IL MISTERIOSO QUARTO AEREO: IL VOLO UA-93

 

Uno dei punti più oscuri (e più sconosciuti) della versione ufficiale sull'11 settembre riguarda il volo UA-93 (il quarto aereo dirottato che avrebbe dovuto schiantarsi sulla Casa Bianca e che invece ufficialmente è precipitato in Pennsylvania), e che cosa gli sia davvero accaduto.

Ci hanno raccontato che il volo è partito alle 8:01 da Newark, è stato dirottato sopra Cleveland alle 9:40, ed è poi precipitato in Pennsylvania alle 10:10 o alle 10 in punto (le fonti sono discordanti sull'ora precisa) ad opera dei coraggiosi passeggeri insorti contro i dirottatori.

Appare innanzitutto assurdo, se si guarda il percorso compiuto dall'aereo, che, con tutta l'America che ormai aveva capito di essere sotto attacco alle 9:00 e le Torri che già erano state colpite, i dirottatori abbiano deciso di non dirottare subito l'aereo, ma di aspettare altri 40 minuti e di farsi intanto un giretto di 1500 Km fuori rotta, arrivando fino in Ohio, invece di puntare dritti verso Washington e sperare di fare in tempo prima di venire intercettati.

Ed appare ancora più assurdo che la difesa aerea non sia stato in grado di intercettare l'aereo, pur essendo in stato di massima allerta in vista di possibili altri attentati. E dire che in quella zona è PIENO di basi dell'aeronautica militare.

Ci hanno detto, inoltre, che i passeggeri hanno telefonato a casa per informare i parenti del fatto che erano stati dirottati, hanno detto loro che avevano intenzione di far precipitare l'aereo per evitare di fare altre vittime, e si sono poi ribellati ai dirottatori, li hanno sopraffatti, e hanno fatto schiantare l'aereo in una zona disabitata della Pennsylvania.

In tutta questa storia, i punti oscuri, illogici o proprio impossibili sono molti. Vediamoli.

LE IMPOSSIBILI TELEFONATE DAGLI AEREI

La versione ufficiale vuole che i dirottatori abbiano ordinato ai passeggeri di telefonare a casa per informare i parenti del fatto che erano stati dirottati. Tralasciando l'assurdità della cosa (perchè mai i dirottatori avrebbero dovuto farlo?) e le varie incongruenze nelle telefonate che vedremo in seguito, questo è semplicemente impossibile per semplici e indiscutibili ragioni tecniche (la spiegazione seguente è tratta da www.luogocomune.net).

Il problema non sta tanto nell'altezza, ma nella velocità dell'aereo. Anche volendo pensare che un telefonino abbia la potenza sufficiente per trasmettere da 8.000 metri di quota - ed alcuni in effetti ce l'hanno - rimane il problema della distribuzione sul territorio delle antenne riceventi.

A differenza dell'Europa, che usa un sistema di ricezione molto più omogeneo, nelle grandi città americane le varie compagnie telefoniche, in concorrenza spietata fra loro, dispongono ciascuna di un sistema indipendente di antenne riceventi, disposte in modo da coprire l'intero perimetro cittadino.

Ma quando si passa alle grandi zone rurali - e l'America "è" grande - non ci si può certo permettere, per ciascuna compagnia, un sistema che possa seguire l'utente dovunque voglia andare. Nella maggioranza delle zone rurali, inoltre, vi sono raramente due antenne che siano in grado di raccogliere contemporaneamente il segnale di uno stesso utente.

Ecco allora che scatta il "roaming" (letteralmente, "scorrazzare"), un servizio a supplemento col quale tu trasmetti un segnale che è ora ricevibile da qualunque antenna di qualunque compagnia locale sotto il cui ombrello tu ti trovi. Sarà quella compagnia, quando riceve il segnale, a decodificare la tua, per poterle poi mandare il conto della telefonata che sta per farti fare, col dovuto supplemento.

Ecco (a sinistra) una mappa della copertura che offre la Verizon, una delle compagnie più importanti, sul territorio nazionale.
Quelli in bianco sono definiti "roaming markets", cioè zone in cui è necessario usufruire del roaming per poter chiamare da un cellulare della loro compagnia.

Sembrerebbe, a prima vista, una copertura ottima. Ma in realtà ecco (a destra) come appare, più da vicino, la mappa dettagliata della zona che sopra è cerchiata in rosso, al confine fra California e Nevada.

(Ovviamente altre compagnie, non indicate dalla mappa della Verizon, si occuperanno di coprire le zone bianche).

Sotto vedete ancora due mappe di copertura del territorio americano
di due diverse società, la TMobile e la Voicestream.

Nonostante la complessità, il sistema sembra funzionare abbastanza bene, anche se presenta, per le eventuali chiamate dall'aereo, un problema quasi insormontabile: vista la procedura di decodifica necessaria, il tempo che passa tra quando si  preme "chiama" a quando si inizia a parlare con l'altra persona è di circa 30 secondi. Niente di grave, in realtà, non fosse per il fatto che si sta viaggiando a 800 Km all'ora, e in quei 30 secondi si è fatto in tempo ad uscire dall'ombrello di una antenna per entrare in quello della successiva. Che però non è più della stessa compagnia, e quindi non è in grado di rilevare la telefonata già in corso. Bisognerebbe allora rifare il numero da quella posizione, attendere la nuova procedura di decodifica, e ricominciare a parlare. Ma nel frattempo sei entrato nella zona di un'altra compagnia ancora e devi rifare tutto da capo, e così via.

L'unico modo per riuscire a parlare con qualcuno, da un aereo che voli su quelle zone, è di andare dal capitano e chiedergli se per favore può girare un po' in tondo, prima di riprendere la rotta.

Inoltre, nel periodo in cui sarebbero avvenute le telefonate dal cielo (quasi tutte fra le 9.20 e le 10.10), tutta l'America era letteralmente attaccata al telefono, di qualunque tipo fosse. Tutti cercavano tutti, tutti volevano sapere qualcosa di tutti. La congestione del sistema era iniziata già alle 9 del mattino, dopo l'impatto nella seconda Torre, ed è durata almeno fino a dopo mezzogiorno. Trovare quindi ripetutamente le linee libere, con le difficoltà tecniche già descritte, e proprio nel momento di massima congestione del traffico telefonico, sarebbe stato veramente difficile per chiunque.

 

LE STRANEZZE NELLE TELEFONATE

Ma ammettiamo pure che quel giorno un miracolo divino abbia permesso ai passeggeri di telefonare dall'aereo a casa. Restano comunque alcune incongruenze inspiegabili nei resoconti ufficiali delle telefonate.

Come la telefonata di una passeggera che racconta alla madre che i terroristi hanno ordinato a tutti di chiamare a casa, per poi chiudere in fretta e furia la chiamata perchè "stava per essere scoperta mentre parlava al telefono".

C'è poi il caso di un tale di nome Mark Bingham che telefona alla madre e le dice, testuali parole: "Pronto, mamma? Sono Mark Bingham". Quando mai ci si presenta alla propria madre con nome e cognome? A meno che la madre non abbia due o tre figli tutti di nome "Mark" e ognuno con un cognome diverso, è una cosa assurda. Chiunque direbbe: "Pronto, mamma? Sono io", oppure al limite: "Pronto, mamma? Sono Mark", ma di sicuro nessuno si qualificherebbe con la propria madre usando nome e cognome. Mancava solo che dicesse il numero di matricola.

E' anche strano, inoltre, il fatto che tutti i passeggeri si siano messi d'accordo (come ci sono riusciti, poi, con i dirottatori che li sorvegliavano è un mistero) per suicidarsi tutti insieme, come hanno raccontato molti alle proprie famiglie per telefono, invece di tentare di attuare un atterraggio d'emergenza o fare qualunque altro tentativo di salvarsi la pelle. Verrebbe spontaneo pensare che in situazioni di emergenza come questa, dove la morte è l'unica alternativa, almeno si provi a salvarsi, magari telefonando all'aeronautica (visto che sono riusciti a telefonare a casa) e facendosi dire per telefono quali tasti premere e quali leve tirare per far atterrare l'aereo, impostare il pilota automatico, o dirigersi verso il mare per limitare i danni. Ma loro no. Hanno deciso di morire in un atto di eroismo portando con loro i dirottatori, senza cercare in nessun modo di sopravvivere, e guai a chi li ferma.

 

GLI IMPROBABILI RITROVAMENTI

Ecco gli oggetti che (ufficialmente) sarebbero sopravvissuti allo schianto e all'esplosione del volo UA-93 al suolo, e che sarebbero stati poi ritrovati sul luogo dell'impatto:

Documento ritrovato sul luogo dello schianto. (Fonte) Effetti personali della hostess CeeCee Lyles. (Fonte)


Bandana di un dirottatore ritrovata sul luogo dell'impatto. (Fonte) Patente del passeggero John Talignani. (Fonte)

Questi oggetti (tutti di materiali fragili e infiammabili come plastica, stoffa e addirittura carta), vi sembrano passati attraverso uno schianto aereo e l'esplosione di 30 tonnellate di kerosene?
Siamo seri. Un accendino li avrebbe danneggiati di più.

Ecco inoltre le lettere che incriminano i 19 dirottatori (suicidi ma non troppo), trovate nell'auto presa a noleggio dai dirottatori, nella valigia del capo dei terroristi Mohamed Atta (a proposito della valigia di Atta, leggete qui), e infine sul luogo dello schianto del volo UA-93 (Fonte: FBI):

Ecco tutte e 4 le lettere messe a confronto (cliccate per ingrandire):

        

Sapreste dire quale lettera tra queste è quella ritrovata sul luogo dello schianto del volo UA-93?

Coraggio, non dovrebbe essere difficile. Gli schianti aerei e le esplosioni di decine di tonnellate di carburante tendono a lasciare il segno su semplici fogli di carta.
La lettera dovrebbe infatti essere carbonizzata, o perlomeno annerita e bruciacchiata.
E invece è in condizioni perfette, nemmeno spiegazzata, pronta per essere usata come prova della colpevolezza dei dirottatori.
Che fortuna.

 

PRECIPITATO AL SUOLO O ABBATTUTO IN VOLO?

Un'altra stranezza che ha sollevato molti dubbi riguardo questa vicenda, è poi il fatto che sono stati trovati rottami dell'aereo e resti umani sparsi in un raggio di 13 Km dal punto dove, secondo la versione ufficiale, sarebbe precipitato.

Come è possibile che un aereo che si schianta al suolo spedisca rottami a 13 Km di distanza?!


Le testimonianze di abitanti vicino al luogo dell'impatto, inoltre, sembrano escludere completamente l'ipotesi che un aereo da 100 tonnellate si sia schiantato al suolo dove dicono che sarebbe successo.

Innanzitutto, nel punto d'impatto c'è solo una buca annerita larga pochi metri (7 al massimo), al cui interno sono stati trovati pochissimi rottami della misura di 20, 30 cm al massimo che potrebbero tranquillamente provenire da un motorino o da un frigorifero.

Ernie Stuhl, il sindaco della città di Shanksville vicinissima al punto d'impatto, è stato uno dei primissimi ad arrivare sul luogo dello schianto, ed ha testimoniato che "Non c'era nessun aereo lì".

Dennis Rodney, il direttore del giornale locale, ha confermato che non c'era nessuna traccia di qualcosa di vagamente simile ad un aereo da 100 tonnellate lungo 50 metri.

Ecco un'animazione in flash presa da un servizio giornalistico in elicottero che mostra la buca al suolo. Si vede chiaramente che non c'è traccia di nessun aereo, nè grande nè piccolo. Nemmeno un frammento, niente:


Purtroppo esistono pochissime foto del luogo dell'impatto, perchè i giornalisti, nonostante siano arrivati in pochissimi minuti, hanno trovato tutta la zona già recintata dai nastri dell'FBI (che rapidità! come se fossero stati pronti già in anticipo..) e non è stato loro permesso avvicinarsi più di tanto.
Ecco le foto migliori a nostra disposizione (cliccate sulle foto per ingrandirle):

           


            
 

QUESTA QUI SOTTO E' UNA FOTO SCATTATA DALL'ALTO AD ALTA RISOLUZIONE (230 KB) DELLA BUCA.
LA ZONA SI VEDE PIU' CHE NITIDAMENTE, EPPURE NON C'E' TRACCIA DI ROTTAMI DEGNI DI TALE NOME.
CONTROLLATE VOI STESSI. CLICCANDO SULLA FOTO LA SI PUO' VEDERE A DIMENSIONI NATURALI.

Riuscite a trovare, in una qualsiasi di queste foto, un frammento riconoscibile del volo UA-93? Un rottame qualsiasi che sia più grande di 30 centimetri? Un frammento qualunque delle 80 tonnellate di ali, coda, carrello, fusoliera, finestrini, cavi, tubature, motori, sedili, bagagli o passeggeri?
Io no.
(Tengo a precisare che queste foto sono state scattate subito dopo l'impatto, e quindi non c'è stato il tempo di sgombrare la zona dai rottami. Addirittura in alcune foto c'è ancora il fumo che si solleva dalla buca, ma di rottami neanche l'ombra.)
La domanda è sempre quella: dove diavolo è finito l'aereo? Insomma, non è un telefonino, è un velivolo di 50 metri pesante più di 100 tonnellate (con il pieno di carburante). Ci si aspetterebbero dei rottami visibili. E invece niente.

Fortunatamente, nonostante il blocco federale, un giornalista è riuscito ad aggirare la recinzione e ad avvicinarsi alla zona attraversando la boscaglia dietro la buca. Ecco la sua testimonianza (tutte le testimonianze le potete trovare nel video documentario sul volo UA-93 scaricabile qui): «Da lontano non ci sono segni di rottami, ma solo una grossa buca nel terreno. Ma nel bosco dietro alla buca si trovano piccole testimonianze di un grande, orribile evento. Cosa c'è là? Guarda qui (indicando un rottame di pochi centimetri). Un pezzo di isolante a nido d'ape... (indicando un altro rottame) Un pezzo di alluminio di 30 cm con attaccata una vite a croce, una pagina strappata di una rivista, i frammenti sono dappertutto... a prima vista non sembrano nemmeno pezzi di un aereo... sono così piccoli... e non sono riconoscibili. Non si capisce se sono di una fusoliera, di un sedile, non si capisce cosa siano. Ma siamo letteralmente circondati da questi frammenti, e c'è un odore molto forte, di... terra bruciata. E' l'unico modo che mi viene in mente per descriverlo. Non c'è l'odore (molto particolare e riconoscibile) di carburante per aerei, c'è odore di... Ken (rivolgendosi al suo compagno), tu come lo chiameresti? Terra bruciata (risponde Ken)? Terra bruciata (conclude il giornalista). C'è odore di terra bruciata.»

L'odore di kerosene è, come sa benissimo chi lavora in un aeroporto, un odore molto forte, molto particolare e non confondibile con nessun altro. Ma sulla scena dell'impatto, dove ufficialmente circa 25-30 tonnellate di kerosene sono esplose, c'è solo una buca nel terreno di 7 metri al massimo e nessun odore di kerosene.

Inoltre, l'unica foto dell'impatto dell'aereo (qui sotto), scattata da un vicino abitante, ha catturato l'immagine di un fungo di fumo.

Questa forma del fumo è il risultato tipico di un'esplosione.
Quando un aereo precipita al suolo carico di carburante, invece, solleva una lunga colonna di fumo nero che continua a bruciare a lungo, e non si consuma subito, come nel caso di un'esplosione, creando il cosiddetto "fungo".
La differenza, come potete vedere qui sotto, è notevole.

Lo schianto del volo UA-93. Un tipico schianto aereo.




Un bombardamento in Iraq. Un altro tipico schianto aereo.

A cosa assomiglia di più la foto dello schianto del volo UA-93? Ad un incidente aereo, o all'esplosione di una bomba?
Osservate bene le foto.

Tutto fa credere che sia stata fatta detonare una carica esplosiva di media potenza piena di ferraglia qualunque, per cercare di simulare un impatto aereo al suolo, quando invece l'aereo è stato abbattuto in volo.

La testimonianza di un minatore che ha visto la scena sembra confermare questa ipotesi: «Abbiamo visto l'aereo (il volo UA-93) praticamente capovolto. Veniva giù quasi dritto. Si vedeva che stava cadendo. E un attimo dopo, sopra Rossners, c'è stata questa enorme palla di fuoco. L'aereo sarà stato almeno a 100, 150 metri di altezza.»

C'è inoltre la testimonianza di un'automobilista, Susan McIlwain, che afferma di aver visto un "piccolo aereo" allontanarsi dalla scena dell'esplosione del volo UA-93: «Quando ero arrivata qui, poco prima dello STOP, un piccolo aereo, mi sembrava bianco, mi è passato sopra... era così silenzioso, e ha planato qui sopra (indicando la strada) esattamente così (mimando con le mani il modo in cui è planato). Quando poi abbiamo visto la TV, continuavano a parlare di un grosso aereo, tipo un 757, e io mi dicevo: "No, quello che ho visto io non era un jet". Quello mi avrebbe spazzato via, passandomi sopra così vicino. Alla sera, è venuta l'FBI. Volevano sapere quanto era grande l'aereo che avevo visto. Gli ho detto che era piccolo, non molto più grosso del mio furgone, e mi è passato sopra. E lui mi dice: "Lei non lo sa come è fatto un 757". E io gli ho risposto: "Mi eviti la paternale. Se non mi vuole credere non mi creda, ma io quello che ho visto lo devo denunciare. Voi dovete sapere che c'era qualcos'altro che volava in cielo in quel momento." A quel punto si è fatto più gentile e mi ha detto che quello era un Lear Jet bianco che faceva le fotografie. Io gli ho detto: "Prima dell'incidente?". E lui: "Ora dobbiamo andare".»

Un'altra testimonianza di un vicino abitante sembra confermare l'ipotesi dell'abbattimento in volo: «Stavamo seguendo la TV, e la corrente si è messa a tremolare... più o meno nel momento in cui abbiamo sentito i rombo dei motori. E mentre correvamo fuori, abbiamo sentito il terreno tremare e poi un gran botto. E abbiamo visto questa gran palla di fuoco, in aria. Siamo arrivati sul posto nell'arco di 45 secondi, un minuto al massimo dopo l'impatto. Siamo arrivati prima dei pompieri o di qualunque altro soccorso, e quando siamo arrivati, c'era un aereo che ci volava sopra, ed è stato furbo, si è allontanato in direzione del sole, in modo da non poter vedere se fosse un caccia o che altro tipo di aereo fosse. L'abbiamo visto di scorcio, mentre virava, e viaggiava praticamente nella stessa direzione dell'aereo. [...] Stavo parlando con un tizio, e gli stavo raccontando che eravamo lì quando l'aereo è caduto, e che le luci nell'ufficio hanno cominciato a tremolare, e c'era un'altra persona davanti a me, un ex-pilota dell'esercito, e quando mi ha sentito mi ha interrotto. Mi dice: "Raccontami bene", e poi mi dice: "Io sono un ex-pilota, e quell'aereo è stato abbattuto". Io gli chiedo: "Perchè?". E lui: "Perchè quando le luci in casa tremolano, vuol dire che hanno accecato tutte le sequenze radar prima di sparare." E poi mi ha detto: "Ecco perchè la corrente in casa si è messa a tremolare. Non ha tremolato per l'impatto, ha tremolato perchè hanno accecato tutte le frequenze radar prima di sparare.»

Ma la cosa più importante di questa faccenda non è tanto stabilire se l'aereo UA-93 sia precipitato o sia stato abbattuto in volo, magari per errore dai militari che non sapevano che i passeggeri avevano già ripreso il controllo dell'aereo.

La cosa più importante è che, se era stata già approntata in anticipo una falsa scena dell'impatto con una buca nel terreno e rottami sparsi in giro, significa che qualcuno sapeva già in anticipo che l'aereo sarebbe stato abbattuto, e si conosceva sia il posto che l'ora. Chi ha fatto quella buca nel terreno ha organizzato tutto con un certo anticipo, non ha improvvisato.

Se quindi la vicenda del volo UA-93 è stata manovrata in questo modo, tra l'altro da un abile regista che l'ha usata come scusa per farci sapere molti dettagli dei terroristi e dei dirottamenti che altrimenti non avremmo mai potuto sapere (come il fatto che avevano dei taglierini e che li hanno usati per sgozzare i piloti), e che inoltre in questo modo ha creato il più classico degli episodi di eroismo e patriottismo (i passeggeri che si sacrificano per evitare altre morti) con cui ha commosso tutta la nazione (e ha aggiunto altra indignazione e rabbia nella popolazione), non è possibile, anzi, probabile (e molto) che anche gli altri tre dirottamenti siano stati programmati con largo anticipo allo stesso modo e dallo stesso regista?


 

ua93
Scarica il video documentario di www.luogocomune.net sul volo UA-93 (18 Mb)





Per approfondimenti vedi anche "IL MISTERO ALL'AEROPORTO DI CLEVELAND", una possibile risposta alla domanda: "Ma se non si è schiantato in Pennsylvania, allora dov'è finito il vero volo UA-93?"

 


 

 

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