimento. A questo punto ringrazio le testimonianze di Giulia che ci dice di quante volte le coppie "classiche" siano deleterie.
In parole povere, credo non esisti un perfetto paradigma di figure di esempio per la crescita di un figlio. Ripeto, ci vuole soltanto l'amore.
Non c'è niente di male a vivere un esistenza di coppia basandola sul sesso. Ma proibire a due persone piene d'amore e magari non interessate più di tanto a fare sesso, di condividere il loro affetto con dei bambini che ne hanno bisogno, non credo sia una cosa positiva.
Riguardo alla tua considerazione sulla frase: "Se si dice che un bambino che cresce in un ambiente "diverso", con genitori dello....
Forse non hai letto il mio secondo intervento.
Sospettavo che mi fossi espresso in maniera imprecisa. Maledetta tastiera:)))))
Chiudo andando in difesa di mia moglie (stranamente. non lo faccio mai perchè la ragazza si sa difendere molto bene da sola, ma su questo punto c'entro anch'io).
Si perché la frase su Platinette e Zero gliel'ho suggerita io.
Che dire...
..parli di preconcetti verso gli italiani...
...bé, credo che gli italiani che si affacciano su questo blog siano molto in gamba e molto più aperti di mente dell'italiano medio, e sinceramente (come infatti è avvenuto) su questo argomento, anche da voi, non mi aspettavo altro che un muro di gomma.
Forse solo una persona l'avrebbe pensata diversamente, ma ormai non posta più.....
...o no?:))))))))))))))))))
Riguardo a questo lancerò un nuovo sondaggio, perchè non mi piace essere prevenuto quando ho torto.
SVAGADA'!!!!
Questo è il suono della "ripersonalizzazione"!
Ciao ragazzi, come state.
Hei, siete favolosi.
Noi veniamo su sabato, magari ci vediamo!!!!
Un bacio!!!
Giamaria apprezzo il tono ironico con cui mi hai risposto, il mio tono era senza dubbio provocatorio.
Su alcuni punti come hai detto tu riusciamo ad intederci su altri no.
Non mi vendere aria fritta, ad un bambino non basta solo l'amore.
Serve molto altro... una pazienza infinita ( che non sempre basta )
Ma a parer mio solo una coppia che conoscepisce un figlio e ma maggior ragione solo una donna che porta dentro il grembo suo figlio puo dire una frase meravigliosa come questa :
un figlio nasce come atto egoistico e diventa il più grande atto d'amore che mai possa esistere in quanto ti annulli completamente per lui!
[ sul concetto di amore ti invito ad aprire un tema di discussione, se ne leggeranno delle belle li si che voleranno le bombe ]
Ho i miei dubbi, che una coppia gay possa sviluppare un pensiero simile per quanto possa amare un figlio adottato.
Comunque tornando al discorso di prima
Credi che possa bastare semplicemente l'amore per allevare un figlio?
Bene vallo a dire alla ultra sessantenne dell'est che a 67 ha sfornato un figlio e che non puo ne allattarlo ne prenderlo in braccio perche non le regge la schiena.
Sarei curioso di sentire l'opinione di quel bambino tra 15 anni, che amore puo dargli una mummia di 82 anni ? Sempre che ci arrivi... ad 82 anni.
Via per favore non prendiamoci per il culo :)))
Tu parli di muro di gomma, perche trovi alcuni che la pensano diversamente da te .
Io non ti sto rispondendo con un " perche no !"
Ti sto argomentando le mie tesi, magari in modo a tuo vedere discutibile, ma le sto argomentando.
Il muro di gomma lo creano chi reputa i Gay dei malati, dei diversi, degli abomini.
Il muro di gomma lo creano chi reputa l'omosessualità una devianza mentale, una malattia da curare.
Mi pare di non avere mai espresso concetti simili o sbaglio ???
Quindi è inutile che accendi il riflettore verso il cielo con il Guzzsegnale in attesa di soccorso :)))
A sto giro non c'e' lui che le prende al posto tuo :))))
Enrico
STATE PERDENDO LA DIREZIONE DI QUALSIASI COSA... Lavorate un po' piu' su voi stessi invece di sparare cazzate senza senso... E prima di premere bottoni TROPPO con "non curanza" abbiate la pieta' di riflettere... E questo vale non solo per questo ,ma anche e soprattutto per il resto delle "discussioni"... Vi state comportando come degli psicologi nonche' teologi e soprattutto filosofi MANCATI... Un abbraccio a tutti... "MONE"
STATE PERDENDO LA DIREZIONE DI QUALSIASI COSA... Lavorate un po' piu' su voi stessi invece di sparare cazzate senza senso... E prima di premere bottoni TROPPO con "non curanza" abbiate la pieta' di riflettere... E questo vale non solo per questo ,ma anche e soprattutto per il resto delle "discussioni"... Vi state comportando come degli psicologi nonche' teologi e soprattutto filosofi MANCATI... Un abbraccio a tutti... "MONE"
Esattamente Mone.
grazie per l'intervento!!
E' questo quello che cerco di trasmettere dall'inizio.
Questo è il gioco che ho proposto e ho tirato avanti con tanto impegno per 9 mesi!!!
Un gioco di filosofi mancati, di poeti balordi, di gente che vuole sondare le possibilità di comunicazione e provare l'ebbrezza dell'oratoria del vecchio saggio.
E tutto, lo ripeto, rigorosamente per gioco.
Certo, il gioco a volte si fa duro e c'è chi si fa male. Ed è per questo che le persone che vi partecipano, prima di entrarci, devono tenere a mente che in ogni caso bisogna evitare di rimanere offesi.
Altrimenti si gioca ad altre cose, si va su altri siti (ce ne sono tanti!)
Torno dopo!!!
be Gianmaria evidentemente lo trasmetti male questo gioco .... Visto che hai fatto incazzare a morte molta gente con i tuoi interventi.
Lungi da me venirti a dire come o cosa devi dire sui tuoi post, il blog è tuo.
Quanto a me, sto esponendo le miei idee, non sono ne incarognito ne amareggiato, ne ho nulla contro di te.
Se ho dei problemi te lo dico in faccia.
Enrico
ps. Mone è gradita la tua opinione, quando troverai qualcosa da argomentare invece che sparare su tutti ;)
Ho giusto giusto 5 minuti...vediamo di impiegarli bene.
Acora una volta titengo buona parte delle argomentazioni di Enrico sufficienti ad avvalorare la mia tesi CONTRO le adozioni delle coppie gay.
Ripeto: io non ho risposte e verità da snocciolarvi come al cinema, talvolta posso aver esagerato nelle mie esternazioni, però rimangono sempre e comunque "opinioni personali".
Per quanto riguarda il commento di rud hira...beh, che dire, nessun commento, in realtà si giudica da solo. Non perdo tempo con chi non lo perde con me.
Ma veniamo alle cose serie.
Gloria al dio copia/incolla...ave, ave...
Di sicuro Tommaso Superpiù non posta più, ma mi gioco una "palla" che legge tutto, eheheh...ma chi vuoi fregare? Sei un simpatico burlone che non posta, ma vota sempre le sue teorie "illuminanti" ogni giorno...eheheh.
Torniamo al dio copia/incolla:
wilo scirve:
>E' innegabile che esisti un istinto che ci guida verso una relazione di coppia, e quell'istinto è la riproduzione, la fondazione di una famiglia.
Hai perfettamente ragione!
L'istinto è la riproduzione, ma la realtà è che uomo e uomo e donna e donna non sono compatibili.
Famiglia e riproduzione non sono due concetti obbligatoriamente sovrapponibili.
Facciano pure una famiglia, ma i bambini e la riproduzione non gli competono.
Niente invece a che fare con le persone sterili...quelle sono malattie, aiutiamo chi ha bisogno!
Sulle ultrasessantenni madri non ho niente da aggiungere, si commentano da sole.
willo scrive:
>Però tu dici anche che un bambino ha bisogno di figure di riferimento. A questo punto ringrazio le testimonianze di Giulia che ci dice di quante volte le coppie "classiche" siano deleterie.
In parole povere, credo non esisti un perfetto paradigma di figure di esempio per la crescita di un figlio. Ripeto, ci vuole soltanto l'amore.
L'amore è importante, il rispetto, la pazienza, tutto...soprattutto io credo sia importante la serenità che si ha come coppia.
Non esiste un paradigma perfetto di esempio, ma neppure tutto è relativo a se stesso...
Poi sinceramente non capisco quale sia il problema della "famiglia mulino bianco"?!?
Le famiglie così non possono esistere o non devono esistere?
willo scrive:
>Ma proibire a due persone piene d'amore e magari non interessate più di tanto a fare sesso, di condividere il loro affetto con dei bambini che ne hanno bisogno, non credo sia una cosa positiva.
Nessuno gli vieta di condividerlo. Ma devono per forza possedere un LORO figlio?
E poi non siamo noi a condannare gli omosessulai, è la natura che li condanna. Non è colpa nostra se "qualcuno lassù" ha fatto agli uomini il pisello e alle donne la cosina...
Nel sociale, come dice la Giulia, sai quanto di bene una coppia può fare, quanto aiuto a quante persone, quanto amore, quante cose può condividere...un'enormità.
Matteo
P.S. rud hira scrive:
>STATE PERDENDO LA DIREZIONE DI QUALSIASI COSA...
allora vieni tu a darci la giusta via mio Mosè...aiutaci a raggiungere la terra promessa...ma per favore...
>Lavorate un po' piu' su voi stessi invece di sparare cazzate senza senso...
Meno male che c'è qualcuno che deve lavorarci più di noi, come direbbe il vecchhio tommi, ovvero TU.
>E prima di premere bottoni TROPPO con "non curanza" abbiate la pieta' di riflettere...
Ecco il profeta che ha capito tutto...ave mio signore...ave...
>E questo vale non solo per questo ,ma anche e soprattutto per il resto delle "discussioni"...
Ti prego illuminaci o signore della conoscenza, della verità...ti prego...
>Vi state comportando come degli psicologi nonche' teologi e soprattutto filosofi MANCATI...
No bello, prendi un bel granchio, stiamo chiacchierando su tematiche che abbiamo il coraggio di affrontare; sono troppo serie? Dobbiamo fare un corso per parlarne?
Ma per favore...tieniti i tuoi argomenti e i tuoi interessi e se ciò non ti piace cambia sito...
Ok, sono molto dispiaciuto.
Anzi, sono stanco.
Non so se devo andare avanti....
...per me non è facile, metterci tutto l'impegno e cercare di mandare avanti questo circo, e rendersi conto ogni volta di essere stato incompreso.
sono addolorato e triste!
enrico, mone, non sentitevi in colpa.
se i vostri ultimi commenti mi hanno sconsolato è semplicemente perchè ne ho accomulati troppi.
Sono saturo.
Non ce la faccio...
Sto sprecando tempo, tempo prezioso che potrei investire con Jo o con K., e invece lo spendo qui, per tirare avanti qualcosa in cui non credo più, adesso.
Non so....
Non essere capiti, o spiegarsi male...
...che differenza c'è?
La sensazione alla fine è la stessa: quella dello straniero.
L'unica speranza l'ho rilegata in matteo, l'unico a mio parere (insieme al tommy) che mi abbia capito un po'.
vabbè, adesso vado via.
Sarò a firenze per il weekend, e li deciderò il da farsi.
Forse è giunto il momento di prendere quella decisione che rimandai qualche settimana fa.
Ho lavorato sodo per questo palcoscenico, e ho raccolto più tristezza e disappunto che belle cose...
...non ve la prendete, non incolpo nessuno....
...
....è andata come è andata.
Ma adesso sono stanco, e Jo mi chiama...
...forse è giunto il tempo di calare il sipario!
WILLO
Solo per non essere male interpretato di nuovo: la mia tristezza non deriva dall'incompatibilità di opinioni tra di noi in merito all'omosessualita.
Infatti rispetto moltissimo le vostre idee anche se non le condivido.
Deriva dal modo in cui i partecipanti al blog si pongono verso il blog stesso.
Non era questo il gioco che mi sarebbe piaciuto portare avanti.
WILLO
Un blog di anonimi non sa di niente.
Meglio scriversi face to face.
Io credo di aver capito quello che fai e non lo ritengo un lavoro senza senso.
Anche Enrico credo lo abbia capito, tiene solamente botta per mandare avanti la discussione, e fa bene.
Capisco che la perdita di Tommaso sia gravosa, perchè manca un provocatore.
Però povero figliolo non è che poteva prendersi merda dalla mattina alla sera, così a gratis...lo capisco. Per questo ti avevo detto di tutelarlo.
Questo è il motivo per cui ti dico sempre, ed Enrico mi segue in questo, che una LIBERTA' al di fuori di una serie di regole per tutelarla diventa pericolosa.
Il nostro istinto di bestie prende prima o poi il sopravvento...e allora addio...
Penso al "Signore dlle Mosche"...chi lo ha letto?
Io credo che, nel bene e nel male, questo blog sia un modo per conoscersi un pò meglio...anche un modo per fare cultura, prendetela in senso ampio, per discutere di temi di attualità.
Una volta provochi tu, una volta io, una volta Enrico, basta non andare mai e dico mai sul personale.
La vita è un conto, il blog un altro.
"Volemose bene"... non è da buttare sto sito...io gongolo quando scrivo una risposta pepata ed attendo trepidante la risposta del diretto interessato...e voi?
A me sembra un nuovo modo di fare cultura, di parlare (visto che oggi per vedersi si devono fare i salti mortali), di discutere di qualcosa che esula dai soliti argomenti, GdR compreso, è una nuova forma di comunicazione.
E' una grande opportunità...non saccheggiamola con i nostri egoismi, con il "puntiglio" alla Don Rodrigo, con le nostre manie di grandezza e di superiorità.
Sfruttiamola, cerchiamo di dare il meglio di noi stessi per farla vivere.
Matteo
P.S. I miei continuano ad essere pensieri in libertà, in attesa di capire cosa di sano ci sia, se ci sia, nelle mie parole.
Grande Matteo ! Concordo in toto !
Enrico
Se smetti con il blog, che cerco sempre di leggere anche se non intervengo sempre, mi dispiace assai.
Non so se è perché spesso vengono fuori baruffe. Oppure perché non ti risce di vedere il lato personale o sincero o istintivo degli interventi.
Oppure perché i partecipanti prestano attenzione ad alcune cose e ad altre no, o non raccolgano certi spunti.
Tu cerca di partire da un punto fermo. Il blog è per definizione qualcosa di personale, lo chiami "privato" (giustamente) nel titolo e fai riferimento ai tuoi amici.
Il punto fermo è che alcuni dei tuoi amici e conoscenti intervengono volentieri in questo tuo spazio.
Con che esiti? Ci piacciono? Non ci piacciono? E' abbastanza secondario. Il primo traguardo importante l'hai beccato...
Forza!
Gherardo
L'AVVOLTOIO E LE IENE
Io,
che come un avvoltoio affamato
plano leggero su questa carogna,
prima di affondare il becco ricurvo nella sua putredine digitale,
dichiaro morto questo blog.
Ucciso dall'insicurezza,
martoriato dai pregiudizi,
seviziato dal terrore del diverso,
questo teatro crollerà presto,
con fragore di colonne spezzate.
Il silenzio scenderà poi,
terribile, in questo non luogo.
Il silenzio delle nostra incapacità,
della nostra assurda paura,
che ci spinge a fuggire
da chi alza i nostri tappeti,
per solevare il velo ipocrita
delle conferme e carezze, per guardare e guardarsi negli occhi.
Per vedere se in fondo un amico è un amico, o un misero spettro
che non riusciamo a lasciare...
Il silenzio del blog formattato
non sarà che il flebile eco
del silenzio della nostra coscienza,
messa a tacere da dubbi curiosi,
resa sorda ai richiami del cuore,
così ben arroccata contro ogni imprevisto: la peggiore vendetta sarà questo silenzio...
Le illusioni cadranno,
lasciandovi soli,
nel vostro deserto di convinzioni immote, perenni, di dogmi assoluti, di idee intolleranti: ma nessuno godrà di quella vendetta, a nessuno interessa veder soffrire un amico.
Ecco che plano,
che scendendo pian piano,
e odoro la fine che si avvicina...
La bestia morente compie gli ultimi passi, poi lenta si accascia,
nel suo straziante ansimare...
Il povero folle
che l'ha costruita,
che con tempo e fatica
vi ha invitati a pensare,
è stanco, distrutto...
L'abbiamo abbattuto:
ci siamo riusciti.
Nonostante il dolore
che ha dovuto subire,
nonostante il lutto
che con noi ha condiviso,
il vostro cuore ferito grida vendetta, e affilate le zanne, negando l'amore a chi ve lo dona, pronti a sbranarlo, misere iene...
Ecco...
Le mie piume nere toccano terra,
ritraggo le ali e zampetto curioso:
un respiro rimane, ma ormai l'agonia non lascia speranza...
Ma le risate di iene affamate mi avvertono subito del destino immanente: e d'istinto risalgo nel cielo, per fuggire a quel branco che ride demente, che si fionda rabbioso su quel corpo morente...
Chi strappa una coscia, chi beve il suo sangue, il tutto condito da ululati bestiali: nessuna pietà per il blog morente, per chi l'ha programmato, ordinato e creato...
Gli "amici" feriti si fanno coraggio, si stringono in branco e si sentono forti...
Ma il vento mi riporta nel cielo,
da dove vi guardo, piccini e
rabbiosi, che mai sazi continuate a strappare, sbranare e ingoiare,
come bestie impazzite: furiosi!
E riapro le mie ali piumate,
lordate di sangue di mille carcasse,
allungando il mio collo sgraziato.
Non sarò io, stavolta,
a cibarmi di morte...peccato...
Ma fraterni compagni cannibali,
feriti e insicuri, che non trovarono conferme o carezze, e per questo impazzirono nel loro dolore,
e con la bava alla bocca, incoscenti, affondano i loro sudici denti nel tenero ventre
di chi un tempo li ha amati.
Il tempo distrugge ogni cosa,
anche noi, prima o poi, moriremo...
L'avvoltoio vi aspetta paziente, misero branco di iene arroganti,
orrendi bastardi irriconoscenti..
Le vostre carcasse spolperò fino all'osso, ne sono sicuro,
perchè siete già morti:
soltanto chi teme di aprirsi al diverso, solo chi crede di essere "adulto" è il vero non-morto...
Chi ci prova vive in eterno,
quei pochi incoscenti sono sempre bambini: che non hanno timore a porre la mano e dire innocenti:
"Mi spiace, davvero,
facciamo la PACE?"
E poi via,
leggeri, lucenti,
per correre insieme, Ridendo, felici, godendo il "momento"
che nelle certezze avete ammazzato.
Soltanto il tempo potrà fare giustizia, da voi non mi aspetto che risa ed ululati: a chi ha bisogno del branco per essere vivo, a chi continua a negare la mano, ho un solo saluto: VERGOGNA! VERGOGNA!
E adesso, coraggio, ALLA GOGNA!
Difendete rabbiosi l'osso spolpato!
Offendete chi vi ha visti davvero,
miseri ometti, codardi bastardi,
che vi credete già fatti,
compiuti e finiti!
L'avvoltoio vola sereno,
puzzerò molto:
ma sono onesto e sincero.
_______________________
L'Avvoltoio multicolore
Mi gioco tre monete d'argento che questo è Tommaso. Non potva resistere troppo tempo senza scrivere.
>Mi gioco tre monete d'argento che >questo è Tommaso.
BANALE.
Il riferimento "MULTICOLORE" non è
a caso, è un chiaro simbolo per
chi mi chiamò così tempo fa...
>Non poteva resistere troppo tempo >senza scrivere.
Ho dichiarato LA FINE Della scrittura, di questo Blog, Matteo.
Non so se è chiaro...
F I N E
Lo riscriverò in fondo a questo mex, così forse la gente capirà cosa è realmente successo: abbiamo distrutto il Willo con la nostra incapacità di accogliere ed accettare il diverso, il nostro EGOCENTRISMO da sedicenni del cazzo ha prevalso sui grandi ideali di responsabilità e tolleranza di questa ceppa...
E ormai che siamo all'ultimo respiro sappi che al sondaggio ho votato 1 "COMPRENSIBILE" (sono stato l'unico ad esprimere una sola preferenza?)
e credo anche che chi ha votato "ILLUMINANTI" lo abbia inteso in tono offensivo, come le "stronzate dell'illuminato" di turno...
in ogni caso ho capito la tua provocazione per stanarmi...
Il problema è che non c'è più niente
da stanare, e forse è meglio così.
F
I
N
E
Le ultime notizie che ho sentito dal Willo sono SEMPLICEMENTE DEPRIMENTI.
E prima di farmi deprimere da una massa di psicolabili li saluto ,
che vivano la loro vita LONTANO DA ME, potrei deprimermi anch'io...
Sono come i dannati dello stige:
se non stai attento, ti tirano giù nel fiume di merda con loro...
Non commento le ultime puttanate perchè mi sembra davvero inutile,
non credevo che la nuova generazione italiana fosse ancora più bigotta di mia nonna...per fortuna non tutti vivono di senso comune e convizioni, credenze e generalizzazioni intolleranti, conformiste e catto-conservatrici.
Questo è tutto.
Anche l'ultimo chiarimento è stato fatto, attendo l'esecuzione formale di questa arena digitale.
Il Blog è morto.
Viva il Blog.
Da me, FINALMENTE,
questa arena non avrà altre parole.
l'Avvoltoio Multicolore
FINE
Ho vinto 3 monete d'argento allora...
Tommaso, dai, non prendiamoci troppo sul serio...
Come sempre fra di noi ci sono cose che ci accomunano e cose che ci dividono...ne hai elncate molte in questo tuo ultimo intervento.
Non ho voglia di provocarti, proprio non mi interessa.
E non lo farò adesso perchè hai già detto che questo sarebbe stato il tuo ultimo intervento.
In effetti volevo stanarti...ma non certo spaccarti le palle.
Dai, su...
Io, e parlo solo per me, fino a quando Gian ci scrive e mi consente di postare non ho intenzione di smettere.
Se poi lo chiude, peccato.
Preferisco però che risolva i suoi dissidi piuttosto che stare a rispondere ai miei post...veramente.
Tu scrivi il blog è morto.
Domanda:
E' il blog ad essere morto, oppure l'amicizia fra alcune persone?
Inoltre:
Il blog è stato il "motivo"...oppure è stato solo la goccia che ha fatto traboccare un vaso già pieno?
Lascio a tutti voi queste due domande...
Matteo
Posta un commento
<< Home