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30.07.2008 web stats Feed RSS
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Il governo del fare... danni

Socialmente pericolo. No, non è l'allarmante definizione affibbiata all'ennesimo latitante sfuggito alla cattura, ma l'unica, vera cifra distintiva del IV° governo Berlusconi. La prova? Passiamo in rapida rassegna, alcuni recenti casi eclatanti.

Partiamo dalla vicenda "kafkiana" sulla norma ribattezzata anti-precari: i sindacati protestano, la Confindustria approva, il governo fa il pesce in barile e scarica le responsabilità sulla maggioranza parlamentare che pure lo sostiene. Il provvedimento, inserito nella manovra economica preclude ai lavoratori precari la possibilità di ottenere dal magistrato la stabilizzazione del rapporto di lavoro. Si tratta, in sostanza, di una sanatoria a favore di tutte quelle imprese, che negli anni hanno formato enormi sacche di precariato. Come dire: al danno (il lavoro precario) si aggiunge pure la beffa (il licenziamento).

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Allo stesso tempo, rischiano di non passarsela meglio tutti quegli anziani che vivono del solo assegno sociale. Meno di 400 Euro mensili. Infatti, grazie al solito emendamento della maggioranza, che volutamente ha puntato a colpire i lavoratori extracomunitari, per avere titolo all'assegno sociale gli aventi diritto (tutti: gli italiani e gli stranieri) dovranno dimostrare oltre ai consueti requisiti d'età e di reddito anche la sussistenza del soggiorno legale e di 10 anni di lavoro continuativo coperto da contribuzione nel territorio nazionale. Una norma tanto aberrante quanto odiosa. Fondata su un principio iniquo e palesemente discriminatorio.

A proposito degli stranieri. Per il Consiglio d'Europa, l'Italia viola i diritti umani. Le conclusioni del rapporto presentato dal commissario dell'Ue Hammarberg sono inequivocabili. "Le misure attuate in Italia non tengono conto dei diritti umani e potrebbero fomentare altri episodi xenofobi". Meno male che con questo governo la nostra credibilità internazionale sarebbe tornata a crescere...

Vi ricordate, poi, di Alitalia? Allora ricorderete pure che in campagna elettorale fu decisiva l'interferenza di Berlusconi per far saltare l'accordo con Air France. Oggi, dopo uno stanziamento pubblico (cioè pagato con i nostri soldi) a fondo perduto di 300 milioni di Euro, siamo ancora in alto mare. Il governo dice - ormai da tre mesi - che a breve si troverà una soluzione. Sarà davvero così? Probabile, specie se le condizioni sono quelle anticipate da alcuni giornali. Ridimensionamento a sostanziale vettore regionale della nostra compagnia di bandiera. Fusione con Air One (e con il suo non irrilevante debito). Esubero di almeno 5.000 unità lavorative (licenziamenti, Cig e prepensionamenti). Infine, concessione a tutti "i capitani coraggiosi" che vorranno partecipare con le loro "fiche" a questo gran Casinò, della garanzia che i debiti pregressi non ricadranno su di loro. Se ne farà carico, al solito, lo Stato!

E che dire del ministro Brunetta? La grancassa mediatica sostiene che ha dichiarato guerra agli assenteisti e ai fannulloni. E' davvero così? Finora, a tre mesi dall'insediamento del governo, non è stato presentato alcun decreto o disegno di legge a tal riguardo. Sono state inviate solo circolari ministeriali che attuano leggi già vigenti. Eppure, il ministro non esita a parlare di svolta epocale. E lo fa presentando tanto di dati e di statistiche. Controlliamole. Brunetta ha annunciato tutto trionfante che a giugno è calato l'assenteismo tra i dipendenti pubblici. I dati presentati riguardano solo 27 amministrazioni. Sapete quanti sono gli enti ministeriali, regionali, provinciali, comunali ecc. dello Stato e del para-stato? Quasi 10.000. Sì, avete letto bene. L'inversione sarebbe segnata dai dati riguardanti 27 enti su 10.000! Ovvero un campione che rappresenta meno dello 0,3%. Quì siamo ben oltre la fantasia al potere. Siamo alla farsa.

Dulcis in fundo, voglio ricordare che dalla prossima settimana la nostra sicurezza sarà assicurata dall'impiego di ben 3.000 soldati nelle strade di alcune grandi città. Finalmente. Sarà così evidente a tutti come non esisteranno più differenze tra il nostro paese e una qualsiasi repubblica delle banane. Il governo, però, sa bene che restiamo ancora un paese a forte vocazione turistica. Perciò, si è raccomandato soprattutto "discrezione". Del resto come dimenticare l'instancabile opera, in particolare del nostro premier, a favore del consolidamento nel mondo di tutti gli stereotipi e dei luoghi comuni sull'italian job?

Cogito, ergo sum (penso, dunque sono) recitava Cartesio, nella sua Principia philosophie, di fronte all'unica certezza che emerge tra innumerevoli dubbi. La certezza, oggi, resta sempre la stessa. L'inaffidabilità e l'incapacità di questo governo. La stessa certezza che portò, a suo tempo, L'Economist a titolare (potenza e semplicità dell'inglese) Unfit to lead (inadeguato a governare). Again.


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Ci sono 5 commenti all'articolo

XXX scrive: Bel post

Verrà senz'altro utile sotto l'ombrellone ricordare i disastri di questo governo che poi cadranno, uno ad uno, sulle nostre teste al ritorno dopo la pausa estiva... :.[

communitas2002 scrive: IL GOVERNO DELL'ODIO E DELLA PAURA

A soli tre mesi dal'insediamento del governo della destra, l'Italia e' cambiata, ed e' cambiata in peggio. Quello che si intuisce a chiare lettere nelle intenzioni, neanche tanto nascoste del governo, e' la volonta', frutto della visione reazionaria del paese, di schiacciare la parte piu'debole dei cittadini. Quello che si legge nei giornali fiancheggiatori del governo, nei fondi dei giornalisti compiacenti e di quelli cerchiobottisti, e'la paura ed in molti casi l'odio. La paura dei diversi... - comunitas2002

antonio scrive: ancora?!

ancora siamo qui a indignarci e a soffrire? ma basta!!!! bisogna capire che gli Italiani hanno quello che meritano"piaciuta la bici? allora pedala!". io quasi mi rallegro che gli italiani lo stanno beccando in quel posto, puo' essere che finalmente questo popolo di coglioni (come apostrofo' il nostro grandepuffo gli elettori di sinistra!) si svegli dal sonno inizi a ragionare con la propria testa senza farsi imbottire dalle schiere di giornalisti leccac..o del puffo, e se non dovesse essere, beh, dalle mie parti si dice "mort' m'baranz e'¨ meza festa" se qualcuno non capisce cosa significa autorizzo leftorium a fornirgli la mia mail per eventuali spiegazioni! ALOAH

davide scrive: L' opposizione del "non" fare

Visti i primi passi del Berlusconi IV e dei danni che ha fa nei confronti della societa', mi scappa un confronto. Il governo Prodi attuò una serie di misure tese a liberalizzare e rendere piu' trasparente alcune categorie sociali ormai ridotte a lobby. In primis farmacie e tassisti. Poi categorie come gli avvocati che tanto guadagnano, nulla dichiarano e non permettono ai giovani di emergere. In totale poche migliaia di professionisti ricconi. Oggi Berlusconi colpisce 850000 anziani, milioni di giovani precari e quindi milioni di famiglie. Ma i tg, i giornali sembrano non preoccuparsene. Ma la reazione dell' opposizione è diversa da allora. Due anni fa Fini capeggio la rivolta dei tassisti a Roma e Napoli, Mentre Berlusconi e c. davano voce alla parte più malata d' Italia, gli evasori. Oggi l' opposizione rifiuta di votare in aula queste scelte, nel frattempo il presidente della camera Fini finge di voler una ligislatura costituente per le riforme. Il cdx è s empre lo stesso imbroglione, da una parte si impegna a ... fare nulla, dall' altra fa del male. In mezzo c'è l'opposizione cosciente di quello che accade ma incosciente per quello che non fa.

Leftorium (ADM) scrive: detti e proverbi @ antonio

Io conosco un detto napoletano analogo, anche se un po' meno truce: "Quanno e' pe' tutti e' miezo pagato". Il risultato pero' non cambia. Finisce sempre in quel posto... :-(

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