CATAPANO CURAZIA DI VITO

 

 

 

Qui di seguito riportiamo alcune "Pillole di Storia" tratte dal Catapano della Curazia di Vito, raccolte da Mons. Leonardo Zanier nei primi anni del '900. Si tratta della trascrizione di documenti storici originali, religiosi e profani, riguardanti la Pieve d'Asio e le sue Ville. L'arco temporale cui fa riferimento va dal 1493 al 1867.

 

 

 

Particolare dal "Disegno visuale" su strade ville casali e montagne della Pieve d'Asio (1748).

 

 

1493.

Notum et manifestum omnibus fidelibus qualiter in decto Millesimo condita fuit Ecclesia S.cti Michaelis de Vito (..)

 

 

1495.

Die 23 novembris combustum fuit Rus Vitti, salvis saltem septem dominibus (..)

 

 

1527.

Si trovava cerase madure et fighi boni li 3 d'aprile. (..) Fu si grande carestia che fu fatto pane di vidi et radici di felleto et morì nella Pieve passa 500 persone.

 

 

1533.

Item che in detto anno fu fabricata la Chiesa di S. Martino Pieve d'Asio.

 

 

1628.

In detto anno si fece la Sagrestia di questa V. Cha.

 

 

1629.

27 maggio. In detto anno fu carestia grande che la maggior parte della campagna restò incolta, et le vidi senza bruscare. Essendo morti dalla necessità circa 61 persone, et molti andati a star a Venezia et disfatto casa, de'quali s'ha havuto relatione che sono morti n. 35.

 

 

1633.

(..) Piovè tutto il mese di giugno continuamente con venti grandi e con freddi ed in diversi luoghi fu tempesta. (..) Il giorno della commemorazione di S. Paolo la note fu qui in S. Vito d'Asio un vento si terribile e spaventoso che temevano le persone di dover morire. Scoperte assai case (..) e rovinò le vidi (..)

 

 

1641.

29 agosto. Il giorno della decolazione di S. Gio:batta fu si orida tempesta che lavò ogni cosa che a memoria d'uomini non s'è sentuta dire una maggiore, che faceva orore et spavento, nel qual giorno fu fatto voto in Comune di far festa.

 

 

1648.

Fu l'estate tutto pioggia, et vento che non si poté seccare li fieni, solo al coperto, ma andò di male nonostante.

 

 

1649.

16 giugno. Continuò l'istessi tempi piovosi con diluvij, a segno tale che si dubitava di grande carestia. (..) 1649. Fu anco carestia ma non si grande che quella del 1629.

 

 

1660.

13 febro. Nota memorabile, et lacrimabile ove si abbruggiò la Villa d'Anduins, ecettuato tre sole famiglie et anco queste patirono.

 

 

1664.

Si slavinò il Monte chiamato Livinet con rovina di tutti li beni di Zuane qm Simon Guerra, cioè 2 case da coppo, 3 molini et 2 stalle per 2.mille ducati e a altri per ducati 700.

 

 

1707.

In detto anno tempesta et in Campeis non lasciò niente, et era l'està un giorno caldo et l'altro freddo, con tempi che minacciavano rovine et non fu in detto anno nessune pome (..)

 

 

1708.

Fu anno non troppo tristo mentre in tutto l'inverno non fu alcun freddo né pure un ghiaccio, et dal primo di marzo erano in fiore le cerase (..)

 

 

1709.

Fu l'inverno molto rigido che si ghiaciava il vino nella botte (..)

 

 

1711.

Fu grande mortalità d'animali eccetto che quivi in questi contorni (..)

 

 

1714.

Sopra quest'anno discorrendo notto esservi stato tutto l'anno molto vario a segno che principiando da S. Martino stete mezzo anno senza piovere. (..) Il 21 di maggio fu un'orribile tempesta che rovinò dolorosamente tutti li Baiarzi nostri da mezzo in qui delli luochi, et massime Cassiado e Bolson.

 

 

1716.

Fu anno molto raro, inverno sempre rigidissimo. Nella Cargna nevi mai più patite in quella quantità e durezza, pioggie precipitose per cursum nel principio et poi dopo fu provato un secco grandissimo et ne la monte non potevano tenire li animali per non haver acqua d'abbeverarli (..). Et li prati restarono sempre così aridi che alli 8 di maggio a pena si vedeva in qualche loco venir fuora la herba (..), con freddo che obligava vestirsi di pelli e portar manizza. (..)

 

 

1719.

(..) Fu l'estate molto seco in queste vicinanze, che dal mese di giugno non piove sino a settembre, et causò molto danno, né vi furono ravi in questo paese né altre pome, che castagne. Sia notto che l'anno 1718 passato si terminò il campanile, et l'anno 1719 si principiò a redificar la Chiesa ad L.D.M.

 

 

1720.

Fu inverno sutto et primavera rigida. Alli 16 di marzo nevigò un palmo e mezzo (..). Alli 26 marzo replicò la neve in altezza di due palmi et ghiacciò, durando il freddo sino aprile (..)

 

 

1721.

Fu quest'inverno moderatissimo nel freddo con poca neve. L'inverno continuò mediocre sino al febraro che fu rigidissimo per il freddo, et venti. Fu mercato abbondante di biave. (..) Fu però il mese di aprile caldo che a mezzo del mese tutto era fiorito; et poi tutto maggio fece pioggia. A settembre le furon le vendemmie così scarse di vini che non si fece né meno la 3 parte in questi contorni (..)

 

 

1722.

Fu l'inverno caldo, primavera temporiva che alli ultimi mesi di marzo era fiorito, ma l'aprile fu freddo, l'estate caldo et ventoso; cadè spesse volte tempesta che rovinò in diversi luoghi (..)

 

 

1723.

In quest'anno fu l'inverno temperato et sutto. Il febraro il freddo si fece sentire in estremo. La primavera si fece sentire vaga, non essendo interrotta da alcun accidente solo che priva di humido che causo un secco straordinario, a segno che restò secco il pozzo sopra la monte, havendo provisti li animali per tutto il mese di maggio d'acqua con la condotta sopra mulli, et si secarono molte fontane, et fu generale nel Friuli che durò sino li 5 giugno (..)

 

 

1724.

Fu l'invernata bonissima anzi molto temperata. Il febraro freddo et marzo et aprile pessimi di pioggia, tempesta, venti et intemperie. Particolarmente alli 12 aprile fu un palmo di tempesta che dissipò gli ochietti delle vidi, ritardando la primavera che non era fiorito né frondito, sino li primi maggio che seguì tempo bonissimo. L'agosto fu secco universale per tutto il Friuli, et anco il settembre (..) Li vini furono squisiti, et dolci (..)

 

 

 

 Continua

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