MIEI MILLE PALLONCINI
Diventa difficile scrivere, quando il gioco perde significato e quelle pacche amichevoli sulla schiena diventano pugni alla bocca dello stomaco, e ti lasciano piegato su te stesso senza più aria nei polmoni.
Diventa tutto molto confuso. Il mondo che ti circonda e quello fatto di byte che si apre davanti a te, il significato delle storie di quei volti amici che guardano le mie frasi indelebili tracciate sopra questi manti innevati, le ragioni che ci hanno portato a confidare nella tecnologia, e a distanziarci. Tutto perde significato.
L’uomo nuovo, inventato dal progresso, controllato dal significato del tempo, vive in velocità e in trasformazione, e si lascia violentare con tranquillità dalle mille nuove esperienze confezionate dai Sacerdoti dell’Eurodollaro.
In una serata come questa, fatta di vino e di pixel luminosi, vorrei perdermi nell’etere aspirando a quell’immortalità intuita da Gibson, quella che solo la rete ti potrebbe dare. Sacrificare in upload il mio essere e fondermi con milioni di altri, nell’utopica parola che mille religioni non hanno mai saputo applicare.
Che sia questa la nuova Bibbia, la grande utopia d’Intesa dell’Umanità, la Nuova Religione, il mezzo che attendevamo per soggiogare la vergogna e la paura, e fonderci l’uno con l’altro in un abbraccio cibernetico?
O è solo un miraggio, un trucco di cattivo gusto, una trappola ben congeniata dall’uomo moderno che ci vuole sedentari e passivi, molli fino all’osso e privi di ogni imprevedibile impulso?
In una serata come questa vorrei perdermi nella poesia e nel mistero, nel pianto e nel riso, tra i miliardi di segnali di questo assurdo sistema binario che ci separa, e che ci offre la possibilità di parlarci, e di intenderci male, ma comunque di raggiungerci, e ci trascina verso stupidi malintesi, e poi ci fa sorridere e ci rende un po’ poeti, e subito ci fa preoccupare e soffrire, ma ci invita anche a raccontare nuovamente qualcosa di noi.
Il contagio è andato fuori controllo, le persone sono diventate parole, anzi no, sono diventate i pixel neri accanto a quelli bianchi. L’interpretazione ha perso il suo significato e nessuno è più riuscito a leggere i pixel bianchi attorno a quelli neri.
Battaglie di parole, tenzoni di retoriche contorte, sensazioni provocate o resuscitate che hanno preso per pretesto frasi estrapolate dal loro contesto, il contesto di un gioco di comunicazione, per chiudere epoche e inventarne di nuove.
Verità dolorose, verità istintive, verità negate e nascoste. Ma sempre e solo Verità Soggettive.
Navigo ancora nel dolore e nella rabbia, e nell’incomprensione delle nostre Incomprensioni.
Perché mi chiedo?
Ne è valsa la pena?
Lo specchio è lo strumento più pericoloso del genere umano.
Gli uomini davanti allo specchio assumono strani atteggiamenti. C’è chi riesce a specchiarsi e si piace e chi si convince di piacersi. C’è chi non si piace e chi invece non riesce neanche a specchiarsi. Poi c’è chi copre lo specchio con un drappo e da a intendere a tutti che riesce a specchiarsi senza problemi.
Chi siete voi?
Cosa vi sentite?
E’ davvero doloroso leggere una bugia sul vostro conto…
…o è la paura che questa possa diventare verità che vi fa incazzare di brutto?
E tu, chef di una corte di pazzi, che vuoi da questo gruppo di commensali? Ho offerto loro pane diatribe, ma forse volevano starsene solo tranquilli. Perché allora continui a propinarli cibo messicano per la mente? Perché mi hai tentato a cucinare i tuoi stessi piatti?
Ma no, non ce l’ho con te. Non ce l’ho con nessuno.
Ce l’ho con i palloncini.
Buonanotte a tutti….
…miei mille palloncini…
…vogliamo soffiarci dentro qualcosa di noi…
…davvero?

2 Comments:
Credo che questo, caro Willo,
sia il post più sentito,
più profondo, commovente,
che tu abbia mai partorito...
Chissà se verrà interpretato con il tuo stesso Pathos, con la tua stessa struggente passione...
Mi dispiace per ciò che è accaduto, ma sono sicuro che ne è valsa la pena; hai visto cosa il passato non ti permetteva di vedere, hai sentito ciò che l'affetto ti impediva di sentire...Adesso sta a te.
Costruire o distruggere,
RI-conoscere, o cercare altrove.
in fin dei conti,
il destino di tutti noi.
Con affetto
Tommaso
A proposito della metafora dello specchio e sulla disposizione/rifiuto/impossibilità
a specchiarsi con coraggio... *_*
"la maggior parte degli uomini non è preoccupata di cambiare, ma solo di dimostrare che non ha bisogno di evoluzione: il dovere di rinnovarsi riguarda solo gli altri."
E.Fromm
(psicologia per non psicologi p.27)
Le persone disposte ad indagarsi e a rinnovarsi non sono molte, e chi tenta questa via, tradendo improvvisamente le aspettative dei suoi compagni di viaggio (che fino a quel punto PENSAVANO di conoscerlo) genera in loro aggressive reazioni di rifiuto e di aperta ostilità:
i pregiudizi e le etichette che sembravano funzionare saltano, generando confusione e smarrimento.
Una splendida occasione di autentica Comunicazione viene gettata al vento, perchè la paura del diverso, dell'ALTRO, chiude ogni porta,
ogni speranza di incontro...
non c'è niente da fare! ç_ç
A chi non mi RIconosce e si incazza per questo, non trovo altro da dire.
:)))))))
Il vostro mago alphatiano fava(c)
nonchè cultista segreto di
Itaqua il Grande Antico! YA!YA! ;)
Tommaso
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