Bibliografia - Fonti per la biografia

Sources - Fuentes - Quellen

1688

A di 17 d(etto) Dom(enico) di Sab(atin)o di Ang(iol)o Zipoli della Cura del Duomo sobb(orghi), e della Eugenia di Seb(astian)o Varrochi sua moglie, nacque a hore 7 la notte preced(ente), et il sudd(ett)o g(iorno) fu portato alla Catt(edra)le e da me curato fu batt.(ezzat)o, Comp(are) Ant(onio) di Fran(cesco) Giullari.

Domenico figura tra i membri della sua famiglia.

1699

1700

Domenico figura tra i membri della sua famiglia.

1702

Domenico figura tra i membri della sua famiglia.

1706

Il padre Sabatino contrae un debito di 14 lire per una veste da camera del figlio Domenico.

1707

Il Comune esprime parere favorevole per un sussidio.

Accoglimento della richiesta per il sussidio (3 scudi al mese).

Pagamenti del sussidio.

1708

Accoglimento della richiesta per il sussidio (3 scudi al mese).

Pagamenti del sussidio.

Pagamenti a Domenico Zipoli; a giugno, per il viaggio a Roma; a novembre e dicembre a Napoli.

1709

Pagamenti del sussidio.

1710

Domenico non figura più.

Zipoli vi figura dal 1710 al 1716.

Zipoli è tra i partecipanti.

Nomina ad organista.

1712

Zipoli è tra i partecipanti.

1713

Zipoli è tra i partecipanti.

1714

Concorre senza successo al posto di maestro di cappella.

1715

Mandato di pagamento di 30 scudi per la musica diretta da Zipoli in occasione della festa di S. Giovanni Battista

Svolge la funzione di organista nelle celebrazioni della festa di S. Girolamo.

Figura in un elenco di soci che hanno contribuito alle spese della festa di S. Cecilia.

Pagamenti a Zipoli per tutto l'anno.

1716

Altri pagamenti; il 21.4 Domenico è già partito "con i Gesuiti per Genova per poi Siviglia di dove à stare al Paraguai".

Zipoli vi figura dal 1710 al 1716. Nel 1716 si legge l'annotazione: "partito".

Insieme ad altri che soggiornano a Siviglia in attesa di imbarcarsi, viene corrisposto a "Tipoli" una somma per il mantenimento.

"Domingo Tipoli <sic>, mediano, dos lunares en el carrillo izquierdo".

NB: Non ho capito se si tratta dello stesso documento.

1717

Documento di imbarco: "Domingo Tipoli <sic>, filósofo, natural de Prato, Obispado de Florencia, 28 años".

NB: In realtà Prato non era diocesi di Firenze, ma di Pistoia (e Prato).

1720

L'ingresso di Zipoli nella Compagnia di Gesù è indicato al 1.7.1716

1724

L'ingresso di Zipoli nella Compagnia di Gesù è indicato al 1.6.1716

1728

Aplíquese al órgano un indio llamado José, que aprendió en Córdoba, de suerte que ésta sea cotidiana y principal ocupación; y enseñe algún otro muchacho; y si echase menos los papeles de H. Zipoli, se podrá enviar a alguno que los traslade en el Yapeyú, en donde en Córdoba se le prestará con liberalidad.

1730

Si riferisce tanto alla personalità e religiosità di Zipoli quanto alla sua attività musicale; riportato in calce alla biografia.

1726/1740

Giuseppe (Zipoli, il fratello maggiore) ebbe per moglie Anna Minuti, cittadina florentina, fu maestro di casa Baldocci, specialmente del priore di S. Lorenzo. Giovan Battista, di anni 17 fu maestro del Seminario episcopale di Prato, poi maestro della scuola maggiore, indi passò ad esser rettore del Seminario episcopale di Volterra, dove morì, coll'aggiunta di esser maestro anche di quel Pubblico. Anton Francesco, vivente, è cappellano della Cattedrale di Prato, è stato maestro in casa Mannucci, poi passò ad esser rettore per molti anni del nostro Seminario episcopale, <al> quale renunziò per essere stato fatto confessore di monache. Domenico fu celebre maestro di cappella nel Gesù di Roma de' padri Gesuiti, indi vestì le lane di S. Ignazio, e morì gesuita. Arcangelo Andrea si fece Minore osservante, nella quale sortì il nome di padre Angelo, e morì sacerdote in età fresca".

1732

Documento amministrativo. Le opere di Zipoli vengono definite le migliori in assoluto.

1747

Si riferisce a Sepp e Zipoli, senza però farne i nomi, quali responsabili dell'introduzione della musica. Attribuisce una carriera di fantasia al compositore: maestro di cappella di San Giovanni in Laterano, gli avrebbero inoltre offerto la stessa carica a Siviglia.

1760 circa

Parla di opere composte da Zipoli destinate alle missioni. Lo considera "uno dei migliori musici che ha visto Roma". Zipoli è l'unico compositore nominato in connessione con il repertorio missionario.

1760/1770

Todos los pueblos [de Misiones] tienen su Música completa como de 30 Músicos: los Tiples son muchos y buenos; pues se escogen las mejores voces de todo el Pueblo, aplicándolos desde su más tierna edad a la Escuela de la Música, cuyos Maestros trabajan con gran tesón y cuidado: y verdaderamente merecen el título de Maestros pues con perfección la saben, y tal vez [de vez en cuando] componen muy bien, aunque esto no necesitan pues tienen composiciones de las mejores de Italia y Alemania traídas de los Procuradores y Misioneros que eran de estas partes [escribía el autor desde Europa en 1775], y las obras de Sipoli: estan pues muy proveidas de muchos y buenos papeles para todas sus fiestas, que usan con perfección, la que deben al trabajo y aplicación de los Padres Italianos y Alemanes Maestros de Música que les enseñavan con tanto esmero, como si no tuviera otra cosa que hacer. Los instrumentos son buenos: hay Organos, Claves, Arpas, Trompas marinas y Trompas de Caza, Clarines, muchos y buenos Violines, Bajones, Obuces o Chirimías. En todos los Pueblos es completa la Música, si bien en unos es mayor y meyor que en otros.

1768

A la fiesta de N. Padre, asistían al altar el Prefecto de la Iglesia... cuatro sacerdotes con ricas capas y cetros de plata en las manos, bastante grande. Allegábase que el Obispo, por lo regular, pontificaba, y sinó asistía con los canónigos y Cabildo Secular, por lo que estaba muy respetable el altar. La música correspondía, porque era muy buena y abundante de instrumentos. Las vísperas que duraban casi toda la tarde, eran muy gustosas para las religiones todas que asistían, principalmente cuando vivía el compositor, que era un H.no nuestro, teólogo, llamado Zipoli, maestro que fué en el Colegio Romano, de donde pasó a nuestra provincia y dejó bastante espécimen de sí, én el órgano de la catedral de Sevilla.

<1770>

Descrive il repertorio delle missioni di Chiquitos come musica facile, gradevole e "al livello delle popolazioni locali". Si riferisce a Zipoli, senza nominarlo, come compositore principale, e "uno dei più notevoli organisti di Roma". Nomina l'esistenza di altri missionari con cognizioni musicali che contribuirono al repertorio e alla elaborazione e insegnamento di strumenti musicali.

1772

Attribuisce l'introduzione della musica nei Collegi dei gesuiti e nelle missioni a Zipoli, che considera come romano, e "uno dei più celebri maestri di cappella del suo tempo". Menziona soltanto tre sacerdoti musicisti compagni suoi in nota a piè di pagina, molto brevemente, senza attribuire a loro nessun ruolo nell'insegnamento dell'arte.

1760/1780

Domenico Zipoli da Prato apprese i primi principij sotto il M.o di Cappella del Domo di Firenze, dal Gran Ducca fu mandato a Napoli sotto di Alessandro Scarlatti; dal quale scapò per acuta differenza, e si portò in Bologna l'anno 1709, dove fu accolto dal P. D. Lavinio Vannucci Monaco di S. Barbaziano, poscia dal granduca suddetto fu mandato in Roma sotto Bernardo Pasquini. Nota che quando capitò in Bologna aveva 19 anni sicché era nato nel 1690. In ultimo si fece Gesuita.

1793

Musica urbibus in aliis alia non erat quam e Jesuitarum mancipiis. Erant in provinciam ab Europa Sacerdotes aliqui ea arte proaestantes, qui et Indos in oppidis, et in collegio Nigritas canere, et sonoris uti instrumentis docuerunt. Sed nemo hac re illustrior fuit, nec plura egit, quam Dominicus Zipoli, Romanus quidam musicus, cujus harmonia numeris omnibus absoluta nihil dulcius elaboratiusque fieri potest. Verum dum alios atque alios ad templum concentus (qui inde usque a principe urbe Americae Meridionalis Lima per inmensa viarum intervalla misso tabellario petiti ab eo sunt) componit, et simul navat operam studiis litterarum gravioribus, his immortuus est, magno sui relicto desiderio: et quidem qui e Zipolianis modis aliquid semel audiit, vix ei quicquam aliud arridet, ingeras, grave, est, nec sapiet. Obiit ille Cordubae Tucumanerum an. MDCCXXV, ejus extant opera.