TOUR IN SICILIA, 13/08/2006-30/08/2006, Palermo-Messina

By Davide e Vladimiro

 

Domenica 13/08/2006. ore 11:03, sms di Davide: A treossi? Ma ke stai a dormì? Sveja ke se parte.

Treossi sarei io, perché so secco, Davide è quello nella prima foto. Si parte. Alle 14:00 prendiamo il trenino a Ostia antica (la domenica consente il trasporto biciclette sull’ultimo vagone) per Roma Termini, poi il treno per Napoli delle 16:49, arrivo a Napoli Centrale 19:28 (è un regionale, credo l’unico tipo di treno dove in Italia è consentito il trasporto delle biciclette). Dovremmo riuscire a prendere la nave delle 10:00, 11:00, non me ricordo. Brindisi di inizio viaggio e panini (fatti da Davide co l’avanzi della cena della sera prima, ci sta dentro de tutto e so buonissimi!) alla stazione termini. Buon viaggio!

 

3 ore di treno volate con un libro. Stazione di Napoli Centrale, Corso Umberto, Maschio Angioino, molo, imbarcati alle 19:45, troviamo ottimi posti nel bar della nave, addirittura possiamo sceglierci il divano dove dormire. Ancora super panini e bona notte!

Lunedì 14/08/2006, sveglia a bordo alle 6:00, alle 7:00 sbarchiamo e siamo già in giro per Palermo. Primi cannoli, giornata di sole. Cattedrale (ci sta la messa, non vediamo le tombe di Federico II e Costanza d’Altavilla, meritavano, sarà per la prossima volta).

 

Visitiamo San Giovanni degli Eremiti (il chiostro è chiuso per restauro), Palazzo dei Normanni e la Cappella Palatina (in restauro).

Passiamo per i quartieri intorno al Palazzo dei Normanni e al mercato Ballarò. Montiamo la tenda al camping a Sferracavallo, vicino a Palermo.

 

Ce ne sono due di camping, il nostro è praticamente un pezzo di terreno con strutture per reggere i teli per l’ombra, e due blocchi prefabbricati, uno per i bagni e uno per gli uffici, il campeggio è tutto qua; mangiamo un boccone al paese e torniamo a Palermo senza borse, stavolta passando lungo la costa (ci scappa un bagno tra Mondello e Palermo). Visita a Monreale (300/400 m slm), chiesa, chiostro e salita sul tetto; poi la Zisa e passaggio per il mercato vuécceria, ma è tardi, vigilia di ferragosto, quindi è tutto chiuso. Ripieghiamo su altro mercato, borgo vecchio, stessa storia. Alla fine va per un assaggio di polpette di pesce spada al sugo e due birre prese a un chiosco per strada. Sono le 19:30, abbiamo meno di un’ora di luce, via di corsa verso il camping, 20 km a 30 all’ora e arrivo al tramonto (ci scappa pure la foto!). Doccia (fredda, ma dietro l’angolo ci stavano le docce calde, non le ho viste) e cena al paese con pasta ai ricci, cassata, passito, grappa. Oggi solo intorno a Palermo percorsi circa 90 km.

Martedì 15/08/2006, Ferragosto! Sveglia alle 8:30, trovo un bambino che guarda la mia bici, e mi dice una cosa che non capisco, capisco solo “ruota”. Me la ripete tre volte, alla fine capisco: me sta dicendo che c’ho la ruota posteriore bucata. Si cambia e me accorgo che due camere d’aria sono inutilizzabili, quindi alla prima occasione si compreranno.

Partiamo alle 10:00, direzione San Vito lo Capo. Isola delle Femmine, Capaci, Carini, Villagrazia di Carini, Cinisi (il paese di Peppino Impastato, di Radio AUT), Terrasini; sono tutti paesini e golfetti, con insenature rocciose (rosse) con roccia stratificata (così dice Davide, che je fa na foto). Ore 13:00. Ci fermiamo a un risto-bar per breve sosta e spuntino.

 

Si annuvola. Er vecchio del chiosco mobile poco distante (dove ci ripariamo dalle prime gocce, su invito del vecchio stesso che ha notato la nostra esitazione e dice “ve potite fermare pure senza pigghiare niente”) dice che non si tratta di una perturbazione ma solo del forte caldo. Sarà, comunque ci rimettiamo in viaggio, Trappetto, Balestrate, dove si pranza a un ristorantino co la finestra della cucina che affaccia sulla strada. Polpo lesso condito, cozze, fritto misto e bianco d’Alcamo doc. Arriviamo a Castellammare del Golfo, e per uscire dal paese si fa una salita mostruosa!

 

A pochi km da Scopello scopriamo che per arrivare a San Vito bisogna fare un giro del cavolo, quindi ci fermiamo a quello che a detta del custode dovrebbe essere l’ultimo camping prima della Riserva dello Zingaro. Salvatore, tuttofare del camping, simpatico e chiacchierone, sui 60, ci dice gli orari dell’autobus che passa alle 7:40 davanti al camping e va a Castellammare del Golfo; poi ci sta la coincidenza, anche senza arrivare al paese, sulla statale, fino a San Vito. Ok. Birra. Stretching in spiaggia e cena (non male, pasta al pesto trapanese e pesce spada) al camping. Percorsi 70 km, dall’inizio 160.

Mercoledì 16/08/2006. Sveglia alle 7:00, 2 autobus, alle 9:30 siamo sulla spiaggia di San Vito lo Capo.

Poi ci si organizza per visitare la Riserva dello Zingaro.

 

Giornata di sole, il mare è stupendo ma la spiaggia è superaffollata, mai visto niente di simile, quindi dopo qualche bagno e 1 ora di canoa (con mozzico di medusa e conseguente ammoniaca) si va a mangiare (cous cous di pesce, non buonissimo). Troviamo un passaggio auto (20 € pe fa 10 km….), entriamo nella riserva e ce la facciamo a piedi (7 km). Poi altro tratto a piedi (con passaggio finale in autostop) fino al camping, passando per il borgo di Scopello, dove decidiamo di venire a mangiare la sera. Nota a parte per la cena, la migliore in assoluto di tutto il viaggio. La sera arriviamo al borgo in autostop (ci carica subito Gaetano, un tipo sui 50 co na fiat uno piena d’impicci) e aspettiamo un’oretta che si liberi un posto a un ristorante un poco chic. Desistiamo e puntiamo al borghetto. Da Eneas al baglio di Scopello. Aspettiamo un’altra oretta qui ma ne vale la pena. Eneas, sui 30/35, gira per i tavoli (di legno con tovaglie di carta, così me ricordo) da supervisore. Antipasto e due primi (pasta fresca) ottimi: una è co le sarde, buonissima. Poi un secondo in due, un calamaro ripieno di tutto: pane grattato, calamaro, pinoli, uvetta, erbe…. eccezionale! Una bottiglia di vino bono e mezzo litro della casa pe finì la cena. Cassata e mandarinetto artigianale offerto dalla casa. Manco spendiamo tanto. Finite sigarette, tabaccaio chiuso, ce ne offre 3-4 un vicino de tavolo che sta al campeggio nostro. Torniamo al camping e dopo un pò di strada a piedi e al buio fatta con le torce, ci carica un tipo sui 60, tranquillissimo.

Giovedì 17/08/2006. Sveglia alle 7:00, partenza alle 9:00, direzione Erice, Trapani, Favignana. Prima della salita per Erice breve sosta e seconda colazione a Valderice. Salita fino a Erice (700/800 m slm) bella, costante, Davide se la fa senza soste, io me fermo una volta. Erice. Visita castello normanno e telefonate per conoscere gli orari dei traghetti per Favignana.

  

Discesa fino a Trapani, traghetto per Favignana alle 16:30 e arrivo in un camping super affollato, praticamente uno sull’altro. Va beh. Bagno a una caletta vicina per riprenderci un pò e poi si fa il bucato. Davide si scorda il marsupio al bagno. Lo ritrova, che fortuna!

  

Cena al paese, niente de che, ci sta un sacco di gente, quasi non si trova un posto per cenare, manco per la sera dopo! Al ritorno al campeggio scopriamo che l’acqua la sera non ci sta, ne ai bagni (ce rendiamo conto che ci siamo fatti la doccia co l’acqua salata, di mare), ne da beve perché il bar è chiuso. Davide conosce un tipo di Bergamo che ci regala una boccia d’acqua. Con lui ci stanno dei ragazzi di Trapani che si fanno la stagione a lavorà al camping; non ci sta niente a Trapani secondo loro, solo quando c’è stata l’America’s cup sembrava di respirà n’altra aria, ma finita la manifestazione tutto è tornato come prima. Percorsi 70 km (60 fino a Favignana e na decina sull’isola). Dall’inizio 230.

Venerdì 18/08/2006. Senza sveglia. Conosciamo i vicini de tenda, una coppia di Milano, in moto ma con origini de Ragusa. Ci consiglia di passare a Ragusa Ibla. Mare. Cala rossa. Bella. Ancora meduse non se ne può più! Conosciamo Mauro e Etzel, due romani di Tor Lupara, sui 25. Si torna al paese, mangiamo na cosa e puntiamo a un’altra cala che c’hanno consigliato. Facciamo una galleria al buio, ce la facciamo sul marciapiede per sicurezza, ma abbiamo pochissimo spazio per pedalare (al ritorno la aggiriamo, ci sta la strada laterale….). Poi si rompe la guaina del deragliatore…., panico…., no, è na cosa risolvibile, credo, ma non l’ho portata (nelle borse c’ho praticamente ricambi sufficienti a montare n’altra bicicletta, ma le guaine non le ho portate), tocca comprarla in paese, se ce l’hanno. Tornerei subito ma Davide me dice: “Prima annamo ar mare”. Giusto. Cala rotonda, bella, solite meduse, niente bagno. Si torna in paese (con il 28 davanti!) e ripariamo la guaina con il nastro isolante. Compriamo da n’altro la guaina e scopriamo che è diversa da quella dei freni, più fina e co na struttura a fili, non a spirale. Non si finisce mai d’imparà!

Parte pure il conta km, provo a ripararlo dall’orologiaio. Un signore sui 70 col bastone, gentilissimo, me apre er negozio e vede che la batteria non è scarica. Si mette il monocolo e pulisce i contatti. Passo 20 minuti dall’orologiaio smontando il conta km e sudando, ma non s’aggiusta. Fa niente. Granita. Camping. Ribecchiamo Mauro e Etzel con 2 cicloturisti di Milano che fanno un giro opposto al nostro (Palermo, Sicilia interna, Agrigento e risalgono la costa per tornare a Palermo). Cena al camping, na mezza sola, la cameriera, Gianna, ci ha preso in simpatia da quando siamo arrivati e a cena ci racconta che è siciliana, ha genitori pugliesi, vive a Torino ma ogni 15 giorni viene a Roma, indovina un po’ a che fa? A vedere la roma!!! Non ce posso crede! E’ n’abbonata della roma!

Percorsi circa 20 km. Dall’inizio 250.

Sabato 19/08/2006. Sveglia alle 6:45, un saluto a Gianna e si va a prendere il traghetto. A Trapani proviamo a comprare le camere d’aria ma non ce l’hanno della misura nostra perché abbiamo dei copertoni un po’ più larghi di quelli standard da corsa, pazienza si prosegue. Scirocco, vento contrario (due volte in tutto il viaggio) e caldissimo! Sono più di 40 gradi, ma non si suda, è abbastanza asciutto, si respira a fatica. Prima di Marsala incontriamo Alessio, 16 anni, con bici da corsa regalatagli la sera prima, quindi è alla sua prima uscita, sta facendo Marsala-Trapani andata e ritorno. Fa kite-surf, ci accompagna fino a Marsala e ci fa fare la strada costiera co le saline; passiamo di fronte all’isola co le rovine di Mozia. Salutato Alessio ci fermiamo per una birra ma alla fine mangiamo (pure bene) primo, secondo, insalata e birra (e acqua) a fiumi. Si riparte. Mazara del Vallo, porto e flotta pescherecci gigantesca. Tre Case, Triscina; a Selinunte me sà che oggi non ce arrivamo; camping a Triscina e immancabile bevuta di fine tappa, sto giro è birra. Bagno, poi montiamo la tenda. Bel mare, spiaggia di sabbia. Autostop per la cena in paese (ci carica un autobus di linea per un breve tratto) poi bel pezzo a piedi. Cena in un posto dove va via la luce, ceniamo a lume de candela co na pizza non buonissima. Ritorno tutto a piedi su strada buia e stretta, senza marciapiedi, pericolosa, co le torce. Una macchina ci sfiora mentre sorpassa, nella direzione opposta alla nostra. Percorsi 90 km. Dall’inizio 340.

Domenica 20/08/2006. Niente sveglia, ci alziamo alle 8:30, bagno e si riparte. Stesso caldo del giorno prima, ma il vento ora è a favore, obiettivo Sciacca o forse un po de più. Scavi di Selinunte, visita lunga.

  

Sono le 15:00, spuntino fuori dall’area archeologica, ma non si può pedalare dal caldo; prima di ripartire Davide ha bisogno di fare un bagno, primi sintomi del quasi collasso che avrà a breve. Prime salite (bellissimo paesaggio, tra vigneti e vigneti all’infinito) e crollo (annunciato) per entrambi: se non troviamo da bere ce rimanemo secchi! Troviamo un ristorante chiuso ma con delle persone dentro: subito 3 litri d’acqua, 2 gelati e mezz’ora di sosta. Abbiamo rischiato una disidratazione! Si riparte alle 18:00 co na scorta di 4 litri d’acqua. Prosegue il paesaggio stupendo, sembra il Chianti, vigne, ulivi, agrumeti, terra rossa quasi a ridosso del mare, il trapanese è la provincia italiana con la maggiore superficie coltivata a vite. Si vede. Sciacca! Finalmente, ma sono le 19:30. Sentiamo Cosimo, un tipo che conosce Davide: lavora e vive dalle nostre parti, fa l’insegnante a un liceo, ma è di Sciacca e l’estate la passa qui. Lo chiama per salutarlo e eventualmente mangiare insieme. Poi cerchiamo i campeggi, ma non ce ne sono (uno ha chiuso, gli altri 2 sono dei residence, altri sono troppo lontani). Risentiamo Cosimo, ci invita a cena. Aspettiamo Caterina, sua compagna. Arriva con un macchinino 50 cc scoperto; la seguiamo fino a casa e ci ospitano pure per la notte. Mentre Davide smonta e porta su casa le bici, corro a comprare del vino. Va per tre bocce di rosso siciliano al bar. Doccia, barba, cena con Cosimo, Caterina, Antonia, Enza e un’altra che non me ricordo come se chiama, tutte amiche di Caterina e maestre elementari in Toscana; tornano in Sicilia per l’estate. Sorpresa: è il compleanno di Cosimo. Cosimo. Insegnante di educazione fisica a Maccarese, passione per la pesca, la vela, la musica, sui 50, pelato, pizzo, abbronzatissimo, fisico atletico. Gelato in centro, al pistacchio. Una settimana in Sicilia, otto giorni contando domenica 13. Percorsi 70 km. Dall’inizio 410. Al ritorno a casa si inviterà a cena. Promesso!

Lunedì 21/08/2006. Ci svegliamo sul presto, 7:30, soli dentro casa di Cosimo. Lo sentiamo al telefono e ci diamo appuntamento in piazza per colazione. Mega cornetti al forno con ricotta e na pagnotta piena de pomodori, capperi e alici per il pranzo. Saluti, passiamo a salutare anche Caterina al lavoro e via; ci sono 2 gallerie da percorrere per uscire da Sciacca e Cosimo ci “scorta” col suo macchinino. Vento a favore, colazione abbondante, ottime condizioni per pedalare. Oggi tutta statale, previste alcune gallerie. Un viadotto visto da lontano sembra impressionante. Dopo circa 35 km siamo a Eraclea Minoa. L’area archeologica comprende delle strutture intorno al teatro, protetto da una copertura per la friabilità della pietra. Il mare però è molto bello e ha tutta una fascia di pineta intorno. Pranzo e pennichella in pineta.

 

ore 15:00: si alza un vento improvviso, a favore. Si riparte, oggi scorta di acqua ghiacciata, sali minerali e pasto abbondante, non pesante. Sali scendi fino a Porto Empedocle. Piccolo camping, bello, 1/2 vuoto. Il padrone è un tipo sui 50, Lillo, parla quasi niente, ci sta subito simpatico, barba e capelli neri e lisci, secco, ma co un pò de panza, sguardo profondo. C’ha un canetto, Birillo, piccolo, che ce se piazza sulla tenda appena srotolata e vuole sempre giocà. Fine tappa, si brinda a birra. Per la sera Lillo ci consiglia un posto, la lampara, dove te portano quello che c’hanno. Subito vino bianco e gassosa, poi polpo e neonate (pescetti piccolissimi) fritte. Poi ti chiedono che pasta vuoi (c’hanno solo 3 tipi) e il secondo se lo vuoi fritto o arrosto. Grappa in centro. Percorsi 70 km. Dall’inizio 480.

Martedì 22/08/2006. Niente sveglia. Autobus fino alla Valle dei Templi. L’autista ci da delle dritte per comprare i ricambi (camere d’aria, kit luci) per le bici, ci sta un posto al Villaggio Mosè. Alla valle dei templi aspettiamo st’autobus per il villaggio Mosè, ma non passa. Dopo quasi un’ora de attesa decidiamo di entrare a visitare i Templi. Tutti in restauro, con i ponteggi.

  

Dentro l’area archeologica c’è un giardino molto bello gestito dal FAI, la custode offre ai visitatori dei fichi d’india. Visitiamo pure il museo archeologico, dove c’è la ricostruzione del tempio più grande della valle.

  

Pomeriggio mare a San Leone, ma ci stufiamo quasi subito e decidiamo di andare al villaggio Mosè per comprare i ricambi per le bici. Troviamo quasi tutto tranne le camere d’aria della nostra misura; per sicurezza ne compriamo due standard e delle bombolette di gonfia & ripara. Al ritorno dobbiamo prendere un autobus alle 20:00 fino alla valle dei Templi, dove alle 20:40 ne passa un altro per il campeggio. Ci sta traffico e passa alle 20:30, corre e riusciamo a prendere la coincidenza per pochi minuti. Cena al camping saltata perché è tardi, optiamo pe na trattoria vicina.

Mercoledì 23/08/2006. Sveglia alle 7:00, caffè e saluti a Lillo. Oggi parla un po’ (e ride pure), del suo cane. Alle 8:00 siamo a Porto Empedocle, abbondante colazione, puntiamo a Canicattì (300/400 m. slm), circa 30 km da percorrere, dove a 1/2 giorno (e poi alle tre) c’è un treno che passando per Gela porta a Ragusa, arrivo previsto alle 15:30 (quello delle tre arriva alle 18:30). Da Ragusa (300/400 m. slm) dovrebbe essere tutta discesa, circa 40 km per tornare sulla costa. Salita un pò tosta per arrivare a Favara, ultimo paese prima di Canicattì. Qui sbagliamo strada e prendiamo una super strada veloce dove sfrecciano come cornuti! Davide sfiorato da un tir s’incazza e dice di abbandonare sta strada, perderemo il treno, fa niente, si prenderà quello delle tre. Usciti dalla strada veloce un tipo ci indica una scorciatoia per prendere la strada meno trafficata ma senza ripassare a Favara. Sono le 11 e un quarto, proviamo a correre, forse ce la facciamo a prendere il treno di 1/2 giorno. Sono 20/30 km a velocità folle, passiamo per il centro di Canicattì contromano, lo attraversiamo tutto, in mezzo alle macchine, sul pavè, pezzi di salita ripida, arriviamo alla stazione co la lingua de fori, er core in gola e pulsazioni a tremila, e indovina come va a finire? Che siamo sul treno di 1/2 giorno, preso all’ultimo minuto. Qui un tipo ci offre delle pesche buonissime, gialle, buccia vellutata, e piccole come albicocche. Praticamente la prima parte del viaggio è andata, la parte ovest della Sicilia ce la siamo visitata, mancano la parte sud e est. A Gela cambiamo treno (sono dei regionali, quindi possiamo caricare le biciclette) e in poco tempo siamo a Ragusa. Bancomat e visita a Ragusa Ibla. Bellissima. Città sul tipo di Erice ma viva, ci sta un sacco di gente oltre ai turisti, sede di università, arroccata su na montagna. Un benzinaio a inizio paese ci fa lasciare le bici da lui, per poter visitare la città più agevolmente. Ci dice che Ragusa è un’isola nell’isola. Altra mentalità, ce dice. Spuntino a Ragusa Ibla. Puntiamo alla costa, circa 40 km, passando per Modica e Scicli, dovrebbe essere solo discesa. Non è così, dopo Ragusa si scende di quota subito e rapidamente, quindi si risale. Poco prima di Modica sbagliamo strada e ci facciamo un pezzo di salita seguendo le indicazioni per Modica superiore. Torniamo indietro e ci si presenta davanti Modica, bellissima, baciata dal sole che tramonta dietro le montagne, arroccata su due montagne. Per visitarla si dovrebbe scendere moltissimo e poi risalire. Sono le 18:30. Ci accontentiamo di qualche foto e riprendiamo subito per Scicli. Peccato.

  

Tutta discesa, passiamo su un viadotto altissimo, non riusciamo a guardare di sotto per quanto è alto. Passaggio veloce a Scicli, puntiamo alla costa. Ci consigliano Marina di Ragusa, ma dovremmo tornare indietro e optiamo per Sampieri. Sbagliamo di nuovo strada e praticamente siamo al tramonto co 10 km da percorrere. Via di corsa, altra volata, vento in poppa, e sole che ce tramonta alle spalle. Arriviamo al campeggio co l’ultimo raggio de sole, sono le otto passate. Giornata al limite, sempre di corsa. Brindisi a fine tappa con prosecco. Cena a un posto vicino, niente di speciale. Percorsi 100 km. Dall’inizio 580.

Giovedì 24/08/2006. Mi alzo alle 8:00, vo al bar e telefono a Pina, mia capa ufficio, per prolungare le ferie. Ok, si può fare. Mi raggiunge Davide, colazione e bagno. Si parte alle 10:30, ovviamente col vento a favore. Pozzalo, spuntino. Pachino, spuntino. Portopalo di Capo Passero, paese più a sud della Sicilia. Strade in ripida pendenza, ortogonali, sembra San Francisco. Cambio direzione, ora si va a nord.

  

Bagno dopo Portopalo, mare bellissimo, forse il migliore visto. Per uscire da un paese (Marzamemi) facciamo un tratto di 5 km in salita con vento forte contrario, che sfasciano Davide. Poco prima di Avola ci fermiamo per riprenderci. Frutta, acqua, sali minerali e si riparte. Cambiamo meta, non più Avola ma Noto; si entra in città (centro storico) passando sotto un arco e un viale alberato praticamente coperto dai rami degli alberi. Città fantastica, barocca, c’è l’ostello e allora si ri-dorme su un letto. Sosta e panini (ci volevano!) al bar “amici del pedale”. Chiediamo dov’è l’ostello. Ci piazziamo in ostello (la sera c’è una dance-hall reggae) e conosciamo Stefano, toscano, in giro a piedi co lo zaino. Poi Salvatore e Domenico, a Noto per un corso di perfezionamento musicale, uno suona il baso tuba e l’altro il clarinetto, c’avranno vent’anni. Si scende, si mangia (male, ma abbondante), si decide di andare a Modica il mattino seguente con l’autobus e il pomeriggio ripartire. Serata in piazza con concertino jazz. Ho mangiato troppo. Al concerto me abbiocco ripetutamente sulla sedia. Percorsi 80 km. Dall’inizio 660.

Venerdì 25/08/2006. Modica con autobus, cioccolata, giro in città, spuntino e ritorno a Noto.

  

Si riparte. Avola. Vento a favore. Si spacca un raggio, ruota posteriore, lato pignoni, il peggiore. Smonta tutto, cambio e via, la riparazione sembra buona, ruota quasi dritta. Verso Siracusa. Chiediamo a un tipo sui 50, Domenico, che ci dice che il camping è fuori città, lui c’ha un B & B ma non ha posto. Però ci farebbe montare la tenda in giardino. Ok, si fa. Praticamente anche lui è fuori dalla città, si trova in località Isola/Maddalena (ma con un battellino si può raggiungere l’isola di Ortigia). Praticamente Siracusa sorge sulla punta settentrionale di un golfo, mentre noi ci troviamo sulla punta meridionale. Doccia col tubo nel giardino di Domenico e cena vicino all’imbarcadero per Ortigia: se mangiamo al volo si può passare un’oretta a Siracusa, prendendo con il battello. Sarà impossibile, finiamo di mangiare a 1/2 notte. Ci sfondiamo, paghiamo pure un po’ ma finalmente una bella cena, all’Ostrica Park, molto alla mano nonostante il nome altisonante. Ci mangiamo tutto, dall’antipasto al dolce. Mentre aspettiamo il tavolo Davide mi presenta due suoi amici (appena conosciuti), sui 70, Vincenzo (mandolino) e Nunzio (chitarra), du monumenti siculi, suonano tanghi, temi famosi, da paura! Vincenzo è mancino e suona il mandolino al contrario, ma senza invertire le corde, incredibile! Davide medita sul fatto che la prossima volta se deve portà na fisarmonica piccoletta. Percorsi 70 km. Dall’inizio 730.

 

Sabato 26/08/2006. Mi sveglio presto. Salutiamo Domenico e ci racconta che lavora (attualmente è sotto infortunio da qualche anno) per la regina, cioè per una compagnia petrolifera olandese, porta le gru che montano le piattaforme per l’estrazione del petrolio. 5 anni di corso e 2 di tirocinio affiancato prima di mettergli in mano la gru gigantesca, 2.500 tonnellate. Ha girato il mondo, moglie danese, ha fatto i soldi a palate, conosce 2-3 lingue, mo c’ha sto B & B. Si riparte. Battello per Ortigia. Colazione da Corsino, conosciamo Delfo, autista e attore teatrale, chiacchiera na cifra! Duomo, splendido, dentro c’è un tempio greco, fonte aretusa, castello Maniace (fatto sotto Federico II, dentro c’è na copia della decollazione del Battista di Caravaggio, sopra un altare dei Cavalieri di Malta). Poi Siracusa: parco latomie, orecchio di Dionisio, teatro e anfiteatro. Si mangia a un bar, telefono a Pio, un grande ciclista di Fiumicino. Sta a Augusta. Appuntamento tra 2-3 ore. Fino a Augusta è tutta una zona industriale, co na puzza micidiale in alcuni tratti. Incontriamo Pio verso le 17:00, granita, consigli e un pacco di Gran cereale. Si riparte, puntiamo Catania, si corre, stiamo al camping alle 19:00, zona balneare La Plaia, vicino all’aeroporto. Fine tappa a birra, siamo sulla sabbia, ottimo, anche se gli aerei che passano ci ricordano le nostre parti…. Catania in autobus, centro, cena a un pub e passeggiata con gelato. Rincontriamo Stefano, conosciuto all’ostello di Noto e scopriamo che pure a Catania c’è l’ostello, proprio in centro, ci avrebbe fatto comodo per la sera; infatti dobbiamo tornare al camping co l’ultimo autobus (23:30), mentre la città comincia a animarsi. Pare che a Catania ci sia una bella vita notturna. Peccato. Decidiamo di tornare al campeggio. Opzione 2: torniamo più tardi con un taxi, ma non se fa. Percorsi 80 km. Dall’inizio 810.

Domenica 27/08/2006. Bagno e partenza. Visita di Catania, Duomo, convento e castello. Tutto chiuso. Pazienza. Mangiamo (un pò troppo, ci peserà più tardi) appena fuori Catania. Puntiamo Taormina. si annuvola, vento contrario. Aci Castello, Aci Trezza, Aci Reale. A Riposto mega granita.

  

L’Etna appare imponente, domani volevamo salire, ma co sti nuvoloni non so se sarà il caso. Vedremo. Taormina sta in alto, allora decidiamo di fermarci a Giardini Naxos, ma non ci stanno campeggi. Si prosegue, sali scendi fino a Letojanni. Al campeggio arriviamo co l’ultimo raggio de sole (come al solito).

 

Cena così così al paese, tempo ancora un po’ schifoso, per domani ci vorrebbe un po’ di vento che spazzi via le nuvole. Arriva puntuale di notte insieme a un pò di pioggia. Percorsi 70 km. Dall’inizio 880.

Lunedì 28/08/2006. Nuvole sparite, si scala l’Etna. Si torna indietro sulla strada di ieri, circa 15 km fino a Fiumefreddo di Sicilia. Poi 10 km fino a Piedimonte etneo (350 m slm) e Linguaglossa (500 m slm). Rifornimento e via per la scalata, 20/30 km fino ai 1.800 m slm del rifugio di Piana Provenzana.

  

Al rifugio conosciamo Ignazio (il sabato successivo in onda su tg2 dossier) gestore di un albergo ristorante distrutto dalla lava del 2002, insieme a tutte le strutture che stavano lì. Si voleva passare per le gole dell’Alcantara, ma sembra che non sia tutta discesa, quindi si cambia programma: si torna al camping e ci si riposa, magari co un bagno. Si scende, sono le quattro, non si pedala mai per 3/4 d’ora boni, a 40 km orari! Fa freddo a scendere e usiamo pure i k-way per ripararci dal vento. Siamo cotti, la salita ci ha massacrato, ma anche i quasi mille km percorsi dall’inizio, il nostro viaggio si conclude praticamente qui. Al mare si brinda: prosecco e patatine. Percorsi 90 km. Dall’inizio 970.

  

Epilogo.

Martedì 29/08/2006. Mi sveglio presto e me vado a fa er bagno. Nuvoloni riappaiono. Si riparte, si torna a casa. Vento a favore, ma siamo ancora stanchi di ieri. Colazione a Letojanni e sosta pranzo a Alì Terme. Messina. Museo, Caravaggio e Antonello da Messina. Dolci per casa e pe l’amici. Panini per il viaggio. Superati i mille km co i 50 percorsi oggi. Traghetto per Villa San Giovanni al tramonto, poi treno verso le 23:00. Da incubo! E’ n’espresso, non ci hanno potuto fare la prenotazione, le bici le smontiamo e le leghiamo sul vano porta-valige di uno scompartimento vuoto. Manco finimo de asciugasse er sudore e cambiasse che arrivano i legittimi prenotati. Slega tutto e rilega nello scompartimento vicino, dove du ragazzi (siciliani che lavorano a Roma) hanno la prenotazione (ma solo per due posti) e ci invitano a sistemarci lì con loro e con un’altra ragazza che non ha la prenotazione manco lei. Dopo un paio di ore arrivano i prenotati dei restanti 4 posti co certe valige enormi. Ci accordiamo per slegare una sola bici, che finisce nel corridoio, insieme a noi. Si legge. Verso le 4:00 troviamo 2 posti decenti per farci un po’ de sonno…. Se sfascia er treno…. Non ce credo! Rislega tutto, scendi dal treno, cambia binario, aspetta un regionale. Questo almeno porta le bici nella vettura de testa, quella del capotreno. Ci sdraiamo e ci addormentiamo per terra co n’attimo. ROMA TERMINI! Sono le 9:00 di Mercoledì 30/09/2006, si montano le bici e colazione da Dagnino, pasticceria siciliana, me pare giusto. Si torna! Cristoforo Colombo, Ostia. A casa. Altri 40 km percorsi, per un totale de 1.060 km. Quanno ce tornamo in Sicilia? Dovemo vedè delle cose che abbiamo saltato, ripassà a qualche posto…….

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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