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FIRENZE - Il patrimonio forestale
europeo è poco tutelato: questa la diagnosi contenuta nell’ultimo Rapporto
del Wwf «Lo stato di protezione delle foreste europee».
L’analisi, effettuata in 16 paesi, evidenzia l’inadeguatezza o inefficacia
dell’applicazione delle misure di tutela da parte dei governi. «Molte aree
dichiarate protette in realtà non lo sono affatto: molti paesi europei non
comprendono l’importanza della tutela del patrimonio di biodiversità che le
loro foreste racchiudono - ha dichiarato Duncan Pollard, responsabile del
Programma Foreste Europeo - le aree forestali destinate alla tutela sono
spesso troppo ridotte e i meccanismi di protezione assolutamente
inefficaci».
Su 16 paesi osservati dal Wwf solo il 47% ha ottenuto il massimo del
«punteggio» in tutela forestale, un miglioramento appena percettibile
rispetto al 45% del 2000. Soltanto due paesi (Regno Unito e Lettonia) hanno
fatto grandi progressi nel proteggere boschi e foreste mentre solo 4
(Germania, Spagna, Norvegia e Ungheria) hanno migliorato, ma di poco, la
loro performance; 6 paesi (Svizzera, Olanda, Turchia, Romania, Estonia e
Slovenia) non hanno mostrato alcun miglioramento e gli ultimi 4 (Francia,
Austria, Finlandia e Polonia) hanno addirittura peggiorato lo stato di
protezione.
Il Wwf ricorda che almeno la metà delle foreste europee sono già scomparse
mentre il resto e in continuo declino. Appena il 2-3% dei boschi d’Europa e
il 5-10% della porzione europea della Russia sono considerate relativamente
integre e meno della meta di questo importante patrimonio e realmente
protetto.
Uno strumento importante e la Gestione Sostenibile delle Foreste, ma il
problema resta la possibilità di rendere questo applicabile: molti paesi
non hanno un riferimento legislativo adeguato ed in molti casi vengono
introdotti nuove regole spesso controverse.
Anche nel Mediterraneo, dove l’intervento dell’uomo sul paesaggio forestale
attraverso i secoli e stato piuttosto pesante, la protezione dei boschi ha
delle falle preoccupanti: in Grecia, ad esempio, nonostante l’assenza di
dati sulla copertura forestale, il Governo vuole introdurre una nuova legge
che consentirebbe nuove attività sul territorio all’interno di boschi
preziosi. In Turchia, dove tutte le foreste sono di proprietà dello Stato,
la normativa nazionale sta cambiando per legalizzare i territori boschivi
occupati ricompensando cosi il fenomeno dell’abusivismo.
In Italia, nel Parco Gran Sasso-Monti della Laga - Campo Imperatore, in
Abruzzo, le proposte di nuove infrastrutture sciistiche mettono a rischio
boschi e foreste: 7.200 metri di piste, 7 nuovi skilifts, oltre 15.000
metri cubi di residenze private e 5.000 metri cubi di costruzioni pubbliche.
Altro Parco, quello della Sila, stesso rischio: 23 ettari minacciati da
nuovi impianti, sebbene le montagne del Mediterraneo siano, negli anni,
sempre meno innevate.
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