GLI SPETTACOLI

col Gruppo ExTrapola

 

Per chi disegna lasciarsi influenzare da una musica può risultare un gioco affascinante.

Può diventare un tentativo di riprodurre i sentimenti che la musica ispira.

In questi lavori il procedimento vuole essere ancora più suggestivo, è il tentativo concreto di riprodurre in immagini i suoni, di trasformare le note in segni, le pause in vuoti, i suoni gravi in pennellate più dense, gli acuti in graffi. Figure d’ombra e sagome animate vengono a completare l‘interpretazione di alcuni brani, caratterizzando in modo più esplicito le atmosfere delle storie.

La divisione degli spazi corrisponde alle diverse lunghezze delle pause, alle cadenze dei segni. E’ la traduzione visiva del brano.

 

Le raffinate chitarre di Claudio Moro, le sapienti percussioni di Massimo Rubulotta e le voci suggestive delle Cribuz determinano il flusso, il ritmo, il timbro delle storie, costituite da narrazioni e filastrocche originali.

 

Guardare la musica, ascoltare le immagini.

 

                                                                                                  

La tecnica

Gli  spettacoli consistono nella narrazione di alcune storie originali dell’autore e illustratore di libri per bambini Gek Tessaro. I racconti si “animano” mediante l’utilizzo della lavagna luminosa.

 

Nella grande magia della suggestione data dal buio, la lavagna luminosa proietta le immagini ingigantendole. Queste, per la maggior parte, vengono realizzate sul momento. Con tecniche diverse: acrilico, collage, acquarello, inchiostri e sabbia, si sviluppano così scenografie bizzarre, divertenti e poetiche. Costruzioni effimere che vivono, crescono e si concludono con la fine del brano.

La lavagna luminosa costringe l’illustratore a disegnare al rovescio, suggerendogli nuovi punti di vista e distorsioni rivelatrici; a volte disegna con entrambe le mani, per creare particolari effetti di simmetria, adottando una tecnica personale e molto efficace.

 

Ad arricchire ulteriormente la scena contribuiscono le ombre di sagome animate, figurine e personaggi cesellati nel metallo o nel cartoncino, che interagiscono fra loro, con la voce narrante e con la musica.

 

Il risultato è quello di un gigantesco libro che si anima, si colora, e si racconta.

 

Le musiche sono eseguite dal vivo. I brani scelti non appartengono al consueto repertorio per bambini ma a quello della musica del mondo, di paesi e lingue anche sconosciute, ma che riescono a farsi comprendere da tutti, sottolineando e valorizzando l’importanza delle differenze.

 

Testi e regia sono di Gek Tessaro, autore e illustratore di libri per bambini che, da 6 anni, propone, assieme al gruppo ExTrapola, spettacoli teatrali con l’utilizzo di lavagna luminosa, ombre, narrazione e musica dal vivo.

 

 

I destinatari

La rappresentazione mescola contenuti e linguaggi per bambini e per adulti, permettendo a tutti un approccio semplice ma ricco di suggestioni e spunti di riflessione.

 

 

Esibizioni

Questi spettacoli sono stati rappresentati, fra l’altro, nella Sala Palladio della Fiera di Vicenza (Gli alberi, 2004 – Gli orsi, 2005), all’Istituto d’Arte di via Crociferi a Catania (Gli alberi, 2004), al Teatro Nuovo di Verona (Gli orsi, 2005), al Teatro Camploy di Verona (Il salto, 2005), alla Scuola di Musica del Testaccio a Roma (Gli orsi, 2005), al Palazzo Ducale di Genova (Gli orsi, 2005 – Tiberio, 2006), a Casa Piani di Imola (Gli alberi, 2005 - Il Salto, 2006), ai Grandi Magazzini Teatrali di Campobasso (Gli orsi, 2006), nella Piazza San Rufino di Assisi (Gli alberi, 2006), al Teatro Verdi di Busseto (Il Salto, 2007), al teatro delle Ciminiere di Catania (Il Salto, 2007).

 

 

Gli interpreti

Gek Tessaro: narratore, pittura dal vivo, ombre

Claudio Moro: chitarra

Massimo Rubulotta: percussioni e batteria

Cristina Ribul Moro: canto

Anna Lisa Buzzola: canto

 

Note

-         Per l’utilizzo della lavagna luminosa è indispensabile un luogo oscurabile.

-         Il gruppo è munito di strumentazione e impianto voci.

 

 

 

 

 


Questi gli spettacoli che il gruppo propone attualmente:

 

 

 

CANTARE GLI ALBERI

(au clair de la lune)

 

Dentro l’albero c’è un calore di vita e se ti fermi ad abbracciare un tronco lo senti, lo puoi quasi sentire respirare. In questo spettacolo gli alberi si raccontano, le storie sono quelle suggerite dal vento tra le foglie, storie di acqua, racconti di silenzi e strepiti, storie di ombra antica, viva e sapiente. Il tronco è uno, ma alla fine dei rami le foglie sono tante e diverse. Il mondo è uno solo per tutti, facciamo tutti parte di un unico grande albero.

 

Cantare gli alberi: piccole storie per lavagna e musica sugli alberi e il rapporto che gli uomini stabiliscono con loro. Un viaggio attraverso le foreste africane e quelle del Sud America. I sogni degli alberi. Un appassionato e poetico racconto dalle radici alla luna.

 

 

CENTO CAVALLI

(Cantare gli alberi – seconda parte)

Storia del castagno di Sant’Alfio a Catania: il racconto di un albero di 4.000 anni.

 

(testi tratti dal libro « Cantare gli Alberi », West Press, Verona, 2004)

 

 

TUTTI I PESCI DEL MONDO

 

“Faccio parte di una razza asciutta e per addormentarmi dovrei contare le pecore, invece conto i pesci: le aringhe, i barracuda, le orate. Sotto il mio cuscino a volte sento il tumulto dei capodogli che si rincorrono e forse litigano. Una notte, ne ho sentito uno raccontare una storia. La storia di un re ingordo che voleva possedere tutti i pesci”.

 

Alcuni pesci sono capaci di respirare sia l’acqua che l’aria, altri camminano, alcuni strisciano, si arrampicano, saltano, volano. Esistono pesci tondeggianti, rettangolari, tubolari, appiattiti e triangolari. E, nonostante tutto quello che pensiamo di sapere, si calcola che la metà delle specie marine siano ancora a noi sconosciute.

 


GLI ORSI DI CHAJKOVSKIJ

 

“Io non conosco i vostri sogni. Il mio sogno, da sempre, è di avere un berretto di pelliccia d’orso. Qui da noi fa freddo e sono più i giorni in cui sul laghetto si può pattinare che quelli in cui mio nonno Vanja può andarci a pesca. E il berrettone di lana della nonna ce la mette tutta, ma non arriva a coprirmi le orecchie che sono  sempre congelate e viola”.

La delicata storia russa di Nicolaj e di un berretto di pelo.

 

Un doveroso omaggio al grande compositore Chajkovskij.

La storia di un generale e della sua divisa scomparsa.

Il brigante Manolesta e il barbiere Silvano.

Una divertentissima danza macabra.

 

 

 

 

 

 

 


PICCOLE STORIE DI OMBRE

 

“Io non esisto, non sono mai nato

sono soltanto un gioco inventato

ho conosciuto un sacco di gente

ma detto fra noi io non sono niente.

Io vivo dentro uno scatolone

ho mille nomi e non ho nessun nome

ho un cavallo bianco, centomila cavalli

esisterò solo se tu mi ascolti”.

 

Un libro che racconta filastrocche e piccole storie.

 

 

 

 

 

 

IL SALTO

(di città in città)

 

Il salto è una maniera diversa di osservare il mondo. E’ il non accontentarsi di camminare. E’ provare nuovi punti di vista. Volare sarebbe la maniera più completa, più logica e lirica, ma i volatili, forse non tengono in grande considerazione il suolo. Il salto, invece, ha bisogno di un’uguale porzione di cielo e di terra. Il salto è la curiosità. Saltiamo le pozzanghere, gli scalini, da soli o in gruppo, in alto ma anche in basso. Saltiamo di contentezza, saltiamo per poter accorgerci dell’arrivo del leone, ma anche per avvicinarci per un secondo, e di qualche centimetro, al sole.

Il salto è una passione. Il salto è un viaggio. Un viaggio fatto di incontri con altre città. Incontri con personaggi bizzarri che hanno delle storie da raccontare. Il salto è il viaggio della conoscenza, del diventare adulto scoprendo realtà diverse dalla propria.

 

(tratto dal libro “Il Salto”, Edizioni Artebambini, Bologna, 2005)

 


 

LE STORIE DEL SIGNOR TIBERIO

 

Tutti cerchiamo, desideriamo qualcosa, è per questo che siamo venuti al mondo. Il merlo di questa storia non ha desideri impossibili, il suo bisogno è piuttosto semplice, posarsi su un ramo. Ma, sia detto per inciso, “ormai gli alberi sono scarsi perfino in paradiso”. Dalla sua ricerca e dal conseguente incontro col signor Tiberio nasce un’amicizia particolare. Le cose osservate da Tiberio avranno adesso un’altra anima; guardate insieme al suo piccolo  amico pennuto e volante acquisteranno un’altra verità: “quello che il merlo mi ha insegnato è che puoi volare anche se non sei alato”.

 

 

 

 

 

IL CIRCO DELLE NUVOLE

 

 “Il signor Giuliano non è cattivo e nemmeno farabutto / ma per essere felice deve comperare tutto”. Quando tutto è già suo, altro non gli rimane che comperarsi il cielo. E in cielo, sopra le nuvole, ci sta un circo, un circo molto speciale fatto di personaggi bizzarri e poetici, scherzi della natura e creature improbabili. Adesso Giuliano è diventato il padrone del circo ed è anche l’unico ad assistere dello spettacolo che sta per cominciare sulla pista. Ma governa qualcosa che è fatto di nuvole, di niente, della materia dei sogni e alla fine si dovrà rassegnare: non tutto si può comperare.