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lunedì, aprile 10, 2006

MORTE DI UN BLOG


28 agosto 2005 – 10 aprile 2006

E’ deceduto dopo una lenta agonia l’esperimento di comunicazione tra conoscenti di diversa estrazione e ideologie indicato con l’appellativo blog. Dopo un susseguirsi di mirabolanti discussioni e spettacolari monologhi, l’antro cibernetico denominato “Willowland” ha esalato l’ultimo respiro. Le cause che hanno portato il fenomeno in questione ad una lenta agonia su un letto di morte che secondo molti era già pronto, sono molteplici. Alcuni dicono che si sentiva il profumo dei crisantemi già qualche settimana fa, e che uno strano uccello volteggiava sopra la carcassa ansimante.
Nonostante l’accanimento terapeutico del suo stesso creatore, che fino alla fine sperava di infondergli nuova vita, il trapasso è avvenuto ed ha lasciato dietro di se un cumulo di interessanti considerazioni.
Dato che è stato appurato proprio sul blog stesso che questo non è il luogo giusto per parlare di queste considerazioni (e inoltre un funerale è da sempre un momento di riflessione e non di polemica), se ne parlerà forse un giorno a quattr’occhi, nelle tiepide serate del nostro idilliaco futuro, progettate a tavolino e ben sottolineate o marcate da un colore fuxia sulle nostre agendine in pelle di dio essiccata.
L’esperimento è andato avanti per sette mesi e mezzo, ha visto diversi partecipanti ed ha portato alla luce argomenti di diversa specie, dalla politica alla religione, da considerazioni etiche morali, a sviluppi di argomentazioni che spesso sono cadute nell’ironia e nella satira costruttiva. Ha inoltre sollevato profonde discussioni personali che a volte hanno aiutato a sanare rapporti deleteri e riavvicinato persone che per pigrizia o altro non erano riuscite a portare avanti la loro intesa, e più spesso ha creato rotture e alimentato incomprensioni in rapporti che sembravano saldi.
Gli effetti positivi o negativi che l’esperimento ha suscitato non sono da prendersi alla leggera. La testimonianza del loro verificarsi può solo suggerire che l’esperimento in questione è stato un MEZZO (perché si è appurato che è solo quella la sua natura) di grande impatto che ha scosso bruscamente la struttura di relazioni di alcuni personaggi. Come un orco delle grotte che scuote violentemente un albero di pere, si è visto cadere sul prato le foglie ingiallite ed i frutti marci. L’orco si renderà conto che se vuole mangiare i frutti buoni, dovrà imparare ad arrampicarsi sull’albero. L’albero per conto suo ne uscirà rinforzato, libero da pesi superflui.
All’inizio dell’era della comunicazione digitale, in cui si sperimentano relazioni fondate sugli SMS, sbocciate nelle chat e terminate nei blog, dove le e-mail sostituiscono in maniera scorretta l’antica arte dell’epistolario e ognuno vive un’ego parallelo in rete (preferibilmente anonimo), la morte di un fenomeno come Willowland può significare il rigetto di una generazione verso una realtà futura che penetrerà sempre più nelle vite delle prossime generazioni. Il gap discusso in vecchi post affiora oggi insieme all’odore del blog che inizia la sua veloce decomposizione.
Ma questi sono eventi che sfuggono, difficili da calcolare e realizzabili sono in un secondo, tardo momento.
La salma del blog sarà possibile scaricarla presto direttamente in peer-to-peer su msn oppure skype, attraverso lo stesso creatore che raccoglierà in un singolo file tutta la storia di questi sette mesi e mezzo.
E’ probabile che il fantasma del blog continui ad aggirarsi nei processori dei suoi partecipanti, ma gli esorcismi cibernetici sono rituali molto complessi e ancora poco conosciuti. Quindi, a chi dovesse intravedere strane entità tra i pixel del suo schermo consigliamo lunghe passeggiate all’aria aperta e sorseggi smoderati di superalcolici.
Le esequie funebri si terranno per tutta la settimana in corso, così che ognuno potrà a suo modo rendere omaggio al defunto.

IL BECCHINO.

6 Comments:

Kiki said...

Vai, amico mio coraggioso, vola in alto.
Segui i tuoi desideri e nascerai di nuovo come la fenice dalle fiamme.

10 aprile, 2006 20:57  
Matteo said...

Mi dispiace...ho avuto un periodo di esami. Ne ho dati 3 quindi non ho avuto altro tempo...poi se ci mettete la bambina e la tesi: ecco servito il piatto.

Mi dispiace. Mi pare sbagliato chiudere. Ma perchè nelle vita deve essere tutto fuoco e fiamme?
Si può anche vivere con una dignitosa semplicità che non sconfina necessariamente in sterili eccessi.
Scrivere quando vuoi scrivere, leggere se vuoi leggere...e basta. Con semplicità.
Anche per il gioco di ruolo può essere lo stesso.

Matteo

P.S. Il "corvo" Tommi che vola contento sulla carogna del blog mi sa molto del "bambino viziato" che porta via il pallone quando viene espulso...brutto.

12 aprile, 2006 11:27  
G. said...

Si inginocchia difianco alla salma imbellettata del Blog, pronta per il rito funebre e depone un fiore su di essa. " Addio buon blog, ci ritroveremo nel grande Uno... prima o poi."

13 aprile, 2006 10:20  
Dona said...

è morto il Blog.... evviva il Blog!!

quando ci troviamo per il banchetto funebre?

14 aprile, 2006 12:44  
Anonymous said...

CraaAAaa !!!

Il corvo osservò con i suoi occhi di ossiadiana il falso crociato e disse :

Un corvo non sa cosa sia la felicità o la tristezza, si nutre semplicemente della carcassa di una vittima uccisa da altri...

Uccello del malaugurio mi chiamate, ma io sono colui che pulisce le vostre infamie, colui che si ciba dei morti causati dalla vostre ipocrisie.

Il bardo oscuro pensa a ben altro, io non sono lui, ma sono tra voi.

Riponete nell'armadio le vostre colpe insieme al vestito luttuoso, asciugate le lacrime sintetiche.

Il Funerale è finito, andate in pace ma ricordatevi lo spazzino
dei vostri peccati attende silente.

Prima o poi arriverà anche la vostra ora e il corvo verrà a reclamare il suo fiero pasto.

CraaAAaa !

CrAAAAaaaa !

CraaAAAaa !

Il Corvo

14 aprile, 2006 14:56  
aeron said...

Io sono col Corvo:

http://www.math.kyoto-u.ac.jp/~nobuo/jpg/wine/sicily/corvo.jpg

E' il meglio di tutti.

14 aprile, 2006 17:15  

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